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sabato 7 febbraio 2026

Una "virgola per pensare” di Donato Di Poce (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

 

Una "Virgola per Pensare" di Donato Di Poce - Scopri il Diamante Etico-Linguistico

Scopri "Una Virgola per Pensare" di Donato Di Poce

Un diamante etico-linguistico che tracima filosofia, poesia e ironia.

Donato Di Poce, tra i maggiori poeti e aforisti contemporanei, tradotto in spagnolo e rumeno, ci regala una raccolta di aforismi che critica il presente ma ama e vede il futuro. Un minimalismo linguistico che trabocca poesia e orizzonti filosofici.

"A volte basta una virgola, Per non farti sentire prolisso."

"Le anime in cerca di verità Si accecano di dubbi. Quelle in cerca d'illuminazioni Si nutrono di 'non so'."

Pubblicato l'8 marzo 2022 da iQdB Casa Editrice - I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, con copertina opera di Max Marra. Ideale per chi cerca riflessioni profonde in forma breve.

Perché Leggerlo?

Immergiti in un mondo di ironia e saggezza che illumina il quotidiano. Questo libro non è solo una lettura, ma un invito a pausing e pensare, perfetto per menti curiose e anime in cerca di ispirazione.

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La Guerra Russia-Ucraina: Notte di Terrore e Svolte Diplomatiche all'Orizzonte nel 2026 - ecco cosa ne penso

Sapete, seguo questo conflitto da quando è iniziato nel 2022, e ogni aggiornamento mi colpisce come un pugno allo stomaco. Oggi, sfogliando le live news da fonti affidabili, mi ritrovo a riflettere su un mix di violenza brutale e barlumi di speranza diplomatica. È il quarto anno di guerra, e mentre i droni solcano i cieli notturni portando morte, dietro le quinte si muovono pedine che potrebbero cambiare tutto. Proviamo a dissezionare questi eventi con un po' di logica umana – non solo fatti freddi, ma anche quel senso di urgenza e frustrazione che proviamo tutti quando pensiamo a quante vite sono in gioco.Partiamo dal dolore più immediato, quello che ti fa stringere il cuore. Nella notte tra il 6 e il 7 febbraio, l'Ucraina ha subito un'ondata massiccia di attacchi russi: oltre 400 droni e circa 40 missili, come ha denunciato il presidente Volodymyr Zelensky in un post su X. Gli obiettivi? Principalmente la rete energetica, con esplosioni in regioni come Odessa, Vinnytsia, Khmelnytskyi, Ternopil, Leopoli e Ivano-Frankivsk. Immaginate intere città al buio, famiglie terrorizzate dal rombo dei missili – e sì, ci sono stati danni a infrastrutture critiche, come la centrale termoelettrica di Burshtyn. Zelensky l'ha detto chiaro: "Ogni giorno, la Russia potrebbe scegliere la vera diplomazia, ma sceglie nuovi attacchi". Come esperto, non posso fare a meno di empatizzare: questi non sono solo numeri, sono persone che lottano per la normalità in mezzo al caos. E dall'altra parte, la Russia riporta di aver abbattuto 82 droni ucraini su varie regioni, inclusi 45 solo a Volgograd. È una guerra di attrito, dove ogni notte porta nuove ferite.Poi ci sono le tragedie individuali che rendono tutto così reale. Pensate a quella donna di 31 anni uccisa da un drone russo nella regione di Sumy, mentre guidava la sua auto – il veicolo ha preso fuoco, e lei non ce l'ha fatta. O all'attacco nella regione russa di Kursk, dove un drone (presumibilmente ucraino) ha colpito una casa, uccidendo un uomo di 27 anni e ferendo altri tre, inclusa una ragazza di 13 anni. Questi episodi mi fanno pensare: quanto odio deve accumularsi prima che si fermi? Intuitivamente, vedo qui un ciclo di vendette che alimenta se stesso, rendendo la pace ancora più elusiva. E non dimentichiamo l'impatto oltre confine: gli attacchi hanno persino costretto la Polonia a sospendere temporaneamente i voli negli aeroporti di Lublino e Rzeszów, anche se poi è stato confermato che non c'è stata violazione dello spazio aereo.Sul piano militare, la Russia rivendica conquiste: il ministero della Difesa ha annunciato la presa del villaggio di Chuhunivka nella regione di Kharkiv. È un piccolo pezzo di terra, ma in questa guerra ogni metro conta per il morale e le posizioni negoziali. Dal mio punto di vista, questi avanzamenti sporadici mostrano che Mosca sta cercando di consolidare il fronte orientale, forse per negoziare da una posizione di forza. Ma è qui che entra la diplomazia, e devo ammettere un filo di ottimismo cauto. Zelensky ha rivelato che delegazioni ucraine e russe si incontreranno negli USA la prossima settimana – probabilmente a Miami – per colloqui bilaterali. È la prima volta che Washington invita entrambe le parti direttamente, e gli americani spingono per chiudere la guerra "entro l'inizio dell'estate, a giugno". Dopo il nulla di fatto ad Abu Dhabi, dove non si è risolto nulla sul Donbass o sulla centrale di Zaporizhzhia, questo potrebbe essere un turning point.Zelensky è stato fermo: "L'Ucraina non sosterrà accordi che la riguardano senza essere coinvolta", specialmente su questioni territoriali. La Russia vuole che Kiev abbandoni Donetsk, mentre gli USA propongono una zona economica libera come compromesso. E poi c'è questo misterioso "pacchetto Dmitriev" – accordi economici tra USA e Russia per 12 trilioni di dollari? Suona come un'intuizione geopolitica: Washington potrebbe usare la carota economica per convincere Putin a mollare la presa. Ma attenzione, non illudiamoci: Zelensky ha ribadito che qualsiasi deal deve rispettare la Costituzione ucraina. Come analista, ipotizzo che se questi trilaterali (Ucraina-USA-Russia) decollano, potremmo vedere un cessate il fuoco temporaneo, magari legato alla ricostruzione della diga di Kakhovka. È "fuori dagli schemi" pensare che l'economia possa sbloccare ciò che le armi non hanno fatto, ma la storia insegna che spesso è così – pensate alla fine della Guerra Fredda.Non trascuriamo le crepe interne alla Russia. L'attentato al generale Vladimir Alekseyev, vice capo del GRU, a Mosca: ferito gravemente ma ora cosciente dopo l'operazione. Le autorità hanno arrestato un sospettato "portato da Dubai" e un complice, e il ministro Lavrov accusa Kiev. È un episodio che puzza di instabilità: dissenso interno, spionaggio, o ritorsione? Intuitivamente, mi ricorda l'ammutinamento di Prigozhin – segnali che il regime di Putin non è monolitico come sembra. E nel frattempo, l'UE ha varato il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, stringendo ulteriormente il cappio economico.In conclusione, questo 7 febbraio 2026 dipinge un quadro di escalation notturna che ferisce profondamente, ma anche di mosse diplomatiche che potrebbero portare a una svolta. Come essere umano, provo una miscela di rabbia per le vittime e speranza per i negoziati – non è facile stare a guardare, ma credo che l'unità occidentale, con un USA più assertivo, possa fare la differenza. E se fossi Zelensky o Putin, punterei tutto su garanzie internazionali per una pace duratura. Voi che ne dite? Potrebbe essere l'anno in cui finisce l'incubo, o solo un altro capitolo di sofferenza? Continuiamo a monitorare, con empatia e realismo
(Stefano Donno)



Ode to the Shapeshifter for Ecca Vandal by Stefano Donno

 Ode to the Shapeshifter

In the sprawl of Naarm's neon veins,
you erupt—South African spark, Tamil fire,
Sri Lankan roots twisted through Melbourne's concrete pulse.
Jazz whispers in your throat, improvisation's wild swing,
then punk's DIY howl shreds the air,
fusing hip-hop's beat with soul's electric wail.
Fearless, you cruise to self-soothe,
bleed but never die, rebuild from the shatter—
Molly in the mix, a sonic alchemy
where genres collide like tectonic plates,
birthing earthquakes on stage.
Queens of the Stone Age bow, Idles roar in echo,
Prodigy pulses in your wake.
Edgy disposition, something to say,
unapologetic power wrapped in melody's grace.
You, the genre-defier, strut through the storm,
raw and rebuilt, a heroine's future etched in bass lines.
Resilience in Rhythm(Found form: Lyrics fragmented as recipe for rebellion)
Ingredients:
One part apartheid exile, simmered in late '80s flight.
Stir in jazz's freeform chaos—improvise till it swings.
Add punk's abandon, raw and unfiltered,
dash of hip-hop's defiant verse.
Fold in trip-hop's shadow, electronic hum.
Method:
Break the mold—self-titled debut, 2017 blaze.
Tour with heavyweights: Queens, Prodigy, Idles' thunder.
Release 'CRUISING TO SELF SOOTHE'—drive through the ache.
'Bleed But Never Die': rise from the cut, piece by piece.
'MOLLY' in 2025: quiet rebuild under the explosion.
Serve:
With unrelenting energy, live and fearless.
Garnish with Tamil heritage, South African grit.
Feeds a generation's hunger for the unafraid.
Echo of the EnigmaVerso libero laced with typographical breath:
E c c a
V a n d a l
struts / slashes / soars—
White Flag raised not in surrender but surge.
Battle Royal in the orbit of Sampa's great verse,
End of Time pulsing like a heartbeat unmoored.
Diasporic storm: from Lanka via Africa's scar,
to Australia's roar. Enigma wrapped in enigma,
parents' lore of stability, daughters' defiant strum.
Future Heroine:
b a n g i n g
genre-bending anthems,
vibrant / dazzling / alive.
You juggle metal's edge with R&B's curve,
queer the lines of expectation,
trauma's echo turned to triumph's yell.
In this post-transnational beat,
your voice—a sovereign poetics,
intersectional fire that won't fade







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L’Amore non ha cuore di Checco Curci

 Pugliese di nascita, milanese d’adozione, Checco Curci è un architetto/cantautore e L’Amore non ha cuore è la sua seconda prova sulla lunga distanza. Il suo esordio Anche solo per un saluto (2023) aveva già evidenziato un’ottima confidenza con un linguaggio sonoro ed una scrittura in rima con una stagione cantautorale nostrana molto precisa: il Battiato più immaginifico e quell’irresistibile indolenza altezza Battisti restano i riferimenti più evidenti, con soluzioni melodiche che a volte soffiano in direzione Stadio (Cosa mi ero messo in testa).

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