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mercoledì 10 settembre 2025

Il senso della realtà. Dalla tv all'intelligenza artificiale di Anna Maria Lorusso (La Nave di Teseo)

 Un libro che attraversa la cultura pop contemporanea - film, serie tv, podcast, contenuti virali - e le lezioni di Roland Barthes, Jean Baudrillard, Umberto Eco.


Perché ci appassionano tanto i reality show? Cosa ci attira nell’ascoltare le storie di cronaca nera? Com’è possibile che le teorie cospiratorie e le fake news abbiano tanto seguito? E come tutto questo ha cambiato il nostro senso della realtà? Attraverso quattro esempi – la televisione dei reality, il true crime, i documentari cospirazionisti e i video creati dall’intelligenza artificiale – questo libro offre una riflessione critica e politica su come i concetti di realtà e verità siano oggi messi continuamente alla prova. Ogni giorno, sui social e nei media tradizionali, verità alternative ma verosimili mettono in discussione alcuni dei capisaldi del pensiero occidentale (primo fra tutti il principio di non contraddizione), alimentando così una cultura che non sa più distinguere tra ciò che è reale e ciò che è messo in scena, o inventato, virtuale o finzionale. Che si tratti delle vicende di una coppia vip raccontate come una serie tv, o di un omicidio reale raccontato come un noir, o di video virali creati dalla IA, siamo colpiti dal loro contenuto “interessante”, senza interrogarci sulla loro corrispondenza al reale. E così l’intelligenza artificiale non fa che metterci di fronte a un’abitudine all’irrealtà cui ci siamo narcotizzati da tempo. Attraversando la cultura pop contemporanea (film, serie, podcast, contenuti virali) e le lezioni di Roland Barthes, Jean Baudrillard, Umberto Eco, questo libro denuncia la perdita del senso della realtà a cui sembriamo condannati, e prova a offrire gli strumenti per tornare coi piedi per terra, prima che sia troppo tardi




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martedì 9 settembre 2025

Vivere per sempre. L'Aldilà ai tempi di ChatGPT di Davide Sisto (Bollati Boringhieri)

In Vivere per sempre Davide Sisto, con uno stile diretto e profondo, rilegge il nostro rapporto con la fine, dalla rimozione culturale della morte alla sua spettacolarizzazione, mostrando come la tecnologia stia cambiando sempre di più il modo in cui viviamo, ricordiamo e, soprattutto, moriamo e veniamo ricordati.


Nel 2018, con La morte si fa social, Davide Sisto ha introdotto, tra i primi in Italia, il tema della morte digitale. Da allora il rapporto tra morte e nuove tecnologie si è intrecciato sempre più saldamente alle nostre vite e l’irruzione nell’infosfera dell’intelligenza artificiale ha reso le cose ancora più paradossali. Se nel 2018 l’attore principale era Facebook – che coi suoi profili di persone decedute, di cui regolarmente l’algoritmo ci ricorda il compleanno, rappresenta «il più grande cimitero del mondo» –, con le nuove tecnologie chiunque può accedere a servizi che promettono di «parlare col caro estinto» come fosse ancora tra noi. L’impatto di queste tecnologie sul nostro rapporto con la morte – e dunque con la vita – è sempre più inquietante.Col passare del tempo nella società si fa strada il «foreverismo», l’idea che si possa in qualche modo «vivere per sempre», almeno digitalmente parlando: app che ci promettono un’eternità digitale ed esorcizzano la morte finiscono col negare a chi resta la consolazione dell’elaborazione del lutto. Il tempo stesso si sta congelando in un eterno presente





TUTTI PAZZI PER IL CRIME! 🕵🏻‍♂️ STEFANO NAZZI passa dal BSMT!

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ENNIO - di Giuseppe Tornatore su Ennio Morricone | Clip "Bernardo Bertolucci" HD

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Ve l'avevo detto! - Stefano Benni

lunedì 8 settembre 2025

I padroni dell'AI. Microsoft, Google, Meta e la corsa all'intelligenza artificiale di Gary Rivlin (Apogeo)

 L’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo a una velocità senza precedenti: da quando ChatGPT ha fatto la sua comparsa sulla scena a fine 2022, in un batter d'occhio l'AI è diventata un affare che ci coinvolge tutti. Ma chi detiene il vero potere in questa rivoluzione? Gary Rivlin, giornalista vincitore del premio Pulitzer, ci porta dietro le quinte della corsa multimiliardaria tra Microsoft, Google, Meta e le altre Big Tech che investono cifre astronomiche per dominare questa tecnologia. Nel corso di oltre un anno, l'autore ha seguito da vicino founder e venture capitalist osservando i giochi di potere, le strategie e le tensioni interne che agitano questa nuova frontiera. Grazie a Ried Hoffman, cofondatore di LinkedIn, investitore di primo piano e mente visionaria, Rivlin ha avuto accesso ad alcune delle aziende più all'avanguardia nella ricerca sull'intelligenza artificiale come Inflection AI, la società che Hoffman stesso ha co-fondato nel 2022, e OpenAI di Sam Altman, la startup con sede a San Francisco che ha dato il via a tutto. Attraverso una narrazione avvincente, costellata dai nomi di personaggi come Musk, Zuckerberg, Gates, I padroni dell'AI racconta come questi giganti stiano riscrivendo le regole del mercato, facendo emergere sfide etiche, economiche e geopolitiche. Un libro essenziale per comprendere chi e come sta scrivendo il futuro dell’AI, e a quale prezzo





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"Faremo Foresta": il libro di Ilaria Bernardini

Paolo Roversi (scrittore): "Il taccuino di una sbronza" e il ricordo di Charles Bukowski

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MEET THE ARTIST: NATHALIE DU PASQUIER

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domenica 7 settembre 2025

Vita interactiva. Da Homo sapiens all’universo digitale di Pietro Montani (Einaudi)

 Il termine «interattività» si è imposto come una parola chiave dei nostri tempi grazie al crescente espandersi della rete e delle sue risorse nella nostra vita quotidiana. Ciò a cui fa riferimento, tuttavia, poggia su un’idea molto più generale e impegnativa: quella secondo cui la relazione interattiva in quanto tale esercita un primato rispetto agli elementi che vengono relazionati. Il modo in cui questo primato si fa valere, per di più, è sempre nuovo, le sue forme ci spiazzano, la sua creatività talvolta ci disorienta. Dei fondamenti dell’essere interattivo e delle sue tante varianti questo libro propone una ricognizione scandita in quattro movimenti. Il primo ne esamina le strategie di base: dagli espedienti che la vita biologica sa escogitare per conservarsi, evolvere e differenziarsi fino alle metamorfosi con cui l’interattività modella le dinamiche culturali tipiche degli esseri umani. Il secondo analizza la principale tra le tecnologie simboliche della nostra specie, il linguaggio verbale, e la sua capacità di generare prassi interattive che non sarebbero potute sorgere in sua assenza. Il terzo offre un’ampia rassegna della vocazione intimamente interattiva delle arti. Il quarto movimento, infine, prova a fare il punto sugli originali processi interattivi implementati dal digitale, aprendo un confronto spregiudicato tra le sue potenzialità liberatorie e le sue minacce regressive. Il quadro che ne deriva offre una motivazione coerente al fatto che il nostro tempo sembra più di altri destinato a rimodulare quella “vita activa”, che per Hannah Arendt qualificava, in generale, la «condizione umana», come “vita interactiva”





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Thor vs Hulk - Fight Scene - The Avengers (2012) Movie Clip HD

Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

George Lucas in the background of some random documentary

Sabrina Impacciatore Had an Awkward Moment While Meeting Jason Momoa, Talks The Paper (Extended)

Bob Dylan - Hurricane (Official Audio)

Carmine Recano per #JägermeisterMANIFEST

La vida en rosa EDITH PIAF Marion Cotillard

Paroliamo - 1 - Morassi vs De Toffoli.avi

sabato 6 settembre 2025

La stagione che non c'era di Elvira Mujcic (Guanda)

Elvira Mujčić, che durante le guerre jugoslave era una bambina come Eliza, racconta i destini individuali attraverso cui si muove il destino di un Paese intero, animato dagli stessi sogni dei suoi protagonisti, che inevitabilmente si scontrano con la fine delle proprie utopie. La Jugoslavia diventa così il simbolo di ciò che accade quando il culto del passato si esaspera e si trasforma in violenza, teatro di paure e inquietudini così simili a quelle del nostro presente.

«Nene si domandava se fosse possibile catturare il momento esatto in cui una storia cambia radicalmente e quel che pareva un tranquillo susseguirsi di eventi si trasforma in un ruzzolone giù per il dirupo con la prospettiva di uscirne con le ossa rotte.»


Jugoslavia, 1990. L’aria è tesa, le voci dei nazionalisti si fanno sempre più insistenti. Ma c’è ancora tempo, c’è ancora spazio per scongiurare gli allarmi che arrivano dalle zone di confine. In questa atmosfera elettrica, due giovani fanno ritorno alla loro cittadina nella Bosnia orientale. Nene è un artista ossessionato dall'eventualità che il suo Paese possa d’improvviso non esistere più, che nessuno ricordi più cosa significa essere jugoslavi, e immagina di realizzare un’opera che testimoni il mondo in cui la sua generazione è cresciuta. Merima, l’amica degli anni della scuola, crede nella politica, nel sogno di «fratellanza e unità» dei popoli, e cerca di contrastare i venti burrascosi che soffiano nel Paese, sperando così anche di distrarsi da una ferita d’amore. E poi c’è Eliza, la figlia di Merima, una bambina di otto anni che sta pianificando un viaggio per raggiungere il padre che non ha mai conosciuto e di cui conserva solo un biglietto di auguri




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