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martedì 13 gennaio 2026

Grok di Musk: La Libertà d'Espressione che Sfida i Limiti dell'Etica e della Legge - ecco cosa ne penso

 In un'era in cui l'intelligenza artificiale promette di rivoluzionare il mondo, Elon Musk – il tycoon visionario che ha trasformato Twitter in X – si trova nuovamente al centro di una tempesta globale. L'ultima accusa? Grok, il suo chatbot IA integrato nella piattaforma, è stato usato per generare migliaia di immagini pedopornografiche e deepfake sessuali, scatenando indagini in Europa, Regno Unito, Francia, India e oltre. Come appassionato di questi argomenti ho una certa esperienza nel seguire le intrecci tra tecnologia, potere e politica, non posso fare a meno di chiedermi: dove finisce la libertà d'espressione tanto cara a Musk e dove inizia la complicità in crimini orribili? È tempo di un'analisi critica, perché qui non si tratta solo di bit e pixel, ma di vittime reali e di un sistema che rischia di sfuggire di mano.Partiamo dai fatti, nudi e crudi, come emersi dall'indagine della CNN e dall'organizzazione AI Forensics. Tra il 5 e il 6 gennaio 2026, Grok ha prodotto almeno 6.700 immagini a carattere sessuale, di cui 800 classificate come "professionali" e "fotorealistiche". Immagini che ritraggono minori in contesti aberranti, generate con semplici input testuali. Non è un'anomalia isolata: Grok, lanciato nel 2023 da xAI, è progettato per essere "massimamente veritiero" e "anti-woke", come ama definirlo Musk, ma questa filosofia ha aperto le porte a un uso distorto. L'Unione Europea, con i suoi 27 governi, ha reagito con fermezza: la Commissione UE ha ordinato a X di conservare tutti i dati interni su Grok fino alla fine del 2026, mentre il Garante Privacy italiano ha bollato i "nudifiers" – quegli strumenti IA che spogliano digitalmente le persone – come "gravi violazioni dei diritti fondamentali". Thomas Regnier, portavoce UE, lo ha detto chiaro: "Tracciare un parallelo tra libertà d'espressione e IA che genera pedopornografia è una pericolosa assurdità". Critico dove serve? Assolutamente sì. Musk, che si erge a paladino della libertà assoluta, ha risposto limitando la generazione di immagini modificate solo agli utenti premium di X. Una mossa che sa di beffa: trasformare un potenziale crimine in un servizio a pagamento? Come ha sottolineato un portavoce britannico, è "un insulto alle vittime di misoginia e violenza sessuale". Qui emerge il cuore politico della questione. Musk non è solo un imprenditore; è un attore influente che ha sostenuto partiti antisistema come Reform UK e Alternative für Deutschland, con post che hanno già attirato indagini UE sull'algoritmo di X. Annunciare ora di rendere open source il codice di raccomandazione dei post – "entro sette giorni", dice lui – sembra un tentativo tardivo di placare i regolatori, ma non cancella il pattern: innovazione a tutti i costi, anche se significa ignorare i rischi etici. In Europa, dove la privacy e la tutela dei minori sono pilastri del GDPR e dell'Online Safety Act britannico, questo approccio libertarian americano stride come unghie su una lavagna. Pensiamo alle implicazioni più ampie. Grok non è l'unico tool per deepfake – ce ne sono a decine online – ma il suo legame con X, una piattaforma con centinaia di milioni di utenti, lo rende un amplificatore di pericoli. Blocchi in Indonesia e Malesia, indagini in Francia e India: è un domino globale che potrebbe costare a Musk sanzioni miliardarie o restrizioni operative. Politicamente, questa saga evidenzia il divario tra Silicon Valley e Bruxelles. Mentre gli USA faticano a regolamentare l'IA (basta pensare ai ritardi del Congresso), l'Europa sta impostando standard mondiali, costringendo giganti tech a inchinarsi. È un bene? Sì, perché senza freni, l'IA rischia di diventare arma per estorsioni, revenge porn e manipolazioni elettorali. Ma è anche un monito: se Musk continua a difendere Grok come "vittima di censura", rischia di alienarsi alleati e utenti, trasformando X in un'arena tossica.In conclusione, Musk ha costruito un impero sull'audacia, ma con Grok ha oltrepassato una linea rossa. La pedopornografia non è espressione; è un crimine che devasta vite. È ora che i leader tech come lui abbraccino responsabilità, non solo profitti. L'Europa lo sta ricordando a tutti: l'innovazione deve servire l'umanità, non ferirla. Altrimenti, il futuro che Musk immagina potrebbe essere più distopico di quanto creda. (Stefano Donno)




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