Il contrario di abitare
La raccolta di Fabrizio Sani che trasforma la casa in un luogo interiore, fragile e necessario.
Cos’è davvero una casa quando il suolo sotto i piedi si fa incerto? In queste poesie l’abitare non è solo un indirizzo, ma un modo di stare al mondo: tra partenze, ritorni impossibili e stanze che esistono solo nella memoria.
Perché questo libro è diverso dagli altri libri di poesia
Non è una semplice raccolta di testi, ma un percorso che interroga cosa significhi sentirsi a casa quando i luoghi cambiano e le relazioni diventano provvisorie. È un libro per chi cerca una voce capace di nominare l’inquietudine senza rinunciare alla bellezza.
Fabrizio Sani appartiene a una generazione che ha visto l’idea di casa farsi liquida: affitti brevi, traslochi frequenti, radici spezzate. Le sue poesie trasformano tutto questo in immagini precise, asciutte, che parlano sia ai lettori abituali di poesia sia a chi vuole avvicinarsi per la prima volta a una scrittura intensa ma accessibile.
A chi parla Il contrario di abitare
Per chi cambia spesso casa
Se ti sei spostato da una città all’altra, se conosci la sensazione di “non appartenere davvero” a nessun luogo, queste poesie mettono in parole quella instabilità e la trasformano in consapevolezza.
Per chi ama la poesia contemporanea
Il linguaggio è moderno, essenziale, mai artificioso. Ogni testo punta al cuore dell’esperienza, con immagini nitide che invitano alla rilettura e alla condivisione.
Per chi cerca libri da proporre
Librai, insegnanti, gruppi di lettura trovano qui un volume ideale per laboratori su identità, casa, migrazione, fragilità emotiva. Un testo che apre discussioni autentiche.
Cosa troverai tra queste pagine
Stanze vuote e corridoi affollati di memoria, città lasciate alle spalle, finestre che si aprono su un futuro incerto, ma possibile. Ogni poesia è una piccola soglia da attraversare.
Il tema dell’abitare viene rovesciato: non è più solo il possesso di uno spazio, ma una continua contrattazione tra ciò che lasciamo andare e ciò che decidiamo di tenere vicino. In questo senso Il contrario di abitare dialoga con le domande più urgenti del nostro tempo: precarietà, spostamento, ricerca di un posto nel mondo.


Cosa dicono lettori e critici