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Policy - Benvenuti su "To Be STEFANO DONNO": Una Vetrina per le Eccellenze Italiane e Internazionali

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martedì 6 gennaio 2026

La Befana vien di notte (e ci riporta "El Pollo"): l'eterno ritorno del testimone di cartone

 C'è una certa, stanca ciclicità nella politica internazionale e nei suoi sottoboschi giudiziari che, se non fosse tragica, farebbe quasi sorridere. Siamo al 6 gennaio 2026, l'Epifania che tutte le feste si porta via, ma che a quanto pare ci ha lasciato nella calza un carbone vecchio e già consumato: Hugo "El Pollo" Carvajal.


Come riportato puntualmente da Antonio Massari su Il Fatto Quotidiano, il "supertestimone" che doveva far tremare i palazzi del potere tra Caracas, Madrid e Roma si rivela, per l'ennesima volta, un petardo bagnato. O per usare il termine tecnico e impietoso del collega: un farlocco.

La vicenda ha del grottesco. Carvajal, ex capo dell’intelligence militare venezuelana, è una figura che sembra uscita dalla penna di uno sceneggiatore di spy-story di serie B. Estradato negli Stati Uniti, ha cercato di vendere la sua merce – informazioni, segreti, accuse – al miglior offerente giudiziario per salvarsi la pelle. Il problema? La merce è avariata.

Anni fa, il suo nome rimbalzava sulle prime pagine dei giornali italiani e spagnoli. "El Pollo" giurava di avere le prove dei fiumi di denaro sporco dal Venezuela al Movimento 5 Stelle e a Podemos. Ricordate i titoli cubitali? Le indignazioni a comando nei talk show? Ebbene, di quelle accuse non è rimasto nulla se non il fumo. In Italia le inchieste sono state archiviate, in Spagna idem. Le famose valigette piene di contanti si sono rivelate fantasmi.

Eppure, eccoci qui, nel 2026. "El Pollo colpisce ancora", titola Il Fatto. Ma colpisce a salve. La sua credibilità è ormai pari a quella di una banconota del Monopoli. Si presenta come il grande accusatore di Nicolás Maduro, cercando di accreditarsi come "pentito". Ma un pentito, per definizione, dovrebbe offrire riscontri, prove, fatti. Carvajal offre invece narrazioni che sanno di dejà-vu, utili forse a certe agende geopolitiche (specie con i venti che tirano dagli USA post-Mar-a-Lago), ma inutili nelle aule di tribunale serie.

Il vero scandalo, a questo punto, non è più ciò che dice Carvajal. Il vero scandalo è che ci sia ancora qualcuno disposto a prestargli il microfono senza fare la tara alle sue parole. È il giornalismo che non verifica, è la politica che cerca l'arma contundente a tutti i costi, anche se spuntata.

Massari lo definisce un "pentito senza pentimento", una sintesi perfetta. È un uomo che gioca la sua ultima carta disperata, riciclando vecchie bufale nella speranza che il mondo abbia la memoria corta. Ma la memoria, per fortuna, è un archivio che non si cancella facilmente. E la verità su "El Pollo" è che, gratta gratta, sotto le piume non c'è arrosto.

Lasciamo dunque che l'Epifania si porti via anche queste vecchie fole. La politica seria si fa con i fatti, non con i fantasmi di un passato che non è mai esistito.




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