Beppe Grillo è tornato a fare quello che gli riesce meglio: scuotere l'albero. Il suo recente attacco ai vertici del Movimento 5 Stelle, accusati di essersi "montati la testa", è un fulmine a ciel sereno solo per chi non ha guardato le previsioni meteo degli ultimi cinque anni.
Il Movimento, nato per aprire i palazzi del potere come scatolette di tonno, oggi sembra essersi comodamente accomodato al loro interno, ordinando sushi a domicilio. Grillo fiuta l'allontanamento dalla base, l'imborghesimento delle élite pentastellate e la trasformazione di una forza antisistema in un partito tradizionale, zavorrato da tatticismi e correnti.
Grillo ha ragione su un punto fondamentale: il M5S ha perso la sua identità dirompente. Sotto la guida recente, il Movimento ha spesso scambiato il progressismo con un puro assistenzialismo (vedi la dipendenza dal ricordo del Reddito di Cittadinanza) e l'innovazione con la diplomazia di palazzo. A livello geopolitico, ha oscillato pericolosamente tra l'atlantismo riluttante e strizzatine d'occhio ai blocchi anti-occidentali, creando confusione nei mercati e nei partner internazionali dell'Italia.
Tuttavia, Grillo sbaglia se pensa che la soluzione sia tornare al 2013. Il mondo è cambiato. L'inflazione post-crisi, le catene di approvvigionamento frammentate, la transizione energetica e le guerre ibride non si combattono urlando in piazza. La rabbia è un ottimo carburante per vincere le elezioni, ma un pessimo motore per governare.
La Soluzione Pragmatica: Il M5S 3.0 Se il M5S vuole sopravvivere non come reliquia populista, ma come forza di governo strutturale, deve smettere di guardarsi l'ombelico e adottare una linea economica e geopolitica matura. Ecco tre soluzioni pragmatiche:
Dall'assistenzialismo agli investimenti strategici (Economia): Il Reddito di cittadinanza andava riformato, non solo difeso a spada tratta. Il Movimento deve farsi paladino di un "Reddito di Formazione Tecnologica". L'Italia non ha bisogno di sussidi passivi, ma di una riqualificazione di massa della forza lavoro verso l'Intelligenza Artificiale, la robotica e la green economy. I soldi pubblici devono generare PIL, non solo consenso a breve termine.
Sovranità Europea e Pragmatismo Geopolitico: Il M5S deve abbandonare le ambiguità. In un mondo diviso in blocchi, l'Italia non può essere la "Svizzera del Mediterraneo". Il Movimento dovrebbe spingere per un'integrazione militare ed energetica europea forte, proponendo l'Italia come hub energetico indipendente (rinnovabili e nucleare di nuova generazione) per slegare l'Europa dai ricatti di regimi autocratici.
Innovazione Democratica Reale (Politica Interna): "Vi siete montati la testa" si cura tornando ai cittadini, ma con strumenti del 2026. Il M5S deve resuscitare la democrazia digitale in modo serio: piattaforme trasparenti (basate su blockchain) per consultare gli iscritti su temi locali, e l'introduzione di "Bilanci Partecipativi" nei comuni che amministrano. Meno apparizioni nei talk show, più cantieri aperti.
Grillo ha suonato la sveglia. Ora sta al M5S decidere se spegnerla e girarsi dall'altra parte, o alzarsi e ricostruire un'identità pronta per le vere sfide di questo decennio

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