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martedì 14 luglio 2026
Ci basterà mangiare il vento di Gianluca Gotto (Mondadori)
Ambientato tra Singapore e Torino, il nuovo romanzo di Gianluca Gotto è il racconto potente e sincero di un uomo che, dopo aver tentato in tutti i modi di tenere a distanza la vita - con la sua meravigliosa imperfezione e la sua preziosa e a volte dolorosa imprevedibilità -, scoprirà che stare bene può essere semplice come giocare a mangiare il vento.
«Quella sera mi aveva insegnato una cosa: a godere delle cose piacevoli senza pensare che finiranno. Perché se la paura di soffrire dopo ti frena prima ancora di iniziare, allora la tua vita non può contemplare tramonti, viaggi, sogni, concerti, legami. Non può contemplare niente di ciò che finisce. E dunque non può contemplare niente di ciò per cui ha senso vivere.»
lunedì 13 luglio 2026
TRACCE SUL CONFINE: Tra dolore e giustizia inchiostro d’amore di Anna Leo (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
Anna Leo è sociologa, giornalista, mediatrice penale. Direttrice di progetti educativi tra scuola e famiglia e società. Ha una lunga esperienza nel campo dell’educazione, della comunicazione e della giustizia riparativa, con particolare attenzione al disagio giovanile, al conflitto e alla ricostruzione dei legami. Appassionata osservatrice del reale, affronta temi difficili con uno sguardo lucido e diretto, cercando sempre la verità che si nasconde sotto le superfici. La scrittura è per lei un atto di responsabilità e vicinanza, una forma di impegno etico e civile. Ha pubblicato diversi testi, tra cui raccolte di poesie e saggi, nei quali intreccia analisi sociale, memoria storica e profonda sensibilità umana. In questo nuovo lavoro, Anna Leo dà voce al dolore collettivo e intimo, raccontando la guerra, la violenza, l’amore, l’infanzia violata, la maternità ferita, l’ingiustizia e la speranza. Con le sue parole costruisce ponti tra esperienza personale e coscienza collettiva, invitandoci a non restare indifferenti.
Dal pop al popolo. Opere scelte di Tommaso Labranca (Mondadori)
«Nei venti-venticinque anni di attività che la vita gli ha concesso, Labranca ha sprigionato una creatività che ha pochi paragoni. Suonava, disegnava, scattava fotografie, scriveva testi per la televisione e la radio, esplorava la multimedialità prima che la multimedialità fosse un concetto; e ovviamente sapeva scomporre e decifrare non solo gli oggetti prodotti dalle arti di massa ma anche le esperienze di massa. Mentre Eco aveva preso come casi di studio i fumetti e i romanzi d'avventura, Labranca osservava al microscopio i programmi televisivi popolari, le pubblicità delle reti locali e le canzoni pop, nonché soprattutto gli habitat e la mentalità degli utenti di questo infinito intrattenimento. In questo, non ha avuto e non ha rivali. Il migliore critico delle arti di massa dell'ultimo mezzo secolo in Italia è stato lui, non lo si sapeva perché lo leggevano in pochi. Questa antologia intende rendergli giustizia.»
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