Non chiamatelo soltanto colpo di mano. Quello che sta accadendo in queste ore tra Washington e Caracas, con la notizia deflagrante della "neutralizzazione" politica di Nicolás Maduro, non è un semplice episodio di cronaca estera. È la firma in calce al nuovo ordine mondiale secondo Donald Trump. È il ritorno prepotente, muscolare e senza vergogna della Dottrina Monroe.
James Monroe, quinto presidente degli Stati Uniti, nel 1823 pronunciò la frase che oggi risuona come una sentenza nelle cancellerie di mezzo mondo: "L'America agli americani". Per due secoli quella frase è stata tutto e il suo contrario: scudo contro il colonialismo europeo prima, clava dell'imperialismo yankee poi. Oggi, nel 2026, Donald Trump la rispolvera togliendole la polvere della retorica diplomatica e trasformandola in un avvertimento cinetico.
L'operazione contro Maduro non va letta con le lenti moralistiche dei diritti umani – lenti che alla Casa Bianca hanno smesso di usare da tempo – ma con quelle del puro realismo offensivo. Il Venezuela non è stato colpito perché è una dittatura (ce ne sono tante altre amiche di Washington), ma perché era diventato la portaerei di Mosca e Pechino nel Mar dei Caraibi. E questo, nella logica del "nuovo" Trump, è il peccato capitale.
Siamo di fronte a un cambio di paradigma brutale. Fino a ieri ci chiedevamo se gli Stati Uniti si fossero ritirati dal mondo. La risposta, paradossale, è sotto i nostri occhi: l'America si ritira dal "globale" per fortificarsi nel "regionale". Trump non vuole fare il poliziotto del mondo in Ucraina o nel Mar Rosso se non gli conviene; ma nel suo emisfero, nel suo "cortile di casa", non tollera inquilini abusivi. Il messaggio inviato a Russia, Cina e Iran è chiarissimo: giocate pure a scacchi in Eurasia, ma se mettete un pedone nelle Americhe, noi rovesciamo il tavolo.
C'è un'ironia storica in tutto questo. Mentre l'Europa si interroga ancora sulle procedure e sulle sanzioni, gli Stati Uniti agiscono con la rapidità spietata del Corollario Roosevelt, quella variante del 1904 che autorizzava Washington a esercitare un "potere di polizia internazionale". Maduro è caduto non per la pressione delle piazze, ma perché ha violato la linea rossa invisibile tracciata duecento anni fa.
Che piaccia o no, l'era delle ambiguità è finita. L'America non esporta più democrazia, esporta sicurezza per sé stessa. E chi pensava che l'isolazionismo trumpiano significasse pacifismo, oggi ha avuto un risveglio molto brusco. Il "secolo americano" forse è finito, ma il "continente americano" è tornato ad essere proprietà privata.
(Stefano Donno)

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