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giovedì 6 novembre 2025
25 appuntamenti col sicario + 2 di Tomaso Kemeny (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
“25 appuntamenti col sicario + 2” è il titolo della recentissima opera di Tomaso Kemeny : il poemetto, più altri due componimenti: “Nella Grotta” e “Candore” (i Quaderni del Bardo edizioni di Stefano Donno, 2021, pagg.139). Il libro è corredato da una serie di quadri dipinti dall’artista Paola Scialpi, riprodotti in bianco e nero, che illustrano uno per uno i 25 frammenti del poemetto e le due poesie in più della raccolta. Impaginato nel classico formato quadrato tipico ormai delle edizioni “iQuaderni del Bardo” di Lecce, questo nuovo lavoro di Kemeny e della pittrice Paola Scialpi sorprende per l’eleganza (pagine bianche, che nella successione delle immagini in nero propongono una sua personale e originale lettura dell’opera poetica di Kemeny, quasi fossero realtà oniriche le singole soste dei 25 frammenti sulla vita, sul destino, sull’amore, sulla Bellezza, sulle disillusioni e tuttavia anche sulla speranza di un finale rinnovamento umano e intellettuale del poeta ottantenne ma anche della società che finora non ha soddisfatto) e per l’efficacia dell’abbinamento tra testi e immagini. Il libro è arricchito da quattro “letture” di quattro scrittori/poeti: Donato Di Poce, Laura Garavaglia, Chiara Evangelista. Il quarto sono io: per questo, ritengo utile e anche doveroso, pubblicare, in questo blog di cui sono responsabile, il mio intervento per intero, che di fatto può essere recensione. (ottavio rossani)
Interventi critici di
Donato Di Poce, Chiara Evangelista, Laura Garavaglia, Ottavio Rossani
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Anche SOGLIE: Recensioni
formato francobollo (2012-2024) di Franco Manzoni (I Quaderni del Bardo
Edizioni di Stefano Donno)
Un viaggio tra i versi
della poesia contemporanea in compagnia di 300 nomi e 100 case editrici, da
Interlinea a Marcos y Marcos, da La Vita Felice a Moretti & Vitali,
passando per piccole realtà coraggiose come Prova d’Autore, Aragno, Puntoacapo,
Corsiero, Edizioni Il Foglio, Book Editore e molte altre. Un vero atlante della
poesia italiana (e non solo) del nuovo millennio
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https://iqdbcasaeditrice.blogspot.com/2025/05/soglie-recensioni-formato-francobollo.html
mercoledì 5 novembre 2025
Il Green Deal all'italiana: così l'Europa "trucca" il clima con i crediti di carbonio - ecco cosa ne penso
Ricordate i grandi proclami? L'Europa come faro verde del mondo, la transizione inarrestabile, la rivoluzione copernicana del "Green Deal". Era la narrazione orgogliosa di Ursula von der Leyen. Oggi, quella narrazione scricchiola sotto il peso della realtà politica e, diciamolo, di una certa ipocrisia contabile.
La notizia che emerge da Bruxelles, e che il nostro governo (tra gli altri) ha caldeggiato, è di quelle tecniche nell'aspetto ma devastanti nella sostanza: per centrare i famigerati obiettivi di riduzione delle emissioni al 2030, la Commissione sta per aprire la porta ai cosiddetti "crediti di carbonio".
Tradotto dal burocratese: invece di obbligare l'industria pesante, l'energia fossile e l'agricoltura intensiva a tagliare davvero le proprie emissioni alla fonte, si permetterà loro di "compensare". Come? Conteggiando l'assorbimento fatto da foreste e suoli, o affidandosi alle futuribili (e costosissime) tecnologie di cattura della CO2 (CCS).
È un capolavoro di creative accounting climatico. È come dire a uno studente che, invece di studiare per prendere un buon voto, può "compensare" la sua impreparazione pagando un compagno di banco per suggerirgli le risposte. Il risultato sulla pagella (l'obiettivo 2030) sarà forse raggiunto sulla carta, ma lo studente (il nostro sistema produttivo) non avrà imparato assolutamente nulla.
Gli scienziati, quelli non distratti dalle sirene delle lobby, sono in allarme da tempo. Questo approccio "annacqua" gli sforzi, sposta il problema più in là e, soprattutto, crea un pericoloso precedente: la riduzione reale dell'inquinamento diventa facoltativa, un optional da barattare con qualche calcolo algebrico su quanto carbonio un bosco (forse) assorbirà.
Che l'Italia sia in prima fila a chiedere questo "sconto" non sorprende affatto. È la linea politica che conosciamo bene: difendere lo status quo industriale e agricolo, anche quando palesemente insostenibile, scambiando la lungimiranza strategica con il consenso a breve termine. Proteggiamo l'interesse particolare di chi oggi inquina, rimandando i costi (ambientali ed economici) alle prossime generazioni.
La "frenata" della von der Leyen, forse già proiettata verso il suo secondo mandato e bisognosa del sostegno dei governi più recalcitranti, è un pessimo segnale. Dimostra che quando l'ambizione climatica incontra la Realpolitik, la prima a soccombere è quasi sempre l'ambizione.
Il Green Deal, nato come il progetto che doveva definire l'identità europea nel XXI secolo, rischia così di morire come un mediocre compromesso al ribasso, soffocato non solo dalle emissioni, ma anche dai crediti facili e dalla pavidità politica (Stefano Donno)
Femminile, Singolare di Alessandro Zaffarano (Milella)
«Affacci di vita vissuta nel sentire e nel vedere caratterizzano la presente raccolta poetica di A. Zaffarano: visitazioni dentro di sé e considerazioni riguardo al mondo, abitato da personaggi poeticamente visibili secondo una tonalità di emozioni da cui si snodano le significazioni d’esistenza. Si continua a viaggiare, in questo libro, entro la lunga e profonda ‘messa in opera’ poetica dell’Autore, che ascolta il mondo da uditore attento all’espressività dell’animo, mai ridotta ad analisi ‘tecnica’ di causa-effetto, ma aperta al dicibile dello scoprire, all’indicibile ancora del ricercare.» (Carlo A. Augieri)
martedì 4 novembre 2025
L'Uragano Mamdani sulla Grande Mela: Utopia Socialista o Illusione Post Moderna? - ecco cosa ne penso
Oggi New York non vota solo per un sindaco. Vota per decidere se la più iconica metropoli capitalista del mondo sia pronta a scommettere il proprio futuro su un manifesto socialista. L'epicentro di questo sisma politico, anzi, di questo "uragano" che da mesi sferza l'establishment, ha un nome e un cognome: Zohran Mamdani.
Non commettiamo l'errore di sottovalutarlo. Lo hanno già fatto i dinosauri del Partito Democratico durante le primarie, e si sono ritrovati spazzati via dalla tempesta perfetta di grassroots e social media orchestrata da questo trentaquattrenne di origine ugandese, discepolo di Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez.
Mamdani è un politico generazionale. Ha capito prima e meglio di tutti che il cuore del problema, in una città dove un affitto costa quanto lo stipendio di un operaio, non era la retorica anti-Trump, ma uno slogan molto più diretto: "New York è troppo cara".
Applausi. Analisi impeccabile. Ma è sulle ricette che l'utopia sbatte contro il muro della realtà.
L'agenda di Mamdani – autobus gratis per tutti, asili nido universali, blocco totale degli affitti – suona meravigliosa alle orecchie di una generazione che si sente tradita. È un sogno. Ma i sogni, a differenza dei bilanci comunali, sono gratis. Quando si chiede a Mamdani chi pagherà il conto di questa rivoluzione, la risposta è pronta, affilata come una ghigliottina fiscale: "L'1% più ricco".
Ed è qui che il giornalista professionista deve smettere di applaudire il fenomeno e iniziare a fare domande. Davvero si pensa di finanziare lo stato sociale di una metropoli da otto milioni di abitanti semplicemente tassando (ancora di più) chi ha già un piede fuori dalla porta, pronto a spostare residenza e capitali in Florida o New Jersey? Davvero si crede che le multinazionali che reggono l'economia cittadina resteranno a guardare mentre l'aliquota li equipara ai loro concorrenti, perdendo ogni vantaggio competitivo?
Il programma di Mamdani non è un piano di governo; è un atto di fede.
Ma il problema non è solo fiscale. È politico. Mamdani si è infilato da solo in vicoli ciechi che un politico navigato eviterebbe come la peste. La sua dichiarazione, poi rivelatasi falsa, sulla zia impaurita dopo l'11 Settembre, è stata una gaffe colossale in una città che su quella tragedia ha costruito la sua identità moderna. Una ferita ancora aperta, che l'aspirante sindaco ha grattato con insensibile superficialità ideologica. Le sue posizioni radicali sul Medio Oriente, come la promessa di "arrestare Netanyahu", possono eccitare la sua base, ma alienano l'elettorato moderato e la comunità ebraica, componenti essenziali di New York.
L'uragano, che oggi tocca terra, ha già vinto una battaglia: ha dimostrato che l'establishment è vulnerabile e che una nuova sinistra, giovane, multietnica e arrabbiata, esiste ed è pronta a prendersi tutto.
La domanda, mentre le urne si chiudono, non è se Mamdani vincerà. La domanda è cosa resterà di New York dopo che la tempesta sarà passata. Perché governare non è un video su TikTok. E una volta distrutto l'argine, l'acqua non chiede il permesso prima di inondare tutto (Stefano Donno)
Il silenzio dell'acqua di Antonino Genovese (Frilli)
In una Sicilia nera e sconvolgente, una serie di efferati delitti turba la città di Barcellona Pozzo di Gotto. Prima un rinomato ginecologo cade misteriosamente dal suo attico in centro, poi il nipote del boss della malavita locale viene ucciso sotto la sua abitazione da un sicario esperto. Cosa hanno a che fare gli omicidi con la scomparsa di Kira Smirnov, la giovane donna russa al nono mese di gravidanza, protetta dal centro antiviolenza Demetra, sparita senza lasciare traccia? Una lunga scia di sangue sconvolge la tranquilla e sonnolenta vita di provincia. La psicologa Agata Maltese e Isabella Alessi, un commissario dal passato crudele, avranno a che fare con una delle infamie più atroci. Un’indagine serrata che spingerà Agata Maltese in un abisso da cui dovrà districarsi con tutta se stessa per tornare alla luce del sole.
Antonino Genovese, classe ’84, vive di fronte alle isole Eolie. È Anestesista, Rianimatore e Algologo. È direttore artistico del Milazzo Crime Book Fest. Ha pubblicato: Scirocco e Zagara (Fratelli Frilli Editori 2020), Delitti e Maestrale (Fratelli Frilli Editori 2022), Il Volo della Civetta (Clown Bianco Editore 2023), Sola per me (Delos Digital 2024). Ha partecipato alle antologie di racconti: Mosche contro vento (Morellini 2019), L’Isola delle tenebre (Algra 2020), I luoghi del noir (Fratelli Frilli Editori 2020), Onda Variante (Golem 2020), Giallo Siciliano (Delos 2022), Accura (Mursia 2023). Due suoi racconti sono stati pubblicati su “La Sicilia” nella rassegna Giallo Estate 2023 e 2024. Tra i premi: secondo classificato (2019) al premio letterario “Tutti i sapori del giallo” in collaborazione con Il Giallo Mondadori. Primo classificato al concorso “GialloLuna NeroNotte” con il racconto La morte viaggia in cartolina, pubblicato sul Giallo Mondadori Giallo Oro n.36 di Luglio 2022. Primo classificato (2022) al concorso “GialloLuna NeroNotte” con il romanzo Il volo della civetta. Primo classificato premio “La Città sul ponte” con il romanzo Delitti e Maestrale (Fratelli Frilli Editori)
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