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martedì 25 novembre 2025

La Strategia di una guerra usurante - ecco cosa ne penso

 Il fragore degli attacchi notturni su Kiev – con i missili e i droni che lacerano il cielo e poi la quotidianità civile – non è solo un fatto di cronaca; è il segnale chiaro di una strategia deliberata che mira a sfiancare non l'esercito ucraino, ma la volontà di resistenza della popolazione. Le fiamme e il buio, i quartieri senza acqua né elettricità, sono l'espressione di una tattica brutale: l'asservimento attraverso la distruzione delle infrastrutture vitali.


La Cinica Logica Dietro i Blackout

Non si tratta più, purtroppo, di colpire obiettivi militari strategici. L'obiettivo primario di questa escalation è la crisi umanitaria indotta.

Impatto Psicologico: Portare l'inverno nelle case, lasciando al gelo e al buio milioni di persone, è un potente strumento di pressione psicologica. Si vuole instillare il dubbio: quanto ancora possiamo resistere in queste condizioni?

Impatto Economico e Sanitario: La distruzione delle reti energetiche non ferma solo le luci, ma paralizza gli ospedali, le pompe idriche e la produzione industriale, rendendo insostenibile la vita civile e aggravando la pressione sulla leadership politica di Kiev.

Il Segnale all'Occidente: Ogni attacco riesce, nel suo macabro intento, a lanciare un messaggio all'Occidente: i vostri aiuti militari non possono proteggere completamente la vita civile. Questo alimenta le voci sul costo della guerra e, indirettamente, la narrativa di coloro che spingono per una pace negoziata a qualsiasi costo.

L'Ombra della Reazione Occidentale

Ed è qui che l'analisi si fa critica. Di fronte a questa logica di guerra d'usura, la risposta internazionale deve superare la sola condanna verbale.

Se l'obiettivo è distruggere la rete civile, la contromisura politica e logistica non può limitarsi all'invio di munizioni, ma deve includere una massiccia e accelerata fornitura di sistemi di difesa aerea avanzati e, crucialmente, di supporto infrastrutturale resiliente (generatori, trasformatori, aiuti per riparazioni rapide).

Il rischio, infatti, non è solo la caduta di una città, ma la legittimazione di un modello di conflitto in cui l'aggressione può impunemente prendere di mira la popolazione civile come arma. L'Occidente, spesso bloccato tra tatticismi interni e la paura di una escalation incontrollata, sta rispondendo a un atto di guerra totale con una strategia di supporto incrementale.

Serve un cambio di passo. La difesa aerea non è un optional, ma l'unica garanzia che la popolazione civile possa resistere a questa brutale offensiva. La storia non perdonerà la nostra inerzia se il collasso dovesse arrivare non per la mancanza di coraggio, ma per la mancanza di un generatore o di un missile intercettore.

La lotta per Kiev non si gioca solo al fronte, ma nelle centrali elettriche e nei sotterranei, dove le persone aspettano che la luce ritorni. E la luce è, in questo momento, l'unica vera arma di resistenza politica.

(Stefano Donno)




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