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lunedì 3 agosto 2026
Ragazze squattrinate di Muriel Spark (Adelphi)
«Non è mia abitudine infliggere castighi e pronunciare sentenze nei confronti miei e altrui; mi basta giudicare mentalmente e lasciare che Dio provveda» - Muriel Spark
«L'attrazione insistente che Ragazze squattrinate sprigiona - fin dalla sua prima uscita avvenuta nel 1963 - si spiega per il tono della scrittura e per il ritratto delle sue anti-eroine» - Paolo Lepri, La Lettura
domenica 2 agosto 2026
Le tre porte di Valentina Doria ovvero perché questo romanzo ti farà riconsiderare tutto ciò che sai sul Bene e sul Male - intervento di Daniela Pispico
C’è un momento preciso in cui la vita che conosciamo, con tutte le sue certezze dorate, smette semplicemente di esistere.
Per Victor e Jenny, quel momento è arrivato una mattina come tante.
Fino a quel giorno, la loro era un’esistenza ideale. Figli dei fiori cresciuti nel calore di un’armonia quasi favolistica, avevano visto ogni loro desiderio realizzarsi. Vivevano immersi in una perfezione apparentemente inattaccabile, protetti da un mondo che credevano benigno.
Poi, il colpo alla porta. Un presagio, più che un semplice rumore.
“Il cammino dell’uomo consacrato ha nel suo intermezzo tre porte che devono essere superate per accedere all’eterno.”
Con queste parole enigmatiche, la realtà conosciuta si sgretola. Senza preavviso e senza un apparente perché, Victor e Jenny vengono strappati dal loro paradiso e catapultati in un abisso distopico.
Un'ombra sul sole: le domande a cui non puoi sfuggire
Che cosa succede quando l’egoismo sviscerato e la cupidigia di un solo individuo riescono a spegnere la luce del sole?
Dimenticate le vecchie regole del potere. In questo nuovo ordine globale, il denaro – fragile e corruttibile – non conta più nulla. Il dominio assoluto è nelle mani di una "divinità" terrena, un'entità spietata che dispone liberamente del diritto di vita e di morte su ogni essere umano.
Come si sopravvive quando il mondo perde la sua umanità?
Cosa resta dell'amore quando viene messo alla prova da sensazioni oscure e abissali?
Un viaggio a ritroso nell'anima umana
Attraverso un'impalcatura narrativa tesa e avvincente, la storia di Victor e Jenny si dipana in un continuo alternarsi tra il prima e il dopo la caduta. Un viaggio a ritroso che non è soltanto una lotta per la sopravvivenza, ma un'esplorazione profonda e viscerale dei sentimenti umani e dei loro oscuri contrari.
Il romanzo ci trascina in un'incessante riflessione filosofica ed emotiva: il bene non può figurare senza il male, l’amore non ha senso senza l’odio, e l’uomo non trova completezza senza la donna.
Ogni elemento dell'esistenza è legato a doppio filo al suo esatto opposto. Come in un legame indissolubile, le due polarità della vita succhiano linfa vitale l'una dall'altra, alimentando un loop infinito, perfetto e terribile al tempo stesso.
Perché non potrai fare a meno di leggerlo
Se cerchi una storia che unisce il ritmo incalzante del thriller distopico alla profondità di un viaggio interiore, questo libro ti catturerà fin dalla prima pagina. Ti costringerà a guardare oltre la superficie delle cose e a chiederti: fino a dove ti spingeresti per varcare la tua terza porta?
Prepara i tuoi punti di riferimento: stai per perderli tutti
U pestu e l'infiniu: Il pesto e l'infinito di Marino Beltrame (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
Il Profumo del Pesto e il Battito dell'Infinito
Quando la poesia dialettale diventa un caso letterario virale: il trionfo editoriale di Marino Beltrame
LECCE — Nell'epoca in cui la poesia contemporanea rischia spesso di smarrirsi tra gli scaffali accademici o di ridursi a esercizio stilistico autoreferenziale, capita a sorpresa che la voce più autentica e risonante arrivi da un mortaio di basilico e aglio. È il cortocircuito poetico ed esistenziale orchestrato da Marino Beltrame in U pestu e l'infiniu (Il pesto e l’infinito), silloge in dialetto ligure pubblicata da I Quaderni del Bardo Edizioni
Già il titolo, che fa collidere l'alto e il basso, la dimensione domestica e il respiro cosmico, dichiara l'intento dell'autore: da un lato il pesto, segno tangibile della sopravvivenza, del rito familiare e della quotidianità atavica della Val di Quiliano, nel savonese
Beltrame, classe 1956, una vita trascorsa in fabbrica e una laurea in Lettere moderne conquistata nel 1997, maneggia la lingua dei suoi avi – quella sentita nella borgata di Tiassano
Straordinario, in questo impianto, è il dialogo che la poesia intrattiene con la sezione iconografica del volume: le illustrazioni surreali e oniriche di Milena Anfosso – lumache che portano borghi interi sul guscio, castelli sospesi tra terra e mare – creano una sorta di realismo magico ligure, un universo fermo al passato ma proiettato in una dimensione quasi metafisica
È la dimostrazione che la grande letteratura non ha bisogno di grandi palcoscenici metropolitani per farsi universale. Quando il dialetto si fa scavo interiore, capace di legare il profumo di una cucina alla vertigine della morte e della memoria – «in fundu la vitta che conta / è poi una manciata di ore / dove le anime chiamano perdono / per volarsene via, nel cielo, / come polvere»
Oltre la cortina mediatica: la vera posta in gioco tra Washington e Mosca (e il silenzio dell’Europa) - Intervento di Stefano Donno
Viviamo in un'epoca in cui il dibattito sulla geopolitica internazionale viene regolarmente sterilizzato, ridotto a una serie di slogan buoni per i titoli dei telegiornali ma privi di qualsiasi spessore analitico. Quando si analizza la logica strategica che muove i rapporti tra Stati Uniti e Russia, ci si scontra inevitabilmente con una realtà scomoda: la partita in corso non è semplicemente una crisi regionale, ma una corsa tecnologica e militare sul tempo di reazione al primo colpo.
La logica del "primo colpo" e la miopia strategica
La questione fondamentale non riguarda soltanto il principio astratto dell'autodeterminazione dei confini, ma la fisica brutale degli arsenali nucleari. La strategia di Washington, nel tempo, ha puntato a proiettare la propria presenza e i propri vettori strategici il più vicino possibile ai confini russi per ridurre drasticamente i tempi di un eventuale attacco e guadagnare un vantaggio operativo incolmabile.
È la stessa logica che spinse l'Unione Sovietica e l'Stati Uniti sull'orlo del baratro durante la Guerra Fredda, ma oggi esasperata da una tecnologia missilistica ipersonica che lascia margini di errore prossimi allo zero. Quando si discute di allargare la NATO all’Ucraina, il nodo cruciale – spesso ignorato dal mainstream – è che un domani il territorio ucraino avrebbe il pieno diritto di ospitare infrastrutture e testate strategiche americane, esattamente come è avvenuto storicamente in altre nazioni alleate senza un reale dibattito pubblico preventivo. Pretendere che Mosca accetti passivamente questo avvicinamento missilistico, dimenticando le promesse storiche fatte a Gorbaciov nel 1990 sul non-posizionamento di armi nucleari ai confini dell'Est, significa fare melina ideologica o ignorare deliberatamente la storia.
Il cortocircuito dell'informazione e il ruolo dell'Unione Europea
Il vero problema strutturale dell'Europa e dell'Italia non è solo la vulnerabilità militare, ma l'infantilismo intellettuale in cui viene tenuta l'opinione pubblica. Il sistema informativo dei Paesi europei tende a recepire acriticamente narrazioni eterodirette, dipingendo la NATO come una democrazia orizzontale anziché come ciò che è nei fatti: un'alleanza fortemente oligarchica in cui le decisioni strategiche di lungo periodo vengono prese a Washington e subite dalle capitali europee.
Quando una strategia fallisce – come nel caso del ginepraio ucraino –, il costo politico, sociale ed economico ricade interamente sulle spalle dei cittadini europei, mentre le superpotenze ricalcolano le proprie mosse sullo scacchiere globale.
Quali soluzioni per uscire dall'angolo?
Continuare sulla strada della contrapposizione a oltranza senza un piano diplomatico autonomo significa giocare d'azzardo con la sopravvivenza del continente. Per invertire questa rotta pericolosa, servono soluzioni pragmatiche e coraggiose:
Un’architettura di sicurezza europea autonoma: L'Unione Europea deve smettere di essere un attore passivo e sviluppare una vera politica di difesa e diplomazia indipendente, capace di dialogare alla pari sia con gli Stati Uniti che con la Russia, disinnescando la logica dei blocchi contrapposti.
Trasparenza e democratizzazione dell'informazione: È urgente rompere il monopolio della narrazione unica attraverso un giornalismo d'inchiesta rigoroso, che restituisca ai cittadini la complessità dei trattati internazionali, dei precedenti storici e dei rischi reali legati alla proliferazione missilistica.
Neutralità attiva e corridoi di garanzia: Per sbloccare lo stallo ucraino, l'unica via d'uscita duratura passa per la creazione di uno status di neutralità garantita per i Paesi cuscinetto, sancito da nuovi accordi internazionali vincolanti che offrano a Mosca garanzie credibili di non-accerchiamento e a Kiev la sicurezza territoriale a lungo termine.
La sicurezza dell’Europa non può continuare a essere il sottoprodotto delle strategie di potenza altrui. O ritroviamo il coraggio di pensare con la nostra testa, o rischiamo di subire le conseguenze definitive della prossima mossa sul tabellone globale
La notte in treno e altri racconti La notte in treno e altri racconti di Irène Némirovsky (Adelphi)
«È la più brava... Collezionare tutti i libri di Irène Némirovsky è il miglior antidoto alla grettezza che si possa immaginare» - Valeria Parrella
«La varietà di toni e atmosfere in questi racconti è impressionante, così come la precisione di scrittura» - Mariarosa Mancuso
«Questi racconti, per lo più, non finiscono. Si spezzano di botto, perfettamente; irrimediabilmente. Come la vita.» - Antonella Lattanzi, La Lettura
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Milano, 20 aprile 1814: la notizia dell’abdicazione di Napoleone re d’Italia porta una folla inferocita a invadere il Palazzo del Senato p...
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