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domenica 22 novembre 2020
sabato 21 novembre 2020
L’indifferenza del cinghiale: Poesie e visioni dalla quarantena di Pietro Berra (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
“Siamo ancora capaci, mi sono chiesto, di muoverci non in branco? Di cercare strade personali, sentieri lungo cui camminare in compagnia dei nostri pensieri e niente più? Il tema degli assembramenti – che nella lingua italiana, prima del Covid-19, significavano un modo poco limpido e costruttivo di stare insieme – ce lo saremmo dovuti porre molto tempo prima, quando ci si ritrovava vicini a centinaia o migliaia non per il piacere di incontrarsi e generare amicizia, idee, progettualità, bensì, principalmente, per consumare. Quello di abitare il mondo da consumatore, più che da essere umano, capace per natura di pensieri, emozioni e intuizioni straordinarie, è un problema centrale della nostra epoca, perché questo comportamento ha un duplice, deleterio, effetto: quello di consumare noi stessi, senza vivere appieno tutte le nostre potenzialità, e di consumare anche i paesaggi che frequentiamo, lasciando contemporaneamente andare in malora quelli dove le masse non arrivano. E poco importa che siano i monti e le colline dove sorgevano i villaggi dei nostri progenitori, dove coltivavano i nostri nonni, dove ci portavano da piccoli la domenica prima che aprissero i centri commerciali e che oggi costituiscono i polmoni del nostro pianeta. Eppure nei giorni di “tempo sospeso” qualche germoglio di cambiamento l’ho visto spuntare nei boschi ai margini della città, molto più interessante degli untori contro i quali si è scatenata la caccia da parte di quelli che erano distratti quando a scuola l’insegnante spiegava i Promessi sposi. Ho visto bambini di solito costretti a tour de force tra scuola, compiti, allenamenti e corsi su tutto lo scibile umano, correre liberi sui sentieri e inventare grandi avventure. Ho visto ragazzi che si erano inerpicati quasi per caso sulla mulattiera, per portare a spasso il cane cui di solito pensava la mamma, tornare il giorno dopo con gli amici più cari. E li ho sentiti parlare tra loro quasi come Thoreau: «Volevo vivere profondamente, succhiare tutto il midollo di essa [la vita], volevo vivere da gagliardo spartano, per sbaragliare ciò che vita non era, falciare ampio e raso terra e riporre la vita lì, in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici». Io sento un grandissimo bisogno di semplicità. Ma come la pace, per cui nulla occorre, è così difficile da fare, allo stesso modo la semplicità spesso appare all’uomo troppo complessa da abitare.” (Pietro Berra)
Pietro Berra. nato a Como nel 1975, è giornalista, dal 2013 responsabile de L’Ordine, supplemento culturale domenicale dei quotidiani La Provincia di Como e La Provincia di Sondrio. Ha collaborato per dieci anni con il settimanale Diario diretto da Enrico Deaglio. Ha pubblicato ventidue volumi tra poesia, narrativa e saggistica. Come poeta è stato tradotto in inglese, spagnolo, rumeno, polacco e bulgaro. Collabora con festival letterari e cinematografici, due dei quali ha contribuito a fondare (ParoLario e Lake Como Film Festival). Coordina il Premio internazionale di letteratura “Alda Merini” e presiede l’associazione Sentiero dei Sogni, con la quale promuove progetti legati alla scoperta e valorizzazione dei territori attraverso la narrazione, creando sia eventi periodici (come le Passeggiate Creative) sia sistemi permanenti di interazione tra l’uomo e il paesaggio (la Lake Como Poetry Way e il Parco Letterario “Da Plinio a Volta. Viaggio nelle scienze umane”). Con I Quaderni del Bardo ha pubblicato in precedenza le sillogi: Ode al vento. Una historia de antípodas (2015) e Atlante salentino. Geografie poetiche di una terra estrema (2018). Il suo sito è www.pietroberra.it
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venerdì 20 novembre 2020
Il gesto e il respiro. Pollock vs Rothko di Gregorio Botta (Einaudi) secondo me
Da un lato la perfezione del gesto, dall'altro la ricerca di una pittura che «respira»: Jackson Pollock e Mark Rothko sono stati gli interpreti finali di due visioni dell'arte che si fronteggiano da secoli. La storia intensa e drammatica di due personalità straordinarie, fondamentali nella creazione del paesaggio mentale dell'uomo contemporaneo. Hanno spostato il baricentro della pittura da Parigi a New York. Hanno condiviso amici e galleristi. Hanno esposto insieme, frequentato gli stessi critici d'arte, bevuto fiumi di whisky. Li accomuna anche la morte tragica. Eppure Jackson Pollock e Mark Rothko non potrebbero avere linguaggi piú diversi. Il primo diceva «Io sono la natura», e attraverso il dripping ha cercato l'espressione di sé. Il secondo ha inseguito il silenzio, la luce, il vuoto del non sé. Usando come sorprendente punto di partenza gli affreschi dell'Angelico a Firenze, Gregorio Botta racconta le loro esistenze opposte e parallele con l'occhio dell'artista, spiegando le radici, la genesi e le conseguenze di due modi di dipingere agli antipodi.
Oggi esce in radio e in digitale il nuovo singolo dei Meteora, "VIA MAMELI".
Dal
20 novembre sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming e in
rotazione radiofonica “VIA MAMELI” (The Web Engine), nuovo brano della
band METEORA.
A volte la sola cosa che ci rimane di un legame intenso sono solo ricordi bellissimi, seppur sfumati: “VIA MAMELI”, nuovo brano dei METEORA,
è la fotografia sbiadita di quei ricordi. Il brano si configura come
una vera e propria ballad dalle sonorità pop/rock impreziosita da
atmosfere nostalgiche e malinconiche.
Spiegano i Meteora a proposito del nuovo inedito: «Il
brano racconta la fine di una storia dal punto vista di chi è costretto
ad accettare una scelta: uno spettatore che ha piena coscienza di
quello che sta accadendo ma che non può fare nulla per evitarlo. Alla
fine, restano le promesse non mantenute, le connessioni che si
interrompono e mille domande che non verranno mai fatte. Restano solo i
ricordi. E si sa, nei ricordi tutto sfuma in un senso di benessere
indefinito. Nei ricordi non esiste noia, disillusione o amore che manca:
tutto l'universo è cristallizzato in un eterno attimo di malinconia».
Il videoclip ufficiale di “Via Mameli” racconta il lento sfiorire di una storia.
Cerca di dare forma, in pochi minuti, alla sottile linea rossa che
separa la felicità quotidiana dall'abitudine, le certezze di una
relazione dal reciproco darsi per scontati. Perché a volte le storie
d’amore finiscono senza un motivo reale, senza un deus ex machina a
risolvere la situazione.
Ascolta il nuovo singolo dei Meteora, "VIA MAMELI": https://open.spotify.
Abbandonare un gatto di Haruki Murakami edito da Einaudi - secondo me
Murakami ha creato mondi infiniti nei suoi romanzi e racconti e ha rivelato ogni segreto ai lettori. Ma c'è una dimensione in cui la sua penna entra a malapena: la sua vita. Con Abandoning a Cat ovvero Abbandonare un gatto, Murakami scrive per la prima volta della sua famiglia e in particolare di suo padre. Il risultato è un ritratto toccante, la storia intima del "figlio comune di un uomo comune". E forse proprio per questa caratteristica. A trasformare in immagini questo delicato racconto autobiografico, le invenzioni di uno dei più importanti illustratori contemporanei del mondo, Emiliano Ponzi, i cui colori aggiungono poesia alla poesia in un modo unico al mondo.
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