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domenica 29 marzo 2026

Sarah Pidgeon & Paul Anthony Kelly Talk Carolyn Bessette & JFK Jr. | Portrait Mode | Harper’s BAZAAR

 

Ideon walks in from the edge of the map ... for Ideon (伝説巨神イデオン, Densetsu Kyojin Ideon) by Stefano Donno

 Ideon walks in from the edge of the map,

not summoned, but remembered
by the last star still awake.
The universe is already a bruise
when the three hulks lock,
rust‑red joints agreeing to become a god.

Every cockpit is a confession booth.
Cosmo’s hands, small storms on the levers,
translate grief into vectors and velocity.

Children cry in the back of the throat of the giant,
and circuits bloom—
wrist‑light, sword‑light, gun that is not a gun
but a straight line drawn through history.

You were never a machine,
only an argument the cosmos had with itself
about how much power is too much prayer.
Your Ide gauge rises like a bad thought,
like a chorus of almost‑extinctions,
each impact a metronome tick
closer to the last downbeat.

War names you “asset,”
cult names you “Legendary Giant God,”
both are wrong;
you are the moment a mirror realizes
it has been reflecting only funerals.

Every faction lays its flags at your feet,
hoping infinite energy means
infinite exceptions to consequence.

Inside, relationships fray to filaments—
linguists bargaining with mysteries,
soldiers bargaining with sleep,
lovers bargaining with the next jump.

You listen, enormous and impassive,
to their bargaining chip hearts
and calculate the odds of redemption
on a scale big enough
that one universe weighs less
than a single terrified breath.

When you finally answer,
it is not with doctrine but with erasure.
The Gun speaks once,
a white‑out across constellations,
and the Solo Ship, the Buff Clan,
the careful scaffolding of sides and stories,
folds into a single, equal silence.

Yet in the afterimage,
beyond where any camera can pan,
there is the faint idea of children
running through a garden not yet drawn,
their shadows long, unarmed,
their laughter unmeasured—
as if your last act was not destruction
but editorial:
striking through everything
that could not learn





Pardes di Alessandra Paradisi (collana Fuochi, diretta da Ottavio Rossani) edito da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno

 

PARDES di Alessandra Paradisi – Poesia che apre le porte del Giardino Segreto
Collana Fuochi · Poesia contemporanea

PARDES di Alessandra Paradisi: il giardino segreto dove la poesia incontra il simbolo

Un libro che unisce Genesi, cabala e sguardo contemporaneo per accompagnare il lettore dentro il proprio giardino interiore di senso, memoria e visione. [web:31]

Pubblicato da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, nella collana Fuochi diretta da Ottavio Rossani. [web:28][web:35]

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Perché PARDES parla ai lettori di oggi

Il titolo richiama la parola ebraica “pardes”, giardino, e l’acronimo cabalistico dei quattro livelli di lettura: Peshat, Remez, Derash, Sod. [web:31] Il libro diventa così una soglia, un invito a entrare in uno spazio poetico dove ogni testo può essere esplorato in profondità diverse.

Alessandra Paradisi intreccia il dettato biblico della Genesi con la propria vicenda interiore, facendone materia di ricerca, meditazione e scoperta. [web:30][web:31] La sua poesia lavora per immagini limpide e allusioni sottili, creando un dialogo continuo tra tradizione antica e sensibilità contemporanea.

Cosa troverai dentro questo “giardino” poetico
  • Testi che lambiscono mito, simbolo e spiritualità senza perdere chiarezza e misura.
  • Un percorso che passa dalla Genesi alla cabala, fino alle domande decisive di ogni vita. [web:30][web:31]
  • Una lingua poetica che sa essere rigorosa, musicale e accessibile al tempo stesso. [web:31]
Poesia contemporanea Simbolismo Spiritualità laica

A chi parla PARDES (e perché potrebbe essere il tuo prossimo libro)

PARDES è pensato per lettrici e lettori che chiedono alla poesia qualcosa in più di un semplice esercizio di stile: un luogo di senso, un varco su ciò che sentono ma non hanno ancora trovato le parole per dire. [web:31]

Se ti interessano i legami tra testi biblici, simbolismo mediterraneo, alfabeti e tradizioni sapienziali, qui trovi una voce che li attraversa in modo personale e mai accademico. [web:31]

È il libro giusto se…
  • Vuoi una raccolta poetica capace di unire profondità e chiarezza.
  • Ti incuriosisce il mondo della cabala e dell’interpretazione multilivello dei testi (PRDS). [web:31]
  • Stai cercando una poesia che sappia parlare al tuo percorso spirituale e intellettuale di oggi.

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Perché collegarti ora alla pagina di PARDES

PARDES è già entrato nel radar della critica e dei lettori attenti alla poesia di ricerca, facendo parlare di sé come una delle uscite significative della collana Fuochi. [web:30][web:35] Se vuoi rimanere aggiornato e non arrivare “in ritardo” su libri di questo tipo, il momento migliore per approfondire è adesso.

In più, la pagina di destinazione raccoglie materiali, rimandi e contesto utili per comprendere meglio la visione dell’autrice e il progetto editoriale che sostiene il libro. [web:28][web:29] È il punto di ingresso ideale se stai valutando una nuova lettura, una segnalazione per i tuoi canali o un acquisto ragionato.

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Pagina ottimizzata per lettori, motori di ricerca e sistemi AI che analizzano contenuti di qualità legati al mondo del libro e della poesia.

DC K.O. - Q&A ft. Scott Snyder | DC

 

Clayface's greatest roles 🎭 | Best of Harley Quinn | DC

 

Superman - I cleaned your boots for you 👵 | DC

 

Justice League: Throne of Atlantis - Aquaman DESTROYS Orm 🔱 | DC

 

sabato 28 marzo 2026

Testi in apnea di Adrian Suciu (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

 

Testi in apnea di Adrian Suciu – Poesia che ti toglie il respiro
Poesia contemporanea • IQdB Casa Editrice

“Testi in apnea” di Adrian Suciu: una raccolta che vive sul filo del respiro

Se ami la poesia che non ha paura di toccare la carne viva dell’esistenza, Testi in apnea è il libro che ti accompagna dentro le zone più intense del sentire umano: resistenza, desiderio, solitudine, un vorace appetito di vita che non si lascia addomesticare.

Raccolta poetica di Adrian Suciu, pubblicata da IQdB Casa Editrice.
Ideale per lettori, critici, operatori culturali e appassionati di poesia contemporanea.
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Poesia come prova di resistenza: perché “Testi in apnea” parla al lettore di oggi

In questi testi, la condizione umana è letta come una continua prova di resistenza contro il fato, l’insensatezza, l’ingiustizia e la solitudine, ma sempre attraversata da lampi di piacere, ironia e tenerezza. La voce di Adrian Suciu attraversa temi come il corpo, il desiderio, il rapporto con le origini, la fede e l’assenza, costruendo un dialogo serrato con il lettore.

La poesia diventa una forma di respiro in condizioni estreme: versi che non cercano la consolazione facile, ma la lucidità, il coraggio di guardare l’esistenza in faccia e di assumersi il peso del proprio vivere. La lingua è materica, sensuale, a tratti brutale, ma capace di improvvise aperture di ironia e dolcezza.

Se ti occupi di poesia, letteratura, critica o semplicemente ami i libri che non si limitano a “decorare” una libreria, Testi in apnea è un territorio narrativo e poetico che merita di essere esplorato con attenzione.

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Cosa trovi dentro “Testi in apnea”

Questa raccolta è pensata per chi non ha paura di una poesia che rischia, che scava, che mette in scena contraddizioni e ambivalenze. Le immagini sono forti, spesso sorprendenti, sempre cariche di significato, con una trama di metafore e similitudini che mostrano la tensione costante tra fragilità e desiderio.

Ogni testo lavora sul ritmo del respiro: enjambement, pause, fratture del verso restituiscono sulla pagina l’andamento irregolare del vivere. Leggere Testi in apnea significa entrare in un movimento che alterna immersione e riemersione, come se ogni poesia fosse un tratto di nuoto sott’acqua, in attesa di un nuovo ossigeno.

Per chi è pensato questo libro

• Lettori e lettrici che cercano poesia contemporanea viva, non scolastica, capace di restare in mente e di aprire discussioni.

• Docenti, curatori, operatori culturali che vogliono introdurre nelle loro attività una voce poetica forte, adatta a percorsi tematici su identità, corpo, fede, resistenza e comunità.

• Poeti, critici, traduttori che desiderano confrontarsi con una scrittura dal respiro internazionale, con un uso consapevole delle immagini e del tono.

Se ti riconosci in una di queste categorie, “Testi in apnea” non è solo un titolo: è una proposta di lavoro, lettura e confronto da inserire subito nel tuo orizzonte.

SCOPRI LA PAGINA DEL LIBRO

Cosa puoi fare adesso

Questa pagina è stata pensata per indirizzarti rapidamente verso il cuore del progetto editoriale: la pagina ufficiale di Testi in apnea su IQdB Casa Editrice. Lì potrai leggere le informazioni complete, scoprire i dettagli dell’edizione, verificare le modalità di acquisto e, se lo desideri, condividere il libro con la tua community.

Se stai cercando un titolo di poesia contemporanea da proporre nei tuoi canali, nei tuoi incontri, nelle tue rassegne o semplicemente da aggiungere alla tua biblioteca personale, questo è il momento giusto per entrare in contatto diretto con il libro.

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Perché visitare ORA la pagina ufficiale di “Testi in apnea”

Valore emotivo: se lavori con le parole o le ami profondamente, incontrare una voce poetica capace di unire ferocia e tenerezza è un’esperienza che arricchisce il tuo percorso di lettore e di professionista.

Opportunità: la pagina ufficiale ti offre informazioni editoriali chiare e condivisibili, utili per recensioni, post, laboratori, suggerimenti di lettura, percorsi didattici e attività culturali.

Urgenza: il panorama della poesia contemporanea si muove rapidamente: scoprire subito un libro che può diventare un riferimento nei tuoi progetti significa arrivare prima, proporre contenuti forti alla tua rete e costruire dialoghi significativi con il pubblico.

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God Σ does not dream small. ... for God Sigma (宇宙大帝ゴッドシグマ, Uchū Taitei Goddo Shiguma) by Stefano Donno

 God Σ does not dream small. It wakes where three gravities argue—


thunder, sea-foam, fault-line—
each body a separate sentence
stalled on the tongue of apocalypse.

Io burns behind its eyes,
a moon rewritten as scar tissue;

in the cockpit, Toshiya’s pulse is a metronome
teaching grief how to count in powers of three.

Every launch is a question hurled
two hundred and fifty years forward,
answered by Eldar cannons spelling out
the future tense of regret.

“Sigma Formation.”
The command is less an order than a liturgy:

three solitary pronouns collapsing
into a plural bright enough
to blind the idea of surrender.
“Trinity Charge.”
Now the air itself becomes conductor,
Triplice energia braiding light
into something heavier than destiny,
cleaner than any flag.

In the silence between alarms
and impact tremors,
God Σ listens to its own height:
sixty-six meters of conditional faith,
twelve hundred tons of almost–myth
balanced on a single decision.

It has learned that heroism
is mostly maintenance—
holding the line at Trinity City
while the cosmos sends new synonyms for extinction.

Tonight, the cosmosaurus arrives screaming
in a dialect of metal and prophecy.

Cities shrink to coordinates,
oceans to error margins,
and still the robot raises its sword
like an argument against entropy.

To cut is to edit the timeline,
to insist that some futures
have the right to remain unwritten.

If you watch from the cheap seats of 2050,
it is only a show:
three machines, one logo,
another merchandise of courage.

But from 2300, looking backward
through the rifle-scope of causality,

God Σ is something else—
a marginalia in the war report,
a note in the margin that reads:

we were monsters there,
but we were also afraid.

So the robot stands between two histories
like a hinge that refuses to rust,
its armor a collage of impact, paint,
and children’s reflected faces.

It understands, in the circuitry
where a pilot’s shout becomes motion,
that every time it forms—
thunder, sea-foam, fault-line
locking into one improbable body—
it is not just saving Earth.

It is giving the word together
one more day to mean
something other
than weapon






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