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martedì 6 gennaio 2026

La Befana vien di notte (e ci riporta "El Pollo"): l'eterno ritorno del testimone di cartone

 C'è una certa, stanca ciclicità nella politica internazionale e nei suoi sottoboschi giudiziari che, se non fosse tragica, farebbe quasi sorridere. Siamo al 6 gennaio 2026, l'Epifania che tutte le feste si porta via, ma che a quanto pare ci ha lasciato nella calza un carbone vecchio e già consumato: Hugo "El Pollo" Carvajal.


Come riportato puntualmente da Antonio Massari su Il Fatto Quotidiano, il "supertestimone" che doveva far tremare i palazzi del potere tra Caracas, Madrid e Roma si rivela, per l'ennesima volta, un petardo bagnato. O per usare il termine tecnico e impietoso del collega: un farlocco.

La vicenda ha del grottesco. Carvajal, ex capo dell’intelligence militare venezuelana, è una figura che sembra uscita dalla penna di uno sceneggiatore di spy-story di serie B. Estradato negli Stati Uniti, ha cercato di vendere la sua merce – informazioni, segreti, accuse – al miglior offerente giudiziario per salvarsi la pelle. Il problema? La merce è avariata.

Anni fa, il suo nome rimbalzava sulle prime pagine dei giornali italiani e spagnoli. "El Pollo" giurava di avere le prove dei fiumi di denaro sporco dal Venezuela al Movimento 5 Stelle e a Podemos. Ricordate i titoli cubitali? Le indignazioni a comando nei talk show? Ebbene, di quelle accuse non è rimasto nulla se non il fumo. In Italia le inchieste sono state archiviate, in Spagna idem. Le famose valigette piene di contanti si sono rivelate fantasmi.

Eppure, eccoci qui, nel 2026. "El Pollo colpisce ancora", titola Il Fatto. Ma colpisce a salve. La sua credibilità è ormai pari a quella di una banconota del Monopoli. Si presenta come il grande accusatore di Nicolás Maduro, cercando di accreditarsi come "pentito". Ma un pentito, per definizione, dovrebbe offrire riscontri, prove, fatti. Carvajal offre invece narrazioni che sanno di dejà-vu, utili forse a certe agende geopolitiche (specie con i venti che tirano dagli USA post-Mar-a-Lago), ma inutili nelle aule di tribunale serie.

Il vero scandalo, a questo punto, non è più ciò che dice Carvajal. Il vero scandalo è che ci sia ancora qualcuno disposto a prestargli il microfono senza fare la tara alle sue parole. È il giornalismo che non verifica, è la politica che cerca l'arma contundente a tutti i costi, anche se spuntata.

Massari lo definisce un "pentito senza pentimento", una sintesi perfetta. È un uomo che gioca la sua ultima carta disperata, riciclando vecchie bufale nella speranza che il mondo abbia la memoria corta. Ma la memoria, per fortuna, è un archivio che non si cancella facilmente. E la verità su "El Pollo" è che, gratta gratta, sotto le piume non c'è arrosto.

Lasciamo dunque che l'Epifania si porti via anche queste vecchie fole. La politica seria si fa con i fatti, non con i fantasmi di un passato che non è mai esistito.




Il Soldato d'Inverno: L'Ombra Gelida che Ha Rivoluzionato l'Universo Marvel

In un mondo di supereroi dove il bene e il male si scontrano in battaglie epiche, pochi personaggi incarnano il dramma umano come il Soldato d'Inverno. Nato dalle pagine dei fumetti Marvel durante la Seconda Guerra Mondiale, questo antieroe ha attraversato decenni di evoluzione, diventando un'icona di redenzione, tradimento e resilienza. Ma chi è davvero Bucky Barnes, l'uomo dietro la maschera? Preparatevi a un viaggio nel cuore oscuro dell'Universo Marvel, dove un alleato fedele si trasforma in un'arma letale. Se pensate che Captain America sia l'eroe per eccellenza, il suo "fratello d'armi" vi farà ricredere – e potrebbe diventare il vostro prossimo ossessione virale.Le Origini: Da Sidekick a Martire della GuerraJames Buchanan "Bucky" Barnes fa la sua prima apparizione nel 1941, nelle pagine di Captain America Comics #1, creato dai leggendari Joe Simon e Jack Kirby. All'epoca, Bucky è il prototipo del sidekick adolescente: un orfano coraggioso, addestrato come soldato, che combatte al fianco di Steve Rogers contro i nazisti. Insieme, formano una coppia iconica, simboleggiando l'amicizia indissolubile e il patriottismo americano durante la WWII. Ma il destino di Bucky è segnato da una tragedia: nel 1945, in Captain America Comics #59, muore in un'esplosione mentre tenta di disinnescare un missile. O almeno, così credevamo.Per anni, Bucky rimane un ricordo nostalgico, un martire che incarna il costo della guerra. Negli anni '60, con la rinascita di Captain America nei Vendicatori, il suo fantasma aleggia come un'ombra malinconica. Ma la Marvel, maestra nel reinventare le sue storie, aveva in serbo un colpo di scena che avrebbe cambiato tutto.La Rinascita come Soldato d'Inverno: Il Twist che Ha Scioccato i FanNel 2005, lo sceneggiatore Ed Brubaker e l'artista Steve Epting ridanno vita a Bucky in Captain America #1 (vol. 5), rivelando una verità sconvolgente: non era morto. Catturato dai sovietici dopo l'esplosione, Bucky viene sottoposto a esperimenti, lavaggio del cervello e potenziamenti cibernetici. Diventa il Soldato d'Inverno: un assassino invisibile, ibernato tra una missione e l'altra, responsabile di omicidi storici come quello di John F. Kennedy (nella finzione Marvel, ovviamente). Armato di un braccio bionico e di un fucile di precisione, opera nell'ombra per decenni, senza ricordi del suo passato.Questo arco narrativo, noto come "The Winter Soldier", è un capolavoro di spionaggio e dramma psicologico. Brubaker attinge a temi reali come il controllo mentale e i super-soldati della Guerra Fredda, trasformando un personaggio secondario in un antieroe complesso. Immaginate la reazione dei fan: shock, dibattiti infiniti sui forum, e un'ondata di meme che ancora oggi circolano su TikTok e Reddit. È il tipo di twist che rende i fumetti virali – un mix di nostalgia e innovazione che ha venduto milioni di copie.L'Impatto Culturale: Dal Fumetto allo SchermoIl Soldato d'Inverno non è rimasto confinato alle vignette. Nel Marvel Cinematic Universe (MCU), interpretato dal carismatico Sebastian Stan, debutta in Captain America: The Winter Soldier (2014), diretto dai fratelli Russo. Il film, lodato come uno dei migliori dell'MCU, esplora temi di sorveglianza e corruzione, con Bucky al centro di un inseguimento mozzafiato. La sua frase iconica – "Who the hell is Bucky?" – è diventata un tormentone, simbolo della sua lotta interiore.Da allora, il personaggio ha brillato in Captain America: Civil War (2016), Avengers: Infinity War (2018), Avengers: Endgame (2019) e nella serie Disney+ The Falcon and the Winter Soldier (2021). Qui, Bucky affronta il suo trauma post-traumatico, la redenzione e l'amicizia con Sam Wilson (il nuovo Captain America). Stan ha reso Bucky relatable: un veterano segnato dalla guerra, che combatte demoni interiori in un mondo moderno. Non è un caso che hashtag come #WinterSoldier e #BuckyBarnes accumulino miliardi di visualizzazioni su social media – i fan creano fanart, cosplay e teorie che alimentano il buzz.Culturalmente, il Soldato d'Inverno rappresenta l'evoluzione dei supereroi: non più invincibili, ma vulnerabili, con storie che affrontano PTSD, identità e morale grigia. In un'era di reboot e crossover, ha influenzato serie come The Boys e Invincible, dimostrando che i fumetti possono essere profondi quanto un thriller di spionaggio.Perché il Soldato d'Inverno È Ancora Rilevante OggiNel 2026, con l'MCU che si espande in fasi sempre più ambiziose, Bucky rimane un pilastro. Rumors su un suo ritorno in Thunderbolts o in progetti solisti tengono i fan incollati agli schermi. Ma oltre l'intrattenimento, il personaggio ci interroga: cosa significa essere un eroe quando il tuo passato è macchiato di sangue? In un mondo reale segnato da conflitti e divisioni, la sua storia di redenzione è un messaggio potente.Se non avete ancora letto The Winter Soldier di Brubaker o binge-watched la serie su Disney+, fatelo ora. Potreste scoprire che dietro la maschera c'è un eroe che riflette le nostre stesse lotte. Condividi questo articolo se Bucky è il tuo antieroe preferito – chissà, potrebbe diventare il prossimo trend virale. Restate sintonizzati: l'inverno Marvel è solo all'inizio.




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