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Policy - Benvenuti su "To Be STEFANO DONNO": Una Vetrina per le Eccellenze Italiane e Internazionali

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venerdì 17 luglio 2026

La Giustizia "Predittiva" tra Mito e Realtà: Algoritmi, Pregiudizi e il Futuro del Sistema Penale - Intervento di Antonio Russo e Stefano Donno

 L’ingresso dell'intelligenza artificiale (IA) nelle aule di tribunale e nei dipartimenti di polizia non è più uno scenario da cinema fantascientifico, ma una realtà consolidata. Dalla valutazione del rischio di recidiva alla pianificazione del pattugliamento urbano (predictive policing), i sistemi algoritmici vengono presentati come strumenti neutrali, capaci di eliminare l'errore umano e la parzialità cognitiva dal processo decisionale.

Tuttavia, da una prospettiva criminologica rigorosa, questa presunta neutralità scientifica nasconde insidie profonde. Il rischio reale non è solo l'errore tecnologico in sé, ma la sistematizzazione e l'amplificazione dei pregiudizi storici sotto la rassicurante etichetta dell'oggettività matematica.

Il paradosso del dato storico: l'effetto specchio

Gli algoritmi di apprendimento automatico (machine learning) non creano regole dal nulla: vengono addestrati su enormi database storici. Se questi dati riflettono disparità sociali, decisioni di polizia discriminatorie o asimmetrie sistemiche del passato, l'algoritmo non farà altro che codificare e perpetuare tali ingiustizie.

Il principio "Garbage In, Garbage Out" (GIGO): Se inseriamo nel sistema dati distorti da decenni di politiche di sicurezza sbilanciate o da pregiudizi socio-economici, l'output generato dall'intelligenza artificiale sarà inevitabilmente discriminatorio, ma rivestito di un’aura di infallibilità tecnica.

Questo fenomeno genera un pericoloso loop di feedback auto-avverante:

  1. La polizia pattuglia maggiormente i quartieri storicamente marginalizzati perché i dati mostrano un tasso di criminalità più alto.

  2. Di conseguenza, si registrano più arresti in quelle aree.

  3. I nuovi dati di arresto vengono inseriti nell'algoritmo.

  4. L'algoritmo suggerisce di pattugliare ancora di più quegli stessi quartieri, ignorando del tutto i reati "invisibili" (come quelli finanziari o dei colletti bianchi) commessi altrove.

Un confronto necessario: Bias Umano vs. Bias Algoritmico

Per comprendere la portata della sfida, è utile mappare le differenze strutturali tra le distorsioni del giudizio umano e quelle prodotte dai sistemi automatizzati:

DimensioneBias Umano (Giudice/Inquirente)Bias Algoritmico (Software di IA)
OriginePregiudizi cognitivi, stanchezza, fattori culturali individuali.Dati storici distorti, criteri di ottimizzazione errati.
ScalabilitàLimitata. L'errore del singolo giudice impatta solo su specifici casi.Massiva. Un singolo errore nel codice o nel dataset si applica a migliaia di casi.
RilevabilitàRelativamente alta attraverso l'appello, il dibattimento e il contraddittorio.Bassissima. I sistemi spesso operano come "scatole nere" (black box) proprietarie.
Percezione SocialeSoggetta a scetticismo e critica sociale.Accettata passivamente come verità scientifica ("sciovinismo computazionale").

La "Scatola Nera" e la crisi del Giusto Processo

Uno dei nodi più critici per la criminologia e la filosofia del diritto è la mancanza di trasparenza dei sistemi di valutazione del rischio (come il noto software statunitense COMPAS, utilizzato per stimare la probabilità di recidiva).

Molti di questi software sono protetti da segreto commerciale. Ciò significa che né gli avvocati della difesa, né i giudici, né gli stessi imputati possono esaminare il codice sorgente o comprendere quali pesi specifici l'algoritmo abbia attribuito a variabili sensibili (come lo stato sociale, il livello di istruzione dei genitori o la residenza) per giungere a un determinato punteggio di pericolosità.

Questo scenario mina alla base i pilastri del giusto processo:

  • Il diritto alla difesa: Come si può contestare un'accusa o una valutazione di pericolosità se non si conoscono i criteri logici con cui è stata formulata?

  • L'individualizzazione della pena: La criminologia moderna insegna che la pena deve essere calibrata sull'individuo e sul fatto concreto. L'algoritmo, al contrario, ragiona per correlazioni statistiche di gruppo, riducendo la persona a una mera percentuale di rischio.

Conclusioni: Verso una Criminologia Algoritmica di Frontiera

L'intelligenza artificiale non deve essere respinta a priori, ma governata con gli strumenti della criminologia critica e del diritto costituzionale. Non possiamo permettere che la tecnologia diventi un paravento dietro cui nascondere le responsabilità etiche e politiche delle decisioni penali.

Per evitare che la giustizia predittiva si trasformi in una nuova forma di discriminazione scientificamente legittimata, sono urgenti tre passaggi chiave:

  • Sottoporre gli algoritmi ad audit indipendenti: I software utilizzati nello spazio giudiziario devono essere open-source o comunque accessibili per verifiche di conformità etica e costituzionale.

  • Affermare il principio del "Human-in-the-loop": Nessuna decisione limitativa della libertà personale deve essere delegata esclusivamente a una macchina. L'IA deve rimanere un supporto consultivo, mai decisionale.

  • Aggiornare la formazione criminologica: È essenziale formare una nuova classe di giuristi e criminologi capaci di dialogare con i data scientist, decodificando la complessa interazione tra codice binario e devianza sociale.

Solo governando attivamente la transizione digitale potremo evitare che i tribunali del futuro si trasformino in freddi laboratori di calcolo statistico, dove l'uguaglianza formale di fronte alla legge viene sacrificata sull'altare dell'efficienza computazionale.



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Amanda Gorman Stalked the Creators of Zootopia to Get a Role in Zootopia 2 | The Tonight Show

 

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Pasticciando - La Nota Dolce, pasticceria senza lattosio

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Alieni: sono tra noi?

 

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Montesilvano - Miss Adriatico al Teatro del Mare

 

Batman Beyond's Bad Girl Isn't Just Another Catwoman!

 

OPERAZIONE NOSTALGIA, IL MERCATO DEI RICORDI VALE QUASI 500 MILIARDI: PERCHÉ IL COLLEZIONISMO EMOTIVO STA RIDISEGNANDO IL CONSUMO DI MASSA

 Esiste un’economia della memoria che non conosce crisi. Il mercato globale dei collectibles, oggetti da collezione che spaziano dalle card alle action figure, dai gadget alle edizioni speciali, dal vinile ai videogiochi fisici, ha superato i 496 miliardi di dollari nel 2025 e, secondo le analisi di Market Decipher, società di ricerca di mercato specializzata in settori emergenti, è destinato a raggiungere i 628 miliardi entro il 2031. Un mercato trainato da un appeal trasversale alle generazioni, dalla scarsità e dal brivido della ricerca che, anno dopo anno, smette di essere una nicchia per diventare uno dei fenomeni economici e culturali più rilevanti del decennio. Ma la nostalgia, oggi, è un fenomeno più complesso di quanto sembri. Come emerge dalle ricerche di GWI (Global Web Index), il 77% degli americani la considera una fonte di conforto nei momenti di incertezza, e l’84% ritiene che i ricordi nostalgici aiutino a ricordare ciò che conta davvero nella vita. Non è sentimentalismo: è un meccanismo psicologico profondo che le ultime generazioni stanno riscoprendo con una forza inattesa. Il 92% dei consumatori ritiene che la nostalgia renda la comunicazione più relatable, e i brand che la utilizzano registrano incrementi dell’engagement fino al 60%. Eppure, nonostante questi numeri, meno del 3% delle campagne pubblicitarie oggi contiene elementi nostalgici. Uno spazio enorme, quasi tutto ancora da occupare. Il dato più sorprendente riguarda però la Gen Z: cresciuta tra algoritmi, contenuti generati dall’AI e ottimizzazione infinita, sta cercando qualcosa che il presente digitale non riesce a offrire: autenticità, lentezza e fisicità. La nostalgia per la Gen Z è meno il desiderio di rivivere il passato e più un modo di fare i conti con il presente. Il 70% dichiara di apprezzare contenuti media di decenni precedenti, secondo quanto emerge dal Culture Next 2026 di Spotify, e l’80% vorrebbe che i brand riportassero in vita stili estetici del passato. C’è persino un termine per descrivere questa nostalgia per epoche mai vissute: anemoia. L’estetica degli anni ‘90 e dei primi 2000 risulta attraente non perché familiare, ma perché offre un’alternativa alle visuals iper-ottimizzate di oggi e un rifugio dall’algoritmo, non un salto nel passato. E l’animazione giapponese, in questo quadro, è forse l’icona più potente: universale, visivamente forte, carica di un immaginario che ha attraversato generazioni senza invecchiare.

 

Sarà infatti proprio l’animazione giapponese a dominare uno degli eventi più famosi dell’estate italiana, che sulla tematica della nostalgia è riuscito a imporsi negli anni fino a diventare una delle manifestazioni più importanti per gli amanti del fumetto, dell’animazione e dei videogames: RiminiComix. Ad accompagnare questa celebrazione dell’immaginario Pop, 2.000 ciondoli in acciaio in edizione limitata ispirati all’animazione giapponese firmati #BrandGioielli e distribuiti gratuitamente durante l’evento. Un brand che sceglie così di entrare dentro la cultura e i trend emergenti materializzandola in un oggetto da indossare. “Per noi ogni gioiello è molto più di un accessorio: è un simbolo, un’emozione e una storia da portare con sé” spiega Alessandro Zucchi, CEO del marchio, che quest’anno si conferma Main Partner di RiminiComix 2026, giunto alla sua 42ª edizione e che ha già portato 220.000 persone sul lungomare riminese confermandosi come principale appuntamento estivo italiano dedicato alla cultura Pop e uno dei più longevi d’Europa, con oltre quarant’anni di storia alle spalle. Dal 16 al 19 luglio Rimini torna, infatti, ad essere il punto di incontro tra mondi creativi, community di appassionati e linguaggi visivi che attraversano diverse generazioni: cosplayer, appassionati di K-Pop, collezionisti, famiglie e ragazzi che scoprono per la prima volta un fumetto o un anime. È esattamente il tipo di luogo in cui la cultura Pop smette di essere uno schermo e diventa corpo, presenza e comunità.

 

Nella suggestiva cornice del Parco Federico Fellini, questa stessa cultura visiva si fa Street Art: gli artisti Enko4 e Mozone daranno vita a sessioni di Live Painting che i partecipanti potranno seguire dal vivo in un progetto, ANIME-TION ON THE WALL, pensato per traghettare l’immaginario Pop fuori dalle pagine stampate e dentro lo spazio cittadino trasformando il festival in un’opera collettiva, viva e mai definitiva. A concludere l’evento l’assegnazione dei #BRANDAward per il Miglior Costume e la Migliore Crew K-Pop. “RiminiComix rappresenta un luogo dove creatività, arte e innovazione si incontrano – conclude Zucchi – Crediamo nella forza delle contaminazioni tra mondi diversi e nella capacità dell’arte di creare connessioni autentiche”. Quella stessa Gen Z che si unisce ai Millennial e si fa fotografare in costume da cosplayer, o che balla in una crew K-Pop sotto il sole di Rimini, non fa che confermarlo: la nostalgia, oggi, non si guarda soltanto, ma si indossa, si interpreta e si vive in prima persona.






giovedì 16 luglio 2026

Algoritmi del Sospetto: L’Intelligenza Artificiale tra Analisi Predittiva e Profilazione Criminale di Antonio Russo e Stefano Donno

 Il panorama della criminologia accademica e delle scienze forensi sta attraversando una metamorfosi radicale. L’avvento dell’Intelligenza Artificiale (IA) non ha soltanto ridefinito i pattern delittuosi – dando vita a nuove e sofisticate forme di criminalità cibernetica – ma ha radicalmente trasformato gli strumenti a disposizione degli organi investigativi. Oggi, la distinzione tra la reazione al reato (law enforcement) e la sua anticipazione si fa sempre più sottile, sollevando interrogativi epistemologici ed etici che non possiamo più ignorare.

In questo contributo intendiamo analizzare come le tre principali declinazioni dell'IA applicata alle indagini – l'analisi predittiva, la profilazione e il riconoscimento facciale – stiano ridisegnando le coordinate della giustizia predittiva.

1. Polizia Predittiva: Oltre il Mito di "Minority Report"

La predictive policing (polizia predittiva) rappresenta il tentativo di applicare modelli matematici e probabilistici alla prevenzione dei reati. Attraverso algoritmi di apprendimento automatico (machine learning), i software analizzano moli imponenti di dati storici: serie temporali di reati passati, variabili meteorologiche, geolocalizzazione, calendari di eventi pubblici e dinamiche socio-economiche del territorio.

L'obiettivo non è prevedere chi commetterà un reato, bensì individuare i cosiddetti hotspots, ovvero le macro-aree urbane e le fasce orarie a più alto rischio di commissione per specifiche fattispecie di reato (come furti o rapine).

Il nodo criminologico: Dal punto di vista scientifico, il rischio latente è il cosiddetto feedback loop o "profezia che si autoavvera". Se l'algoritmo invia più pattuglie in un quartiere storicamente degradato, gli agenti rileveranno inevitabilmente più reati, i quali alimenteranno nuovamente il database dell'IA, cristallizzando e amplificando i bias (pregiudizi) storici di campionamento.

2. La Profilazione Algoritmica e la Valutazione del Rischio

Se la profilazione criminale classica (criminal profiling) si è sempre basata sull'intuito empirico e l'analisi psicologica dell'esperto sul campo, la profilazione guidata dall'IA si sposta su un piano puramente quantitativo.

Nello stadio processuale e penitenziario, gli algoritmi di risk assessment (valutazione del rischio) vengono impiegati per calcolare l'indice di recidiva di un soggetto. Il software analizza variabili quali l'età del primo arresto, la stabilità occupazionale, la storia familiare e le reti relazionali per restituire un punteggio numerico di pericolosità sociale.

Dal punto di vista criminologico, assistiamo a uno slittamento concettuale:

  • Criminologia Tradizionale: Valuta la colpevolezza e la pericolosità in base all'atto compiuto e alla personalità del reo.

  • Criminologia Attuariale: Tratta l'individuo come membro di una categoria di rischio, calcolando la probabilità statistica che egli si comporti in un determinato modo in futuro.

3. Riconoscimento Facciale e Biometria Investigativa

Il riconoscimento facciale rappresenta forse la tecnologia più pervasiva e discussa. Architetture di reti neurali profonde (deep learning) sono in grado di mappare i tratti somatici di un volto da immagini di videosorveglianza a bassa risoluzione, confrontandoli in frazioni di secondo con i database fotografici delle forze di polizia.

Se applicato alla ricerca di latitanti o alla prevenzione del terrorismo in contesti critici (stazioni, aeroporti), il potenziale investigativo è indiscutibile. Tuttavia, la letteratura scientifica internazionale evidenzia tassi di errore significativi – in particolare i "falsi positivi" – che tendono a colpire in modo sproporzionato le minoranze etniche e di genere, a causa di dataset di addestramento non rappresentativi.

Verso una Criminologia Clinico-Tecnologica

L'Intelligenza Artificiale non deve essere intesa come un "oracolo tecnologico" capace di sostituire il discernimento umano, bensì come un potente amplificatore cognitivo per l'investigatore.

La sfida della moderna criminologia, all'incrocio tra diritto, sociologia e data science, risiede nel governare questi strumenti. È fondamentale garantire il principio della trasparenza algoritmica (il superamento della cosiddetta black box, per cui non si comprendono i passaggi logici compiuti dalla macchina) e preservare sempre la centralità della valutazione umana. La macchina calcola correlazioni, ma è l'uomo che deve interpretarne il senso causale e, soprattutto, garantirne la giustizia.




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Lo chef stellato Michelin Nicolai Nørregaard del ristorante Kadeau di Copenaghen sarà presto disponibile

 

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La maga Chappy Sigla dei I Cavalieri del Re in italiano (con il testo) - 1982

 

I Picked up some SLABS from a Local COMIC BOOK Presser!

 

mercoledì 15 luglio 2026

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Home - Borgo San Barbato

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Federica Russo Galla nominata “Maestra dell’Arte della Cucina italiana” Il prestigioso riconoscimento consegnato dal Presidente del Consiglio

San Sebastiano da Po (TO), 15 luglio 2026 – Un riconoscimento che celebra il talento, la competenza e l’impegno nella valorizzazione dell’eccellenza gastronomica italiana. La Pastry Chef Federica Russo Galla è stata insignita del titolo di “Maestra dell’Arte della Cucina italiana”, destinato ai professionisti che hanno contribuito in maniera significativa alla crescita e alla diffusione della cultura gastronomica italiana. Il titolo è stato conferito nel corso di una cerimonia ufficiale dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, entrando così a far parte della ristretta cerchia dei Maestri dell’Arte della Cucina italiana.

Classe 1994 e originaria di Acqui Terme, Federica Russo rappresenta una delle figure più apprezzate della nuova generazione della pasticceria italiana. Dal 2015 guida il laboratorio della pasticceria di famiglia a San Sebastiano da Po insieme al marito Fabrizio Galla, coordinando la produzione artigianale, l’organizzazione del personale, la formazione dei collaboratori e la ricerca e selezione delle migliori materie prime. Nel corso della sua carriera ha conquistato importanti riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Primo Premio Assoluto Delifrance e il titolo di Miglior Pasticcera Donna ai World Pastry Stars 2018, oltre a essere più volte inserita tra le professioniste più influenti della pasticceria italiana dalle principali riviste di settore. Ha inoltre ricoperto il ruolo di brand ambassador per aziende leader del comparto come Italia Zuccheri, Delifrance e Molini Valente, distinguendosi per capacità manageriali, innovazione di prodotto, formazione del personale e costante attenzione alla qualità.

“Ricevere il titolo di Maestra dell’Arte della Cucina italiana è un’emozione che difficilmente riesco a descrivere a parole. È un riconoscimento che considero non solo personale, ma dedicato a tutte le persone che ogni giorno condividono con me il lavoro in laboratorio e la passione per questo mestiere - racconta Federica Russo Galla -. Ricevere questo attestato dalle mani del Presidente del Consiglio rende questo momento ancora più significativo. È uno stimolo a continuare a studiare, sperimentare e investire nella qualità, perché credo profondamente che la pasticceria italiana abbia ancora moltissimo da raccontare nel mondo”. “Essere riconosciuta come Maestra dell’Arte della Cucina italiana a 31 anni rappresenta una responsabilità oltre che un onore. Continuerò a lavorare con lo stesso entusiasmo di sempre, cercando di trasmettere alle nuove generazioni il valore dell’artigianalità, della disciplina e della ricerca dell’eccellenza”.

Per celebrare questo importante traguardo, debutta la nuova Torta Felicità, una creazione esclusiva ideata e firmata da Federica Russo Galla. La torta nasce come sintesi della sua visione della pasticceria contemporanea e si compone di:

  • glassa al cioccolato bianco alle tre vaniglie;
  • mousse al cioccolato fondente 70%;
  • pan di Spagna al cioccolato Santo Domingo 70%;
  • crema alla vaniglia Madagascar e Tahiti;
  • crema al gianduia;
  • croccante al cioccolato.

“Ho voluto chiamarla Torta Felicità perché credo che il dolce abbia il potere di accompagnare i momenti più belli della vita e di crearne di nuovi – sottolinea Federica Russo Galla -. È una torta che racconta il mio percorso, la mia idea di equilibrio tra gusto, eleganza e tecnica, ma anche l’inizio di un nuovo progetto personale che mi emoziona profondamente”.

Per l’occasione è stato realizzato anche un packaging completamente inedito, progettato dalla stessa Federica Russo Galla e caratterizzato da un elegante motivo con fenicotteri, simbolo della nuova identità creativa della Pastry Chef. La Torta Felicità rappresenta infatti il primo capitolo di una nuova linea di prodotti firmati Federica Russo Galla, destinata ad ampliarsi nel corso del 2026 con nuove creazioni che porteranno la sua firma e la sua visione della pasticceria, progressivamente disponibili da settembre: biscotti, torte da forno, praline e uno speciale panettone natalizio. Tutti i prodotti saranno ordinabili online sul sito fabriziogalla.it e acquistabili presso la pasticceria di San Sebastiano Po (TO) in via Chivasso 79.





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