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sabato 14 febbraio 2026

Il contrario di abitare di Fabrizio Sani (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

 

Il contrario di abitare di Fabrizio Sani – Poesia che scardina l’idea di casa
iQdB Edizioni • Poesia contemporanea italiana • Lettori, librai, festival
Nuova poesia iQdB Edizioni

Il contrario di abitare

La raccolta di Fabrizio Sani che trasforma la casa in un luogo interiore, fragile e necessario.

Cos’è davvero una casa quando il suolo sotto i piedi si fa incerto? In queste poesie l’abitare non è solo un indirizzo, ma un modo di stare al mondo: tra partenze, ritorni impossibili e stanze che esistono solo nella memoria.

CLICCA QUI E COLLEGATI SUBITO Leggi la scheda completa, l’anteprima e scopri come ordinare il libro.
Raccolta di poesia
Fabrizio Sani
iQdB Edizioni
IL CONTRARIO DI ABITARE

Perché questo libro è diverso dagli altri libri di poesia

Non è una semplice raccolta di testi, ma un percorso che interroga cosa significhi sentirsi a casa quando i luoghi cambiano e le relazioni diventano provvisorie. È un libro per chi cerca una voce capace di nominare l’inquietudine senza rinunciare alla bellezza.

Fabrizio Sani appartiene a una generazione che ha visto l’idea di casa farsi liquida: affitti brevi, traslochi frequenti, radici spezzate. Le sue poesie trasformano tutto questo in immagini precise, asciutte, che parlano sia ai lettori abituali di poesia sia a chi vuole avvicinarsi per la prima volta a una scrittura intensa ma accessibile.

A chi parla Il contrario di abitare

Per chi cambia spesso casa

Se ti sei spostato da una città all’altra, se conosci la sensazione di “non appartenere davvero” a nessun luogo, queste poesie mettono in parole quella instabilità e la trasformano in consapevolezza.

Per chi ama la poesia contemporanea

Il linguaggio è moderno, essenziale, mai artificioso. Ogni testo punta al cuore dell’esperienza, con immagini nitide che invitano alla rilettura e alla condivisione.

Per chi cerca libri da proporre

Librai, insegnanti, gruppi di lettura trovano qui un volume ideale per laboratori su identità, casa, migrazione, fragilità emotiva. Un testo che apre discussioni autentiche.

Cosa troverai tra queste pagine

Stanze vuote e corridoi affollati di memoria, città lasciate alle spalle, finestre che si aprono su un futuro incerto, ma possibile. Ogni poesia è una piccola soglia da attraversare.

Il tema dell’abitare viene rovesciato: non è più solo il possesso di uno spazio, ma una continua contrattazione tra ciò che lasciamo andare e ciò che decidiamo di tenere vicino. In questo senso Il contrario di abitare dialoga con le domande più urgenti del nostro tempo: precarietà, spostamento, ricerca di un posto nel mondo.

Cosa dicono lettori e critici

«Una voce capace di raccontare l’instabilità senza compiacerla, tenendo sempre aperta la porta a una forma diversa di appartenenza.» Lettore da un gruppo di reading e festival di poesia
«Un libro che si presta al dialogo: con altri autori, con i luoghi, con le biografie dei lettori. Perfetto per chi ama le narrazioni sottili ma incisive.» Feedback raccolto da presentazioni e incontri in libreria

Dampyr il film: scene dal set leaked

 

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Giuliano Kremmerz e l'ermetismo italico nell'800 e nel 900

 

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𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 𝗘̀ 𝗠𝗘𝗠𝗢𝗥𝗜𝗔. 2ª Puntata.

 

LA STORIA E' MEMORIA - Comprendere il nostro futuro - PRIMA PUNTATA

 

venerdì 13 febbraio 2026

Il profumo. Una storia di seduzione e identità, fra icone e tendenze di Cristina Penco (DIARKOS)

 Il profumo ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella storia dell'umanità, un filo invisibile che lega epoche, civiltà e personalità straordinarie. Fin dall'antichità, esso ha rappresentato potere, seduzione e identità, utilizzato da regine e imperatrici per affermare il proprio status e fascino. Cleopatra, con i suoi unguenti e oli profumati, incantò Giulio Cesare e Marco Antonio, mentre Maria Antonietta, appassionata di essenze floreali, fece della sua fragranza un tratto distintivo della corte di Versailles. Sissi d'Austria prediligeva aromi freschi e naturali per mantenere un’immagine di purezza e raffinatezza, mentre Mata Hari usava profumi esotici come strumento di seduzione e mistero. Cristina Penco racconta la storia del profumo, dalle sue lontane origini ai giorni nostri, evidenziando come i più variegati aromi e le gocce più preziose abbiano influenzato il costume e la cultura, intrecciandosi con i successi, le cadute e le rinascite di miti femminili intramontabili. A conclusione, alcune autorevoli personalità del panorama italiano ci suggeriscono come scegliere il profumo perfetto, comprendere le diverse famiglie olfattive e scoprire le tendenze del momento. Perché il profumo riflette i nostri desideri e la nostra personalità: fugace come un sogno, persistente come una traccia indelebile nella memoria





La Portaerei Ford Verso il Medio Oriente: Un Gioco di Forze tra Diplomazia e Muscoli USA - ecco cosa ne penso

 Immaginate una scacchiera globale dove ogni mossa è un misto di bluff e strategia reale. È esattamente questo lo scenario che si sta delineando nel Medio Oriente, con la notizia che la USS Gerald R. Ford, la colossale portaerei americana – la più grande al mondo – sta per salpare dalle acque venezuelane diretta verso il Golfo Persico. Non è solo un trasferimento navale di routine; è un segnale forte, quasi un ruggito silenzioso, in un momento in cui le tensioni tra Stati Uniti e Iran sembrano danzare sul filo del rasoio tra negoziati e confronto militare.

Partiamo dai fatti: secondo fonti attendibili, il presidente Donald Trump ha ordinato questo spostamento, che vede la Ford e il suo gruppo di attacco – completo di navi di scorta – lasciare il Venezuela per unirsi alla portaerei Abraham Lincoln già presente nella regione. Ricordate l'operazione del 3 gennaio scorso, quando caccia decollati dalla Ford hanno supportato la cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro? Quella missione, audace e controversa, ha segnato un capitolo nella politica estera trumpiana, e ora la stessa forza navale si proietta verso l'Iran, con un ritorno negli USA previsto non prima di maggio o giugno. È come se Washington stesse spostando i suoi pezzi più pesanti per premere su Teheran, proprio mentre Trump ribadisce la volontà di un accordo sul nucleare iraniano.Ma qui entra in gioco l'aspetto umano della geopolitica, quello che spesso sfugge alle analisi fredde. Trump, con il suo stile imprevedibile, ha sempre mescolato bastone e carota: da un lato, l'escalation militare per mostrare i muscoli e dissuadere; dall'altro, l'insistenza sui colloqui. Eppure, le trattative recenti – accennate ma mai concretizzate – sembrano evaporare come nebbia mattutina. Pensateci: un alto ufficiale di sicurezza iraniano ha fatto tappa in Oman e Qatar questa settimana, scambiando messaggi con intermediari americani. È un segno di aperture sotterranee? O solo un modo per guadagnare tempo? In un contesto dove le proteste anti-governative in Iran hanno infiammato gennaio, il rilascio su cauzione di due figure riformiste chiave come Javad Emam e Ebrahim Asgharzadeh – annunciato dal loro avvocato Hojjat Kermani – potrebbe indicare un tentativo di Teheran di allentare la pressione interna, forse per concentrarsi sul fronte esterno.Da osservatore di questi intrecci, non posso fare a meno di chiedermi: siamo di fronte a un vero rischio di escalation, o è tutto parte di un teatro negoziale? L'Iran, con il suo programma nucleare al centro del dibattito, sa bene che due portaerei americane nel Golfo non sono solo una parata; sono una minaccia tangibile che potrebbe complicare qualsiasi dialogo. Trump, d'altronde, ha fatto della "massima pressione" una firma della sua politica estera – basti pensare al Venezuela – ma sa anche che un conflitto aperto sarebbe un disastro per tutti, inclusa la sua eredità presidenziale. E l'Europa? Rimane in disparte, con l'accordo nucleare del 2015 in bilico, mentre Oman e Qatar fungono da ponti discreti in questo balletto diplomatico.Alla fine, questa mossa della Ford potrebbe essere il catalizzatore per un accordo storico, o il preludio a tensioni più acute. Dipende da quanto ciascuna parte è disposta a cedere senza perdere la faccia. Se fossi un diplomatico a Washington o Teheran, mi preparerei a notti insonni: la storia ci insegna che in Medio Oriente, le navi da guerra spesso navigano acque più profonde di quanto appaiano. Rimaniamo a osservare, con un misto di apprensione e speranza che la ragione prevalga sui cannoni  (Stefano Donno)



“The Unbowed Fan” for Sanae Takaichi by Stefano Donno

 1. “The Unbowed Fan” 

She enters the chamber the way a katana
enters its scabbard—quiet, inevitable,
the hush before the cut.
Sanae, they call you iron,
but iron forgets the heat that made it.
You remember.
In the Diet’s cold fluorescence
your shadow keeps the shape of Nara hills,
the old capital’s folded roofs
still pleated inside your spine.
Men speak of revision.
You revise the silence they left you.
Each syllable a hinge.
When the cameras bloom like night-jasmine
you smile the small, precise smile
of someone who has already won
in the room where no one was watching.
The fan you carry is not for cooling.
It is the map of every door
you were told would never open.
You open them anyway,
one lacquered rib at a time.
2. “Constitutional” Fourteen lines, no rhyme, but the volta arrives exactly where a sonnet would break the heart.
They say the constitution is a living document.
You answer with the steady pulse beneath the paper.
Article Nine, that beautiful wound,
you would suture with the same thread
your grandmother used to mend the flag after the fire.
I watch you in the footage:
the slight tilt of the head,
as if listening to the future
argue with the past in the next room.
You do not raise your voice.
That is the most radical act
in a country that still mistakes volume for strength.
When they ask what kind of woman
would rewrite the peace clause,
you become the clause—
quiet, iron, inevitable.
The camera loves you the way it loves
any blade that refuses to reflect the wielder.
3. “Economic Security” Because the new mode demands it, here is the poem as a single breathing paragraph that could be a ministerial statement or a private prayer—your choice.She keeps the ledger of the nation the way some women keep the calendar of their own bodies: every deficit a phase of the moon, every surplus a ripening. Sanae understands that security is not steel and satellites alone; it is the moment the salaryman in Osaka decides to have a second child, the moment the girl in Fukuoka chooses code over calligraphy, the moment the old farmer in Tohoku plants one more row of rice even though the market says no. She walks the corridors of Kasumigaseki carrying the weight of all those small yeses. When she speaks of “economic security” the words arrive already translated into the language of grandmothers who survived the ration books and the language of children who have never known hunger. That is her particular genius: to make policy feel like lineage. To make power feel like inheritance you are still earning. Somewhere in the building a young aide is watching her and thinking, If she can stand in that room and still sound like home, then perhaps I can too.These three pieces are meant to travel together: the first for the stage, the second for the page, the third for the quiet moment when the cameras are finally off.They honour the public Sanae—formidable, precise, historically minded—while allowing the private woman her necessary silences. That tension, I believe, is where the best contemporary political poetry lives: not in praise, but in precise, unsentimental witness




EPIFANIE DELLA COSCIENZA - Dissociazione e Creatività a cura di Vincenzo Ampolo (AA.VV) edito da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno

 

Epifanie della Coscienza • Dissociazione e Creatività | Libro di Vincenzo Ampolo
Edizione 2022 • Copertina rigida

Epifanie
della Coscienza

Dissociazione e Creatività

"Fintanto che non riusciamo ad aprire l'ultima camera non saremo padroni di casa."

— Vincenzo Ampolo

224
Pagine
AA.VV.
Autori
2022
Pubblicazione
EPIFANIE DELLA COSCIENZA Copertina Epifanie della Coscienza - Dissociazione e Creatività
SCROLLA
UN LIBRO CHE CAMBIA IL MODO DI PENSARE

Non è un libro.
È una breccia nella tua mente.

In tempi di reclusione fisica e mentale, Epifanie della Coscienza ci invita a fare esattamente l'opposto: aprire porte.

Attraverso la dissociazione creativa — quella capacità di staccarsi dal conosciuto per vedere ciò che ancora non esiste — questo volume collettivo ci guida in un viaggio verso l'espansione della conoscenza.

Ogni autore è un esploratore. Ogni saggio è una nuova camera da scoprire.

🧠
Dissociazione non come disturbo
Ma come superpotere creativo.
🌌
Espansione della coscienza
Ogni giorno si possono scoprire nuovi spazi.
🔑
Diventa padrone di casa
Apri l'ultima camera e rivendica il tuo spazio interiore.
I 5 PILASTRI DEL LIBRO

Cosa scoprirai

🌊

La dissociazione come atto creativo

Imparare a "saper vedere" oltre i confini del noto.

🗝️

L'ultima camera

La metafora potente che cambia tutto: non saremo mai padroni di casa finché non la apriamo.

🌍

Esploratori del sapere

Viandanti che condividono le brecce conquistate nei recinti mentali.

AA.VV.

Una sinfonia di voci

M. Ampolo
V. Ampolo
F. Aprile
D. Bisutti
G. Campione
M. Cataldini
E. Imbriani
M. Mezzanotte
L. Montecchi
A. Nacci
F. Pasca
R. Puglisi
A. Rapaggi
A. Valeri
A cura di Vincenzo Ampolo • Copertina di Massimo Pasca

Sei pronto ad aprire
l'ultima camera?

Il libro che trasforma la dissociazione in creatività pura.

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Disponibile in formato cartaceo • iQdB Casa Editrice
iQ
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Progettato per essere una calamita di anime curiose.

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Il contrario di abitare di Fabrizio Sani (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

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