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mercoledì 12 agosto 2026
La divisa scolastica di Akebi. Vol. 15 di Hiro (Edizioni BD)
Continuano le avventure scolastiche di Komichi Akebi, la ragazza con la divisa alla marinaretta del prestigioso istituto femminile privato Robai! Il club di recitazione è stato escluso dall'esibizione al festival culturale e i suoi membri stanno escogitando nuove soluzioni per poter comunque salire sul palco. Ora che lo spettacolo è a rischio, Komichi Akebi ed Erika Kizaki decidono di stemperare le loro ansie uscendo per un appuntamento a due invece che andare a scuola... Un quindicesimo volume ricco di sentimenti sinceri!
Tutta colpa di una lumaca di Silvia Napolitano (Bollati Boringhieri)
Zac è un adolescente schizofrenico, una creatura speciale, occhi blu, ipnotici, e capelli rossi: passa il suo tempo a chiacchierare con i bambini morti, i suoi unici amici. E quando il piccolo Danny gli chiede aiuto, Zac è pronto a dargli una mano: cinque anni prima Danny è annegato nella piscina della villa di famiglia, e il caso è stato archiviato come incidente. Ma lui non ci crede, non si dà pace. E vuole sapere chi l'ha ucciso. Zac si rivolge al suo psicoanalista, e anche al suo amico commissario Bruno Ligabue, ma è solo quando, inaspettatamente, emergerà un dettaglio rimasto nascosto per tutti quegli anni, che il caso viene riaperto e l'indagine affidata a Ligabue e alla PM Agostina Picariello. Un commissario e una PM – anche loro, come tutti gli esseri umani, alle prese con i propri fantasmi – che si ritroveranno a esplorare le ombre inquiete della grande famiglia di Danny. I suoi genitori, il fratello, lo zio e il nonno, già devastati dal lutto, saranno costretti a guardare dentro il proprio passato e a far affiorare segreti e colpe. Tra bugie, errori, amori difficili e spettri che non smettono di circolare tra i vivi, Bruno e Agostina scopriranno che la verità non basta a mettere ordine nelle esistenze degli uomini. Nemmeno nella loro. Man mano che l'indagine procede, anche nelle loro vite private affioreranno vecchie ferite, sorprese inaspettate e legami impensabili. Alla fine – come era già accaduto nel libro di esordio di Silvia Napolitano, Quel confine sottile – le cose cambieranno per tutti: ma sarà sempre il caso a governarle, a distribuire le carte e a giocare con le vite di ognuno
martedì 11 agosto 2026
Edoardo Piermattei | Il suo lavoro nasce dalle forme – pittoriche prima, architettoniche poi – che appartengono all’immaginario della storia dell’arte medievale e barocca, a partire dai frammenti mancanti degli affreschi della Basilica di Assisi. Le forme che caratterizzano i lavori di cemento e pigmento sono un’ipotesi di ricostruzione dell’immagine cancellata o invisibile: i vuoti diventano pieni, le assenze diventano presenze.
Confini di sabbia e chat criptate: Melilla nel mirino, la geopolitica 2.0 delle migrazioni
Qui non troverai solo la mia opinione su [General Daimos], ma il processo completo: cosa ho chiesto all’AI, cosa ha risposto e come l’ho corretta
C'è qualcosa di profondamente surreale nel modo in cui si muove la storia contemporanea: a volte basta una chat di WhatsApp, un tam tam virale tra gruppi chiusi e una data cerchiata in rosso per far tremare i confini dell'Unione Europea. Dopo il caos di Ceuta, le enclavi spagnole in terra africana sono diventate il palcoscenico di una nuova forma di pressione geopolitica, dove i flussi migratori non sono solo una tragedia umanitaria, ma uno strumento di contrattazione a cielo aperto.
L'ultimo episodio ci porta dritti a Melilla. Nelle scorse ore, i messaggi rimbalzati sui social parlavano chiaro: un "appuntamento" fissato per le 18:00, una mobilitazione di massa promossa da giovani marocchini convinti che sfondare la recinzione di Melilla fosse più semplice rispetto alla blindatissima Ceuta.
Ma cosa c'è dietro questi "assalti a orario"? Semplice disperazione spontanea o una regia occulta? Da esperti di relazioni internazionali sappiamo che la verità sta nel mezzo. Rabat usa periodicamente la sponda migratoria come una valvola di sfogo interna e una leva geopolitica nei confronti di Madrid. Quando le tensioni diplomatiche salgono o la pressione economica interna morde, i confini di Ceuta e Melilla si trasformano in barometri sensibili.
Possibili soluzioni concrete (fuori dagli schemi)
Continuare a rispondere a questo fenomeno solo con manganelli, recinzioni più alte e decreti d'emergenza è come cercare di svuotare il mare con un secchiello. Serve un cambio di paradigma radicale:
Diplomazia economica strutturale e mirata per il Rif: Gran parte dei giovani che animano queste rivolte digitali proviene dalla regione marocchina del Rif, storicamente marginalizzata e in perenne attrito economico con il potere centrale. L'UE e la Spagna dovrebbero co-finanziare zone franche industriali e poli formativi sul posto, legati alla transizione energetica e digitale, offrendo un'alternativa reale alla rotta della disperazione.
Canali di migrazione circolare e legale digitalizzati: Se i trafficanti e gli organizzatori usano WhatsApp per vendere illusioni, l'Europa deve intercettare quei canali con la realtà. Servono piattaforme trasparenti e bilingui per il lavoro stagionale e qualificato, che permettano ai giovani nordafricani di fare domanda direttamente dai loro Paesi d'origine, azzerando il business dei viaggi della morte.
Un patto euro-africano di sicurezza condivisa: Le enclavi non possono essere difese solo "dentro" il perimetro europeo. La cooperazione con le forze di sicurezza marocchine deve evolvere da un rapporto di "fornitura di contenimento" a una partnership paritaria di sviluppo regionale, dove il controllo dei confini sia accompagnato da massicci investimenti sociali nei territori di transito.
Se non passiamo dalla gestione dell'emergenza alla geopolitica del futuro, continueremo a rincorrere ombre create da uno smartphone
The fragrant flower blooms with dignity. Vol. 11 di Saka Mikami (Edizioni BD)
È trascorso qualche mese da quando Rintaro e Kaoruko si sono messi insieme e la ragazza decide di presentarsi ufficialmente a casa Tsumugi. Poi, con il cambio di stagione, si passa dalle divise estive a quelle invernali. Dopo la metà del secondo trimestre, per gli studenti di entrambi i licei giunge l'evento tanto atteso: il viaggio di istruzione! Tuttavia, mentre i suoi amici scalpitano di gioia, Rintaro è alle prese con qualche preoccupazione, e intanto anche suo fratello maggiore fa ritorno a casa..
Lià di Massimo Cassani (Laurana Editore)
Una volta di più, Massimo Cassani costruisce una ballata dei sentimenti che indaga il mistero dei rapporti e il mistero nei rapporti.
8 agosto 1956, Marcinelle (Belgio) ... -Intervento di Antonella Rizzo
8 agosto 1956, Marcinelle (Belgio).
70 anni fa precisi una miniera di carbone bruciò e con lei i 262 minatori, 136 dei quali erano italiani.
La maggior parte di quei morti veniva dal Sud.
Erano migranti e venivano pagati come il carbone, avevano un prezzo: uomo-carbone, come i migranti d'oggi uomo-pomodori, uomo-consegna e così via. Via da qui, appena puoi.
Vietato l' ingresso ai cani e agli italiani", questo si leggeva fuori dai locali in quegli anni in Belgio. Oggi leggiamo "remigrazione" nelle nostre case e contro chi migra.
Un tempo eravamo noi i rifiutati.
IMPRESSIONI AL RISVEGLIO DOPO AVER VISTO LO SPETTACOLO
Venerdì 7 agosto 2026, ho assistito alla prima dello spettacolo Marcinelle, scritto e interpretato da Serena Stifani e Enza Pagliara.
Le due artiste hanno scelto la stazione di Ugento -Taurisano per questa prima tappa...
Sullo sfondo il piccolo edificio un po' rotto e con la vernice cadente nascondeva le rotaie come cimeli del passato drammatico, quello di chi andava e chissà se tornava; un piccolo palco e poi lo spiazzo pieno di persone, molte delle quali avevano ancora vivo il ricordo di quei morti in casa. Alcune avevano portato le foto d'epoca, quelle del nonno o del padre minatori; quelle della vedova o dei figli orfani.
Serena Stifani e Enza Pagliara hanno coltivato e curato questo racconto per anni, hanno pensato e ripensato a quelle storie e poi ieri quel dolore, sordo e nero come il carbone, è diventato racconto per tutti.
A proposito di memoria, le autorità italiane dell' epoca non onorarono quei morti, non andarono ai funerali, nessuno, nessuno celebrò quei lutti. Le comunità sì, i luoghi e le persone sì...
Quella stazione ingiallita, sospesa in mezzo alle campagne sembrava ancora ricordare i volti e i nomi di chi partí.
Non aggiungo altro, credo soltanto che ogni amministrazione di questa terra e di questo disperato Paese Italia dovrebbe sostenere questo lavoro d'arte e di memoria comunitaria.
Grazie Serena.
Antonella Rizzo, nata nel Salento, vicino a un limone dai frutti neri, compie studi classici e umanistici. Approda alla ricerca accademica che lascia per una scelta di indipendenza. Dopo un lungo dialogo con il Senegal e con le comunità migranti, arriva a Milano dove insegna in scuole di periferia, scrive poesia e continua il suo lavoro di ricerca sulle identità plurali, diasporiche, che ammira come paesaggi
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