L'estate dovrebbe significare riposo, leggerezza e tempo
condiviso. Eppure, per molte famiglie con bambini piccoli, l'arrivo delle
vacanze porta con sé una preoccupazione che spesso resta invisibile: il sonno.
Dietro la scelta della destinazione, dell'hotel o della partenza si nasconde
infatti una domanda che molti genitori si pongono, spesso senza dirlo
apertamente: “E se poi non dorme più?”
Paura che il bambino non riesca ad addormentarsi in un
ambiente nuovo. Paura di perdere i progressi costruiti dopo mesi di tentativi.
Paura di ritrovarsi a gestire notti insonni lontano da casa. Paura, in alcuni
casi, di compromettere l'equilibrio familiare e la serenità della vacanza
stessa. Un timore che può sembrare marginale, ma che in realtà racconta molto
della pressione che grava oggi sulle famiglie.
Secondo numerose ricerche internazionali, i genitori
arrivano a perdere mediamente circa 700 ore di sonno nel primo anno di vita di
un figlio, mentre gli effetti della deprivazione del sonno possono protrarsi
per anni, influenzando benessere psicologico, relazioni di coppia e qualità
della vita. In questo contesto, ogni cambiamento di routine viene spesso
percepito come una minaccia da controllare.
QUANDO IL SONNO CONDIZIONA LE SCELTE DELLA FAMIGLIA
Non esistono ancora statistiche ufficiali che misurino
quante famiglie rinuncino effettivamente alle vacanze a causa del sonno dei
figli. Tuttavia, per chi lavora quotidianamente con i genitori, il fenomeno è
tutt'altro che raro.
«Ogni anno incontro mamme e papà che arrivano all'estate con
una paura molto concreta: quella di vanificare mesi di lavoro per due settimane
fuori casa. Alcuni evitano viaggi lunghi, altri rinunciano a visitare amici e
parenti, altri ancora scelgono di non partire affatto. È una paura
comprensibile, ma spesso nasce da un'idea sbagliata di come funziona davvero il
sonno dei bambini» spiega Chiara Baiguini, Life&Family Coach, educatrice del sonno gentile, esperta di
profili sensoriali e autrice del libro Nati per Dormire. L'approccio che
rivoluziona il sonno dei bambini basato sui 4 profili C.A.R.E.® (Vallardi)
Dietro questa rinuncia non c'è soltanto il timore di una
notte difficile. C'è il peso accumulato di mesi di stanchezza, consigli
contrastanti, sensi di colpa e aspettative spesso irrealistiche. Per molti
genitori il sonno diventa una misura del proprio valore educativo: se il
bambino dorme tutto procede bene; se qualcosa cambia, si ha la sensazione di
aver sbagliato qualcosa.
IL MITO DELLA ROUTINE PERFETTA
Secondo Baiguini, uno degli equivoci più diffusi riguarda
proprio il ruolo della routine. Molte famiglie arrivano alle vacanze convinte
che qualsiasi variazione negli orari possa compromettere definitivamente gli
equilibri raggiunti. Una cena più tardi del solito, una camera diversa, una
settimana al mare o dai nonni vengono vissute come possibili minacce. La realtà
è diversa.
«Il sonno non è un castello di carte che crolla al primo
cambiamento. È una competenza che il bambino costruisce nel tempo attraverso la
relazione con i suoi genitori. Un bambino che si adatta a un posto nuovo, a
orari leggermente diversi o a un ambiente sconosciuto non sta perdendo
competenze: sta imparando ad adattarsi. E l'adattamento è una risorsa preziosa
per tutta la vita» continua Chiara Baiguini.
Le neuroscienze mostrano come il sistema nervoso dei bambini
si regoli attraverso quello degli adulti di riferimento, in un processo
chiamato co-regolazione. In altre parole, i bambini non percepiscono soltanto
ciò che accade intorno a loro: percepiscono soprattutto lo stato emotivo di chi
li accompagna. È per questo che una vacanza vissuta con flessibilità e serenità
può risultare molto più benefica di una routine rigidamente rispettata ma
accompagnata da tensione, conflitti e continua preoccupazione.
«Quando il genitore smette di vivere il sonno come un
problema da risolvere e torna a vivere la relazione con il proprio bambino,
spesso cambia tutto. I bambini leggono il nostro stato emotivo molto prima
delle nostre parole. La nostra calma diventa la loro calma».
PERCHÉ ALCUNI BAMBINI FANNO PIÙ FATICA DI ALTRI
Uno dei messaggi centrali dell'approccio sviluppato da
Chiara Baiguini riguarda il concetto di profilo sensoriale: non tutti i bambini
reagiscono allo stesso modo ai cambiamenti. C'è chi trova nelle vacanze
un'occasione perfetta per muoversi, esplorare e scaricare energia; chi invece
vive l'ambiente nuovo come un bombardamento di stimoli; chi sembra adattarsi
facilmente ma accumula stanchezza senza mostrarla; e chi necessita di
prevedibilità e tempo per sentirsi al sicuro. Conoscere queste differenze permette
ai genitori di preparare il viaggio e la permanenza con strumenti concreti,
riducendo drasticamente l'ansia legata al cambiamento.
LE VACANZE SERVONO ANCHE AI GENITORI
Il tema non riguarda soltanto i bambini. Secondo Baiguini,
rinunciare alle vacanze per proteggere la routine significa spesso privare
l'intera famiglia di un'importante occasione di recupero emotivo.
«Un bambino ha bisogno di stabilità, ma ha anche bisogno di
fare esperienza del mondo. E i genitori hanno bisogno di staccare per
continuare a prendersi cura dei figli. Due settimane trascorse accanto a
genitori più presenti, più rilassati e meno sotto pressione possono valere
molto più di una routine perfetta vissuta nell'ansia».
Il messaggio finale è semplice: l'obiettivo delle vacanze
non dovrebbe essere mantenere tutto identico a casa, ma accompagnare il
cambiamento con consapevolezza. Perché il sonno non è una performance da
difendere a ogni costo, ma una capacità che cresce insieme alla relazione, alla
fiducia e alla capacità di adattarsi.
www.chiarabaiguini.com
www.instagram.com/chiara.baiguini/
https://www.youtube.com/@chiara.baiguini
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CHIARA BAIGUINI
Chiara Baiguini Life & Family Coach certificata, esperta
di profili sensoriali applicati al sonno infantile ed autrice. Oggi è punto di
riferimento per migliaia di famiglie in Italia e all’estero. Il suo lavoro
nasce da un’esperienza personale: la difficoltà nel gestire il sonno dei figli
e la mancanza di risposte realmente efficaci e rispettose del bambino e del
genitore. Dopo una formazione nel mondo della comunicazione e una laurea in
Linguistica presso l’Università di York, una certificazione in sonno infantile
e anni di studio su elaborazione sensoriale e teoria polivagale, Chiara ha
sviluppato un approccio innovativo al sonno infantile, che integra scienza,
osservazione e relazione. Al centro c’è l’idea che non esistano soluzioni
standard, ma che ogni bambino vada compreso nella sua unicità, anche attraverso
il funzionamento del sistema nervoso e i profili sensoriali. Da una
condivisione spontanea sui social è nato un progetto che oggi conta una
community ampia e attiva, migliaia di famiglie supportate, corsi, consulenze,
podcast e contenuti divulgativi. Il cuore del suo lavoro è l’approccio
C.A.R.E.®, che propone un cambio di prospettiva: il sonno non è un problema da
risolvere, ma un processo da comprendere, in cui relazione, regolazione emotiva
e consapevolezza del genitore giocano un ruolo centrale. Nel 2026 pubblica il
suo primo libro, Nati per dormire, portando per la prima volta nel panorama
editoriale italiano il tema dei profili sensoriali applicati al sonno. Il suo
obiettivo non è offrire soluzioni rapide, ma restituire fiducia e strumenti ai
genitori, contribuendo a ridefinire il modo in cui il sonno infantile viene
affrontato
