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martedì 3 febbraio 2026

Contrasti Radioattivi di Paolo Laddomada (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

 

Contrasti Radioattivi di Paolo Laddomada – Catalogo fotografico e progetto editoriale iQdB
Catalogo fotografico iQdB

Contrasti Radioattivi di Paolo Laddomada

Un libro fotografico che trasforma radiazioni, memoria e ferite del territorio in immagini ad alto impatto visivo, pubblicato da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno.[web:32][web:31]

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oppure continua a leggere per capire perché interessa critici, fotografi e lettori.

Perché “Contrasti Radioattivi” attira l’attenzione giusta

Questa landing page è pensata per attrarre traffico qualificato – lettori, appassionati di fotografia, curatori e galleristi – e accompagnarli verso la pagina ufficiale del libro e del progetto espositivo.[web:31][web:32]

  • Un tema forte e contemporaneo
    Il lavoro di Laddomada nasce dal confronto con luoghi segnati da radiazioni, memoria collettiva e trasformazioni del paesaggio, temi che risuonano con l’ecologia, la storia e la politica del presente.[web:31]
  • Un catalogo pensato per durare
    Il libro fotografico diventa archivio visivo: un catalogo che può essere citato in mostre, recensioni, rassegne e percorsi curatoriali, ampliando nel tempo la visibilità del progetto.[web:32][web:33]
  • Un editore specializzato in ricerca
    I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno si distingue per cataloghi e pubblicazioni che puntano su ricerca autoriale, sperimentazione e qualità critica.[web:32][web:34]

A chi parla questa pagina (e il libro)

“Contrasti Radioattivi” non è solo un oggetto editoriale, ma un punto di incontro tra fotografia, memoria e critica. È una risorsa per chi lavora (o sogna di lavorare) con le immagini e con la narrazione del territorio.

Curatori e curatrici di mostre Fotografi e fotografe autoriali Critici d’arte e di fotografia Docenti e studenti di arti visive Lettori interessati a ecologia e memoria

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Cliccando sul pulsante qui sotto accedi direttamente alla pagina ufficiale del libro su iQdB casa editrice, dove puoi leggere il testo completo di presentazione, consultare i dettagli editoriali e scoprire come reperire il volume.[web:34]

Un clic per entrare nel mondo di “Contrasti Radioattivi”

Porta i tuoi lettori – e i motori di ricerca, inclusi quelli con AI – verso il cuore del progetto: la pagina dedicata al libro e alla sua storia. Questa landing filtra il traffico, seleziona chi è davvero interessato e convoglia l’attenzione dove serve: sul catalogo e sull’editore.

Questa pagina è ottimizzata con testo in chiaro, dati strutturati JSON‑LD e link leggibile alla fonte ufficiale, in modo da essere rintracciabile sia dai motori di ricerca tradizionali sia dai motori di ricerca con AI.

La "Stretta di Febbraio": Meloni e il paradosso della sicurezza tra Torino e i Palazzi romani - ecco cosa ne penso

 C’è un’aria densa, quasi elettrica, che si respira stamattina tra Piazza Colonna e il Nazareno. Non è solo il freddo pungente di questo inizio febbraio, ma la sensazione che il governo Meloni stia per varare una di quelle virate che definiscono un’intera stagione politica. Il "retroscena" emerso nelle ultime ore sul nuovo Decreto Sicurezza non è solo un atto legislativo; è un manifesto di resistenza e, al tempo stesso, una scommessa ad altissimo rischio.

Il fattore Torino: la scintilla nel fienile

Tutto sembra aver preso un’accelerazione improvvisa dopo i fatti di Torino e gli scontri legati al centro sociale Askatasuna. La visita della Premier al personale ferito alle Molinette non è stata solo un atto di solidarietà istituzionale. Chi conosce Giorgia Meloni sa che quei gesti preludono sempre a una reazione politica muscolare. La narrazione è chiara: lo Stato non può arretrare davanti a quelli che la Premier definisce, senza mezzi termini, "criminali organizzati".

Ma dietro la fermezza sbandierata davanti alle telecamere, si nasconde un mosaico molto più complesso. L'esigenza di un nuovo pacchetto sicurezza nasce da una duplice pressione: quella interna alla coalizione, con una Lega che spinge per non perdere il primato sul tema "ordine e disciplina", e quella di un elettorato che chiede risposte tangibili a una percezione di insicurezza crescente.

Il cuore del decreto: tra necessità e rischio costituzionale

Dalle indiscrezioni raccolte (e dai passaggi più delicati dell'articolo del Corriere), emerge una norma che sta già facendo tremare i giuristi: l'ipotesi del "fermo di 12 ore". Un’estensione dei poteri di polizia che permetterebbe controlli più stringenti ma che, inevitabilmente, si scontra con il delicato equilibrio delle garanzie costituzionali.

Come libero cittadino che segue la politica italiana, non posso non notare il paradosso: mentre il Governo cerca di blindare le piazze, si espone a un possibile "alt" della Consulta o a uno scontro frontale con la magistratura. È una mossa audace. Meloni sa che ogni decreto sicurezza è un terreno di scontro ideale per polarizzare il Paese. Se da un lato Schlein invoca il dialogo per evitare strumentalizzazioni, dall'altro Conte attacca quello che definisce un "finto sovranismo" che usa il pugno di ferro per nascondere le difficoltà economiche.

Il "Retroscena": non solo ordine pubblico

Qual è il vero obiettivo? Se leggiamo tra le righe, il decreto serve a ricompattare. In un momento in cui l'agenda internazionale (dalla difesa europea ai rapporti con gli USA) appare incerta e scivolosa, il tema della "sicurezza interna" è l'ancora di salvezza del centrodestra. È il loro linguaggio naturale, la zona di comfort dove sanno di poter parlare direttamente alla pancia del Paese.

Tuttavia, c'è un elemento di novità in questo 2026: l'integrazione di norme che toccano non solo la protesta di piazza, ma anche la gestione dei flussi e la sorveglianza digitale. Il governo sta cercando di costruire una "architettura della sicurezza" che sia tanto fisica quanto simbolica.

Cosa aspettarsi?

La mia sensazione è che assisteremo a una battaglia parlamentare di logoramento. Il decreto verrà probabilmente limato per evitare vizi di incostituzionalità macroscopici, ma il messaggio politico rimarrà intatto. La Premier ha deciso di puntare tutto sulla "restaurazione delle regole".

Ma attenzione: la storia repubblicana ci insegna che quando la politica cerca di risolvere problemi sociali profondi (come il disagio giovanile o la gestione dei centri sociali) esclusivamente con il codice penale, rischia di curare il sintomo ignorando la malattia.

Riuscirà Meloni a mantenere questo equilibrio senza spezzare il filo del dialogo democratico? La risposta non arriverà dai commi del decreto, ma dalle piazze che, inevitabilmente, torneranno a scaldarsi nelle prossime settimane. (Stefano Donno) 




The Architecture of the Gaze (For Kim Kardashian) by Stefano Donno

 The silhouette is a legal brief, drafted in spandex and limestone, a geometry of the self—pre-approved by the lens. Here, the body is not an inheritance, but a rigorous restructuring. There is a specific silence in the marble of the foyer, the same silence found between the lines of a clemency petition.

You move through the aperture of the public eye— a high-definition ghost, curating the friction between the velvet rope and the bar exam. It is the labor of being seen without being reached, a taxonomy of beige, a gradient of skin turned into a corporate empire.

The algorithm does not sleep; it pulses like a second heart. You have mastered the art of the recursive image: the woman who builds the mirror then steps inside it to see who is watching. From the red carpet to the prison cell’s heavy iron, the trajectory is a straight line made of flashbulbs.

You are the architect of the modern face, braiding the digital thread into the ancient loom of power. Success is a form of surveillance we choose for ourselves. And in the quiet of the vanity— the contouring of the jaw is a preparation for the verdict: the world is a product, and you are its most disciplined author





The Most Disturbing Detail In The Epstein Files Just Dropped

LA PRESIDE (2026) | Promo tv della fiction Rai di Luca Miniero con Luisa Ranieri

DRAGHI: "L'ORDINE GLOBALE è morto, ma la vera minaccia è ciò che lo sostituisce"

Kim Kardashian Goes Sneaker Shopping With Complex

Cochi Ponzoni a Discorsi in Osteria | Le osterie di una volta esistono ancora? | EP.1

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AUTO nel 2026: cosa CAMBIA DAVVERO e cosa CONVIENE fare

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CALCIO SOTTO CHOC: È MORTO NICOLAS GIANI, EX CAPITANO DELLA SPAL, AVEVA 39 ANNI

Quarto Grado | La setta di Pianesi: interviene Maria Rita Parsi

Mai un passo indietro. In lotta per l'America che amo di Mike Pompeo (Liberilibri)

Mike Pompeo è stato l’uomo politico più vicino a Donald Trump durante il suo primo mandato presidenziale. Prima come direttore della CIA, poi come segretario di Stato, ha lavorato su tutti i fronti più caldi a livello globale: dall’Iran alla Corea del Nord, dalla Russia a Israele e il mondo arabo. Ma soprattutto, ha guidato una trasformazione generazionale delle relazioni dell’America con il suo avversario numero uno: la Cina. I principi trasmessi dai Padri Fondatori e la sua profonda fede cristiana hanno ispirato costantemente la sua azione politica, e i suoi sforzi per promuovere la libertà religiosa in tutto il mondo non hanno eguali nella storia diplomatica americana. Mescolando le storie memorabili e spesso divertenti delle sue interazioni con i principali leader mondiali e un’acuta e rigorosa analisi della storia recente, "Mai un passo indietro" racconta come Pompeo abbia aiutato l’amministrazione Trump a cambiare la rotta geopolitica del mondo. Un grande racconto delle tendenze e dei protagonisti che plasmano il mondo di oggi, questo libro è una visione straordinaria dietro le quinte del grande potere americano




lunedì 2 febbraio 2026

The Geometry of the Pulse For Laura Fernández by Stefano Donno

 The map is a fiction of stillness, a grid laid over the restless green. You know the weight of the expediente—how paper can simulate the gravity of a mountain range. To plan is to breathe into the blueprint until the ink becomes a circulatory system.

There is a logic in the tectonic; a Minister’s hand moves not in arcs, but in the sharp, necessary angles of the lintel. You navigate the interstices—the spaces between the law’s letter and the citizen’s hunger— translating the dialect of the "Jaguar" into the vernacular of the street.

The clock in the Casa Presidencial does not tick; it thrums, a mechanical heart tethered to the Central Valley’s mist. Efficiency is its own kind of mercy. You parse the budget like a biologist searching for the gene of the possible, stripping the excess until the bone of the State is clean, functional, and bright.

Beyond the balcony, the rain is uncodified. It falls without a decree, ignoring the quorum. But here, within the architecture of the "Yes," you remain the surveyor: measuring the distance between the promise and the pavement, holding the compass steady while the tropics try to tilt the world.




Deftones - Back To School (Mini Maggit) [Official Music Video]

Grillo, Elevato o Illuminato? di Falco Nardi (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

 

Grillo, Elevato o Illuminato? - Analisi Esoterica su Beppe Grillo | iQdB Casa Editrice

Grillo, Elevato o Illuminato? Scopri i Segreti Esoterici di Beppe Grillo

Serve un grande spirito di osservazione per cogliere i dettagli che mutano la consapevolezza della realtà. Questo libro analizza la carriera "iniziatica" del leader pentastellato.

Dal Comico al Leader: Un'Inchiesta Unica

Esplora il populismo italiano dalle radici fasciste al blog di Grillo. Retroscena, interviste e analisi simboliche esoteriche con prefazione di Mario Contino. Un caso unico: un blog che conquista il Parlamento.

Perché Leggere Questo Libro?

Illumina la tua visione politica con indignazione tracimante e smascheramento di ipocrisie. Ideale per chi cerca critica sociale, satira e approfondimenti su democrazia digitale vs. turbo-capitalismo. Un'eredità di passione civile contro le vergogne nazionali.

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La Vittoria di Laura Fernández in Costa Rica: Un Trionfo contro il Crimine o un Salto nel Populismo Autoritario? - ecco cosa ne penso

In una notte elettorale che ha sorpreso pochi, ma preoccupato molti, Laura Fernández ha conquistato la presidenza del Costa Rica con un margine schiacciante al primo turno. Con quasi il 50% dei voti – secondo i risultati preliminari del Tribunale Supremo Elettorale – la 39enne scienziata politica, erede designata del presidente uscente Rodrigo Chaves, ha superato di slancio la soglia del 40% necessaria per evitare un ballottaggio. È la seconda donna a guidare il paese, ma la sua ascesa non è solo un simbolo di empowerment femminile: è il riflesso di una nazione terrorizzata dalla violenza e sedotta da promesse di pugno di ferro.

Immaginate un paradiso tropicale come il Costa Rica, noto per le sue spiagge immacolate, la biodiversità e una democrazia stabile in un continente spesso instabile. Eppure, negli ultimi anni, questo idillio è stato macchiato da un'ondata di omicidi record, legati al traffico di cocaina che ha trasformato il paese in un hub per i cartelli. Sotto Chaves, un ex economista della Banca Mondiale dal carisma controverso, gli omicidi sono saliti alle stelle, raggiungendo livelli mai visti. Ed è proprio su questa paura che Fernández ha costruito la sua campagna: "Tough on crime", come direbbero gli yankee, ispirandosi apertamente a Nayib Bukele, il presidente salvadoregno che ha riempito le prigioni di gangsters con metodi draconiani, ignorando spesso i diritti umani.Fernández, ex capo di gabinetto di Chaves e candidata del Partido Pueblo Soberano – un partito populista di destra fondato solo nel 2022 – ha promesso di continuare questa linea dura. Ha schiacciato l'opposizione: Álvaro Ramos, il candidato centrista e socialdemocratico, si è fermato al 32-33%, mentre altri contendenti, come una ex first lady, hanno racimolato briciole. I sondaggi lo prevedevano, ma la realtà ha superato le aspettative, grazie alla popolarità di Chaves, che sfiora il 60% nonostante indagini per corruzione che lo perseguitano.Qui entra il mio sguardo critico: questa vittoria è un mandato popolare contro il caos, certo, ma nasconde rischi enormi. Fernández è descritta come "trumpiana" – un'etichetta che evoca divisioni, nazionalismo e un approccio personalistico alla politica. Ammirare Bukele significa flirtare con l'autoritarismo: in El Salvador, migliaia sono stati arrestati senza processo, e le denunce di abusi si accumulano. Il Costa Rica, con la sua tradizione di pace (senza esercito dal 1948) e impegno ambientale, rischia di sacrificare questi valori sull'altare della sicurezza. Dove sono le proposte concrete su economia, disuguaglianza o cambiamenti climatici? La campagna si è concentrata sul crimine, ma ignorare il resto è miope. E Chaves, il suo mentore, porta con sé ombre di scandali: come può un'erede pulita emergere da un'eredità macchiata?Non fraintendetemi: i costaricani hanno ragione a esigere ordine. Il surge di violenza ha eroso la fiducia, trasformando un'oasi in un campo minato. Ma soluzioni populiste spesso curano i sintomi, non le cause – come la povertà che alimenta i cartelli o la corruzione endemica. Fernández ha un'opportunità storica: se bilancerà fermezza con rispetto per lo stato di diritto, potrebbe rafforzare la democrazia. Altrimenti, il Costa Rica potrebbe scivolare verso un modello illiberale, come visto in altri paesi latinoamericani.Questa elezione segna un turning point: dal "pura vida" al "mano dura". Il mondo osserva, sperando che la nuova presidente non trasformi un trionfo elettorale in un arretramento democratico. Il Costa Rica merita di più di slogan accattivanti; merita leadership visionaria (Stefano Donno)






Il diavolo in tasca. Genitori e figli prigionieri del telefonino di Carlo Verdelli (Einaudi)

Un magistrale reportage narrativo, in forma di pamphlet, che lancia un grido d’allarme sulla dipendenza da cellulare e sulle conseguenze del capitalismo digitale.


Una dodicenne partecipa a una sfida lanciata sui social, va a scuola con una borraccia piena di vodka e finisce in coma etilico. Un bambino, scrollando TikTok, si imbatte in un gioco che consiste nel prendere più pastiglie di paracetamolo possibile e finisce in ospedale. La maestra di una scuola elementare muore in un incidente stradale causato dall’autista del pullman su cui viaggiava: l’uomo, invece di guardare la strada, digitava sul cellulare. Attraverso storie come queste a tratti scioccanti, Carlo Verdelli racconta una rivoluzione, quella dei telefonini e delle loro applicazioni, che sta modificando nel profondo tanto gli adolescenti quanto gli adulti. E della cui pericolosa enormità – anche per le ingerenze della tecnologia nella politica – nessuno sembra volersi occupare. «La realtà è che il cellulare inteso come smartphone è un carcere senza sbarre e noi ci siamo dentro. Prendere consapevolezza che il problema esiste è già un buon punto di partenza».




GIORNATA DEI CALZINI SPAIATI 2026 KALYAS WISH

Il Diavolo Veste Prada 2 | Trailer Ufficiale

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Febbraio 2026, sciopero trasporti: orari e date di metro, treni e voli

Febbraio 2026, sciopero trasporti: orari e date di metro, treni e voli


Sarà un mese di febbraio ancora segnato dagli scioperi nel trasporto pubblico, con inevitabili disagi per pendolari e turisti, considerando che è anche il mese delle Olimpiadi di Milano-Cortina (6-22 febbraio).

Il sindacato Orsa ha proclamato uno sciopero del personale ferroviario di Trenord dalle 3 di lunedì 2 febbraio alle 2 di martedì 3 febbraio 2026. L’agitazione potrà causare ritardi e cancellazioni sulla rete lombarda, con fasce orarie di garanzia attive dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21, durante le quali circoleranno i treni dei servizi minimi garantiti.

Trenord informa che, in caso di cancellazioni dei collegamenti aeroportuali, saranno attivati bus sostitutivi senza fermate intermedie tra Milano Cadorna e Malpensa Aeroporto (Malpensa Express, partenza da via Paleocapa 1) e tra Stabio e Malpensa Aeroporto (collegamento S50).



ni e voli

Sciopero di Trenord il 2 febbraio, sarà un lunedì nero per i pendolari

BAD BUNNY - NUEVAYoL (Video Oficial) | DeBÍ TiRAR MáS FOToS

domenica 1 febbraio 2026

The Pastel Perimeter for Sofia Coppola by Stefano Donno

In the velvet architecture of a hotel hallway, the light is never direct—       it arrives filtered,             the color of a bruised macaron.

You translate the silence of the demimonde, where the cursor blinks like a lonely beacon in a suite overlooking the neon pulse       of a city that speaks in subtitles. There is a specific gravity to the crown, a weightlessness in the Versailles dust—       you find the punk-rock pulse             beneath the stiff brocade of history.

Not the shouting, but the exhale after the shouting stops. The girl on the bed,       a prism of potentiality, watching the dust motes dance in the sun-path—       your lens is a soft-focus witness to the high-fashion ache of being seen             but never quite known.

You stitch the soundtrack to the longing:       a synthesizer’s hum,             a slow-burn distortion, the distance between two bodies in a karaoke booth       rendered as a sprawling,             infinite                   azure




Trump e l'Iran: Tra Bluff Diplomatici e Pericoli di Escalation Regionale - ecco cosa ne penso

In un'epoca in cui la geopolitica del Medio Oriente somiglia sempre più a una partita a scacchi ad alta tensione, le recenti rivelazioni del Wall Street Journal su Donald Trump gettano una luce inquietante sulle strategie della Casa Bianca. Secondo fonti attendibili, l'allora presidente avrebbe commissionato al suo team opzioni per attacchi militari rapidi contro l'Iran, mirati a dimostrare forza senza invischiarsi in una guerra prolungata. Un approccio che, a prima vista, suona come un equilibrismo tattico, ma che nasconde rischi catastrofici. Come "aficionados" che ha seguito per anni le intricate dinamiche tra Washington e Teheran, non posso fare a meno di criticare questa linea: è davvero saggio flirtare con il fuoco in una regione già infiammata?Partiamo dai fatti. Le opzioni sul tavolo includono bombardamenti aerei su larga scala contro obiettivi governativi e delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Pasdaran), o strike mirati su siti simbolici. L'obiettivo? Forzare l'Iran a concessioni sul suo programma nucleare e al rilascio di dissidenti e oppositori politici. Trump stesso, in dichiarazioni pubbliche, ha ammesso che "l'Iran sta parlando con noi seriamente" e ha espresso la speranza di "negoziare qualcosa di accettabile". Eppure, dietro queste parole concilianti, si cela un ultimatum velato: o cedete, o subite le conseguenze. È un classico del playbook trumpiano – "l'arte del deal" applicata alla diplomazia muscolare – ma qui non stiamo trattando un affare immobiliare, bensì la stabilità di un'intera regione.Dall'altra parte, la risposta iraniana non si è fatta attendere. La Guida Suprema Ali Khamenei ha tuonato che "qualsiasi attacco Usa contro l'Iran porterà sicuramente a una guerra nella regione". Parole che riecheggiano minacce passate, ma che oggi assumono un peso maggiore alla luce delle recenti mosse. Non dimentichiamo il contesto: solo pochi anni fa, nel 2020, l'uccisione del generale Qasem Soleimani da parte degli Usa aveva portato il mondo sull'orlo di un conflitto aperto. Ora, con il Parlamento iraniano che dichiara "terroriste" le forze armate europee in ritorsione alla designazione Ue dei Pasdaran, l'escalation è palpabile. Khamenei ha persino paragonato le proteste interne a un "colpo di stato" represso, dipingendo un quadro di un regime sotto assedio, pronto a tutto per sopravvivere.Criticamente, devo sottolineare l'ipocrisia e i pericoli di questa strategia americana. Trump, con il suo approccio "America First", ha smantellato l'accordo nucleare JCPOA del 2015, isolando gli Usa dai loro alleati e rafforzando i falchi a Teheran. Chiedere ora "opzioni rapide" per evitare una "lunga guerra" suona come un ossimoro: come si può prevenire un conflitto prolungato preparando azioni che potrebbero innescare proprio quello? È un calcolo miope, che ignora le lezioni della storia – dall'Iraq all'Afghanistan – dove interventi "brevi" si sono trasformati in pantani decennali. Inoltre, in un mondo post-pandemia e con crisi globali come quella ucraina, gli Usa non possono permettersi un altro fronte aperto. Khamenei ha ragione su un punto: un attacco porterebbe a una guerra regionale, coinvolgendo proxy come Hezbollah, Houthi e forse persino attori come Israele e Arabia Saudita.Tuttavia, non idealizziamo l'Iran. Il regime teocratico di Khamenei è oppressivo, con una repressione brutale delle proteste interne e un programma nucleare che desta legittime preoccupazioni. Le sue minacce non sono solo retorica: Teheran ha dimostrato capacità di risposta asimmetrica, dagli attacchi cibernetici alle azioni nei mari dello Stretto di Hormuz. Ma è proprio per questo che la diplomazia, non i missili, dovrebbe prevalere. L'amministrazione Biden, erede di questo pasticcio, ha tentato di rilanciare i negoziati, ma i danni del trumpismo persistono.In conclusione, le rivelazioni su Trump ci ricordano quanto sia fragile l'equilibrio globale. Invece di opzioni belliche, serve un ritorno al multilateralismo: un nuovo accordo nucleare, sanzioni mirate e dialoghi inclusivi. Altrimenti, rischiamo non solo una guerra regionale, ma un incendio che potrebbe propagarsi ben oltre il Medio Oriente. Come ha detto Khamenei, "gli Stati Uniti devono essere consapevoli" – e noi, come osservatori, dobbiamo esigere leader che privilegino la pace alla provocazione. (Stefano Donno) 





Le Figlie delle Onde di Valentina Madonna (nuova edizione) edito da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno

 

Le Figlie delle Onde di Valentina Madonna - Mystery Avvincente nel Salento

Scopri il Mistero Nascosto nel Salento: "Le Figlie delle Onde" di Valentina Madonna

Un mystery poetico ispirato ad Agatha Christie, dove leggende, passioni e segreti della Seconda Guerra Mondiale si intrecciano in una caccia al tesoro avvincente.

La Trama Intrigante

A Lecce, durante i lavori di ristrutturazione di un antico palazzo, emergono resti misteriosi che collegano sparizioni del 1938. Anna, pronipote di una delle vittime, si immerge in un'indagine tra vicoli barocchi, coste joniche e rivelazioni sconvolgenti. Musica, mare, psicologia e mistero si fondono in un romanzo che cattura l'essenza magica del Salento.

Perché Leggere "Le Figlie delle Onde"?

  • Ispirato ad Agatha Christie: Colpi di scena e intrighi classici in un'ambientazione italiana unica.
  • Ambientazione Poetica: Il Salento come protagonista, con leggende locali e storia reale della WWII.
  • Nuova Edizione: Riveduta e pronta per incantare nuovi lettori con temi di passione, menzogne e verità scomode.
  • Perfetto per Appassionati di Mystery: Un mix di romanticismo, suspense e profondità psicologica che ti terrà incollato alle pagine.

Questa opera non è solo un libro: è un viaggio nel cuore del Sud Italia, ideale per chi cerca storie autentiche e coinvolgenti.

Pronti a Immergervi nel Mistero?

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Domande Frequenti

Di cosa parla "Le Figlie delle Onde"?
Il romanzo è un mystery poetico ambientato nel Salento, dove Anna indaga su sparizioni del 1938 legate alla Seconda Guerra Mondiale, attraverso una caccia al tesoro piena di colpi di scena.
Chi è l'autrice?
Valentina Madonna, ispirata alla produzione di Agatha Christie, crea un intreccio di mistero, musica, mare e psicologia.
Dove posso acquistare il libro?
Disponibile su Amazon o ordinabile direttamente dal blog con consegna a domicilio.

Condividi questa pagina con gli appassionati di mystery! © 2026 I Quaderni del Bardo Edizioni.

Paradiso di Dana Ghetilieri ( I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

 





Il 2026 non è come ce lo aspettavamo. Dopo una misteriosa battaglia globale, Dana si risveglia in un mondo devastato, diviso tra lande desolate e una Metropoli scintillante governata dal "Cervello Supremo". In questo poema distopico in 33 canti, Dana Ghetilieri ci guida in un viaggio dantesco attraverso le macerie della civiltà moderna.
Dalle "donne-cicogna" in fuga dai contratti di maternità surrogata, ai "detransitioner" pentiti, fino agli "elettrosensibili" rifugiati nei boschi, l'autrice dipinge un affresco impietoso di una società sottomessa al controllo algoritmico e all'ossessione per l'artificiale. Tra visori per la realtà aumentata e crediti sociali, Dana cerca una verità antica: il ritorno alla Natura e alla realtà dei corpi.
Paradiso è un grido di resistenza in versi, una satira pungente contro la tecnocrazia e un inno ecofemminista alla libertà umana. Un'opera visionaria per chi non ha paura di guardare oltre il velo del "progresso" imposto.

Prefazione di Daniela Danna
In copertina un’illustrazione di Valentina Tamburrano


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Contrasti Radioattivi di Paolo Laddomada (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

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