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Policy - Benvenuti su "To Be STEFANO DONNO": Una Vetrina per le Eccellenze Italiane e Internazionali

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mercoledì 5 agosto 2026

Ciao Salento di Fernando Palese (edito da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

Qui non troverai solo la mia opinione su [Ciao Salento], ma il processo completo: cosa ho chiesto all’AI, cosa ha risposto e come l’ho corretta - Siamo abituati a pensare al Salento come al rifugio perfetto: lu sule, lu mare, lu jentu, le notti di pizzica e i pasticciotti al mattino. Ma cosa succede quando il sole illumina discariche abusive, il mare nasconde fusti tossici e il vento soffia tra ulivi spettrali uccisi dalla Xylella?.

Ho appena finito di leggere Ciao Salento di Fernando Palese (edito da I Quaderni del Bardo Edizioni). Ve lo dico chiaramente: non è una lettura comoda. È un pugno nello stomaco. Attraverso la storia di una famiglia del Basso Salento, il libro ci sbatte in faccia verità che troppo spesso sussurriamo per paura: la bomba ecologica della discarica Burgesi, l'incubo dei tumori che divorano le nostre famiglie, e il sangue versato da eroi come Renata Fonte e Peppino Basile.

Il libro solleva un grido d'allarme. Ma la rabbia non basta. Come possiamo trasformare l'indignazione in azione? Ecco tre soluzioni concrete da cui ripartire oggi stesso:

1. La "Restanza" attraverso la Cultura e l'Arte Il libro evidenzia il dramma dei giovani che scappano. La soluzione non è solo creare posti di lavoro qualsiasi, ma promuovere la restanza. Come? Finanziando e organizzando in modo capillare laboratori culturali, artistici e teatrali sul territorio. La cultura aggrega, crea identità e allontana la malavita. Un giovane che impara a raccontare, dipingere o recitare la bellezza della sua terra, diventa un difensore naturale di quel territorio. L'arte è il primo vero argine contro l'omertà.

2. Sentinelle del Territorio (Patti di Comunità) Non possiamo delegare tutto a forze dell'ordine e forestali eroi come l'Ugo del romanzo, che finiscono per ammalarsi o essere lasciati soli. I comuni salentini devono istituire veri e propri "Patti di Comunità", reti civiche in cui cittadini, pro loco e associazioni formano un sistema di monitoraggio ambientale continuo e tutelato, proteggendo chi denuncia (whistleblowing) da ritorsioni mafiose.

3. Riconversione del paesaggio post-Xylella e Turismo Etico I "monumenti alla memoria" degli ulivi morti ci spezzano il cuore. Dobbiamo accelerare la riconversione agricola finanziando colture resilienti e spingendo su un turismo destagionalizzato ed etico. Basta speculazioni edilizie e mega-resort. Puntiamo su alberghi diffusi e sul recupero dei vecchi ipogei sotterranei, premiando economicamente chi protegge l'ecosistema.

Ciao Salento ci ricorda che siamo custodi di questa terra, non i suoi padroni. Il sacrificio di Rita – che nel libro finisce sulla sedia a rotelle pur di difendere il suo mare – non può essere vano


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Il casello più costoso del mondo: perché consegnare Hormuz ai Pasdaran cambierà le nostre vite (e i nostri portafogli)

Qui non troverai solo la mia opinione su [Hormuz, l’accordo si avvicina: pedaggi e controlli passano di fatto ai pasdaran], ma il processo completo: cosa ho chiesto all’AI, cosa ha risposto e come l’ho corretta - Immagina di doverti recare al lavoro ogni giorno passando per un'unica strada obbligata, ma da domani, a riscuotere il pedaggio non è più lo Stato, ma una fazione armata straniera che decide le tariffe in base a quanto gli stai simpatico. Follia, vero? Eppure, su scala globale, è esattamente quello che sta per succedere.

Le ultime notizie parlano chiaro: l'accordo per lo Stretto di Hormuz è a un passo. E il risultato è che i controlli marittimi e, soprattutto, i "pedaggi" passeranno di fatto sotto il controllo dei Pasdaran iraniani.

Se la geopolitica vi sembra noiosa, fermatevi un attimo. Questo non è un gioco da tavolo per diplomatici. Questa è la vostra prossima bolletta della luce. È il prezzo del pane. Ecco perché.

1. La "Tassa Globale" sull'Energia Nello Stretto di Hormuz transita circa il 20% di tutto il petrolio consumato a livello mondiale e un terzo del gas naturale liquefatto (GNL). È l'imbuto energetico del pianeta. Permettere ai Pasdaran – la forza militare e ideologica d'élite dell'Iran – di gestire i transiti e imporre "pedaggi" (magari mascherati da tariffe per la sicurezza o l'ispezione ambientale) significa dare a Teheran il potere di imporre una tassa globale sull'energia. Ogni centesimo in più pagato dalle petroliere si scaricherà sui consumatori europei, americani e asiatici.

2. Il grande bluff dell'Occidente? Perché gli Stati Uniti e l'Europa dovrebbero permettere una cosa del genere? La risposta brutale è: stanchezza. Dopo anni di tensioni, guerre per procura e crisi economiche, le superpotenze sembrano preferire un "cattivo accordo" pur di evitare un conflitto aperto nel Golfo che manderebbe il petrolio a 200 dollari al barile. È la logica del male minore, ma il prezzo politico è altissimo: legittimare i Pasdaran come guardiani legali di un bene comune globale.

3. I veri vincitori: Pechino e Mosca Mentre l'Occidente si piega a questo ricatto legalizzato per disperazione, c'è chi sorride. La Cina, che acquista enormi quantità di greggio iraniano a prezzo scontato, avrà sicuramente una corsia preferenziale, guadagnando un vantaggio competitivo enorme sulle manifatture europee. E la Russia? Tutto ciò che mantiene alta la tensione (e i prezzi) sui mercati energetici globali, fa il gioco del Cremlino.

Cosa ci aspetta? Non illudiamoci. Chiamarlo "accordo" è un eufemismo. Stiamo consegnando le chiavi dell'economia mondiale a una fazione che ha fatto dell'anti-occidentalismo la sua ragione d'essere. La prossima volta che farete il pieno e vi lamenterete del prezzo, ricordatevi questo momento. Il mondo sta cambiando padrone, un barile alla volta. E noi stiamo firmando il contratto.




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Ciao Salento di Fernando Palese (edito da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

Qui non troverai solo la mia opinione su [Ciao Salento] , ma il processo completo: cosa ho chiesto all’AI, cosa ha risposto e come l’ho corr...