Paragonato da Borges all’Ulisse di Joyce, Bomarzo è un appassionante romanzo storico e insieme un’opera travolgente che supera i generi letterari, incantando come solo la grande letteratura sa fare.
«Io fui attaccato e mi difesi. Fui odiato e odiai a mia volta. Ma desiderai sempre con tutto me stesso, fino alle lacrime, che loro mi amassero.»
«Bomarzo assomiglia a molte delle saghe oggi così popolari, solo che è più intelligente, con una scrittura prodigiosa e incredibilmente sensuale, dalla sensibilità queer.» - Mariana Enriquez
«Il duca di Bomarzo di Mujica Lainez è una lanterna che illumina un luogo e un periodo che ci hanno donato la modernità e, di conseguenza, le nostre tenebrose ma brillanti piccole esistenze.» - Álvaro Enrigue
«L'ecosistema è così complesso che le leggi della fisica non bastano: Un romanzo che rende felice ogni lettore.» - Roberto Bolaño
A novanta chilometri da Roma, nel borgo di Bomarzo, il duca Pier Francesco «Vicino» Orsini concepì una delle opere più eccentriche e misteriose dell’intero Rinascimento: un parco di statue mostruose nel quale incubi, architetture impossibili e principi alchemici vengono scolpiti nella roccia. Con la maestria del grande romanziere, Manuel Mujica Lainez costruisce in questo libro un memoriale immaginario dell’enigmatico Orsini: dal giorno della sua nascita, quando un oroscopo gli predice la vita eterna, fino al momento in cui, nel Sacro Bosco che tanto amava, ottiene l’immortalità. Il risultato è la rielaborazione magica e poetica di un mondo di principi, cardinali, buffoni, artisti e cortigiani, la confessione in prima persona di un uomo disposto a tutto – un nobile che ha tramato nell’ombra, mentito, manipolato e ucciso pur di raggiungere i propri scopi –, il ritratto di un giovane storpio considerato indegno del cognome che porta e al tempo stesso il memorabile affresco di un’epoca. Paragonato da Borges all’Ulisse di Joyce, Bomarzo è un appassionante romanzo storico e insieme un’opera travolgente che supera i generi letterari, incantando come solo la grande letteratura sa fare. Prefazione di Álvaro Enrigue
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