Cosa accade quando il positivismo scientifico si scontra con l’irrazionale e la tradizione gotica accoglie le prime pionieristiche intuizioni della proto-fantascienza di fine Ottocento? 𝐋'𝐀𝐍𝐈𝐌𝐀 𝐌𝐄𝐂𝐂𝐀𝐍𝐈𝐂𝐀. 𝐑𝐀𝐂𝐂𝐎𝐍𝐓𝐈 𝐅𝐀𝐍𝐓𝐀𝐒𝐓𝐈𝐂𝐈 𝐀𝐑𝐆𝐄𝐍𝐓𝐈𝐍𝐈 è una preziosa testimonianza della scuola di Buenos Aires e in particolare di quella “Generazione dell’Ottanta” che con grande potenza espressiva e slancio immaginativo seppe raccogliere l’eredità di E.T.A. Hoffmann. Questa corrente intellettuale, composta da autori come Eduardo L. Holmberg, Miguel Cané, Carlos Olivera e Raúl Waleis, sebbene considerata “minore”, ha saputo fondere la scienza empirica non solo con l’occulto ma anche con il terrore psicologico.
In questi racconti di automi meccanici ed esperimenti bizzarri, di sdoppiamenti e allucinazioni si cela anche, però, un rimosso storico-politico: l’immaginario perturbante e “germanofilo” divenne infatti lo strumento obliquo per esprimere i traumi, le violenze e le contraddizioni sociali della forzata modernizzazione liberale argentina.

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