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sabato 29 agosto 2026

Non chiamatela sgambata: perché per questo Milan una vittoria sporca vale più di mille goleade

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Sai qual è la tentazione più grande quando si guarda il tabellino di un Milan-Venezia finito 2-0? Fare i pignoli. Dire che il primo tempo è stato un festival di occasioni sprecate (specialmente dai piedi di Gonçalo Ramos, fermato più volte prima della liberazione), che la manovra a tratti è sembrata contratta e che contro avversari più chiusi ci si aspetta subito il rullo compressore. Ma fermati un attimo. Ragioniamoci da tifosi e da chi il pallone lo mastica per davvero: questa vittoria sofferta, sudata e sbloccata con i calzettoni infangati della fatica, vale oro colato molto più di una roboante goleada estiva.

Perché? Semplice. Le goleade illudono, le sofferenze costruiscono.

Il Milan di Rúben Amorim sta nascendo adesso, tra i cantieri apertissimi di un'idea di calcio ambiziosa, l'emozione fortissima di un San Siro in lacrime e in piedi per Franco Baresi, e la necessità di metabolizzare nuovi automatismi. Nel primo tempo i rossoneri hanno creato tanto ma raccolto zero, sbattendo contro la tensione e la propria frenesia. È lì che, nelle passate stagioni, la squadra avrebbe rischiato di innervosirsi, di scomporsi o di crollare psicologicamente alla prima ripartenza pericolosa del Venezia (ricordi il brivido con Yeboah e Adams?).

Invece no. Questa volta c'è un'altra pasta. C’è la scossa dalla panchina — fondamentale l'ingresso di Alexis Saelemaekers a cambiare inerzia e a pescare il jolly — c'è la pazienza di insistere e c'è la zampata liberatoria di Gonçalo Ramos, che si sblocca e mette subito le cose in chiaro. Poi, il sigillo finale con l'autorete sfortunata di Halhal propiziata dalla verve di Jashari è solo il contorno di un finale in controllo.

Andare a punteggio pieno dopo due giornate (dopo aver sbancato Torino e sofferto a San Siro) significa una cosa sola: questo Milan ha imparato a vincere anche quando le cose non scorrono lisce come l'olio. E te lo dico con l'esperienza di chi sa che gli Scudetti, alla fine di maggio, passano molto più da queste serate di grinta e muscoli che non dalle vittorie per 5-0 che illudono la piazza. La strada è lunga, ma la tempra è quella giusta





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