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lunedì 1 giugno 2026
domenica 31 maggio 2026
La nuova Religione di Grazia Piscopo (Presidente Associazione Horah)
La parola Pace...questa sconosciuta! Molto spesso le
Rivelazioni sono puro nascondimento... Per capirla meglio sono stata costretta
a ricorrere a Google. Ritmo, tempo, swing, assenza di conflitti e che racchiude
in sé infiniti significati più ampi come armonia, giustizia e tranquillità. Dal
latino PAX non è solo patto, non solo fine di una contesa ma Equilibrio
visualizzato in una grande X, ipostasi di crocevia o passerella, ponte sicuro
su due parti contrapposte e che miracolosamente unisce. Ponte voluto solo da
reciproco rispetto dei patti, dell'antagonista e delle regole di valori
fondamentali per il Bene Comune. Pace è un altro modo per definire Giustizia e
valori morali, certamente non peculiari a etiche di specifici territori con
cataloghi legislativo- sacerdotali dove il cordone ombelicale fra
Dio-Amore-Spiritualità e essere umano è stato reciso da tanto tempo, ma
all'insegna di diritti umani universali dove il linguaggio etico è
comprensibile ad ogni idioma e a ogni coscienza. Vita. Libertà. Rispetto.
Libero arbitrio. Felicità di esistere. Eppure la Religione, mezzo che
sembrerebbe insostituibile per l'ascesa alla pace, da quando è stata
istituzionalizzata, si è sempre sovrapposta al suo vero raggiungimento. La
religione degli uomini, proprio come dice Machiavelli sulla politica del
re-sacerdote di Roma Numa Pompilio,”....si volse alla religio, come cosa al
tutto necessaria a voler mantenere la civiltà”. Peccato che per realizzare “il
progetto civiltà” si è sempre fatto ricorso al famoso e miseramente ripetuto
nel tempo, bagno di sangue. Le crociate cristiane e i grandi attentati
terroristici islamici ne sono un crudele esempio. Me ne dolgo, anche se
l'argomento mi appassiona moltissimo e per cui potrei parlarne a lungo,
comunque devo affermare che le religioni di stato non sono le uniche
responsabili dei continui venti di guerra. Sicuramente si, è uno dei fattori
principali a quei marcatori sociali, culturali ed economici che ancora oggi
affliggono milioni di vite sospese in attesa che il fuoco vivo dei conflitti in
corso nel mondo (circa 50 Paesi) possa diventare polvere incenerita. E
attendendo di far scorrere la cenere fra le dita, ci è solo consentito
disquisire filosoficamente, analizzandola con minuziosità e sottigliezza, la
etimologia semantica di Pace. La radice indoeuropea di PAK o PAG sono a loro
volta radice di sostantivi legati a generici accordi di PANGERE, fissare e
piantare, e PACTUM, patto, ma curiosamente anche pagare perché nel mondo
antico, saldando un debito si riusciva a placare l'ira di un creditore.
Differentemente dalla radice indoeuropea, in greco antico l'equivalente di PAX
è EIRENE, ora eredità questa di un bellissimo nome di persona. Ma a differenza
del latino che ne indicava un ponte dopo la discordia armata, nell'etimo greco si
fa solo riferimento al concetto di tranquillità e assenza di guerra. La dea
Eirene (una delle tre Ore) era considerata protettrice della primavera, garante
della prosperità sia dei raccolti che del popolo, del cibo in abbondanza e
dell'armonia. Eirene, la pace, insieme a Eunomia (buon governo) e Dike
(giustizia), è custode delle Porte dell'Olimpo e amministra le ricchezze per
l'umanità, infatti la dea viene raffigurata come fanciulla che tiene in braccio
il neonato Pluto (sovrapposizione dialettica di Plutone, dio degli inferi e
comunque ricco), destinato a diventare dio della ricchezza e abbondanza. L'idea
di pace e ricchezza sono da sempre legate e interconnesse ma cambiando i tempi,
mode e costumi, cambiano di conseguenza anche i sistemi di paragone. Nell'antichità
la ricchezza era abbondanza dei raccolti, oggi invece è multidimensionale. Non
più patrimonio (o non solo) netto accumulato ma è anche accesso a servizi di
qualità, salute e benessere. Solo chi ha possibilità economiche medio-alte può
permettersi buone-ottime cure mediche e quindi salute e vita, viaggi
tonificanti e università straniere. E far fare debito è diventata la nuova
moneta per creare nuovi schiavi, cancellando la tranquillità e la pace di
intere comunità. I nostri avi hanno creato storie fantastiche mitizzando
divinità capaci di togliere o elargire ricchezza a seconda del merito delle
Virtù umane possedute, invece ora l'unico vero mito è FOREX, un mercato
valutario che muove ogni giorno (per non parlare di criptovalute e mercati
sotterranei) circa 8 mila miliardi di dollari. Ogni singolo giorno. In un solo
giorno Forex elabora e mercanteggia un valore superiore all'intero Prodotto
Interno Lordo (PIL) annuale di Paesi come Giappone e Germania. La valuta regina
è sempre l'incontrastato e immortale, proprio come una divinità, dollaro,
presente in circa l'88% di tutte le transazioni globali, seguita a ruota da
euro e yen. La vendita di armi gode di una grossa fetta ultimamente fra queste
transazioni. La Pace oggi? Ci sarà mai un dio che avrà a cuore le vite umane
sospese, afflitte da debito, fame e miseria che nascono, crescono e muoiono
nell'anonimato della storia e magari mentre crescono sono destinate a essere
materia prima per “cannoni” o diavolerie atomiche sparate nei cieli o sotto i
nostri piedi? Quale senso ha oggi parlare di pace se a monte ci sono Volontà
incontrastate che dirigono orchestre di guerra affinché Eirene rimanga chissà
per quanto tempo ancora in coma vigile mentre è fra le amorevoli e interessate
mani di quell'antico infante chiamato Pluto? Come ho detto sopra, le
rivelazioni sono sempre puro nascondimento.
Il suono delle stelle. Sulla videopoesia "Prego sotto le stelle" di Saverio Bafaro - Intervento di Giovanna Miceli
Come in una notte piena di silenzio e meditazione, mi trovo a scrivere del canale YouTube da pochissimo aperto da Saverio Bafaro, dal titolo ‘Metaphorica Videopoetry’, chiaramente una estensione della rivista cartacea giunta all’ottavo numero e ora pubblicata da Terre Sommerse.
La prima videopoesia pubblicata realizza la fusione tra un’opera del maestro incisore Patrizio Di Sciullo (creata ad hoc, non a caso assume come nome uno dei versi e si chiama Templi di luce) e quattro folgoranti versi dello stesso Bafaro (anticipazione di una raccolta inedita dal titolo Altre stelle).
Per fruire la poesia in questa forma mutevole e trasformativa, e a tratti sfuggente, le immagini in movimento, la base “musicale”, il recitato, le parole sovraimpresse meritano uno “svelamento” che mi arriva proprio da un dialogo privato con l’autore e ideatore della videopoetry:
- il tappeto sonoro è creato da un crepitio di fuoco di molto rallentato per renderlo quasi trasfigurato e irriconoscibile (come se le stelle ardessero nel grande silenzio di fondo dell’universo);
- le immagini dell’incisione giungono frammentate, come in cerca di un completamento nella mente di un osservatore attento e paziente;
- la voce recitante è dello stesso poeta, e i tempi di lettura tra un verso e l’altro sono stati allungati abbastanza da destrutturare in maniera isolata i versi stessi, scomporli come particelle disperse nella nostra galassia.
Eppure un atto intimissimo e personale, la preghiera, apre la poesia e, nella solitudine cosmica e siderale, invoca una luce ancora nel buio assoluto, come a dissolvere l’oscurità.
Ecco che la tecnica incisoria si sposa, con i suoi chiaroscuri, con i significati più profondi “sotto il velame” dei versi, e l’effetto finale è quello di una specie di esplosione, di una reazione chimica e di una sintesi alchemica; Di Sciullo, in questa sua acquaforte, “mette insieme”, in maniera decisamente originale, Vincent van Gogh con Alfred Kubin.
Così ci si sente come immersi in un tempio vuoto nel deserto, dove appaiono alberi “de-spiritualizzati” dal potere e dalla tracotanza umane, un sovvertimento e inaridimento della “foresta simbolica” di baudelairiana memoria. E, in questa micro-sceneggiatura, l’immaginazione diventa esperienza sensoriale ed emotiva sui generis, disegnando – forse memore della nostra radice culturale ellenica – geometrie sacre e invisibili, per condurci, con le sue luci e i suoi suoni appena percepiti e sussurrati, verso infiniti mondi, implorando infine per-dono nel rumore apparentemente calmo di una notte di stelle.
Buona visione a chi vorrà o saprà vedere:
sabato 30 maggio 2026
P.P.Pasolini: l’ossimoro vivente di Donato Di Poce (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
P.P. Pasolini: l’ossimoro vivente
il libro che racconta l’uomo oltre il mito
Un viaggio dentro le luci e le ombre di Pier Paolo Pasolini, tra poesia, cinema, politica e contraddizioni, nel saggio di Donato Di Poce pubblicato da I Quaderni del Bardo Edizioni.[web:47][web:55]
Per lettori, studiosi, insegnanti, cinefili e appassionati di una delle voci più radicali e scomode del Novecento italiano.[web:49][web:52]
CLICCA QUI E COLLEGATI SUBITO →Perché questo libro su Pasolini sta diventando un punto di riferimento
Pier Paolo Pasolini continua a parlare al presente: le sue poesie, i suoi film, gli articoli corsari e le sue posizioni politiche sono ancora oggi al centro del dibattito culturale e mediatico.[web:48][web:50]
“P.P. Pasolini: l’ossimoro vivente” di Donato Di Poce raccoglie e rielabora questa complessità, restituendo un ritratto vivo, contraddittorio e lucidissimo del poeta, regista e intellettuale che ha segnato il Novecento italiano.[web:47][web:49][web:52]
Cosa troverai in “P.P. Pasolini: l’ossimoro vivente”
Il saggio attraversa l’intera opera pasoliniana – poesia, narrativa, cinema, interventi giornalistici – mettendo al centro l’idea dell’ossimoro vivente: Pasolini come figura in continua tensione tra sacro e profano, tradizione e rivolta, lucidità critica e ferita personale.[web:49][web:50][web:52]
Di Poce costruisce un percorso fatto di rimandi, citazioni, letture incrociate e intuizioni che parlano sia al lettore colto sia a chi si avvicina per la prima volta a Pasolini, offrendo chiavi interpretative nuove e profondamente attuali.[web:49][web:55]
Il libro è pubblicato da I Quaderni del Bardo Edizioni, realtà indipendente attenta alla poesia, alla saggistica e alle voci critiche che sfuggono alle semplificazioni del grande mercato editoriale.[web:47][web:52][web:55]
A chi è dedicato questo saggio
Se sei un lettore che ama la letteratura e il cinema italiano, un insegnante che cerca testi stimolanti per approfondire Pasolini con studenti e studentesse, o semplicemente una persona che sente il bisogno di capire meglio le fratture del nostro tempo, questo libro parla direttamente a te.[web:49][web:50]
“L’ossimoro vivente” diventa così non solo un saggio su Pasolini, ma uno specchio critico in cui osservare il rapporto tra potere e marginalità, centro e periferia, scandalo e verità, categorie che hanno guidato e continuano a guidare il dibattito pubblico.[web:49][web:52]
È il tipo di lettura che rimane sul tavolo, sottolineata, piena di post-it: una compagnia intellettuale e poetica a cui tornare più volte, come si torna ai film e alle poesie di Pasolini nei momenti di crisi e di cambiamento.[web:49][web:55]
Cosa puoi fare adesso
Collegandoti alla pagina ufficiale dedicata a “P.P. Pasolini: l’ossimoro vivente” potrai approfondire i contenuti del saggio, leggere ulteriori informazioni sull’autore e sull’editore, e scoprire come aggiungere questo volume alla tua libreria personale o universitaria.[web:47][web:55]
Che tu stia lavorando a una tesi, a un percorso didattico, a una ricerca personale su Pasolini, o che tu voglia semplicemente ritrovare la forza di una voce radicale e poetica, questa è una tappa quasi obbligata nel tuo percorso di lettura.[web:49][web:52]
CLICCA QUI E COLLEGATI SUBITO alla landing completa: https://iqdbcasaeditrice.blogspot.com/2025/11/pppasolini-lossimoro-vivente-di-donato.html
Parole chiave e temi della pagina
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Mafia a Milano e in Lombardia. Ottant’anni di affari e delitti di Mario Portanova, Giampiero Rossi, Franco Stefanoni (Zolfo)
Il libro fondamentale per chi vuole conoscere e studiare quasi un secolo di storia della criminalità organizzata a Milano, nell'hinterland e in Lombardia. Un racconto completo su tutti gli affari e i delitti avvenuti nella città e nella regione più ricche d'Italia. Torna in versione ampliata e aggiornata “Mafia a Milano”, pubblicato per la prima volta nel 1996. Cosa nostra, 'ndrangheta, camorra, Sacra corona unita. L'arrivo negli anni Cinquanta di 'ndrine e padrini siciliani, i sequestri di persona, la finanza di Sindona e Calvi, l'arresto di Liggio, i gangster, i colletti bianchi del narcotraffico. Quindi i quartieri di periferia controllati e militarizzati dai clan; cocaina ed eroina, antichi riti e codici, killer e mattanze. E i maxiprocessi degli anni Novanta; edilizia e appalti pubblici, usura e racket; il caso Dell'Utri e i misteri su Berlusconi. Fino all'economia e alla politica colluse degli anni Duemiladieci – con la colonizzazione da parte delle cosche – e agli inediti mercati offerti nei Duemilaventi grazie a crisi finanziarie e pandemiche, ecobonus, grandi opere, mondo del calcio. A Milano le mafie parlano ormai con cadenza lombarda e sparano poco. Accade nelle zone del centro, glamour e tecnologiche, così come nelle aree emarginate al confine della metropoli. Le 'ndrine possono delegare a organizzazioni straniere; trafficano certo droga, ma investono in aziende, immobili, commercio, sanità, ristoranti, riciclo rifiuti. E per farlo hanno bisogno ancor più di amicizie politiche, istituzionali, amministrative locali. Mafi e invisibili, sempre feroci, ma ibridate e mimetizzate nella società e nei business in modo quasi «da non esistere». Se il dominio resta dei calabresi, tutti insieme tramano e colpiscono. In un intreccio di boss emergenti, «capitale storico» di vecchie famiglie, inabissamenti ed emersioni, meno pistole e più conti bancari. Introduzione di Nando dalla Chiesa
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