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sabato 28 marzo 2026

Testi in apnea di Adrian Suciu (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

 

Testi in apnea di Adrian Suciu – Poesia che ti toglie il respiro
Poesia contemporanea • IQdB Casa Editrice

“Testi in apnea” di Adrian Suciu: una raccolta che vive sul filo del respiro

Se ami la poesia che non ha paura di toccare la carne viva dell’esistenza, Testi in apnea è il libro che ti accompagna dentro le zone più intense del sentire umano: resistenza, desiderio, solitudine, un vorace appetito di vita che non si lascia addomesticare.

Raccolta poetica di Adrian Suciu, pubblicata da IQdB Casa Editrice.
Ideale per lettori, critici, operatori culturali e appassionati di poesia contemporanea.
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Poesia come prova di resistenza: perché “Testi in apnea” parla al lettore di oggi

In questi testi, la condizione umana è letta come una continua prova di resistenza contro il fato, l’insensatezza, l’ingiustizia e la solitudine, ma sempre attraversata da lampi di piacere, ironia e tenerezza. La voce di Adrian Suciu attraversa temi come il corpo, il desiderio, il rapporto con le origini, la fede e l’assenza, costruendo un dialogo serrato con il lettore.

La poesia diventa una forma di respiro in condizioni estreme: versi che non cercano la consolazione facile, ma la lucidità, il coraggio di guardare l’esistenza in faccia e di assumersi il peso del proprio vivere. La lingua è materica, sensuale, a tratti brutale, ma capace di improvvise aperture di ironia e dolcezza.

Se ti occupi di poesia, letteratura, critica o semplicemente ami i libri che non si limitano a “decorare” una libreria, Testi in apnea è un territorio narrativo e poetico che merita di essere esplorato con attenzione.

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Cosa trovi dentro “Testi in apnea”

Questa raccolta è pensata per chi non ha paura di una poesia che rischia, che scava, che mette in scena contraddizioni e ambivalenze. Le immagini sono forti, spesso sorprendenti, sempre cariche di significato, con una trama di metafore e similitudini che mostrano la tensione costante tra fragilità e desiderio.

Ogni testo lavora sul ritmo del respiro: enjambement, pause, fratture del verso restituiscono sulla pagina l’andamento irregolare del vivere. Leggere Testi in apnea significa entrare in un movimento che alterna immersione e riemersione, come se ogni poesia fosse un tratto di nuoto sott’acqua, in attesa di un nuovo ossigeno.

Per chi è pensato questo libro

• Lettori e lettrici che cercano poesia contemporanea viva, non scolastica, capace di restare in mente e di aprire discussioni.

• Docenti, curatori, operatori culturali che vogliono introdurre nelle loro attività una voce poetica forte, adatta a percorsi tematici su identità, corpo, fede, resistenza e comunità.

• Poeti, critici, traduttori che desiderano confrontarsi con una scrittura dal respiro internazionale, con un uso consapevole delle immagini e del tono.

Se ti riconosci in una di queste categorie, “Testi in apnea” non è solo un titolo: è una proposta di lavoro, lettura e confronto da inserire subito nel tuo orizzonte.

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Cosa puoi fare adesso

Questa pagina è stata pensata per indirizzarti rapidamente verso il cuore del progetto editoriale: la pagina ufficiale di Testi in apnea su IQdB Casa Editrice. Lì potrai leggere le informazioni complete, scoprire i dettagli dell’edizione, verificare le modalità di acquisto e, se lo desideri, condividere il libro con la tua community.

Se stai cercando un titolo di poesia contemporanea da proporre nei tuoi canali, nei tuoi incontri, nelle tue rassegne o semplicemente da aggiungere alla tua biblioteca personale, questo è il momento giusto per entrare in contatto diretto con il libro.

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Perché visitare ORA la pagina ufficiale di “Testi in apnea”

Valore emotivo: se lavori con le parole o le ami profondamente, incontrare una voce poetica capace di unire ferocia e tenerezza è un’esperienza che arricchisce il tuo percorso di lettore e di professionista.

Opportunità: la pagina ufficiale ti offre informazioni editoriali chiare e condivisibili, utili per recensioni, post, laboratori, suggerimenti di lettura, percorsi didattici e attività culturali.

Urgenza: il panorama della poesia contemporanea si muove rapidamente: scoprire subito un libro che può diventare un riferimento nei tuoi progetti significa arrivare prima, proporre contenuti forti alla tua rete e costruire dialoghi significativi con il pubblico.

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God Σ does not dream small. ... for God Sigma (宇宙大帝ゴッドシグマ, Uchū Taitei Goddo Shiguma) by Stefano Donno

 God Σ does not dream small. It wakes where three gravities argue—


thunder, sea-foam, fault-line—
each body a separate sentence
stalled on the tongue of apocalypse.

Io burns behind its eyes,
a moon rewritten as scar tissue;

in the cockpit, Toshiya’s pulse is a metronome
teaching grief how to count in powers of three.

Every launch is a question hurled
two hundred and fifty years forward,
answered by Eldar cannons spelling out
the future tense of regret.

“Sigma Formation.”
The command is less an order than a liturgy:

three solitary pronouns collapsing
into a plural bright enough
to blind the idea of surrender.
“Trinity Charge.”
Now the air itself becomes conductor,
Triplice energia braiding light
into something heavier than destiny,
cleaner than any flag.

In the silence between alarms
and impact tremors,
God Σ listens to its own height:
sixty-six meters of conditional faith,
twelve hundred tons of almost–myth
balanced on a single decision.

It has learned that heroism
is mostly maintenance—
holding the line at Trinity City
while the cosmos sends new synonyms for extinction.

Tonight, the cosmosaurus arrives screaming
in a dialect of metal and prophecy.

Cities shrink to coordinates,
oceans to error margins,
and still the robot raises its sword
like an argument against entropy.

To cut is to edit the timeline,
to insist that some futures
have the right to remain unwritten.

If you watch from the cheap seats of 2050,
it is only a show:
three machines, one logo,
another merchandise of courage.

But from 2300, looking backward
through the rifle-scope of causality,

God Σ is something else—
a marginalia in the war report,
a note in the margin that reads:

we were monsters there,
but we were also afraid.

So the robot stands between two histories
like a hinge that refuses to rust,
its armor a collage of impact, paint,
and children’s reflected faces.

It understands, in the circuitry
where a pilot’s shout becomes motion,
that every time it forms—
thunder, sea-foam, fault-line
locking into one improbable body—
it is not just saving Earth.

It is giving the word together
one more day to mean
something other
than weapon






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Sungsil Ryu: ‘You face all kinds of human beings online, it’s like a jungle’ | Frieze Seoul 2022

 

Mostra2025 - A bras le corps - Rencontre avec Lila Gueneau & Marie-Elsa Sgualdo

 

Alice Robber - Futuro (Official Music Video)

 

venerdì 27 marzo 2026

INCONTRO SEGRETO A ROMA: Il Patto di Sangue dell'Anticristo Digitale

 

I PADRONI DELLA PIRAMIDE: Svelo il traffico malato dei veri intoccabili

 

Tetsujin in the Ruins for Super Robot 28 (鉄人28号, Tetsujin 28 Go) by Stefano Donno

 They say a city learns to walk again

by first remembering how it fell.

Kobe wakes in black-and-white,
frames stuttering like damaged film,
sirens burned into the soundtrack of the streets.

Out of that negative—grainy, blown out—
engineers sketch a different catastrophe:
a body taller than the warehouses,
ribs of riveted steel,
a face with no expression
to apologize for what it does.

Call him Tetsujin,
call him Unit 28,
call him every boy’s first prayer
spoken in bright tin syllables.
He is postwar insomnia
given joints and voltage,
a monument that can move,
a weapon that pretends to be a guardian
whenever the remote control
is held by clean hands.

In one version of the story
a child holds the transmitter—
small thumb on a red button
the size of a wound—
and the robot kneels, slowly,
like a continent learning humility.
The crowd on the page
leans forward in halftone awe.
Someone has finally built
a future that obeys
when you shout its name.

But the blueprints remember
who paid for the prototypes,
which flags hid in the margins,
what kind of sky
those rockets were meant to puncture.
Every bolt is threaded
with classified history.
In the hollow of Tetsujin’s chest,
you can hear the echo
of planes over water,
the sudden white daylight
that erases handwriting,
family names,
entire neighborhoods at once.

He is not good,
not evil,
only amplification:
of whoever stands behind him,
of whichever city buys the parts.
Today he blocks a missile.
Tomorrow he levels a port.
The difference is a wrist’s
hesitation,
a second of static
between command and consequence.

Still, children circle him
in opening credits,
calling him friend.
Toy shelves restage the arms race
in primary colors.
In distant studios,
new giants take their cue—
piloted, crowned, more human in the face—

but the first silhouette
is always his:
a dark torso on the horizon
like a question nobody
ever really answered.

Sometimes at night
the manga panels un-ink themselves.
Tetsujin stands alone
in a clean, unbombed Kobe,
no rubble, no sirens,
just laundry lines
and a dog barking at the tide.
He lowers his hands,
palms empty as blank paper.
In that unwritten frame
he is simply tall—
a possibility,
not yet pointed
at anyone





Pesci assennati hanno inventato l’acquario di Andrej Sen-Sen’kov a cura di Paolo Galvagni (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

 

Pesci assennati hanno inventato la poesia – I Quaderni del Bardo Edizioni
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