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domenica 23 novembre 2025

sabato 22 novembre 2025

A QUIET PLACE PART 3 – Movie Update | John Krasinski | Emily Blunt | Monster Apocalypse Continues

La Sentenza del Bosco: Quando la Normatività Soffoca il Diritto alla Differenza Educativa - ecco cosa ne penso

 La notizia dell'allontanamento cautelare dei tre minori, figli della famiglia che da tempo aveva scelto una vita "off-grid" nei boschi del Chietino, ha riacceso un dibattito antico quanto la civiltà stessa: dove finisce la libertà educativa dei genitori e dove inizia il dovere di tutela dello Stato?

Il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila, agendo in base alle segnalazioni e dopo un primo episodio di intossicazione, non ha fondato il suo provvedimento principalmente sul mancato diritto all'istruzione (che pare fosse garantita tramite homeschooling e, secondo la difesa, con insegnante privata), bensì sul "pericolo di lesione del diritto alla vita di relazione", articolo 2 della Costituzione, ritenuto "produttivo di gravi conseguenze psichiche ed educative".

Qui risiede il nocciolo della questione, un punto nevralgico che va affrontato con rigore pedagogico, non con la semplice logica del "buon padre di famiglia" o del "sentito comune".

La motivazione del giudice, che paventa effetti negativi sullo sviluppo del bambino derivanti dalla "deprivazione del confronto fra pari in età da scuola elementare", è una lettura che, pur legittima in un'ottica di omologazione sociale, ignora la pluralità dei modelli educativi e la natura stessa dello sviluppo umano.

È un fatto scientifico che la socializzazione sia cruciale, ma è doveroso chiederci: la sola socializzazione mediata dall'istituzione scolastica tradizionale è l'unica via per garantire il pieno sviluppo?

  • Il Contesto Alternativo: Crescere in simbiosi con la natura, in un ambiente di autosufficienza, offre ai minori competenze (l'autonomia, la resilienza, la conoscenza diretta dell'ambiente) che la scuola urbana raramente può replicare. Questa non è deprivazione; è immersione in un altro tipo di cultura e di apprendimento.

  • La Pedagogia del Rischio e dell'Avventura: Le migliori teorie pedagogiche moderne (da Freinet a Forest School anglosassoni) esaltano il valore formativo del contatto diretto con l'ambiente naturale e persino di un certo grado di "rischio calcolato" nell'esplorazione. Un modello di vita isolato non è automaticamente sinonimo di deprivazione relazionale, specie se il nucleo familiare è solido e i genitori sono intenzionalmente presenti.

È incontestabile che lo Stato abbia il dovere di intervenire quando si ravvisano rischi certi e oggettivi per l'incolumità fisica e psichica del minore (come un'igiene precaria, una nutrizione insufficiente o, nel caso specifico, una potenziale negligenza nell'episodio dell'intossicazione da funghi, da chiarire). Ma l'allontanamento, la misura più traumatica dopo il carcere, è giustificato dalla sola diversità dello stile di vita o dalla presunta assenza di parità relazionale?

Questa sentenza rischia di configurarsi come una perimetrazione eccessivamente rigida di ciò che è "normale" e "accettabile" dal punto di vista pedagogico. Sancisce di fatto che l'isolamento geografico e la scelta radicale di vita alternativa siano di per sé un fattore di rischio psicologico sufficiente a recidere il legame familiare.

Come esperti di welfare, sappiamo che l'allontanamento, anche se temporaneo e con la madre, è un evento altamente stressante. La trauma è certo, il danno presunto. La sfida per i Servizi Sociali e per la comunità educativa che ospiterà i bambini non sarà solo l'osservazione, ma la necessità di mediare tra la loro cultura "naturale" e quella "istituzionale", minimizzando la lacerazione emotiva.

L'Italia, come molte democrazie occidentali, si fonda sulla diversità e sulla libertà di scelta. Finché i diritti fondamentali (salute, sicurezza, istruzione) sono garantiti, la scelta dei genitori di vivere fuori dagli schemi convenzionali dovrebbe essere tutelata, non punita. Se un bambino ben nutrito, intellettualmente stimolato e amato è sottratto ai suoi affetti per un presunto deficit di "vita di relazione standard", ci si chiede se non si stia sacrificando l'autonomia familiare sull'altare di una pedagogia statalista e conformista.

L'auspicio è che la fase di osservazione sia un processo di comprensione e non di conversione forzata, riconoscendo che l'eccentricità non è patologia e che la "vita di relazione" può fiorire anche lontano dall'asfalto, sotto la chioma degli alberi. (Stefano Donno)






L'Armatura Rivoluzionaria: Perché Iron Man è il Leonardo Da Vinci della Marvel

 Tony Stark. Miliardario, playboy, filantropo... e un genio ingegnere il cui cuore metallico è tanto fragile quanto l'ego che proietta. Iron Man non è solo un vendicatore; è una leggenda vivente che incarna la tensione tra l'ingegno umano e le sue conseguenze etiche. Scordatevi i poteri mistici o le mutazioni genetiche: l'eroismo di Stark è forgiato in acciaio e silicio, rendendolo l'eroe più accessibile e, allo stesso tempo, più complesso della Casa delle Idee.

⚡️ La Genesi: Un Inizio Rivoluzionario

L'esordio di Iron Man non fu un caso. Creato da Stan Lee, Larry Lieber, Don Heck e Jack Kirby in Tales of Suspense #39 (Marzo 1963), la sua nascita era direttamente legata al clima della Guerra Fredda.

💡 Il Dettaglio che Fa la Differenza: Stan Lee voleva creare un eroe che il pubblico avrebbe dovuto odiare per poi, incredibilmente, imparare ad amare. Stark era l'incarnazione del capitalismo e della difesa americana, l'esatto opposto degli ideali contro-culturali che stavano emergendo. La sua armatura iniziale, goffa e grigia, era letteralmente un polmone d'acciaio che lo teneva in vita dopo essere stato ferito da una scheggia di granata: l'origine del potere era un segno di vulnerabilità e mortalità.

Questo conflitto interiore, in cui la sua arma più potente è anche il suo sostegno vitale, ha gettato le basi per tutta la sua futura complessità narrativa.

L'Evoluzione dell'Armatura: Un Trionfo Tecnologico

Parlare di Iron Man significa parlare delle sue armature. Ogni tuta è un capitolo della sua vita, un riflesso del suo stato mentale e delle minacce che affrontava.

Nome ArmaturaPeriodo StoricoInnovazione ChiaveSignificato Narrativo
Mark I (Gry/Oro)1963 - 1979 ca.Transistor, Repulsori inizialiSopravvivenza e difesa pura.
Armatura Modulare (Rosso/Oro)1979 ca. - 1993Design classico e aerodinamicoL'era di Tony Stark come Supereroe ufficiale.
Armatura Bleeding EdgePost SiegeNanotecnologia, Tuta liquida e coscienteFusione totale tra uomo e macchina.
Armatura Godkiller (Model 51)RecenteTuta multi-dimensionale, poteri cosmiciL'apice della megalomania tecnologica di Stark.

L'introduzione dei Repulsori (dalle prime borse d'aria a jet all'energia direzionata) e, più tardi, della Nanotecnologia (Extremis e Bleeding Edge) dimostra come Tony Stark sia l'unico eroe il cui arsenale progredisce al pari della tecnologia reale, se non oltre. Non si adatta, inventa.

🥃 I Demoni Personali: La Fragilità Sotto l'Armatura

L'aspetto che rende Iron Man narrativamente superiore a molti suoi colleghi è la sua lotta con i demoni personali. Il mantello di Iron Man è costantemente offuscato da problemi che nessun raggio repulsore può risolvere:

  1. L'Alcolismo: La saga Demon in a Bottle (Iron Man #120-128, 1979) è universalmente riconosciuta come una delle storie più potenti e umane della Marvel. Ha reso Iron Man l'unico eroe di punta ad affrontare l'alcolismo e la dipendenza in modo realistico, spogliandolo della sua invulnerabilità.

  2. Il Complesso del Dio: Dallo sviluppo dell'intelligenza artificiale Ultron (in realtà, originariamente creato da Pym, ma Stark ha creato e potenziato diverse A.I. problematiche come V.I.R.G.I.L. e persino il suo ruolo in Civil War), Stark ha costantemente provato a risolvere i problemi del mondo con la sua tecnologia, spesso fallendo catastroficamente. Sbaglia sempre con le migliori intenzioni.

  3. L'Etica e la Sorveglianza: Civil War non è solo un conflitto tra Cap e Iron Man; è un dibattito sull'etica e la libertà individuale. La scelta di Stark di appoggiare l'Atto di Registrazione dei Superumani è la perfetta estensione del suo desiderio di controllare il caos attraverso la tecnologia.

💥 L'Eredità: Un Eroe per il Futuro

Iron Man non invecchia mai perché la sua premessa è costantemente aggiornabile: l'uomo contro la macchina che ha creato. Oggi, con la crescita esponenziale dell'IA, delle criptovalute, dell'esplorazione spaziale privata, Tony Stark è più rilevante che mai.

È l'eroe che ci chiede: Fino a che punto può spingersi l'ingegno umano prima di distruggerci? Non è invulnerabile, è solo preparato. E questo, cari lettori, è ciò che lo rende non solo l'eroe di latta, ma l'eroe che più si avvicina a ciò che tutti potremmo essere: un essere umano brillante che cerca di fare la cosa giusta, un fallimento tecnologico alla volta





LA PREVIEW DEL WEEKEND DI SERIE A

Eccidio di un ministro delle finanze. Milano 1814 di Antonino De Francesco (Neri Pozza)

 Milano, 20 aprile 1814: la notizia dell’abdicazione di Napoleone re d’Italia porta una folla inferocita a invadere il Palazzo del Senato per evitare che Eugenio di Beauharnais, figlio adottivo di Bonaparte, venga designato come sovrano. Gli insorti obbligano l’assemblea a sciogliersi e distruggono tutto quanto trovano. Poi raggiungono piazza San Fedele, a due passi dalla Scala, dov’è la casa dell’odiato ministro delle finanze Giuseppe Prina, che non riesce a fuggire e per tutto il giorno resta in balìa delle violenze senza che nessuno si opponga al linciaggio. Morirà a tarda serata e il cadavere mutilato verrà trascinato per le strade, tenuto per una corda, a dimostrazione del castigo che spetta a chi affama il popolo. La città sembra in preda al delirio. Solo l’indomani, quando la folla tenterà l’assalto al Palazzo Reale, il generale Pino si deciderà a sciogliere gli assembramenti. L’episodio apre una nuova stagione politica: viene istituita una Reggenza provvisoria, che tenta di assicurare l’indipendenza del Regno d’Italia facendo appello ai vincitori di Napoleone. È una scelta disastrosa, perché i reparti austriaci approfittano del vuoto di potere per raggiungere Milano: nel volgere di qualche settimana, tutta la Lombardia, che aveva sognato l’indipendenza, torna a essere un dominio degli Asburgo. Il libro ripercorre quelle vicende attraverso una lettura disincantata dei singoli momenti che vanno dalla drammatica ritirata di Russia di fine 1812 sino all’ingresso delle truppe austriache nella primavera del 1814. Al centro sono l’assalto al Palazzo del Senato e l’eccidio del Prina, ricostruiti su documenti inediti che offrono una lettura molto diversa della partecipazione popolare a quella tragedia. La sua fu una fine tanto terribile quanto dileggiata, sicché, come ebbe a scrivere un informatore degli austriaci, i suoi ultimi istanti di vita lo facevano somigliare a «un passero, tirato per una zampa e consegnato ai bambini».





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venerdì 21 novembre 2025

Summer reading: John Niven’s ‘O Brother’ and Mariel Franklin’s ‘Bonding’ | Monocle on Culture

Extended interview: Dwayne "The Rock" Johnson

Lin Zhipeng "Grand Amour"/林志鹏『Grand Amour』

La Formula Impossibile: Quando la Pace Diventa una Resa Mascherata - ecco cosa ne penso

La narrativa della "soluzione rapida" al conflitto ucraino non è una novità. Fin dall'inizio dell'invasione russa, l'eco di voci, più o meno autorevoli, ha cercato di imporre una scorciatoia diplomatica, spesso ignorando le dinamiche sul campo e, cosa ben più grave, la sovranità e la volontà di Kyiv. L'ultimo in ordine cronologico a irrompere su questo scenario delicato è un nome inaspettato: un immobiliarista americano con una presunta rete di contatti ad alto livello, il cui "piano" è stato oggetto di una recente analisi su Linkiesta.

Il succo della proposta, per quanto si possa desumere da un'analisi esterna, sembra incastrarsi perfettamente nella categoria delle cosiddette "soluzioni di pace" che, in realtà, non sono altro che una resa mascherata.

Il Ragionamento Passo Passo del Dissenso

Perché un simile approccio non può essere accettato come base per un negoziato equo?

1. L'Ignoto Autorevolezza (Chain of Thought)

  • Premessa: Le proposte di pace hanno valore solo se provengono da attori con legittimità diplomatica o potere decisionale riconosciuto a livello internazionale (capi di stato, organizzazioni multilaterali, mediatori di comprovata esperienza).

  • Contesto: Il proponente è un "immobiliarista", un attore esterno al circuito della politica estera e della diplomazia.

  • Critica: Affidarsi a figure improbabili o dilettantesche per risolvere la crisi più grave in Europa dal dopoguerra è un atto di superficialità politica che sminuisce la complessità del conflitto e il sacrificio ucraino. La sua autorevolezza non deriva dalla competenza, ma dalla vicinanza a centri di potere.

2. La Falacia della "Pace a Ogni Costo"

Un "piano" che chiederebbe all'Ucraina di compiere un "suicidio" politico-territoriale implica, quasi certamente, la rinuncia a territori occupati, se non addirittura l'accettazione di una neutralità forzata e costituzionalmente vincolante sotto l'ombrello di garanzie vaghe.

  • Il Precedente Storico: Concedere all'aggressore, semplicemente per "cessare le ostilità", crea un precedente devastante: la forza bruta paga. Incoraggia future aggressioni e distrugge il principio fondamentale del diritto internazionale basato sull'inviolabilità dei confini.

  • La Sovranità Sottovalutata: L'Ucraina ha combattuto e versato sangue per difendere la sua integrità territoriale. Chiedere a Kyiv di rinunciare a Donbas, Crimea o ad altri territori occupati significa cancellare il diritto del popolo ucraino di determinare il proprio futuro e la propria integrità nazionale. È un'imposizione, non una negoziazione.

3. Il Rischio di Riconfigurazione Globale

Questi piani non tengono conto del rischio di una "pace fredda" tossica, dove la Russia non sarebbe sconfitta né contenuta, ma semplicemente "premiata" con un buffer territoriale. Ciò non garantirebbe stabilità, ma un periodo di tregua armata in cui Mosca potrebbe riorganizzarsi per il prossimo round di aggressione.

La vera pace per l'Ucraina non è la cessazione del fuoco a qualsiasi condizione, ma una pace che sia giusta, duratura e basata sul rispetto del diritto internazionale. Deve essere una pace negoziata sulla base della forza e della determinazione ucraina, non sulla stanchezza o sull'opportunismo politico di attori esterni.

La politica non è un affare immobiliare. Non si può "liquidare" un conflitto con un accordo conveniente per chi sta fuori dal campo di battaglia. L'Ucraina non è un cespite da svendere, ma una nazione che lotta per la sua sopravvivenza. I giornalisti e i politici dovrebbero smettere di dare credito a queste formule impossibili e concentrarsi sul supporto necessario affinché Kyiv possa negoziare da una posizione di forza, l'unica che Mosca rispetta.

(Stefano Donno)




Blade: Il Solitario Sanguinario che ha Sconvolto il Marvel Universe (e Hollywood) - Anatomia dell'Anti-Eroe Perfetto

Nel vasto pantheon di eroi e anti-eroi Marvel, pochi personaggi hanno dimostrato una resilienza e una rilevanza culturale pari a Eric Brooks, meglio noto come Blade, il cacciatore di vampiri. Nato in un contesto di horror pulp e "blaxploitation" negli anni '70, Blade non è solo sopravvissuto; è diventato un'icona trasversale, un ponte tagliente tra l'orrore gotico classico e l'azione supereroistica moderna.

Quando fece la sua prima apparizione in The Tomb of Dracula #10 (1973), creato dal leggendario sceneggiatore Marv Wolfman e dal disegnatore Gene Colan, Blade era una figura molto diversa dal guerriero armato di katana che conosciamo oggi. Era un uomo di colore, con un afro imponente e armato di pugnali di legno e una sfrontatezza quasi spavalda, che agiva come un cacciatore di vampiri umano e implacabile.

Da Cacciatore Umano a "Diurno" (Daywalker)

La sua vera trasformazione in un'icona, e l'elemento che ha cementato il suo status nell'immaginario collettivo, è arrivata con il retcon che lo ha reso un "Diurno" (Daywalker): un ibrido dhampir, immune ai raggi solari e alla maggior parte delle debolezze dei vampiri, ma dotato della loro forza, velocità e longevità. Questa origine, in cui sua madre viene morsa da un vampiro (il nefasto Deacon Frost) durante il parto, infondendogli il siero non-morto, è il cuore pulsante della sua tragedia personale.

Questo status quo è la sua forza motrice narrativa: Blade è un reietto due volte. Rifiutato dal mondo degli umani per la sua natura, e odiato dai vampiri (i "Succhia Sangue") per la sua purezza imperfetta e la sua letalità in pieno giorno. È un guerriero in perenne stato di guerra esistenziale.

Il look iconico: L'evoluzione estetica è cruciale. Abbandonati i blazer e l'afro anni '70, il Blade che ha catturato il mondo è quello che indossa l'impermeabile in pelle nero, gli occhiali da sole scuri e l'arsenale tattico. È l'incarnazione del cool urbano e gotico, un design che ha influenzato generazioni di anti-eroi dark.


L'Impatto Virale: La Trilogia Cinematografica

Non si può parlare di Blade senza menzionare l'impatto rivoluzionario della sua trasposizione cinematografica. Il film Blade del 1998, con Wesley Snipes nel ruolo principale, è stato un vero e proprio game changer.

  • Il Precursore del MCU: Molto prima che Iron Man (2008) lanciasse l'Universo Cinematografico Marvel (MCU), Blade ha dimostrato che i personaggi Marvel meno noti (e più adulti) potevano avere successo al botteghino. Ha aperto la strada all'era moderna dei cinecomics, provando che un tono più oscuro e violento poteva pagare.

  • Azione e Tono: Il film ha fuso l'azione hard-R con l'estetica techno-goth, offrendo sequenze di combattimento kung-fu coreografate in modo brutale e un'atmosfera unica. La sequenza iniziale della blood rave è, a distanza di decenni, una delle introduzioni più iconiche e virali della storia del cinema comic-based.

  • L'Essenza di Snipes: Snipes ha inciso il personaggio nella cultura popolare. Il suo Blade è taciturno, letale e incredibilmente carismatico, definendo l'archetipo dell'anti-eroe solipsista.

Il Ritorno al Fumetto e le Future Sfide

Negli ultimi anni, Blade è tornato ad avere un ruolo centrale nella continuity Marvel, spesso affiancato a eroi come gli Avengers o i Midnight Sons. Il suo savoir-faire nel soprannaturale è diventato una risorsa inestimabile quando la minaccia mistica si fa più pressante.

Perché Blade funziona (ancora):

  1. L'Orrore Senza Compromessi: È l'unico personaggio Marvel che opera in un horror puro. Quando Blade è in scena, sai che il rischio è reale, il sangue scorrerà e le conseguenze saranno permanenti.

  2. La Solitudine e la Dannazione: La sua crociata è una condanna autoimposta. Non cerca la gloria; cerca l'estinzione della sua specie e dei suoi antenati vampirici. Questo lo rende un tragico eroe Shakespeariano vestito di pelle.

  3. L'Arsenale Tattico: Dai glaive d'argento ai proiettili di aglio e ai sieri anti-coagulanti, il suo kit è la materializzazione del "preparato a tutto". È un macchinario di distruzione di non-morti.

Con il suo imminente rilancio nel Marvel Cinematic Universe (con l'attore premio Oscar Mahershala Ali), il Daywalker è pronto a mietere nuove vittime e a conquistare una nuova generazione di fan.

Blade non è solo un cacciatore di vampiri; è un monumento alla grinta, alla badassery e alla capacità di un personaggio di trascendere le sue umili origini pulp. È il lato oscuro e necessario dell'Universo Marvel, un anti-eroe che sa che l'unica cosa necessaria per sconfiggere i mostri è diventare, in parte, un mostro tu stesso. Un'icona sanguinaria e imperdibile





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Andrea Camilleri. Una storia di Luca Crovi (Salani)

 Con le sue doti di affabulatore e il suo sguardo panoramico, Luca Crovi ricostruisce il mosaico di un uomo smisurato, prorompente e ironico, rendendo giustizia alle inesauribili energie che Andrea Camilleri ha dedicato all'arte per una vita intera.


Andrea Camilleri è stato tante cose, così tante che faticavano a stare tutte dentro una persona sola. È nota la storia del suo ‘destino ritardato', come lui stesso lo chiamava: l'esplosione come scrittore a quasi settant'anni, con il commissario Montalbano e una popolarità inaudita. Ma Camilleri non è stato soltanto questo, o meglio, il suo successo ha cominciato a nascere molto tempo prima, e si può dire che ogni frammento della sua lunga esistenza fosse destinato a convergere nella figura che i lettori italiani hanno poi straordinariamente amato. Esiste dunque una storia più complessa e disseminata di sorprese: eventi che neanche un romanziere avrebbe potuto immaginare così come sono accaduti. È la storia di un bambino siciliano che si intrufola nella soffitta dei genitori e vi trova i gialli di Simenon custoditi in un sacco di juta. Di uno studente scapestrato che diventa regista teatrale e alleva importanti attori. Di un giovane intellettuale che entra in Rai e produce alcuni tra i programmi più iconici della storia della radio e della tv. Di un artista poliedrico che da dietro le quinte contribuisce a fare grande la cultura popolare italiana. E di un uomo che per testardaggine e un pizzico di fortuna incontra sul suo cammino una miriade di personaggi leggendari: da Pirandello al generale Patton, da Robert Capa alla banda del bandito Giuliano, da Papa Giovanni XXIII a Pier Paolo Pasolini, da Leonardo Sciascia a Elvira Sellerio




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