Sapete, seguo questo conflitto da quando è iniziato nel 2022, e ogni aggiornamento mi colpisce come un pugno allo stomaco. Oggi, sfogliando le live news da fonti affidabili, mi ritrovo a riflettere su un mix di violenza brutale e barlumi di speranza diplomatica. È il quarto anno di guerra, e mentre i droni solcano i cieli notturni portando morte, dietro le quinte si muovono pedine che potrebbero cambiare tutto. Proviamo a dissezionare questi eventi con un po' di logica umana – non solo fatti freddi, ma anche quel senso di urgenza e frustrazione che proviamo tutti quando pensiamo a quante vite sono in gioco.Partiamo dal dolore più immediato, quello che ti fa stringere il cuore. Nella notte tra il 6 e il 7 febbraio, l'Ucraina ha subito un'ondata massiccia di attacchi russi: oltre 400 droni e circa 40 missili, come ha denunciato il presidente Volodymyr Zelensky in un post su X. Gli obiettivi? Principalmente la rete energetica, con esplosioni in regioni come Odessa, Vinnytsia, Khmelnytskyi, Ternopil, Leopoli e Ivano-Frankivsk. Immaginate intere città al buio, famiglie terrorizzate dal rombo dei missili – e sì, ci sono stati danni a infrastrutture critiche, come la centrale termoelettrica di Burshtyn. Zelensky l'ha detto chiaro: "Ogni giorno, la Russia potrebbe scegliere la vera diplomazia, ma sceglie nuovi attacchi". Come esperto, non posso fare a meno di empatizzare: questi non sono solo numeri, sono persone che lottano per la normalità in mezzo al caos. E dall'altra parte, la Russia riporta di aver abbattuto 82 droni ucraini su varie regioni, inclusi 45 solo a Volgograd. È una guerra di attrito, dove ogni notte porta nuove ferite.Poi ci sono le tragedie individuali che rendono tutto così reale. Pensate a quella donna di 31 anni uccisa da un drone russo nella regione di Sumy, mentre guidava la sua auto – il veicolo ha preso fuoco, e lei non ce l'ha fatta. O all'attacco nella regione russa di Kursk, dove un drone (presumibilmente ucraino) ha colpito una casa, uccidendo un uomo di 27 anni e ferendo altri tre, inclusa una ragazza di 13 anni. Questi episodi mi fanno pensare: quanto odio deve accumularsi prima che si fermi? Intuitivamente, vedo qui un ciclo di vendette che alimenta se stesso, rendendo la pace ancora più elusiva. E non dimentichiamo l'impatto oltre confine: gli attacchi hanno persino costretto la Polonia a sospendere temporaneamente i voli negli aeroporti di Lublino e Rzeszów, anche se poi è stato confermato che non c'è stata violazione dello spazio aereo.Sul piano militare, la Russia rivendica conquiste: il ministero della Difesa ha annunciato la presa del villaggio di Chuhunivka nella regione di Kharkiv. È un piccolo pezzo di terra, ma in questa guerra ogni metro conta per il morale e le posizioni negoziali. Dal mio punto di vista, questi avanzamenti sporadici mostrano che Mosca sta cercando di consolidare il fronte orientale, forse per negoziare da una posizione di forza. Ma è qui che entra la diplomazia, e devo ammettere un filo di ottimismo cauto. Zelensky ha rivelato che delegazioni ucraine e russe si incontreranno negli USA la prossima settimana – probabilmente a Miami – per colloqui bilaterali. È la prima volta che Washington invita entrambe le parti direttamente, e gli americani spingono per chiudere la guerra "entro l'inizio dell'estate, a giugno". Dopo il nulla di fatto ad Abu Dhabi, dove non si è risolto nulla sul Donbass o sulla centrale di Zaporizhzhia, questo potrebbe essere un turning point.Zelensky è stato fermo: "L'Ucraina non sosterrà accordi che la riguardano senza essere coinvolta", specialmente su questioni territoriali. La Russia vuole che Kiev abbandoni Donetsk, mentre gli USA propongono una zona economica libera come compromesso. E poi c'è questo misterioso "pacchetto Dmitriev" – accordi economici tra USA e Russia per 12 trilioni di dollari? Suona come un'intuizione geopolitica: Washington potrebbe usare la carota economica per convincere Putin a mollare la presa. Ma attenzione, non illudiamoci: Zelensky ha ribadito che qualsiasi deal deve rispettare la Costituzione ucraina. Come analista, ipotizzo che se questi trilaterali (Ucraina-USA-Russia) decollano, potremmo vedere un cessate il fuoco temporaneo, magari legato alla ricostruzione della diga di Kakhovka. È "fuori dagli schemi" pensare che l'economia possa sbloccare ciò che le armi non hanno fatto, ma la storia insegna che spesso è così – pensate alla fine della Guerra Fredda.Non trascuriamo le crepe interne alla Russia. L'attentato al generale Vladimir Alekseyev, vice capo del GRU, a Mosca: ferito gravemente ma ora cosciente dopo l'operazione. Le autorità hanno arrestato un sospettato "portato da Dubai" e un complice, e il ministro Lavrov accusa Kiev. È un episodio che puzza di instabilità: dissenso interno, spionaggio, o ritorsione? Intuitivamente, mi ricorda l'ammutinamento di Prigozhin – segnali che il regime di Putin non è monolitico come sembra. E nel frattempo, l'UE ha varato il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, stringendo ulteriormente il cappio economico.In conclusione, questo 7 febbraio 2026 dipinge un quadro di escalation notturna che ferisce profondamente, ma anche di mosse diplomatiche che potrebbero portare a una svolta. Come essere umano, provo una miscela di rabbia per le vittime e speranza per i negoziati – non è facile stare a guardare, ma credo che l'unità occidentale, con un USA più assertivo, possa fare la differenza. E se fossi Zelensky o Putin, punterei tutto su garanzie internazionali per una pace duratura. Voi che ne dite? Potrebbe essere l'anno in cui finisce l'incubo, o solo un altro capitolo di sofferenza? Continuiamo a monitorare, con empatia e realismo
(Stefano Donno)

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