«Ehi!
Guarda quello là, quel ragazzino che sta in disparte, con quella strana
camicia marrone», il dottor Savinio indicava un ragazzo alto e robusto,
dai capelli scuri, la fronte alta e il volto serio, che se ne stava
solitario, con i gomiti nudi sotto le maniche arrotolate, appoggiati sul
tavolo della Locanda due Spade, osservando la strada trafficata di
camion militari. L’aria era satura dei loro scappamenti, del suono dei
clacson e delle grida dei sergenti.

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