In un'America sempre più polarizzata, dove le politiche anti-immigrazione si trasformano in tragedie umane, Donald Trump ha annunciato una "piccola de-escalation" in Minnesota. Un'espressione che suona quasi ironica, come se ridurre la tensione in uno stato sull'orlo del caos fosse un favore concesso con parsimonia. Ma andiamo con ordine: dietro questo annuncio del 27 gennaio 2026 si cela un contesto di violenze, abusi e reazioni politiche che mettono a nudo le falle di un'amministrazione che ha fatto della repressione il suo cavallo di battaglia.
Donate
mercoledì 28 gennaio 2026
La "Piccola De-escalation" di Trump in Minnesota: Un Gesto Tardivo o una Manovra Politica? - ecco cosa ne penso
domenica 25 gennaio 2026
L’ipocrisia del salotto: perché l'Occidente deve smettere di dare lezioni alla resistenza iraniana - ecco cosa ne penso
C’è un tic nervoso, quasi un riflesso pavloviano, che colpisce le democrazie liberali ogni volta che una rivolta divampa lontano dai propri confini: il desiderio irrefrenabile di mettere i puntini sulle i al coraggio degli altri. L’ultimo terreno di questo paternalismo intellettuale è l’Iran, come analizzato con lucidità nel recente dibattito culturale sollevato su queste colonne.
Il paradosso è servito. Da una parte abbiamo un popolo, guidato da una generazione che non ha più nulla da perdere, che sfida una teocrazia armata di tutto punto. Dall’altra, ci siamo noi: osservatori distanti che, tra un caffè e un tweet, ci permettiamo di sindacare sulle modalità della loro resistenza. "Non usate la violenza", "Siate più inclusivi", "Attenti alle derive radicali". Sono suggerimenti che odorano di una superiorità morale tanto rassicurante quanto sterile.
Il peccato originale del nostro sguardo Il giornalismo e la politica occidentale soffrono di una miopia cronica: credere che i processi democratici siano un kit "IKEA" montabile ovunque allo stesso modo. Chiedere agli iraniani di combattere secondo i canoni della nostra estetica democratica significa ignorare la brutalità di un regime che non risponde alle petizioni online, ma alle esecuzioni in piazza.
Critichiamo la "mancanza di una leadership chiara" o la frammentazione dei movimenti, dimenticando che in un sistema carcerario a cielo aperto, la leadership è il primo bersaglio da eliminare. La pretesa che la rivoluzione sia "pulita" e conforme ai nostri standard di decoro politico è, in ultima analisi, una forma di bullismo intellettuale.
Oltre la solidarietà di facciata Se vogliamo davvero sostenere la causa iraniana, dobbiamo fare un passo indietro. La vera solidarietà non consiste nel fornire una "roadmap" preconfezionata, ma nel garantire che la loro voce arrivi senza filtri, riconoscendo che la libertà ha un prezzo che solo chi è sul campo ha il diritto di quantificare.
Dire agli iraniani come devono combattere non è solo inutile; è offensivo. È il momento di decidere se vogliamo essere alleati del loro futuro o semplici guardalinee di una partita in cui non rischiamo nulla. (Stefano Donno)
sabato 17 gennaio 2026
La Censura Digitale in Iran: Un Regime che Teme la Verità Più di un Attacco Esterno - ecco cosa ne penso
n un mondo sempre più interconnesso, dove un tweet può scatenare rivoluzioni e un post virale può smascherare tirannie, l'Iran sceglie di isolarsi dietro un muro digitale impenetrabile. Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano il 17 gennaio 2026, il regime di Teheran sta valutando un blocco permanente di internet, trasformando l'accesso alla rete globale in un "privilegio governativo" riservato a pochi fedelissimi. Solo chi passa i rigidi controlli di sicurezza potrà navigare in una versione filtrata del web, mentre i cittadini comuni saranno confinati a una intranet domestica, isolata dal resto del mondo. È l'ennesima mossa di un governo che, terrorizzato dalle proteste di massa scoppiate il 28 dicembre scorso, preferisce spegnere la luce della conoscenza piuttosto che affrontare le sue ombre.
Quattro profeti del disincanto. Un saggio necessario per decifrare l'Italia
In Evidenza
"Quattro profeti del disincanto. Un saggio necessario per decifrare l'Italia."
Acquista il VolumeScopri "Erotismo e Peccato" di Elisa Longo. Un viaggio poetico tra anima e corpo
Pelle accesa - Burning Skin di Maria Caspani (iQdB)
Skinny (fragment cycle) for Billie Eilish by Stefano Donno
1. Skinny (fragment cycle) i told the mirror i was happy because the numbers went down but the old me is still me and maybe the real me an...
-
Milano, 20 aprile 1814: la notizia dell’abdicazione di Napoleone re d’Italia porta una folla inferocita a invadere il Palazzo del Senato p...
-
Stefano De Martino, sui social il video intimo con la fidanzata Caroline Tronelli: gli hacker violano le webcam di casa | Corriere.it


