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domenica 16 agosto 2026
L'OltreDove di Piero Grima: Un Viaggio nel Labirinto della Memoria
Qui non troverai solo la mia opinione su [L'OltreDove], ma il processo completo: cosa ho chiesto all’AI, cosa ha risposto e come l’ho corretta
In L'OltreDove (I Quaderni del Bardo Edizioni), Piero Grima ci trascina in un'odissea metafisica dove il tempo smette di scorrere e diventa uno spazio abitabile, un "altrove" fatto di ombre, rimpianti e sogni che si fanno carne. Attraverso la figura del protagonista Erich Novach, Grima esplora la soglia sottile tra realtà e allucinazione
La Memoria come Ossessione
Il romanzo non è una semplice narrazione, ma un'indagine clinica e poetica sul dolore. Erich, docente di letteratura, vive in un perenne "ieri". La madre, la bicicletta rossa, il mare turbolento: frammenti che non sono ricordi, ma presenze tangibili
"Ogni notte, da trent’anni, come un rito assillante o forse un sordo rimorso per non esserci stato al momento giusto."
Un'Esperienza Letteraria Universale
L'atmosfera sospesa, quasi kafkiana, della piazza dello Struzzo e il tram amaranto numero 21 diventano simboli di una ricerca di senso disperata. Il Maestro Mirko Voltich, mentore di Erich, funge da specchio: la sua ossessione per il tempo, incarnata in orologi senza lancette, interroga il lettore. È la vita un cumulo di sciocche bugie o una ricerca continua di frammenti di felicità?
La scrittura di Grima, precisa e tagliente, riesce nell'impresa rara di rendere universale la solitudine del singolo, trasformando il dramma personale in una riflessione filosofica che scuote l'animo.
Jannik Sinner: La Favola Continua (E Siamo Solo All'Inizio)
Qui non troverai solo la mia opinione su [Sinner], ma il processo completo: cosa ho chiesto all’AI, cosa ha risposto e come l’ho corretta
Oggi il tennis mondiale si ferma un attimo per soffiare sulle candeline insieme al numero uno. Jannik Sinner compie gli anni, e a pensarci bene sembra incredibile quanta strada abbia fatto quel ragazzo timido di Sesto Pusteria, con i capelli rossi e la racchetta in mano, che guardava le montagne e sognava di diventare qualcuno.
Oggi "qualcuno" lo è eccome. È l'uomo copertina dello sport italiano e globale, un’icona silenziosa che ha ridefinito il concetto di campione moderno: niente proclami sopra le righe, solo lavoro, umiltà e una fame di vittoria che fa paura agli avversari e innamorare i tifosi.
Se ci guardiamo indietro, è pazzesco pensare a quanto Jannik sia cresciuto. Ha trasformato la pressione in carburante, le critiche in spinta e ogni singola sconfitta in una lezione da imparare a memoria. E la cosa più bella? Questa non è la fine di una parabola, ma il capitolo centrale di una leggenda vivente che stiamo avendo il privilegio di scrivere e vivere giorno dopo giorno.
Buon compleanno, Jannik. Continua a farci sognare, un dritto vincente alla volta!
Eingedenken ricordo del futuro di Corrado Portelli (LuoghInteriori)
Il 6 agosto 2030, sotto i cieli cristallini del Cile, una scia di fuoco squarcia l’oscurità sopra il più grande osservatorio astronomico mai costruito. Ciò che precipita sulla Terra, però, non è un asteroide errante: è un diario. Un oggetto impossibile, giunto non solo dallo spazio, ma da un tempo lontano. Redatto sul pianeta Teegarden B, a dodici anni luce da noi, quel documento spalanca un abisso di settemila anni nel futuro. In uno scenario intergalattico, attraversato da tensioni e conflitti, a Robert – giornalista e archeologo – viene affidato l’incarico di rintracciare le radici dimenticate della specie umana. Accanto a lui Hanna, compagna e studiosa brillante, la cui intelligenza e determinazione si riveleranno decisive.
L'immortale Hulk. Vol. 1: E se lui fosse entrambe? di Al Ewing e Joe Bennett (Panini Comics)
Bruce Banner viaggia per il paese, da un tremendo mistero all'altro. Non si fa notare, ma se proprio dovesse finire male, nessun problema. Di notte, l'Immortale Hulk si risveglierà anche dal sonno della morte.
sabato 15 agosto 2026
Tex. Little Bighorn di Claudio Nizzi (Sergio Bonelli Editore)
Il generale Davis affida a Tex e Carson l’incarico di incontrare un giornalista determinato a scrivere una biografia rigorosa del vanaglorioso George Armstrong Custer, oltre la retorica celebrativa e il mito che ne hanno alimentato la leggenda per restituirne un ritratto più autentico e controverso. Ha così inizio il racconto di Tex dei momenti in cui lui e Carson affiancarono il generale Custer nella spedizione verso le Black Hills, preludio a una catena di avvenimenti destinati a segnare per sempre la storia della Frontiera. Dalle drammatiche conseguenze di quella campagna fino allo storico scontro avvenuto alla confluenza tra il Rosebud e il Little Bighorn, dove il sangue versato al Washita River reclamò infine il suo tributo. Postfazione di Luca Barbieri
Il bisturi nel noir: perché L’enigma della Smart rossa di Piero Grima rinnova la lezione del giallo mediterraneo
Qui non troverai solo la mia opinione su [L'enigma della Smart Rossa], ma il processo completo: cosa ho chiesto all’AI, cosa ha risposto e come l’ho corretta
Tra i vicoli lastricati del Salento, conventi carichi di segreti e il dramma silenzioso del precariato giovanile, il commissario Santoro firma un’indagine polifonica dove l’indizio materiale si fonde con la diagnosi dell’animo umano.
Nel panorama del noir contemporaneo, dove spesso l’ipertrofia dell’azione sostituisce la profondità psicologica, il ritorno del commissario Pasquale Santoro ne L’enigma della Smart rossa di Piero Grima (I Quaderni del Bardo Edizioni) rappresenta una boccata d'aria fresca per i puristi del genere.
Il romanzo si apre secondo i migliori canoni del poliziesco classico: un temporale notturno che lava la pietra leccese e un corpo senza vita ritrovato alle prime luci dell’alba su una panchina del parco di Federico II. La vittima è Filomena “Mina” Mariano, una giovane donna che incarna le contraddizioni della provincia meridionale: una doppia laurea, un impiego sottopagato in un call center e il sogno ambizioso di fondare una casa editrice di libri d'arte e classici illustrati.
Una partitura procedurale impeccabile
Ciò che colpisce immediatamente il lettore esperto è la precisione clinica con cui Grima — forte della sua profonda formazione medica e scientifica — costruisce l’apparato deduttivo. Santoro non è un supereroe infallibile, ma un investigatore metodico, erede diretto della grande tradizione che va da Maigret a Montalbano. L’indagine non procede per intuizioni astratte, ma per micro-dettagli fisici: i residui di tufina sui battistrada della Smart rossa, la pulizia anomala delle calzature della vittima rispetto alla fanghiglia della pioggia, le tracce microscopiche di vernice fresca e le minuzie tossicologiche.
Accanto all'anatomia forense, il romanzo mette in scena un contrasto socio-culturale tagliente. Da una parte la realtà asettica e spietata del call center, dove l’annuncio imminente della delocalizzazione scatena guerre tra poveri e insidiosi giochi di potere; dall’altra le ombre della nobiltà locale e il silenzio del convento delle Clarisse, custode di un abbandono avvenuto trent’anni prima e di doppie vite inaspettate.
Il ritmo del Salento tra gastronomia e introspezione
Come in ogni grande giallo territoriale, l’ambientazione non fa da semplice sfondo ma è un personaggio pulsante. I dialoghi tra Santoro e il fidato ispettore Lo Palco — costantemente diviso tra il dovere e un’ulcera ribelle — scandiscono i tempi dell’inchiesta tra un caffè napoletano, un piatto di trippa e patate alla Taverna di Tonio e gli arancini del Caffè delle rose. La tavola e la passeggiata solitaria diventano per il commissario il luogo sacro della decantazione del pensiero, dove i frammenti sparsi dell’indagine trovano finalmente il loro incastro.
Senza cedere a facili compiacimenti, Grima orchestra una trama che va oltre la caccia al colpevole: racconta l'illusione spezzata di chi sogna la bellezza in un'epoca cinica e materialista. L’enigma della Smart rossa conferma la vitalità del giallo salentino, regalando agli appassionati un intreccio calibrato al millimetro, capace di scavare sotto la superficie rassicurante della provincia.
C’è bomba e bomba: il teatrino su Ranucci e il silenzio sulla vera guerra
Qui non troverai solo la mia opinione su [c'è notizia e notizia], ma il processo completo: cosa ho chiesto all’AI, cosa ha risposto e come l’ho corretta
Di fronte all’ennesimo scontro da cortile tra fazioni politiche, l’Italia si appassiona al gossip giudiziario e chiude gli occhi quando salta in aria un pezzo strategico della difesa europea.
C’è un paradosso tutto italiano che si consuma sotto il sole d’agosto: la capacità di trasformare una farsa in tragedia nazionale e, contemporaneamente, di archiviare una tragedia geopolitica come un banale incidente di percorso.
Da giorni il dibattito pubblico è monopolizzato dal caso Sigfrido Ranucci, dai retroscena, dalle chat e dalle confessioni più o meno strampalate di Valter Lavitola. Destra e sinistra hanno subito indossato le rispettive divise da curva: da una parte l’attacco all’icona del giornalismo d’inchiesta, dall’altra la difesa d’ufficio dell’eroe civico. È il copione perfetto per l’eterna commedia dell’arte della politica nostrana. Non richiede coraggio, non costa nulla sul piano strategico e alimenta l’algoritmo dell’indignazione a buon mercato.
Poi c’è un’altra bomba.
A Colleferro, nello stabilimento KNDS Ammo Italy (ex Simmel Difesa) — polo cruciale per la produzione di munizioni destinate anche alla resistenza ucraina — un’esplosione devastante ha sollevato una colonna di fuoco visibile a chilometri di distanza.
Reazione della politica? Un silenzio tombale, asettico, bipartisan.
Mentre l’intelligence di mezza Europa lancia allarmi continui sulle operazioni di sabotaggio ibrido orchestrate da Mosca contro le infrastrutture militari occidentali, a Roma si fa finta di nulla. Ammettere che la guerra possa aver toccato il nostro territorio significherebbe rompere il comodo feticcio del "pacifismo da salotto" italiano: costringerebbe a parlare di sicurezza nazionale, di deterrenza, di alleanze e di industria bellica. Tutte cose che non portano voti facili e disturbano la digestione elettorale.
Siamo il Paese che si divide su un petardo mediatico ma distoglie lo sguardo quando trema la terra sotto i piedi della nostra sicurezza. Finché preferiremo il rumore rassicurante delle liti televisive alla complessa realtà delle minacce globali, continueremo a essere spettatori distratti in un mondo che ha già smesso di perdonare la nostra ingenuità
Il fondo. Moon Knight. Vol. 1 di Charlie Huston, David Finch (Panini Comics)
Il ritorno di Marc Spector, l'uomo dai cento volti e dalle mille vite. Per la prima volta rivelate quelle che potrebbero essere le vere origini del Cavaliere Lunare... Ma il condizionale è d'obbligo per un uomo che è sempre sfuggito a ogni certezza. Charlie Huston, romanziere in fuga che la Marvel ha raggiunto sulle vette peruviane, compone il puzzle, mentre David Finch (da "New Avengers") fornisce la luminosa oscurità... lunare!
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