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mercoledì 1 aprile 2026

Charlotte Casiraghi : Pourquoi écrire nos fêlures ? - La Grande Librairie

 

He arrives as a joke in the schedule ... for Calendar Men (ヤットデタマン - Yattodetaman) by Stefano Donno

 He arrives as a joke in the schedule,

a weekday nobody asked for—
Beppe with his shoelaces untied,
ink on his homework,
a future hero allergic to deadlines.

Then Sunday bends the week around him,
slips a crown into his pocket
disguised as a medallion,
whispers through the hinge of time,
You will be Yattodetaman,
whether or not you’re ready.

The Calendar Men shuffle days like cards:
Sabato, Lunedi, Settembre, Ottobre—
villains named after the way we measure waiting,
each scheme a bad appointment with destiny,
each failure a punchline written in bold colors.

They chase the Cosmopavone,
a firebird of schedule and fate,
always one scene ahead,
like a task you move from list to list
and never complete.

Meanwhile Beppe steps into the suit:
torero of chronology,
cape of primary colors flaring
against stock‑footage skies.

His fear does not vanish;
it simply learns choreography—
one hand on the fluted sword
that stamps a Y on every monster,
one eye on Tina,
who still thinks she’s just holding his hand
through another ordinary afternoon.

Time here is not a line but a looped theme song,
a brass refrain that returns every episode:
new trap, same laughter,
new robot, same King Star rising at the cue.

Justice arrives on schedule,
punching a hole in the fourth wall
exactly before the credits,
so children can go to bed knowing
tomorrow’s chaos is already penciled in
and provisionally defeated.

In another century, a critic calls it “light”,
but feels something heavy under the slapstick:
how a cowardly boy keeps saying yes
to a transformation he never fully owns,
how an entire kingdom depends
on a joke that became a duty.

Calendar Men keep losing,
yet the Cosmopavone keeps escaping,
like the feeling that no victory
in this age of reruns is ever final.

Still, there is this:
for twenty‑four minutes at a time,
a scatter‑brained kid outruns his own fear,
the days of the week collide in neon,
and somewhere between Sabato and Lunedi
a small audience learns
that even the most reluctant future
can be faced in costume,
on time





Woody Allen on Life, Death—and the Movies

 

Perché tu ami di Maria Bennett (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno )

 

Perché tu ami di Maria Bennett – Poesia contemporanea per chi cerca parole che restano
Poesia contemporanea – I Quaderni del Bardo Edizioni

Perché tu ami di Maria Bennett

Una raccolta di poesie che attraversa amore, distanza, memoria e lingua, per chi cerca parole capaci di restare anche dopo l’ultima pagina. [web:172][web:173]

Se senti il bisogno di una poesia che non sia solo ornamento, ma gesto concreto di ascolto e di sguardo sul mondo, Perché tu ami di Maria Bennett è un libro da conoscere. Curato e tradotto in italiano da Annelisa Addolorato per I Quaderni del Bardo Edizioni, questo volume mette in dialogo la voce di un’autrice statunitense con la sensibilità della nostra lingua, creando un ponte tra esperienze, geografie e lettori. [web:172][web:176][web:177]

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Collegati ora alla scheda ufficiale del libro per leggere la presentazione completa, i dettagli editoriali e tutti gli aggiornamenti sulle iniziative legate all’opera. [web:177]

Perché questo libro può parlare proprio a te

Maria Bennett è una poetessa, giornalista e traduttrice statunitense che ha lavorato per decenni nel mondo accademico, tra New York e lo Stato di New York, muovendosi fra lingue e culture diverse. [web:173] In Perché tu ami porta questa esperienza dentro i testi, costruendo poesie che dialogano con temi come l’amore, l’altrove, la memoria dei luoghi e delle relazioni, con uno sguardo lucido e insieme profondamente umano. [web:172][web:176]

Il volume, pubblicato da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno e curato da Annelisa Addolorato, inserisce la sua voce all’interno di una collana attenta alla poesia contemporanea internazionale, offrendo al pubblico italiano un’occasione concreta di confronto con una sensibilità che nasce in lingua inglese ma trova nella traduzione una seconda vita. [web:172][web:176][web:177] Se cerchi una poesia che non si limiti alla superficie dei sentimenti, ma ne esplori le implicazioni più profonde, questa raccolta merita la tua attenzione.

Vuoi capire meglio temi, tono e struttura del libro prima di decidere se acquistarlo?

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Cosa ti porti a casa con “Perché tu ami”

Un libro di poesia può essere molte cose: compagno di studio, strumento di ricerca, ma anche presenza silenziosa accanto alla tazza di caffè, al comodino, allo zaino. In Perché tu ami la voce di Maria Bennett si rivolge a chi sente che l’amore, la distanza e le appartenenze non possono essere ridotti a formule semplici, ma hanno bisogno di immagini, ritmo e pause per essere davvero detti. [web:172][web:175]

Una voce internazionale in dialogo con l’Italia

L’autrice viene da un lungo percorso tra giornalismo, traduzione e università negli Stati Uniti e porta questa esperienza nelle sue poesie, ora disponibili al lettore italiano grazie a un lavoro di cura e traduzione dedicato. [web:173][web:176]

Poesia come attraversamento di confini

I testi si muovono fra lingue, geografie e relazioni, tornando sempre alla domanda implicita del titolo: “Perché tu ami?”. Una domanda che riguarda ciascun lettore, non solo l’io poetico. [web:172][web:179]

Un progetto editoriale indipendente

Scegliere questo libro significa anche sostenere una casa editrice che lavora sul territorio e nel circuito indipendente, portando in Italia voci poetiche spesso assenti dai cataloghi più mainstream. [web:172][web:177]

Questo libro potrebbe non essere la scelta giusta se cerchi una lettura puramente evasiva, veloce e priva di stratificazioni, o se preferisci narrazioni lineari senza ambiguità né zone d’ombra. Se non ami fermarti sulle parole, tornare indietro su un verso, lasciare che un’immagine lavori dentro di te nel tempo, potresti non sfruttare davvero ciò che questa raccolta può offrire.

Come proseguire adesso

Se senti che l’idea di una poesia capace di attraversare confini geografici e interiori ti appartiene, il passo successivo è semplice: visita la pagina ufficiale di Perché tu ami per leggere la presentazione completa, le informazioni sul volume e i dettagli su come acquistarlo. [web:177]

Le poche righe di una scheda non potranno restituire tutto il lavoro che c’è dietro un libro di poesia, ma possono darti abbastanza elementi per capire se questa voce risuona con la tua. Bastano pochi minuti: collegati, scorri la pagina, ascolta se le parole che trovi ti chiamano davvero.

Sei pronto a fare il primo passo verso questa nuova lettura?

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Landing page dedicata alla raccolta di poesie Perché tu ami di Maria Bennett, pubblicata da I Quaderni del Bardo Edizioni con la cura e traduzione di Annelisa Addolorato. [web:172][web:176][web:177] Per trama, approfondimenti critici, informazioni sull’autrice e indicazioni su come acquistare il volume, collegati direttamente alla pagina ufficiale: CLICCA QUI E COLLEGATI SUBITO.

Novak Djokovic REVEALS His Secret Mindset Shift That ENDS Self-Doubt...

 

martedì 31 marzo 2026

Prince Mito’s empire of fifty-one stars folds like an old map ... for Daioja (最強ロボ ダイオージャ, Saikyō Robo Daiōja) by Stefano Donno

 Prince Mito’s empire of fifty-one stars folds like an old map,

creases bright with the rumor of corrupt gravity and slow-burn taxes.

He travels incognito in the thin jacket of a commoner,
dust of border-moons soft on his boots,
listening to the market’s syntax—
the way a bribe pauses in the throat,
the way a plea breaks line before it reaches the airlock.

Some empires write their laws in marble,
his are written in orbit.
Three separate machines wait above the clouds,
each a stanza of armor and voltage,
each humming its own lonely meter.

When injustice rises—
a landlord tightening the atmosphere,
a baron of freight turning wages into vacuum—
he calls the parts down,
a sudden enjambment of metal on sky.

Daioja is not a single body
but a chord struck between three steels,
a free verse of engines breaking the old rhyme of fear.

Shoulder, chest, and crown latch together
like clauses in a sentence that finally says no.
The visor glows with courtroom light,
its fists are commas that stop the abuse mid-swing.

This is how justice moves now—
not as a throne, static and remote,
but as a roaming line break in the galaxy,
a royal inspection disguised as everyday talk.

He shows his crest only at the last possible moment,
like a signature at the end of a dangerous poem,
then signs again in ionized trails across the enemy hull.

Some nights, after the last governor has confessed,
after the last merchant has returned the stolen air,
he lies back beneath the hangar lights
and listens to Daioja cooling in the dark—
three hearts ticking down into silence,
three pilots breathing in a shared, unwritten meter.

The stars above rearrange themselves
into a rough draft of a kinder empire,
and he thinks:
if power must exist, let it arrive like this—
masked until mercy is impossible,
then blazing, combining,
refusing to leave the weak alone





OBSCURA NUMERO 02 - PA R A N O R M A L C R I M E ovvero C r i m i n o l o g i a d e l l ’ i n s o l i t o

 

Landing Page – Obscura 02 | I Quaderni del Bardo Edizioni
I Quaderni del Bardo Edizioni

Obscura Numero 02: la tua nuova immersione nell'inedito

Una pubblicazione curata per chi cerca visioni non convenzionali, approfondimenti fuori schema e un modo diverso di leggere la realtà. Preparati a collegarti a un numero capace di restare nella memoria.

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Blood Aeon - Fall of Man (Full EP Premiere)

 

Helgafell - Chronicles (Full Album)

 

Tårfödd - Mörker Täcker Livets Ljus (Full Album Premiere)

 

Bedrängnis - Stiller Abschied (Full Album Premiere)

 

lunedì 30 marzo 2026

MARVEL MaXimum Collection | Launch Trailer

 

Pet Store Evac | Your Friendly Neighborhood Spider-Man | Official Clip

 

How to Draw Daredevil's Radar Sense (ft. Marvel Comics Artist Will Sliney) | Marvel Illustrated

 

Marvel Comics Character Breakdown: Bullseye

 

His name is a fracture in the dark ... for Baldios, il guerriero dello spazio (宇宙戦士 バルディオス, Uchū Senshi Barudiosu) by Stefano Donno

 His name is a fracture in the dark,

Marin, falling out of S‑1 like a broken star,
a son of scientists framed in a lab of dying air,
carrying the last clean equation in his chest pocket.

He does not land so much as rewind,
crashing into Earth’s blue memory,
where oceans have not yet learned
the shape of their own drowning.

Baldios waits for him like an unfinished sentence,
mecha as confession booth,
three machines sutured into one metallic prayer,
its joints creaking with every failed timeline.

Inside, wiring hums like remorse,
subspace opens—a second throat—
and the robot slips between dimensions
the way guilt slips between years.

You call this a war, but it is really repetition:
S‑1 poisoning itself into exile,
Aldebaran drawing crosshairs on another blue sphere,
Earth rehearsing the role of future ruins.

Gattler presses each button like a verdict,
artificial suns blooming over polar silence,
tsunami after tsunami spelling a single word:
Again.

In episode thirty‑two, the wave pauses mid‑scream,
“End” hanging beside it like a bad prophecy,
as if the universe itself forgot
how to move past impact.

But the loop keeps writing over itself:
S‑1 is Earth is S‑1,
history folding like a cockpit canopy,
closing on the same pilot, still not forgiven.

What kind of hero survives a circle?
Marin, space warrior,
cosplaying salvation in a suit of steel,
cannot un‑melt ice caps with courage,
cannot out‑punch fallout.

His victories are local,
measured in the seconds before the next siren,
in the way he still climbs into Baldios
knowing the storyboard of disaster by heart.

Tonight, another launch:
hangar lights flicker like exhausted stars,
Blue Fixer murmurs over the comms,
voices grainy with recycled air and doubt.

He lifts off anyway—
not to save the world (the world has already ended),
but to edit the margin of the inevitable,
to draw one clean arc through polluted sky
and call that thin, bright line
resistance






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