To Be STEFANO DONNO
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domenica 9 agosto 2026
Tex collezione book. Vol. 16: Il fuoco! di Gianluigi Bonelli (Sergio Bonelli Editore)
Freccia Rossa muore mentre Tex è lontano. Quando il genero, richiamato in tutta fretta, arriva al villaggio, il grande capo già cavalca nelle celesti praterie. Assistito al funerale, Aquila della Notte assume la guida dei Navajos. Quindi fa velocemente ritorno nello Utah, dove scopre che l'infame Brawley del ranch O. B. ha fatto rapire Nellie e bruciare la sua fattoria per sottrarle i terreni. Tex si scatena: Brawley perisce tra le fiamme del suo saloon di Adairville. Mesi dopo, Tex e Kit Willer indagano su dei vigilantes che usano come segno di riconoscimento il simbolo dell'ippocampo…
sabato 8 agosto 2026
OLTRE LE STELLE DI SAN LORENZO: QUANDO LA POESIA UNISCE GENERAZIONI, IMPEGNO SOCIALE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE 🌌
L'8 agosto, Perdasdefogu diventa il palcoscenico di un evento straordinario promosso tra gli altri dal festival "Sette Sere Sette Piazze Sette Libri". Tra gli ospiti d'onore, il poeta ed editore salentino Stefano Donno: un ponte culturale tra la magia della tradizione, la tutela sociale contro lo stalking e le visioni post-umane dell'IA.
Perdasdefogu (Sardegna) - Ci sono notti in cui guardare il cielo non basta. Bisogna riempirlo di parole. Sabato 8 agosto 2026, alle ore 21:00, la suggestiva Prassa de Giuanni Spanu (Via Manno) a Perdasdefogu si trasformerà in un crocevia di emozioni e linguaggi per l'evento "Aspettando San Lorenzo". Evento promosso anche dalla16esima edizione del festival Sette Sere Sette Piazze Sette Libri, questa non è solo una serata dedicata ai versi, ma un vero e proprio rito collettivo. Un momento magico in cui, dai nipotini ai bisnonni, chiunque potrà prendere il microfono e leggere le poesie del cuore, in qualunque lingua del mondo.
Sotto la sapiente guida della Madrina dell'evento, Anna Cristina Serra, il parterre degli Ospiti d'Onore promette scintille. Accanto a voci intense e radicate nei territori come quelle di Giampiero Piras (Ulassai), Teresa Piredda (Perugia - Escolca), Michela Ridolfi (Roseto degli Abruzzi) e la maestrìa nel violino con il Maestro Alessandro Garosi, spicca la presenza dell'editore e poeta Stefano Donno, in volo dalla Puglia per portare in Sardegna la sua visione multiforme.
La partecipazione di Stefano Donno rappresenta un vero e proprio cortocircuito culturale. Da un lato, l'impegno tangibile nel sociale: da tempo in prima linea nell'informazione e prevenzione contro lo stalking – un percorso portato avanti da anni al fianco del criminologo Antonio Russo e recentemente riconosciuto a livello istituzionale dalla Provincia di Lecce. Dall'altro lato, un'indagine letteraria che guarda al futuro esplorando gli "inferni post-umani" e gli "entanglements cyborg", studiando il complesso e affascinante rapporto tra poesia e Intelligenza Artificiale.
Dalla tutela dell'individuo nella società contemporanea fino alle frontiere cibernetiche del testo: la presenza dell'editore salentino dimostra come la letteratura sia uno strumento vivo, capace di difendere l'umano e al contempo di indagarne l'evoluzione tecnologica.
L'iniziativa, supportata da partner istituzionali di spessore come Fondazione di Sardegna, Comune di Perdasdefogu, Pro Loco di Perdasdefogu , Salone Internazionale del Libro Torino, Provincia dell’Ogliastra, SARAS e UNPLI, crea una rete di "resilienza" e creatività che abbatte i confini geografici.
Portate la vostra voce, al resto ci penserà la magia di Perdasdefogu.
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A.T. PRO LOCO FOGHESU
Tel/fax 0782 221732
Rosen garten saga. Vol. 14 di Fujisakimori e con le illustrazioni di Tonooka (Edizioni BD)
Il quarto round della finale del Rosen Garten Schlacht sta per iniziare! Questa volta Lynn e il resto del suo gruppo affronteranno la squadra A capitanata dalla regina Brunhild! Lynn non vede l'ora di mostrare i frutti del suo addestramento, mentre la sovrana sembra essere finalmente intenzionata a scatenare tutta la sua forza!
venerdì 7 agosto 2026
Mia di Toni Piccini ... non è mai troppo tardi per ricominciare ! (collana Ibuki a cura di Diego Martina) edito da i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno
Qui non troverai solo la mia opinione su [Mia di Toni Piccini], ma il processo completo: cosa ho chiesto all’AI, cosa ha risposto e come l’ho corretta
In un mondo che troppo spesso urla per sovrastare il dolore, la vera forza risiede nel silenzio che viene rotto. Ed è proprio nel cuore di questo silenzio che si colloca Mia, la nuova raccolta di haiku di Toni Piccini.
Leggere Mia è come osservare una ferita che si apre e, pagina dopo pagina, si rimargina con fili d'oro. Piccini compie un'operazione coraggiosa: utilizza la brevità folgorante dell'haiku — diciassette sillabe di massima intensità — per raccontare la violenza di genere, il femminicidio, il soffocamento psicologico del gaslighting.
Di solito associamo l'haiku alla rugiada, ai ciliegi, allo scorrere delle stagioni. Piccini scardina questa convenzione. I suoi haiku raccontano il "branco", la mano che si dilegua, il "collier" che diventa tela di ragno. La tecnica è magistrale: la forma breve costringe il lettore a un contatto ravvicinato con il dramma. Non c'è la possibilità di distogliere lo sguardo, perché il componimento è finito prima che tu possa costruire una difesa emotiva.
Ma Mia non è solo un resoconto del dolore. La sezione dedicata al Kintsugi è forse il cuore pulsante e più prezioso dell'opera. Come l'antica tecnica giapponese che valorizza le crepe di un vaso rotto riempiendole d'oro, così le poesie di Piccini indicano una via d'uscita. La libertà non è cancellare il passato, ma trasformarlo, riconoscersi "attrice protagonista" della propria vita, nonostante le cicatrici.
In un panorama letterario spesso verboso, Mia ci ricorda che la poesia, quando tocca le corde del vero sociale, non è un esercizio di stile, ma un atto di resistenza civile. È un libro che deve circolare ovunque, oltre il circuito editoriale, nelle scuole, nei centri antiviolenza, nelle mani di chi ha bisogno di capire che "non è mai troppo tardi per ricominciare".
Schengen al bivio: il braccio di ferro tra Roma e Madrid minaccia l’unità europea
Qui non troverai solo la mia opinione su [Schengen, Madrid non ci sta: “Roma riapra lo spazio entro il 9, altrimenti misure proporzionali”], ma il processo completo: cosa ho chiesto all’AI, cosa ha risposto e come l’ho corretta
L’estate europea del 2026 non sarà ricordata solo per le temperature roventi, ma per una crisi diplomatica che rischia di mandare in frantumi uno dei pilastri fondamentali dell'Unione: l’accordo di Schengen. Il duello frontale tra la premier italiana Giorgia Meloni e il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, giunto ora a un punto di non ritorno, rappresenta un segnale d'allarme per la tenuta del progetto comunitario.
L’ultimatum di Madrid
Il governo spagnolo ha posto un termine perentorio: domenica 9 agosto. Entro quella data, Roma deve revocare i controlli unilaterali alle frontiere — introdotti a seguito della massiccia crisi migratoria di Ceuta — o farà i conti con "misure proporzionali" di risposta. Le parole scelte da Madrid sono pesanti: il provvedimento italiano è stato bollato come "ingiusto", "discriminatorio" e privo di fondamento giuridico.
La posta in gioco è alta. Da un lato, il governo Meloni rivendica il diritto di proteggere la sicurezza nazionale di fronte a flussi migratori che, seppur concentrati a Ceuta, vengono percepiti come un rischio di destabilizzazione per l'intero sistema Schengen. Dall’altro, Sánchez vede in questa mossa una pericolosa strumentalizzazione politica che mina la libera circolazione dei cittadini europei.
Una crisi di narrazione e di sostanza
Il cuore del problema risiede nel contrasto tra due visioni dell’Europa. Per Roma, la gestione dei confini deve essere flessibile e dominata dalla sovranità nazionale in tempi di emergenza. Per Madrid, e in parte per le istituzioni di Bruxelles, la decisione italiana rappresenta una breccia inaccettabile nell’architettura europea, adottata senza il necessario coordinamento.
La tensione è alimentata da dati contrastanti: mentre Roma giustifica la stretta preventiva, Madrid ricorda che la quasi totalità dei migranti giunti a Ceuta ha già fatto ritorno in Marocco. La frizione non è più tecnica, è puramente politica. È uno scontro di diplomazia muscolare che mette a nudo l'incapacità dell'Unione di trovare una strategia comune di fronte alle crisi che emergono ai suoi confini.
Verso il "day after"
Cosa accadrà dopo domenica? Se Roma non dovesse fare passi indietro, l'Europa si troverebbe di fronte a uno scenario inedito: due dei suoi principali partner commerciali e politici pronti a sanzionarsi a vicenda. Le "misure proporzionali" annunciate dalla Spagna potrebbero innescare un effetto domino, trasformando i confini europei in un mosaico di controlli a macchia di leopardo, il preludio di una potenziale erosione definitiva dello spirito di Schengen.
L'Europa, già fragile per le sfide economiche e di sicurezza, non può permettersi una guerra doganale tra Italia e Spagna. La sfida del 9 agosto non riguarda solo i migranti; riguarda il futuro di un’Unione che, se perde la sua capacità di muoversi liberamente, perde la sua stessa identità.
L'arte della sopportazione dal romanzo di Fujieda Shizuo di Tokushige Kawakatsu (Coconino Press)
Metà degli anni Cinquanta. In un tranquillo villaggio della campagna di Shizuoka, un medico di mezza età conduce una vita solitaria e senza scosse. A turbare quella quiete arriva Honami, sua nipote ribelle e solare, in fuga dalla vita caotica di Tōkyō. Ma questa volta, la ragazza non sembra voler ripartire. Il suo sogno? Diventare veterinaria. Sorpreso e toccato dalla determinazione della nipote, l’uomo decide di sostenerla, dando un nuovo significato alla propria esistenza. Una storia delicata e intensa che racconta la rinascita silenziosa di un uomo attraverso il sogno di una giovane donna. Un romanzo grafico che celebra la vita in ogni sua sfumatura, tra malinconia e speranza, tra passato e futuro
La vita sempre di Elena Varvello (Guanda)
Libro incluso nella cinquina finalista del Premio Campiello 2026
La vita sempre è la storia della vita che tenta di resistere alla Storia. E che dovunque e sempre alza la sua canzone al cielo, una canzone d'amore.
«Elena Varvello si fa ispirare dalla figura del nonne, che reagì a un'infanzia povera di affetti con lo slancio delle passioni e una sorta di anarchia esistenziale estranea alle ideologie. Trovò l'amore con Teresa, finì in campo di concentramento.» - Cristina Taglietti, La Lettura
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