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domenica 19 luglio 2026

Antica Sartoria Napoletana

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Pastori e presepi Napoletani San Gregorio Armeno

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D'auria | San Gregorio Armeno | Tradizione e artigianato dei pastori napoletani

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Presepi Napoletani Artigianali - Presepi Ferrigno Bottega

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Di Virgilio dal 1830

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CLAAI - Associazione dell'Artigianato e della piccola e media Impresa

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Confartigianato

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Casartigiani Campania

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The Mathematical Curiosities | Official Book Trailer

 

L’Evoluzione Oltre il Codice: Come l’Intelligenza Artificiale Generativa sta Riscrivendo la Criminologia Digitale - Intervento di Antonio Russo e Stefano Donno

La criminologia, storicamente, ha sempre dovuto inseguire l’evoluzione dei mezzi di offesa. Oggi, però, ci troviamo di fronte a uno spartiacque epistemologico. L'avvento e la democratizzazione dei sistemi di Intelligenza Artificiale (IA) avanzata non hanno semplicemente fornito ai malintenzionati un nuovo "strumento"; hanno radicalmente mutato la natura stessa del crimine informatico, abbattendo le barriere d'ingresso tecniche e scalando la minaccia a livelli industriali.

Se un tempo il cybercrime richiedeva competenze di programmazione sofisticate o l'acquisto di exploit complessi nel dark web, l'IA ha introdotto l'era del "Crimine come Servizio" (Crime-as-a-Service) automatizzato. Dal punto di vista criminologico, stiamo assistendo alla transizione da una criminalità d'élite a una criminalità diffusa, iper-personalizzata e predittiva.

1. L'Ingegneria Sociale 2.0: Il Tramonto del Phishing "Ortografico"

Uno dei segnali più evidenti di questa evoluzione riguarda il phishing e le truffe basate sull'ingegneria sociale. Fino a pochi anni fa, i tentativi di truffa via email erano facilmente riconoscibili: sintassi claudicante, traduzioni grossolane e formattazione approssimativa. Erano esche grossolane lanciate nel mucchio.

Con i Large Language Models (LLM) avanzati, questo scenario è svanito.

  • Iper-personalizzazione (Spear Phishing su scala): Gli algoritmi possono analizzare enormi quantità di dati pubblici di un bersaglio (post sui social media, stile di scrittura, relazioni professionali) per generare messaggi perfettamente calibrati, privi di errori grammaticali e scritti con il tono esatto che la vittima si aspetta.

  • Vulnerabilità cognitiva: Il criminologo sa che il successo di una frode non dipenda dalla tecnologia in sé, ma dalla manipolazione psicologica. L'IA permette di automatizzare questa manipolazione, sfruttando bias cognitivi come l'urgenza, l'autorità o la familiarità, riducendo drasticamente il tempo di reazione e di sospetto della vittima.

2. Il Furto d'Identità Idrorepellente: L'Era dei Deepfake e della Disintermediazione Biometrica

Il salto di qualità più inquietante è rappresentato dall'architettura dei deepfake, sia audio che video. L'identità, concetto cardine della stabilità sociale e giuridica, è diventata improvvisamente malleabile.

Nel contesto delle frodi aziendali, stiamo registrando una crescita esponenziale delle truffe di tipo CEO Fraud (o BEC - Business Email Compromission). Non si tratta più solo di email contraffatte: i criminali utilizzano cloni vocali generati dall'IA in tempo reale per chiamare i dipendenti dei dipartimenti finanziari, ordinando bonifici urgenti con la voce esatta dell'amministratore delegato.

Dal punto di vista della vittima, il collasso della certezza sensoriale ("vedo e sento, quindi è vero") crea un cortocircuito emotivo. Se i sistemi biometrici di riconoscimento facciale o vocale — utilizzati ormai da gran parte degli istituti bancari — possono essere aggirati da sintesi generative avanzate, crolla il pilastro del patto di fiducia tra utente e infrastruttura digitale. Il furto d'identità non è più la sottrazione di un documento, ma la clonazione della presenza.

3. L'Automazione delle Frodi Finanziarie e il Malware Polimorfico

Oltre l'interfaccia umana, l'IA sta riscrivendo le regole del codice malevolo. Analizzando i dati di tracciamento delle minacce informatiche globali, emergono due macro-tendenze:

  • Malware Polimorfico Generativo: Utilizzando versioni modificate e prive di filtri etici dei modelli di IA (come alcune varianti scoperte nel mercato nero), i programmatori di malware possono generare codice che cambia costantemente la propria struttura interna ogni volta che infetta un nuovo dispositivo. Questo rende i tradizionali software antivirus basati su "firma" del tutto obsoleti.

  • Scalabilità del danno: L'IA consente di gestire contemporaneamente migliaia di interazioni fraudolente. Bot guidati da intelligenza artificiale conversazionale possono gestire trattative di romance scam (truffe romantiche) o di falsi investimenti finanziari con centinaia di vittime nello stesso momento, adattando le risposte in base alle reazioni emotive dell'interlocutore.

La Risposta Criminologica: Verso una Difesa Predittiva

Di fronte a questa minaccia molecolare, l'approccio reattivo del diritto e delle forze dell'ordine mostra evidenti limiti strutturali. La criminologia moderna deve promuovere un cambio di paradigma.

Non possiamo più limitarci a studiare il reato a posteriori. È necessario sviluppare un'architettura di difesa simmetrica: l'IA deve essere utilizzata per combattere l'IA. Questo significa implementare sistemi di Threat Intelligence capaci di anticipare le mutazioni del codice malevolo, algoritmi di autenticazione crittografica della realtà (come il watermarking e la tracciabilità delle fonti mediali tramite blockchain) e, soprattutto, una massiccia campagna di alfabetizzazione cognitiva per i cittadini.

La più grande vulnerabilità non risiede nelle linee di codice dei nostri computer, ma nella naturale tendenza umana a fidarsi. Nell'era dell'Intelligenza Artificiale, la consapevolezza critica è la prima, e più importante, linea di difesa.



Starzinger Sigla in italiano dei Superobots con il testo - 1981

 

Breviario di etica artistica. Arte, persone, istituzioni di Armando Punzo, Rossella Menna (Luca Sossella Editore)

 A partire dal carcere come campo d’indagine, questo libro apre una riflessione più ampia sul rapporto tra arte e istituzioni proponendo un breviario di principi, pratiche e scelte attraverso cui l’arte può misurarsi con il potere senza lasciarsene definire.


Il principio della committenza nell’arte non è mai scomparso. Se non è più dei Papi o dei Principi è della politica, dei mercati, o comunque della realtà, dei suoi dettami su ciò che si deve o non si deve considerare come urgente, necessario, attuale. La committenza è dei codici invisibili del consenso. La distinzione allora non è tra artisti puri e impuri, tra chi si dichiara libero senza davvero esserlo e chi è sfacciatamente integrato, al servizio del potere di turno. La distinzione è tra chi intimamente si conforma al mondo in cui agisce e chi trova un modo per andarsene restando.




Don Luigi festeggia novant'anni, come il suo ristorante: «Qui è passata la storia di Napoli»

 

SPIEDINI di VERDURE PANATE 2 Ricette facili di spiedini di verdure

 

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Jason Statham trova un diamante nello stomaco del cane | Il finale perfetto di Snatch - Lo strappo

 

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Il Segreto dell'Abitudine Giapponese che ha Cambiato Milioni di Vite

 

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venerdì 17 luglio 2026

La Giustizia "Predittiva" tra Mito e Realtà: Algoritmi, Pregiudizi e il Futuro del Sistema Penale - Intervento di Antonio Russo e Stefano Donno

 L’ingresso dell'intelligenza artificiale (IA) nelle aule di tribunale e nei dipartimenti di polizia non è più uno scenario da cinema fantascientifico, ma una realtà consolidata. Dalla valutazione del rischio di recidiva alla pianificazione del pattugliamento urbano (predictive policing), i sistemi algoritmici vengono presentati come strumenti neutrali, capaci di eliminare l'errore umano e la parzialità cognitiva dal processo decisionale.

Tuttavia, da una prospettiva criminologica rigorosa, questa presunta neutralità scientifica nasconde insidie profonde. Il rischio reale non è solo l'errore tecnologico in sé, ma la sistematizzazione e l'amplificazione dei pregiudizi storici sotto la rassicurante etichetta dell'oggettività matematica.

Il paradosso del dato storico: l'effetto specchio

Gli algoritmi di apprendimento automatico (machine learning) non creano regole dal nulla: vengono addestrati su enormi database storici. Se questi dati riflettono disparità sociali, decisioni di polizia discriminatorie o asimmetrie sistemiche del passato, l'algoritmo non farà altro che codificare e perpetuare tali ingiustizie.

Il principio "Garbage In, Garbage Out" (GIGO): Se inseriamo nel sistema dati distorti da decenni di politiche di sicurezza sbilanciate o da pregiudizi socio-economici, l'output generato dall'intelligenza artificiale sarà inevitabilmente discriminatorio, ma rivestito di un’aura di infallibilità tecnica.

Questo fenomeno genera un pericoloso loop di feedback auto-avverante:

  1. La polizia pattuglia maggiormente i quartieri storicamente marginalizzati perché i dati mostrano un tasso di criminalità più alto.

  2. Di conseguenza, si registrano più arresti in quelle aree.

  3. I nuovi dati di arresto vengono inseriti nell'algoritmo.

  4. L'algoritmo suggerisce di pattugliare ancora di più quegli stessi quartieri, ignorando del tutto i reati "invisibili" (come quelli finanziari o dei colletti bianchi) commessi altrove.

Un confronto necessario: Bias Umano vs. Bias Algoritmico

Per comprendere la portata della sfida, è utile mappare le differenze strutturali tra le distorsioni del giudizio umano e quelle prodotte dai sistemi automatizzati:

DimensioneBias Umano (Giudice/Inquirente)Bias Algoritmico (Software di IA)
OriginePregiudizi cognitivi, stanchezza, fattori culturali individuali.Dati storici distorti, criteri di ottimizzazione errati.
ScalabilitàLimitata. L'errore del singolo giudice impatta solo su specifici casi.Massiva. Un singolo errore nel codice o nel dataset si applica a migliaia di casi.
RilevabilitàRelativamente alta attraverso l'appello, il dibattimento e il contraddittorio.Bassissima. I sistemi spesso operano come "scatole nere" (black box) proprietarie.
Percezione SocialeSoggetta a scetticismo e critica sociale.Accettata passivamente come verità scientifica ("sciovinismo computazionale").

La "Scatola Nera" e la crisi del Giusto Processo

Uno dei nodi più critici per la criminologia e la filosofia del diritto è la mancanza di trasparenza dei sistemi di valutazione del rischio (come il noto software statunitense COMPAS, utilizzato per stimare la probabilità di recidiva).

Molti di questi software sono protetti da segreto commerciale. Ciò significa che né gli avvocati della difesa, né i giudici, né gli stessi imputati possono esaminare il codice sorgente o comprendere quali pesi specifici l'algoritmo abbia attribuito a variabili sensibili (come lo stato sociale, il livello di istruzione dei genitori o la residenza) per giungere a un determinato punteggio di pericolosità.

Questo scenario mina alla base i pilastri del giusto processo:

  • Il diritto alla difesa: Come si può contestare un'accusa o una valutazione di pericolosità se non si conoscono i criteri logici con cui è stata formulata?

  • L'individualizzazione della pena: La criminologia moderna insegna che la pena deve essere calibrata sull'individuo e sul fatto concreto. L'algoritmo, al contrario, ragiona per correlazioni statistiche di gruppo, riducendo la persona a una mera percentuale di rischio.

Conclusioni: Verso una Criminologia Algoritmica di Frontiera

L'intelligenza artificiale non deve essere respinta a priori, ma governata con gli strumenti della criminologia critica e del diritto costituzionale. Non possiamo permettere che la tecnologia diventi un paravento dietro cui nascondere le responsabilità etiche e politiche delle decisioni penali.

Per evitare che la giustizia predittiva si trasformi in una nuova forma di discriminazione scientificamente legittimata, sono urgenti tre passaggi chiave:

  • Sottoporre gli algoritmi ad audit indipendenti: I software utilizzati nello spazio giudiziario devono essere open-source o comunque accessibili per verifiche di conformità etica e costituzionale.

  • Affermare il principio del "Human-in-the-loop": Nessuna decisione limitativa della libertà personale deve essere delegata esclusivamente a una macchina. L'IA deve rimanere un supporto consultivo, mai decisionale.

  • Aggiornare la formazione criminologica: È essenziale formare una nuova classe di giuristi e criminologi capaci di dialogare con i data scientist, decodificando la complessa interazione tra codice binario e devianza sociale.

Solo governando attivamente la transizione digitale potremo evitare che i tribunali del futuro si trasformino in freddi laboratori di calcolo statistico, dove l'uguaglianza formale di fronte alla legge viene sacrificata sull'altare dell'efficienza computazionale.



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OPERAZIONE NOSTALGIA, IL MERCATO DEI RICORDI VALE QUASI 500 MILIARDI: PERCHÉ IL COLLEZIONISMO EMOTIVO STA RIDISEGNANDO IL CONSUMO DI MASSA

 Esiste un’economia della memoria che non conosce crisi. Il mercato globale dei collectibles, oggetti da collezione che spaziano dalle card alle action figure, dai gadget alle edizioni speciali, dal vinile ai videogiochi fisici, ha superato i 496 miliardi di dollari nel 2025 e, secondo le analisi di Market Decipher, società di ricerca di mercato specializzata in settori emergenti, è destinato a raggiungere i 628 miliardi entro il 2031. Un mercato trainato da un appeal trasversale alle generazioni, dalla scarsità e dal brivido della ricerca che, anno dopo anno, smette di essere una nicchia per diventare uno dei fenomeni economici e culturali più rilevanti del decennio. Ma la nostalgia, oggi, è un fenomeno più complesso di quanto sembri. Come emerge dalle ricerche di GWI (Global Web Index), il 77% degli americani la considera una fonte di conforto nei momenti di incertezza, e l’84% ritiene che i ricordi nostalgici aiutino a ricordare ciò che conta davvero nella vita. Non è sentimentalismo: è un meccanismo psicologico profondo che le ultime generazioni stanno riscoprendo con una forza inattesa. Il 92% dei consumatori ritiene che la nostalgia renda la comunicazione più relatable, e i brand che la utilizzano registrano incrementi dell’engagement fino al 60%. Eppure, nonostante questi numeri, meno del 3% delle campagne pubblicitarie oggi contiene elementi nostalgici. Uno spazio enorme, quasi tutto ancora da occupare. Il dato più sorprendente riguarda però la Gen Z: cresciuta tra algoritmi, contenuti generati dall’AI e ottimizzazione infinita, sta cercando qualcosa che il presente digitale non riesce a offrire: autenticità, lentezza e fisicità. La nostalgia per la Gen Z è meno il desiderio di rivivere il passato e più un modo di fare i conti con il presente. Il 70% dichiara di apprezzare contenuti media di decenni precedenti, secondo quanto emerge dal Culture Next 2026 di Spotify, e l’80% vorrebbe che i brand riportassero in vita stili estetici del passato. C’è persino un termine per descrivere questa nostalgia per epoche mai vissute: anemoia. L’estetica degli anni ‘90 e dei primi 2000 risulta attraente non perché familiare, ma perché offre un’alternativa alle visuals iper-ottimizzate di oggi e un rifugio dall’algoritmo, non un salto nel passato. E l’animazione giapponese, in questo quadro, è forse l’icona più potente: universale, visivamente forte, carica di un immaginario che ha attraversato generazioni senza invecchiare.

 

Sarà infatti proprio l’animazione giapponese a dominare uno degli eventi più famosi dell’estate italiana, che sulla tematica della nostalgia è riuscito a imporsi negli anni fino a diventare una delle manifestazioni più importanti per gli amanti del fumetto, dell’animazione e dei videogames: RiminiComix. Ad accompagnare questa celebrazione dell’immaginario Pop, 2.000 ciondoli in acciaio in edizione limitata ispirati all’animazione giapponese firmati #BrandGioielli e distribuiti gratuitamente durante l’evento. Un brand che sceglie così di entrare dentro la cultura e i trend emergenti materializzandola in un oggetto da indossare. “Per noi ogni gioiello è molto più di un accessorio: è un simbolo, un’emozione e una storia da portare con sé” spiega Alessandro Zucchi, CEO del marchio, che quest’anno si conferma Main Partner di RiminiComix 2026, giunto alla sua 42ª edizione e che ha già portato 220.000 persone sul lungomare riminese confermandosi come principale appuntamento estivo italiano dedicato alla cultura Pop e uno dei più longevi d’Europa, con oltre quarant’anni di storia alle spalle. Dal 16 al 19 luglio Rimini torna, infatti, ad essere il punto di incontro tra mondi creativi, community di appassionati e linguaggi visivi che attraversano diverse generazioni: cosplayer, appassionati di K-Pop, collezionisti, famiglie e ragazzi che scoprono per la prima volta un fumetto o un anime. È esattamente il tipo di luogo in cui la cultura Pop smette di essere uno schermo e diventa corpo, presenza e comunità.

 

Nella suggestiva cornice del Parco Federico Fellini, questa stessa cultura visiva si fa Street Art: gli artisti Enko4 e Mozone daranno vita a sessioni di Live Painting che i partecipanti potranno seguire dal vivo in un progetto, ANIME-TION ON THE WALL, pensato per traghettare l’immaginario Pop fuori dalle pagine stampate e dentro lo spazio cittadino trasformando il festival in un’opera collettiva, viva e mai definitiva. A concludere l’evento l’assegnazione dei #BRANDAward per il Miglior Costume e la Migliore Crew K-Pop. “RiminiComix rappresenta un luogo dove creatività, arte e innovazione si incontrano – conclude Zucchi – Crediamo nella forza delle contaminazioni tra mondi diversi e nella capacità dell’arte di creare connessioni autentiche”. Quella stessa Gen Z che si unisce ai Millennial e si fa fotografare in costume da cosplayer, o che balla in una crew K-Pop sotto il sole di Rimini, non fa che confermarlo: la nostalgia, oggi, non si guarda soltanto, ma si indossa, si interpreta e si vive in prima persona.






giovedì 16 luglio 2026

Algoritmi del Sospetto: L’Intelligenza Artificiale tra Analisi Predittiva e Profilazione Criminale di Antonio Russo e Stefano Donno

 Il panorama della criminologia accademica e delle scienze forensi sta attraversando una metamorfosi radicale. L’avvento dell’Intelligenza Artificiale (IA) non ha soltanto ridefinito i pattern delittuosi – dando vita a nuove e sofisticate forme di criminalità cibernetica – ma ha radicalmente trasformato gli strumenti a disposizione degli organi investigativi. Oggi, la distinzione tra la reazione al reato (law enforcement) e la sua anticipazione si fa sempre più sottile, sollevando interrogativi epistemologici ed etici che non possiamo più ignorare.

In questo contributo intendiamo analizzare come le tre principali declinazioni dell'IA applicata alle indagini – l'analisi predittiva, la profilazione e il riconoscimento facciale – stiano ridisegnando le coordinate della giustizia predittiva.

1. Polizia Predittiva: Oltre il Mito di "Minority Report"

La predictive policing (polizia predittiva) rappresenta il tentativo di applicare modelli matematici e probabilistici alla prevenzione dei reati. Attraverso algoritmi di apprendimento automatico (machine learning), i software analizzano moli imponenti di dati storici: serie temporali di reati passati, variabili meteorologiche, geolocalizzazione, calendari di eventi pubblici e dinamiche socio-economiche del territorio.

L'obiettivo non è prevedere chi commetterà un reato, bensì individuare i cosiddetti hotspots, ovvero le macro-aree urbane e le fasce orarie a più alto rischio di commissione per specifiche fattispecie di reato (come furti o rapine).

Il nodo criminologico: Dal punto di vista scientifico, il rischio latente è il cosiddetto feedback loop o "profezia che si autoavvera". Se l'algoritmo invia più pattuglie in un quartiere storicamente degradato, gli agenti rileveranno inevitabilmente più reati, i quali alimenteranno nuovamente il database dell'IA, cristallizzando e amplificando i bias (pregiudizi) storici di campionamento.

2. La Profilazione Algoritmica e la Valutazione del Rischio

Se la profilazione criminale classica (criminal profiling) si è sempre basata sull'intuito empirico e l'analisi psicologica dell'esperto sul campo, la profilazione guidata dall'IA si sposta su un piano puramente quantitativo.

Nello stadio processuale e penitenziario, gli algoritmi di risk assessment (valutazione del rischio) vengono impiegati per calcolare l'indice di recidiva di un soggetto. Il software analizza variabili quali l'età del primo arresto, la stabilità occupazionale, la storia familiare e le reti relazionali per restituire un punteggio numerico di pericolosità sociale.

Dal punto di vista criminologico, assistiamo a uno slittamento concettuale:

  • Criminologia Tradizionale: Valuta la colpevolezza e la pericolosità in base all'atto compiuto e alla personalità del reo.

  • Criminologia Attuariale: Tratta l'individuo come membro di una categoria di rischio, calcolando la probabilità statistica che egli si comporti in un determinato modo in futuro.

3. Riconoscimento Facciale e Biometria Investigativa

Il riconoscimento facciale rappresenta forse la tecnologia più pervasiva e discussa. Architetture di reti neurali profonde (deep learning) sono in grado di mappare i tratti somatici di un volto da immagini di videosorveglianza a bassa risoluzione, confrontandoli in frazioni di secondo con i database fotografici delle forze di polizia.

Se applicato alla ricerca di latitanti o alla prevenzione del terrorismo in contesti critici (stazioni, aeroporti), il potenziale investigativo è indiscutibile. Tuttavia, la letteratura scientifica internazionale evidenzia tassi di errore significativi – in particolare i "falsi positivi" – che tendono a colpire in modo sproporzionato le minoranze etniche e di genere, a causa di dataset di addestramento non rappresentativi.

Verso una Criminologia Clinico-Tecnologica

L'Intelligenza Artificiale non deve essere intesa come un "oracolo tecnologico" capace di sostituire il discernimento umano, bensì come un potente amplificatore cognitivo per l'investigatore.

La sfida della moderna criminologia, all'incrocio tra diritto, sociologia e data science, risiede nel governare questi strumenti. È fondamentale garantire il principio della trasparenza algoritmica (il superamento della cosiddetta black box, per cui non si comprendono i passaggi logici compiuti dalla macchina) e preservare sempre la centralità della valutazione umana. La macchina calcola correlazioni, ma è l'uomo che deve interpretarne il senso causale e, soprattutto, garantirne la giustizia.




WATCH: Amanda Gorman reads inauguration poem, 'The Hill We Climb'

 

L’Algoritmo del Male: L’Intelligenza Artificiale come Nuovo Catalizzatore del Crimine Organizzato e Informatico di Antonio Russo e Stefano Donno

  L’avvento delle tecnologie basate su Intelligenza Artificiale (IA) e machine learning non sta semplicemente trasformando le economie globa...