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martedì 28 luglio 2026
Ambrogio Beccaria, Luca Carboni e Francesca Lollobrigida nel numero estivo della rivista “Lega Navale”
Roma, 27 luglio 2026 – È disponibile online e in distribuzione agli abbonati il numero 3/2026 di “Lega Navale”, la rivista di mare della Lega Navale Italiana. L’edizione estiva propone storie e approfondimenti dedicati alla vela, alla cultura marittima, alla sicurezza della navigazione, agli equilibri geopolitici e alla tutela dell'ecosistema marino.
La copertina è dedicata ad Ambrogio Beccaria, primo velista italiano a vincere la Vendée Arctique. In un’ampia intervista realizzata durante una navigazione al largo della Bretagna, Beccaria ripercorre il cammino che lo ha portato dai Mini 6.50 alla classe Imoca, racconta la rimonta con cui si è imposto nella competizione e presenta il progetto che lo condurrà verso la Vendée Globe 2028. Il navigatore milanese affronta anche il rapporto tra innovazione e vela oceanica, le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale nell’analisi dei dati e l’esperienza maturata a bordo della nave di ricerca e soccorso “Life Support” di Emergency.
Il filo conduttore del nuovo numero è la sicurezza, declinata nelle sue dimensioni nautica, geopolitica, sanitaria e ambientale. Al centro della rivista l’inserto speciale dedicato a “Eliche responsabili”, la campagna nazionale promossa dalla Lega Navale Italiana in collaborazione con la Marina Militare, il Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e la FIPSAS. L’iniziativa punta a prevenire gli incidenti che coinvolgono bagnanti e subacquei e a richiamare diportisti e cittadini al rispetto delle distanze, dei limiti di velocità e delle principali norme di navigazione.
Sul fronte internazionale, Alessio Patalano, professore di Guerra e Strategia in Asia Orientale e co-direttore del Centre for Grand Strategy del King’s College di Londra, analizza il ritorno del potere marittimo nella geopolitica contemporanea. Il contributo mette in relazione la diffusione di droni, missili di precisione e mezzi autonomi con la crescente dipendenza delle economie dalle rotte commerciali e dalle infrastrutture digitali posate sui fondali. Ne emerge una riflessione sulle nuove vulnerabilità degli spazi marittimi e sulle scelte che attendono le Marine, compresa quella italiana, tra grandi piattaforme navali, unità modulari e sistemi senza equipaggio.
Alla protezione delle rotte è dedicato anche l’approfondimento del contrammiraglio in riserva Giovanni Battista Piegaja, esperto di operazioni di sminamento. L’articolo ricostruisce il peso strategico assunto dalle mine navali nei conflitti e i loro effetti sul commercio e sulla libertà di navigazione. Piegaja illustra inoltre il funzionamento dei moderni cacciamine, che impiegano sonar ad alta frequenza, veicoli subacquei filoguidati e sistemi autonomi per individuare, identificare e neutralizzare gli ordigni, soffermandosi sulle competenze sviluppate dalla Marina Militare e sulle unità della classe Gaeta.
Il numero dedica spazio anche alle storie di Francesca Lollobrigida e Giacomo Perini. La pattinatrice di velocità su ghiaccio, due volte campionessa olimpica ai Giochi invernali di Milano Cortina 2026, firma la rubrica “Il mio mare”, un racconto personale sul legame con il litorale laziale, luogo degli affetti familiari e parte integrante della sua preparazione atletica. In un’intervista di Lorenzo D’Ilario, il canottiere paralimpico Giacomo Perini ripercorre invece il lungo percorso che gli ha consentito di riottenere la medaglia di bronzo conquistata nel singolo PR1 ai Giochi di Parigi 2024, inizialmente revocata e poi restituita dopo l’accoglimento del ricorso da parte del Tribunale arbitrale dello sport di Losanna.
Nella sezione dedicata alla cultura trova spazio un ritratto di Luca Carboni, firmato da Patrizio Ruviglioni, che ripercorre il rapporto personale e artistico del cantautore con il mare. Marco Trecalli racconta attraverso il fumetto la figura di Enzo Maiorca, socio della Lega Navale, campione dell’apnea e promotore della tutela degli ambienti marini, mentre Corrado Ricci ricorda Agostino Straulino, protagonista della vela italiana del Novecento.
Sul versante ambientale, “Lega Navale” celebra i quarant’anni delle Aree Marine Protette italiane, a partire dalle esperienze di Ustica e Miramare, con un approfondimento sulla conservazione della biodiversità, sulla ricerca scientifica e sull’educazione ambientale. Il numero presenta inoltre “Le parole del mare”, la video-serie realizzata dall’Accademia della Crusca e dalla Lega Navale Italiana, e ripercorre i primi dieci anni del “Cantiere della Memoria” delle Grazie di Portovenere.
Completano il numero articoli sullo Stand Up Paddle, sull’impiego dell’intelligenza artificiale nella formazione velica, sulla prevenzione dermatologica durante la navigazione e sulle procedure per un ancoraggio sicuro in rada. Spazio anche al consueto notiziario nautico curato da “Bolina” e al “Diario di bordo della LNI”, con una selezione delle principali notizie dal mondo del mare e dell’associazione.
Il numero 3/2026 di “Lega Navale” è disponibile qui
Il McDonald’s Job Tour fa tappa a Surano - Si sono svolti la scorsa settimana i colloqui per i 40 posti di lavoro da inserire nel ristorante di prossima apertura a Surano
Surano, 27 luglio 2026 – La scorsa settimana si è svolto il McDonald’s Job Tour di Surano, l’evento itinerante di selezione del personale organizzato per le nuove aperture e assunzioni McDonald’s in tutta Italia. Presso la struttura Re dei Re, Strada Statale 275 hanno preso il via i primi colloqui individuali per coloro che vogliono lavorare nel nuovo ristorante della città.
McDonald’s è alla ricerca di 40 persone che abbiano voglia di mettersi in gioco, di lavorare in squadra e a contatto con i clienti, da inserire nel team del nuovo ristorante. Le persone selezionate verranno inserite in un percorso di formazione propedeutico alle mansioni che svolgeranno; saranno inquadrate con contratti part-time o full-time, in base alle esigenze del ristorante, secondo il contratto nazionale del turismo. La retribuzione è quella prevista dallo stesso contratto, chiaramente parametrata al numero di ore lavorative settimanali.
McDonald’s Job Tour a Surano
La tappa del Job Tour ha dato il via al percorso di ricerca e selezione del personale per entrare a far parte del team del ristorante McDonald’s di prossima apertura a Surano, che si aggiungerà agli altri 4 ristoranti già presenti in provincia di Lecce. Durante la giornata, i primi oltre 70 candidati hanno avuto la possibilità di sostenere un colloquio individuale e di incontrare e confrontarsi con i dipendenti di altri ristoranti.
Lavorare in McDonald’s
Queste nuove posizioni rientrano nel piano di crescita nazionale, che anche quest’anno prevede l’assunzione di 5.000 nuove persone in tutta Italia. McDonald’s conta ad oggi oltre 800 ristoranti in tutta la Penisola, dove lavorano 40.000 dipendenti, che ogni giorno servono più di un milione di persone.
Un ambiente inclusivo che garantisce a tutti le medesime opportunità di crescita: il 60% dei dipendenti è rappresentato da donne che sono il 50% degli store manager, mentre il 60% dei dipendenti ha meno di 30 anni e il 32% è studente. Un’opportunità di lavoro stabile e concreta, dove il 95% delle persone è assunto con contratto stabile.
Grazie ad un programma di formazione da due milioni di ore all’anno, McDonald’s garantisce a tutte le sue persone un percorso strutturato, volto a valorizzare i propri talenti e a fornire tutti gli strumenti necessari per permettere a ciascuno di crescere in azienda.
Fino al 7 settembre | LECCE | The Future Image – Scavi sull’Oriente di Heba Y. Amin con Vincenzo Valente a cura di Brizia Minerva tra Museo Castromediano e San Francesco della Scarpa
Fino a lunedì 7 settembre, tra la Pinacoteca del Museo Castromediano e l’ex Chiesa di San Francesco della Scarpa a Lecce, prosegue “The Future Image. Scavi sull’Oriente di Heba Y. Amin con Vincenzo Valente”, a cura di Brizia Minerva, tra i progetti vincitori del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. La mostra è la prima personale in Italia dell’artista egiziana e presenta un corpus di opere realizzato appositamente al termine di un lungo percorso di ricerca, studio, viaggi e relazioni.
Nata al Cairo nel 1980, Heba Y. Amin affronta temi politici attraverso storie emerse dagli archivi, utilizzando film, fotografia, performance, installazione e altri linguaggi multimediali. Con un approccio speculativo e spesso satirico, mette in discussione le narrazioni della conquista, del controllo e della costruzione del potere attraverso le immagini, rileggendo in chiave critica e non eurocentrica l’eredità dell’Orientalismo. Il lavoro ha preso forma attraverso diverse fasi di residenza e approfondimento tra Lecce e Il Cairo. Nel Salento, grazie anche alla disponibilità degli eredi, Amin ha potuto accedere alle opere e all’archivio di Vincenzo Valente (Specchia, 1845 – Napoli, 1889); in Egitto ha elaborato il quadro teorico e formale dell’esposizione. Formatosi presso il Real Istituto di Belle Arti di Napoli, Valente si trasferì in Egitto tra il 1873 e il 1874. Al Cairo aprì uno studio, insegnò alla Scuola di Arti e Mestieri, lavorò nei palazzi e frequentò la comunità italiana della città. Accanto alla pittura sviluppò un’intensa attività di caricaturista, ritraendo cantanti dell’Opera Khediviale, musicisti e protagonisti della vita culturale cairota. Il confronto tra la sua esperienza e lo sguardo contemporaneo di Amin costituisce il nucleo centrale del percorso espositivo.
Il percorso si articola in due sedi. La Pinacoteca del Museo Castromediano, aperta dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 20:00 con ingresso libero, accoglie una selezione di lavori di Valente, in gran parte provenienti dagli eredi e restaurati appositamente per l’occasione, affiancati da alcune nuove produzioni di Amin. L’allestimento, ospitato al terzo piano, è suddiviso nelle sezioni La formazione, Il Cairo, Tracce, documenti, fotografie e lettere e Le caricature del Cairo. Nell’ex Chiesa di San Francesco della Scarpa, aperta dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 20:00, chiusa la domenica e nei giorni festivi con ingresso libero, sono invece esposti un video-saggio inedito, una grande scultura in cartapesta, ceramiche, serie fotografiche e altri interventi realizzati dall’artista per il progetto, insieme a un’opera di Vincenzo Valente.
Inaugurata mercoledì 22 luglio con una grande partecipazione di pubblico, l’esposizione ha offerto un primo momento di confronto sui temi storici, culturali e politici che attraversano la ricerca. Insieme a Heba Y. Amin sono intervenuti Wael Farouq, docente di Lingua e letteratura araba all’Università Cattolica di Milano, che ha approfondito le questioni legate all’Orientalismo; i familiari di Vincenzo Valente; Silvia Miglietta, assessora regionale alla Cultura e alla Conoscenza; Loredana Capone, consigliera regionale; Francesco Somaini, prorettore alle Politiche culturali dell’Università del Salento; Luigi De Luca, direttore del Museo Castromediano; e Paolo Mele per Kora – Centro del Contemporaneo.
La serata inaugurale è stata l’occasione per ricordare Brizia Minerva, che ha ideato e curato la mostra, lavorandovi fino agli ultimi giorni della sua vita. A lei si deve la volontà di riportare l’attenzione sulla figura di Vincenzo Valente e di riunire nella Pinacoteca del Museo Castromediano un importante nucleo di opere custodite nelle case degli eredi. Minerva ne aveva esplorato e documentato l’archivio, maturando la consapevolezza del valore di un artista capace di osservare e rappresentare l’Oriente attraverso un’esperienza diretta, lontana dalla semplice riproduzione di uno stereotipo esotico.
La ricerca parte dal presupposto che l’Orientalismo non sia stato semplicemente un regime di rappresentazione, ma un progetto di civiltà capace di imporsi: l’Oriente immaginato dall’Europa è diventato materialmente reale attraverso la ripetizione, l’estrazione, l’architettura, la museologia, il cinema, il militarismo, il turismo e la riproduzione tecnologica. «Quello che per me era iniziato come uno studio sulla produzione di immagini coloniali si è evoluto in qualcosa di molto più strano: la scoperta di un meccanismo attraverso il quale l’Europa riscopre ripetutamente le proprie proiezioni», ha sottolineato l’artista.
La mostra è realizzata nell’ambito del progetto The Future Image, sostenuto dal PAC 2025 - Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, in collaborazione con Regione Puglia, Provincia di Lecce, Polo Biblio-Museale di Lecce, Puglia Culture, Comune di Castrignano de’ Greci e Kora – Centro del Contemporaneo.
Il progetto si inserisce profondamente nella storia e nella vocazione del Museo Castromediano, luogo che per identità culturale e collocazione geopolitica guarda al Mediterraneo come spazio di attraversamento, conflitto, relazione e conoscenza. La mostra utilizza l’arte come occasione di prossimità e interrogazione, trasformando lo sguardo sul passato in uno strumento per leggere il presente e immaginare un futuro nel quale la relazione con l’altro non sia fondata sulla distanza, sulla proiezione o sullo stereotipo.
Apertura Mostra | Sino al 7 settembre
Museo Castromediano | Dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 20:00 - ingresso libero
Ex Chiesa San Francesco della Scarpa | Dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 21:00 |
Chiuso domenica e festivi
Ingresso libero
Info e contatti 0832373572
15 Miliardi per le Armi, Spiccioli per la Sanità: Il Paradosso del Fondo "Safe" e l'Ipoteca sul Nostro Futuro - Intervento di Stefano Donno
Abbiamo trovato 15 miliardi di euro. Una notizia fantastica, direte voi. Forse finalmente assumeremo quei medici e infermieri che mancano nei nostri pronto soccorso? Forse taglieremo le tasse sul lavoro per dare ossigeno alla classe media? O magari metteremo in sicurezza i nostri territori che si sgretolano a ogni pioggia autunnale?
Niente di tutto questo. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che l'Italia ha "prenotato" 14,9 miliardi di euro dal fondo europeo "Safe". L'obiettivo? Acquistare armi e rafforzare l'industria bellica. Una decisione definitiva arriverà a fine anno, ma la rotta è tracciata.
Come analista finanziario e politico, devo dirvi la verità: ci stiamo infilando in un vicolo cieco.
Il problema non è la difesa, è il metodo
Nessuno con un minimo di buonsenso nega che l'Europa e l'Italia debbano potenziarsi militarmente. Il mondo è cambiato. Ma dal punto di vista economico, pompare quasi 15 miliardi di euro nell'acquisto di armamenti senza un piano di ritorno strutturale è un suicidio finanziario. La spesa militare, se non gestita con estrema furbizia, ha un "moltiplicatore economico" bassissimo. Un missile comprato e stoccato in un magazzino non genera ricchezza, non crea indotto a lungo termine, non migliora la produttività del Paese. È pura spesa a fondo perduto.
Nel frattempo, stiamo drenando risorse preziose – che siano fondi europei o debito pubblico, sempre soldi dei contribuenti sono – che avrebbero potuto generare una crescita reale se investite in innovazione civile, istruzione e sanità. Ci stiamo armando per difendere un Paese che, socialmente ed economicamente, rischia di svuotarsi dall'interno.
Come uscirne: Tre soluzioni pragmatiche
Non possiamo semplicemente dire "no" e voltare la testa dall'altra parte. Se dobbiamo spendere per la difesa, dobbiamo farlo in modo intelligente. Ecco cosa dovrebbe fare il Governo italiano da qui a fine anno:
Vero Esercito Europeo, non spesa nazionale frammentata: Basta con l'Italia che compra i suoi carri armati, la Francia i suoi e la Germania i suoi. L'UE spende in difesa quasi quanto gli Stati Uniti, ma con un'efficienza ridicola a causa delle duplicazioni. I 14,9 miliardi non devono andare ad arricchire singole lobby nazionali della difesa, ma devono essere vincolati alla creazione di veri e propri hub di difesa integrata europea. Meno armi, ma condivise e più efficienti.
La clausola del "Dual-Use" (Uso civile e militare): Ogni euro speso in ricerca e sviluppo militare tramite il fondo Safe deve avere una ricaduta civile obbligatoria. Finanzi i droni? La tecnologia deve servire anche per la protezione civile o l'agricoltura di precisione. Finanzi la cybersicurezza? Deve proteggere anche gli ospedali e i database pubblici. Dobbiamo trasformare la spesa militare in un volano per l'innovazione tecnologica civile.
Trasparenza assoluta e vincolo di spesa sociale: Serve un "Patto di Bilanciamento". Per ogni miliardo attinto per l'industria bellica, l'Unione Europea deve svincolare dal Patto di Stabilità un miliardo da investire in spesa sociale. I cittadini accetteranno di finanziare la sicurezza esterna solo se sentiranno che la loro sicurezza interna (salute, lavoro, istruzione) non viene sacrificata sull'altare dei bilanci.
Se Tajani e il Governo vogliono davvero usare questi 14,9 miliardi, hanno tempo fino a fine anno per dimostrare che non si tratta di una cambiale in bianco all'industria delle armi, ma di un piano strategico. Altrimenti, avremo arsenali pieni, ma un Paese sempre più povero e arrabbiato
Nulla da invidiare. Vite normali in Corea del Nord di Barbara Demick (Iperborea)
Nulla da invidiare è un reportage di orrore e rinascita, una storia corale su un regime che tutti si aspettavano cadesse e si assimilasse presto al mondo occidentale, quando forse è successo il contrario.
lunedì 27 luglio 2026
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Milano, 20 aprile 1814: la notizia dell’abdicazione di Napoleone re d’Italia porta una folla inferocita a invadere il Palazzo del Senato p...
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