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venerdì 24 luglio 2026
Acetaia Malpighi la più premiata, tra antiche botti e innovazione gourmet
MODENA - Cinque generazioni, oltre 175 anni di storia e un
palmarès che la consacra come l'Acetaia più premiata. In un momento in cui la
tradizione dell'Aceto Balsamico corre verso il prestigioso riconoscimento
UNESCO, la maison modenese si pone come custode attiva di questo patrimonio,
rendendo il segreto delle antiche botti che custodisce, oltre 3.500, un bene
culturale accessibile a più di 30 mila visitatori l'anno.
Una vera e propria cultura del gusto e dell'innovazione
gourmet quella che ha voluto creare, e ne sono testimonianza diretta i numerosi
riconoscimenti ottenuti (oltre 30) tra cui l'Oro al Great Taste della Guild of
Fine Food ottenuto nel 2025 e il premio "Batterie d'Eccellenza" del
Consorzio di Tutela che premia le migliori batterie di Aceto Balsamico
Tradizionale di Modena DOP. Da non dimenticare, poi, lo storico
"Cucchiaino d'oro" conquistato al Palio di San Giovanni nel 1989,
come miglior aceto di famiglia, e i traguardi conquistati anche sul mercato
spagnolo, tedesco e americano nel 2026: la Medaglia d'Oro e il Gran Oro
all'VIII Concurso-Cata de Vinagres de Calidad - Vinavin; il bollino Oro di
qualità certificata attestata dal DLG, organizzazione leader in Europa per la
promozione del progresso tecnico, scientifico e sostenibile nel settore
agroalimentare (entrambi i riconoscimenti sono stati assegnati all'Aceto
Balsamico Tradizionale di Modena DOP Extravecchio, invecchiato almeno 25 anni
nelle botti dei legni più antichi). Sempre nel 2026 la US International Vinegar
Competition nella sua terza edizione ha assegnato la medaglia d'argento
all'Aceto Balsamico di Modena IGP Platino.
Commenta Massimo Malpighi, presidente: "I
riconoscimenti internazionali ottenuti ci confermano che la nostra ricetta è
"speciale": niente addensanti, solo la purezza dell'uva dei vigneti
di famiglia, rispetto per la nostra tradizione e per chi ci ha preceduto
rendendo possibile la magia dell'Aceto Balsamico. Qui in azienda la miscela, il
blend, rappresenta un vero e proprio atto creativo, non meccanico, curato
personalmente da me e dal mio babbo, per trasformare la materia prima in
un'esperienza unica per il palato".
Acetaia Malpighi è il primo produttore, per numeri,
all'interno del Consorzio del DOP (40 mila bottiglie di ABTM prodotte/anno).
Nel 2025 l'azienda ha aumentato del +15% la produzione di Aceto Balsamico di
Modena IGP (300 mila bottiglie di ABM prodotte/anno), in risposta alla
crescente domanda dei mercati esteri (lusso e gourmet).
E' importante ricordare che il Consorzio di Tutela ha di
recente rilanciato la candidatura UNESCO della Tradizione del Balsamico.
L'impegno di Acetaia Malpighi nel "fare cultura" per trasmettere
l'identità di queste due grandi eccellenze, l'Aceto Balsamico Tradizionale di
Modena DOP e l'Aceto Balsamico di Modena IGP, si manifesta concretamente nel
MuseoTaste&Tour che è entrato ufficialmente nel circuito Museimpresa,
l'Associazione Italiana che riunisce musei e archivi di grandi, medie e piccole
imprese italiane. Qui i visitatori - oltre 30 mila, di cui due terzi stranieri
- possono conoscere la storia dell'Aceto Balsamico visitando una collezione
privata di oggetti, documenti storici e botti secolari risalenti al 1500, tra
cui un pezzo unico al mondo: una piccola botticella di legno a tre strati, una
"matrioska" di legno e sapienza che custodisce un segreto iniziato
centinaia di anni fa.
Il Museo Taste&Tour della maison Malpighi è un luogo
dove la narrazione museale si trasforma anche in sapore attraverso la
degustazione di una collezione esclusiva di Aceti Balsamici. Accoglie visite di
piccoli e grandi gruppi tutti i giorni dell'anno, su prenotazione: durano da un
minimo di 30 minuti ad un massimo di 90, sono gratuite e si tengono in lingua
italiana o straniera
(per info e prenotazioni:
tel. +39 059 467725, tour@acetaiamalpighi.it)
Ci sono anche i giorni di primavera di Mélissa Da Costa (Rizzoli)
Una vite normale, un incidente che cambia tutto. Può un dramma far nascere un grande amore?
L’Algoritmo del Delitto: IA Generativa, Criminogenesi Digitale e il Processo di Prevenzione - A cura di Antonio Russo e Stefano Donno
L’avvento dei modelli di intelligenza artificiale generativa (LLM) e di apprendimento profondo (deep learning) segna un punto di svolta radicale nella criminologia contemporanea. Se in passato l’informatica rappresentava solo un canale o un bersaglio, oggi assistiamo a una vera e propria democratizzazione del crimine informatico ad alto tasso di sofisticazione: strumenti un tempo ad appannaggio esclusivo di attori statali o gruppi APT (Advanced Persistent Threat) sono ora accessibili su larga scala a costi irrisori.
In questa analisi intendiamo esplorare la doppia natura dell’IA nel panorama penale: da un lato, moltiplicatore di forza per la criminalità; dall’altro, dilemma etico-giuridico per le istituzioni chiamate ad assicurarne il contrasto.
1. La Vettorizzazione del Reato: Come l'IA Trasforma le Minacce
La criminologia informatica individua nell'IA tre vettori principali di incremento dell'efficienza criminale: automazione, iper-personalizzazione e mimetismo sociotecnico.
Phishing di Nuova Generazione: Speare Phishing Automato
Il phishing tradizionale si basava su campagne di massa facilmente riconoscibili da errori sintattici o contesti decontestualizzati. L'IA generativa elimina queste barriere linguistiche e comportamentali:
Social Engineering Contestualizzato: Algoritmi avanzati analizzano in tempo reale i profili social, i bilanci aziendali e i feed di notizie della vittima per redigere e-mail personalizzate dal tono impeccabile.
Scalabilità Sartoriale: L'IA consente di generare decine di migliaia di messaggi unici e calibrati nello stesso tempo in cui un operatore umano ne scriverebbe uno solo, aggirando con facilità i filtri antispam basati su firma.
Identity Theft e Deepfake Synthesis
Il furto d'identità si è evoluto dal semplice sotterfugio di dati personali alla riproduzione sintetica della presenza umana.
Vishing Audiometrico: Con campioni audio di soli pochi secondi, algoritmi di sintesi vocale possono replicare con fedeltà timbro e intonazione di dirigenti aziendali o familiari, orchestrando truffe in tempo reale (come il fenomeno della CEO Fraud).
Bypass dei Sistemi Biometrici: I video deepfake generati in tempo reale mettono a dura prova le verificatedi KYC (Know Your Customer) bancarie e i sistemi di autenticazione biometrica facciale, aprendo la strada a frodi finanziarie sistemiche.
Malicious Code Generation e Re-Evasion
Sebbene i provider di IA applichino barriere di sicurezza (guardrails), il fenomeno del jailbreaking e l'emergere di LLM privi di restrizioni nei circuiti dell'un underground digitale (es. Dark Web) consentono ad attori ostili di:
Generare malware polimorfico in grado di mutare il proprio codice a ogni infezione per sfuggire agli antivirus.
Identificare vulnerabilità zero-day nei software con una velocità di analisi predittiva sconosciuta ai ricercatori umani.
2. Il Dilemma Etico nelle Indagini: Il Confine tra Sicurezza e Diritti
Il dilemma etico: fino a dove può spingersi l’uso dell’IA nelle indagini senza violare diritti fondamentali?
Se le forze dell'ordine impiegano strumenti analoghi per la prevenzione e la repressione (polizia predittiva, riconoscimento facciale di massa, profilazione comportamentale automatizzata), la giustizia penale si trova di fronte a interrogativi costituzionali non differibili.
[ Raccolta Dati ] ──► [ Analisi Algoritmica ] ──► [ Valutazione Predittiva ] │ ┌──────────┴──────────┐ ▼ ▼ [ Rischio di Bias ] [ Opaque Opacità ] (Discriminazione) (Black Box)
A. Il Principio della Presunzione di Innocenza vs. Polizia Predittiva
L'utilizzo di algoritmi per prevedere dove e da chi verrà commesso un reato rischia di sostituire il sospetto fondato su prove individuali con un sospetto statistico. Quando un modello predittivo addestrato su dati storici identifica una specifica area geografica o demografica come "ad alto rischio", genera un circolo vizioso: maggiori controlli in quell'area produrranno un maggior numero di fermi, confermando e amplificando il bias di partenza del modello.
B. Il Diritto alla Difesa e il Problema della "Black Box"
Un pilastro del giusto processo è la contestabilità della prova (cross-examination). Molti sistemi d'IA complessi operano secondo logiche opache non ricostruibili a posteriori (black box). Se una decisione investigativa — o un arresto — si fonda sull'esito di un algoritmo i cui parametri interni non sono verificabili né dalla difesa né dal giudice, si lede direttamente il diritto alla difesa e la trasparenza della catena di custodia della prova digitale.
C. Sorveglianza Digitale e Proporzionalità
L'impiego del riconoscimento facciale in tempo reale negli spazi pubblici o la scansione automatizzata preventiva delle comunicazioni private incidono direttamente sul diritto alla riservatezza e sulla libertà di associazione. Il principio di proporzionalità richiede che la limitazione delle libertà individuali sia strettamente necessaria, circoscritta nel tempo e sottoposta all'autorizzazione preventiva dell'autorità giudiziaria.
Prospettive Governative
La sfida per la criminologia moderna consiste nel bilanciare l'efficacia dell'azione di contrasto al crimine informatico con la rigorosa tutela delle garanzie costituzionali. Quadri normativi emergenti — come l'AI Act europeo — cercano di tracciare un solco netto, classificando le applicazioni di polizia predittiva e profilazione biometrica tra quelle a rischio alto o inaccettabile.
L'adozione dell'intelligenza artificiale da parte delle forze dell'ordine non può essere delegata alla mera efficienza tecnologica: deve rimanere subordinata al vaglio critico dell'investigatore umano (human-in-the-loop) e al rispetto incondizionato della dignità della persona
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