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martedì 24 novembre 2020

LA GIUNTA APPROVA IL REGOLAMENTO DEL TUTORE CIVICO PER LA TUTELA DEI DIRITTI DELL’INFANZIA

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È stata approvata dalla giunta, ed è ora all’attenzione del Consiglio comunale, la delibera che approva il Regolamento sul Tutore civico per la tutela dei Diritti dell’Infanzia del Comune di Bari.

Il regolamento disciplina la figura del Tutore civico quale istituto indipendente, di stimolo e di promozione, che non si occupa prioritariamente dei singoli casi, ma del rispetto dei diritti di tutti i minori da parte dell’amministrazione comunale e di altri soggetti che operano nella comunità, come figura terza di garanzia.

“Finalmente, dopo anni di attesa, nelle prossime settimane il Consiglio comunale sarà chiamato a discutere la delibera per l’istituzione della figura del Tutore civico per i diritti dell’infanzia - commenta l’assessora al Welfare Francesca Bottalico -. Un risultato importante per la nostra città, anche in termini simbolici, considerato che novembre è il mese dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, reso possibile dall’impegno delle commissioni consiliari e degli uffici del Welfare. Il testo del regolamento che andrà in consiglio è stato attualizzato alla luce della più recente normativa, e il mio auspicio è che questo ruolo possa essere ricoperto da una personalità autorevole e di grande esperienza per supportare al meglio la richiesta che proviene dal mondo dell’infanzia, delle famiglie, in particolare nei contesti di maggiore vulnerabilità. Oggi sento di ringraziare anche gli amministratori che ci hanno preceduto lavorando per questo obiettivo, su tutti Carlo Paolini”.

Tale figura, prevista dall’art. 44 dello Statuto comunale, svolge la sua attività a tutela dei minori in piena libertà e, per l’intera durata del mandato, non può ricoprire cariche in partiti politici, movimenti di ispirazione politica o organizzazioni.

Il Tutore, chiamato a vigilare a livello cittadino sull’applicazione della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 (ratificata con Legge n. 176 del 27 maggio 1991), dovrà agire secondo i “quattro principi generali” delineati dal Comitato ONU:

·        non discriminazione (art. 2)

·        migliore interesse del minore (art. 3)

·        diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo (art. 6): in tal senso il Tutore si adopererà con pareri non vincolanti affinché siano sempre tutelate e sostenute la maternità e la genitorialità, specie in presenza di condizioni di indigenza da parte del nucleo familiare

·        partecipazione e rispetto per l’opinione del minore (art. 12).

Dovrà, quindi, promuovere azioni volte ad incrementare la conoscenza dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nel Comune di Bari, nonché la diffusione di una cultura basata sulla centralità di tali diritti in ogni ambito, favorendo al contempo la partecipazione di bambini e adolescenti in qualsiasi contesto vengano prese decisioni che li riguardino.

Tra le funzioni previste vi è anche la raccolta di segnalazioni e bisogni provenienti dai minori, dalle famiglie, da associazioni ed enti su episodi di violazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Al Tutore spetta la segnalazione di ogni forma di discriminazione tra le persone di minore età all’autorità competente nei diversi contesti (es.: scuola/dirigente scolastico oppure ospedale/direttore sanitario), collaborando con la rete dei servizi incaricati in materia di tutela dei diritti fondamentali dei minori, come pure deve segnalare il rischio o il danno a minori derivanti da situazioni ambientali carenti o inadeguate alle competenti amministrazioni pubbliche o all’autorità giudiziaria in casi richiedano interventi immediati di ordine assistenziale o giudiziario.

È, inoltre, tenuto a segnalare al sindaco eventuali atti amministrativi ritenuti lesivi degli interessi dei minori da annullare e a proporre la Città di Bari quale parte civile in procedimenti penali aventi ad oggetto violazioni dei diritti dei minori.

Quanto alla propria attività, il tutore dovrà condividerla con il Garante nazionale e il Garante regionale dei diritti del minore, nonché a sollecitare l’adozione di provvedimenti normativi in favore e a tutela dei diritti dei minori presenti sul territorio cittadino, con particolare attenzione per le categorie di minori vulnerabili, quali i MSNA, i minori con disabilità, i minori istituzionalizzati e quelli presenti negli istituti penali.

Sarà il Consiglio comunale, entro 90 giorni dal suo insediamento, ad eleggere il Tutore civico con la maggioranza dei due terzi dei consiglieri: il nominativo sarà scelto tra una rosa di designazioni formulate dalle associazioni, dalle consulte comunali e oltre che dai singoli consiglieri e dai singoli cittadini. Il Tutore, che potrà essere rieletto solo una seconda volta, durerà in carica quanto il Consiglio comunale che lo ha eletto, decadendo con la proclamazione dei nuovi consiglieri.

L'incarico del Tutore è gratuito e non dà diritto ad alcun compenso, fatto salvo il rimborso per le spese sostenute e documentate per l'espletamento dell'incarico.

L’Ufficio del Tutore, infine, si propone come luogo neutro di ascolto dei soggetti pubblici e privati, enti e singoli, con l’obiettivo di facilitare i rapporti tra i soggetti che a qualsiasi titolo si occupano di tematiche inerenti all’infanzia e adolescenza. Sarà luogo di elaborazione e produzione di progetti e di un pensiero condiviso tra diversi saperi, professionalità e poteri propri delle diverse istituzioni pubbliche, private e del privato sociale, attive in città sui temi dell’infanzia e adolescenza.

VIOLENZA SULLE DONNE: 9 RAGAZZE SU 10 NON SI SENTONO AL SICURO, LAVORO E WEB I LUOGHI DELLE MOLESTIE SECONDO L’OSSERVATORIO INDIFESA DI TERRE DES HOMMES E SCUOLAZOO

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Milano, 23 novembre 2020 – La violenza di genere è reale, si consuma ai danni delle ragazze e delle donne in molti modi e forme, subdole o palesi, attraverso gesti, parole o comportamenti discriminatori, ed è un ostacolo concreto allo sviluppo delle ragazze come persone, come attori della società, come risorse per l'economia. Questa è la visione dei più giovani, nati tra il 1997 e il 2007, che emerge dall'ultimo questionario dell'Osservatorio indifesa di Terre des Hommes e ScuolaZoo sulla percezione della disparità fra generi e violenza, discriminazioni e stereotipi di genere, bullismo, cyberbullismo e sexting fra la GenZ italiana. I risultati dell'indagine giungono in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), ricorrenza che assume un significato ancora più forte nell'anno della pandemia da Coronavirus, che ha impattato pesantemente sul fenomeno della violenza domestica[1].

"La violenza sulle donne e sulle ragazze sta esplodendo sempre di più, anche a causa del lockdown. Un'emergenza nell'emergenza che cresce all'interno delle nostre case e corre sul web, ma che trova anche in altri luoghi un terreno avvertito come sempre più fertile”, dichiara Paolo Ferrara, Direttore Generale di Terre des Hommes. "I ragazzi e, soprattutto le ragazze, ne sono consapevoli, percepiscono la violenza e la discriminazione di genere come un'urgenza su cui intervenire e vogliono essere protagonisti in prima persona di un cambiamento che avvertono sempre più centrale sia a livello locale che a livello mondiale. È ora che la politica, le imprese, gli enti filantropici e i media facciano un passo avanti deciso per contrastare la violenza e la discriminazione e la mettano, finalmente, al centro delle loro agende”.

L'ITALIA "NON È UN PAESE PER DONNE” PER 9 RAGAZZE SU 10

Tra i più giovani esiste una forte consapevolezza del fenomeno. Secondo l'Osservatorio, l'85% dei ragazzi ritiene che in Italia ci sia un reale allarme femminicidi e violenza contro le donne, ma il dato medio cela un'importante differenza di genere: sono 7 su 10 i maschi che ritengono vi sia un allarme fondato, ma il rapporto sale fino a 9 su 10 se si considerano le risposte delle femmine. Solo il 15% non crede che ci sia un rischio diffuso, ma anche qui il dato scorporato per genere parla di un 29% di maschi a fronte di un 10% di femmine.

Rispetto alla violenza assistita, più della metà degli intervistati (51%) è stato spettatore di forme di violenza verbale, il 39% a forme di violenza psicologica, 1 su 4 ha visto con i suoi occhi episodi di violenza fisica come schiaffi e calci (14%) e lancio di oggetti (10,5%). C'è anche un 33% che dice di non essersi mai trovato di fronte a violenze contro le donne.

Parlando poi di violenza subita dai ragazzi almeno una volta nella vita, emergono al primo posto gli atti di bullismo (45%) che se sommati a quelli di cyberbullismo (16%) interessano oltre 6 ragazzi su 10. Seguono la violenza psicologica da parte di coetanei (42%), commenti a sfondo sessuale da parte di estranei online (36%), violenza psicologica da parte di adulti (24%). Nei ragazzi forte è anche la consapevolezza della globalità del problema. Guardando fuori dall'Italia, ai paesi più poveri del mondo, il 77% dei giovani vede nei matrimoni forzati una delle più penose piaghe subite dalle ragazze, seguito da abusi e maltrattamenti (65%), prostituzione e tratta (54%), gravidanze precoci e violenze sessuali (entrambe al 45%), mutilazioni genitali e sfruttamento lavorativo (entrambi al 37%).

DISCRIMINAZIONI, PREGIUDIZI, ALLUSIONI: LA VIOLENZA NON È SOLO FISICA, ALLARME WEB E SOCIAL

Il 54% degli studenti che hanno partecipato al questionario ritiene che le molestie sessuali siano la forma di discriminazione peggiore che subiscono le donne, ma a questo dato si associa quello sulla discriminazione economica, che viene riconosciuto dal 13% degli intervistati, e sul mancato riconoscimento delle proprie capacità, segnalato dal 19%. Il posto di lavoro è il primo tra i luoghi in cui c'è più violenza/discriminazione contro le ragazze/donne: lo pensa il 66% dei ragazzi. Il 48% sente come luogo di discriminazione il web, e il 33% indica gli ambienti della politica. Quanto alle minacce maggiori per un/a ragazzo/a, il 34% ritiene che sia la violenza sessuale, seguita con un distacco di 5 punti percentuali dalle droghe (30%) e da bullismo e cyberbullismo che insieme ottengono il 28% delle risposte. Ma cos'è una molestia sessuale? Per il 76% lo è qualsiasi contatto fisico indesiderato; il 59% indica il fenomeno del revenge porn e la stessa percentuale parla dei comportamenti "inappropriati” a sfondo sessuale su web e social, e del tentativo di violenza fisica. 4 punti in meno, con il 55% delle risposte, emerge anche il tema dei commenti sessisti e delle insinuazioni a sfondo sessuale.

FIDUCIA E RIFUGIO: LA MAMMA SÌ, LA SCUOLA NO MA RIMANE LUOGO DI IMPEGNO

La mamma rimane la persona di cui i ragazzi si fidano di più: il 36% la considera il punto di riferimento in caso di difficoltà. Solo 1 su 4 indica gli amici e 1 su 10 il fratello o la sorella. Ancora più giù troviamo il partner (9%) e poi il papà (6%). La figura dell'insegnante non raggiunge l'1% delle risposte (0,7%). Il 48% confiderebbe alla mamma una violenza subita, seguita immediatamente dagli amici (46%); ben distanziati troviamo il partner e il papà (entrambi al 21%) e il fratello/sorella (18%). Significativo che più di 1 su 10 (11%) dichiari che non si confiderebbe con nessuno.

La scuola non è dunque percepita come baluardo dinanzi a un pericolo, anzi addirittura il 20% del campione lo ritiene il luogo in cui si sente meno sicuro. Per contro, passando dalle percezioni alle esperienze concrete, il 70% delle ragazze dichiara di non essersi mai sentita discriminata in classe, da compagni o insegnanti, perché femmina. Anzi, la scuola diventa luogo in cui impegnarsi per combattere contro pregiudizi e violenze di genere: il 51% degli intervistati dedicherebbe 1 o più ore a settimana per impegnarsi in prima persona a scuola nella lotta alla violenza di genere e di orientamento sessuale, mentre il 23% dedicherebbe 1 o più ore al mese.

Per questo Terre des Hommes e ScuolaZoo chiedono che nelle scuole siano attivati e promossi dei meccanismi di peer education, che consentano ai ragazzi di essere protagonisti di un cambio culturale anche e soprattutto nei confronti dei propri coetanei. Le istituzioni scolastiche devono favorire la partecipazione degli studenti tramite momenti di formazione specifici e offrire spazi in cui la loro voce possa essere ascoltata. Inoltre, è importante che strumenti come l'Osservatorio indifesa, che raccolgono senza filtri l'opinione dei giovani su argomenti cruciali per la loro vita, diventino un punto d'osservazione permanente e riconosciuto dalle istituzioni governative per orientare le politiche sui temi che li riguardano.

«ScuolaZoo entra in contatto quotidianamente con oltre 4 milioni di studenti in tutta Italia e lo facciamo con un dialogo vero, cioè chiedendo e ascoltando il loro punto di vista», commenta Francesco Marinelli, Direttore Editoriale di ScuolaZoo. «Con i nostri contenuti e progetti editoriali cerchiamo di intrattenerli, informarli, rendendoli protagonisti di tutte le iniziative editoriali. Perché questa generazione, la GenZ, vuole esprimersi e rendersi parte attiva, e noi rappresentiamo il loro megafono. È grazie a questo tipo di approccio che riusciamo a metterci in sintonia con loro, attraverso un linguaggio comune. E siamo contenti di essere promotori di messaggi come quelli che Terre des Homme da sei anni ha scelto di trattare e divulgare insieme a noi».

Giunto alla settima edizione, l'Osservatorio indifesa è realizzato con il coinvolgimento diretto dei R.I.S. - Rappresentanti d'Istituto ScuolaZoo, primo e unico network nazionale apartitico di Rappresentanti d'istituto delle scuole superiori che collabora per migliorare la scuola italiana in modo inclusivo e partendo dai ragazz*.

I R.I.S. hanno rivisitato contenuti e forma del questionario, in modo da creare un'indagine che partisse dalle domande della GenZ e che utilizzasse il linguaggio dei giovani. Il questionario è stato poi distribuito in tutte le 349 scuole d'Italia in cui sono presenti i R.I.S. e online, attraverso i canali social di ScuolaZoo.

L'OSSERVATORIO SUGLI ADOLESCENTI ITALIANI E IL NETWORK INDIFESA

Dal 2014 Terre des Hommes, in collaborazione con ScuolaZoo, porta avanti l'Osservatorio indifesa, uno strumento per ascoltare la voce dei ragazzi e delle ragazze italiane su violenza di genere, discriminazioni, bullismo, cyberbullismo e sexting. Dal suo avvio a oggi più di 26.000 ragazzi e ragazze di tutta Italia sono stati coinvolti tramite il sito e il canale instagram di ScuolaZoo (4 milioni di follower) in quello che rappresenta, a oggi, l'unico punto d'osservazione permanente su questi temi. Uno strumento fondamentale per orientare le politiche delle istituzioni e della comunità educante italiana.

Dal 2018 Terre des Hommes, assieme all'associazione Kreattiva, ha dato vita al Network indifesa, la prima rete italiana di WebRadio e giovani ambasciatori contro la discriminazione, gli stereotipi e la violenza di genere, bullismo, cyber-bullismo e sexting. La rete, fondata sulla partecipazione e il protagonismo dei ragazzi e delle ragazze attraverso il coinvolgimento attivo in tutte le fasi del progetto, ha stimolato gli studenti degli istituti secondari di secondo grado a realizzare programmi radio mirati alla conoscenza e alla riflessione su violenza, discriminazioni e stereotipi di genere. Al progetto Network indifesa, finanziato dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di BIC® e BIC Foundation, hanno già aderito 12 WebRadio di tutto il territorio nazionale. Per info: www.networkindifesa.org

La Campagna "indifesa” di Terre des Hommes è nata per garantire alle bambine di tutto il mondo istruzione, salute, protezione da violenza, discriminazioni e abusi. Con questa grande campagna di sensibilizzazione Terre des Hommes ha messo al centro del proprio intervento la promozione dei diritti delle bambine nel mondo, impegnandosi a difendere il loro diritto alla vita, alla libertà, all'istruzione, all'uguaglianza e alla protezione. Tutto ciò a partire da interventi sul campo volti a dare risultati concreti per rompere il ciclo della povertà e offrire migliori opportunità di vita a migliaia di bambine e ragazze nel mondo.

Sostengono la campagna indifesa: BIC®, BIC Foundation, MainAD, Valvorobica, Fondazione Zanetti, Douglas. Media Partner: Io Donna.

 

About Terre des Hommes

Terre des Hommes dal 1960 è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall'abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente Terre des Hommes è presente in 67 paesi con 816 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des Hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con EU DG ECHO ed è accreditata presso l'Unione Europea, l'ONU, USAID e il Ministero degli Esteri italiano - Agenzia Italiana per la Cooperazione Internazionale (AICS). Per informazioni: www.terredeshommes.it

About ScuolaZoo

ScuolaZoo è il media brand degli studenti Italiani che si interfaccia quotidianamente con 4 milioni di follower. Nata nel 2007 da un'idea di Paolo De Nadai per contrastare gli episodi di mala istruzione, ScuolaZoo è oggi un media brand che fa da interlocutore con gli studenti, dialogando con il loro linguaggio senza filtri, attraverso i loro canali social di riferimento. ScuolaZoo si propone di ispirare le nuove generazioni, vivendo i ragazzi, raccontando i loro sogni e bisogni e dando vita a contenuti ed esperienze WOW che uniscono, e liberano il potenziale di ognuno. ScuolaZoo è anche il terzo diario scolastico più venduto d'Italia e il primo network nazionale di Rappresentanti d'Istituto che collabora per una scuola migliore con e per gli studenti. ScuolaZoo fa parte di OneDay Group il business builder italiano che mette le nuove generazioni al centro.

About Kreattiva

Kreattiva (fondata a Bari nel 2006) è un'associazione di promozione sociale che si occupa di partecipazione, contrasto all'emarginazione e alla marginalità, innovazione sociale, antimafia, uso creativo dei media e incubazione di idee con l'obiettivo di creare percorsi partecipati di crescita individuale e collettiva attraverso il miglioramento delle condizioni di vita e sviluppo di bambini e bambine, ragazzi e ragazze.

Questo si traduce in un lavoro quotidiano finalizzato alla centralità e al protagonismo dei ragazzi e delle ragazze nei percorsi di vita, gestione e sviluppo della cosa pubblica. In particolare, l'impegno che caratterizza l'associazione sin dalla sua nascita è quello relativo alla narrazione collettiva attraverso lo strumento radiofonico per la costituzione e la divulgazione di una cultura della legalità e dell'antimafia sociale fra i ragazzi e le ragazze delle scuole.