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Policy - Benvenuti su "To Be STEFANO DONNO": Una Vetrina per le Eccellenze Italiane e Internazionali

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mercoledì 29 luglio 2026

OGGI 29 luglio 2026 - Quando è impossibile nascondersi: l'apocalisse di luce di Antonella Rizzo a Casa Turrita

 La rassegna "Rumore" porta in scena "L'ora del sole medio", un viaggio poetico e disarmante tra le fragilità del nostro presente.

C'è un momento esatto della giornata in cui il sole raggiunge lo zenit e la luce, facendosi spietata, annulla ogni ombra. È in quell'istante perfetto e crudele che diventa impossibile nascondersi. È questa l'apocalisse silenziosa e quotidiana esplorata da Antonella Rizzo nella sua ultima, intensa opera, L'ora del sole medio. Raccolta di apocalissi minime, pubblicata da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno.

In un'epoca in cui la frenesia ci spinge a non guardare mai veramente ciò che ci circonda, l'autrice ci invita a un arresto forzato. Questo potente appuntamento letterario, destinato a lasciare il segno, sarà ospitato nell'evocativa cornice di Casa Turrita, come evento di punta della rassegna Rumore - voci, arte, culture in movimento.

«Tra visioni di villaggi sepolti dalla sabbia, olive che marciscono sotto la pioggia e lucertole "ombre senza coda", la poesia interroga il nostro modo di guardarci, non tramite il riflesso, ma attraverso la lente della distanza.»

  • A guidare il pubblico in questo viaggio di OGGI mercoledì 29 luglio 2026 a partire dalle ore 21,00 vertiginoso ci sarà l'editore Stefano Donno, in un dialogo serrato con l'autrice. Letture a cura di Serena Stifani. Non aspettatevi la classica presentazione letteraria: l'incontro promette di essere un vero e proprio attraversamento. Una fenditura nel presente che sfida i presenti a sostenere lo sguardo di quel "sole medio" che tutto svela, trasformando i crolli minimi della nostra quotidianità in folgoranti rivelazioni.

La rassegna "Rumore", realizzata in sinergia con la comunità locale, si conferma così un crocevia vitale per il pensiero contemporaneo. Uno spazio dove la letteratura abbandona i toni accademici per farsi voce viva, urgenza e, soprattutto, antidoto al silenzio dell'indifferenza.

DETTAGLI PER IL PUBBLICO E LA STAMPA

  • Evento: Presentazione del libro L'ora del sole medio. Raccolta di apocalissi minime di Antonella Rizzo (IQdB Edizioni) - OGGI mercoledì 29 luglio 2026 a partire dalle ore 21,00
  • Ospiti: Antonella Rizzo (Autrice) in dialogo con Stefano Donno (Editore). Letture a cura di Serena Stifani
  • Dove: Casa Turrita (all'interno della rassegna "Rumore - voci, arte, culture in movimento").
  • Partnership: Organizzato in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Presicce-Acquarica.
  • Accesso: INGRESSO GRATUITO fino a esaurimento posti.
  • Info e Prenotazioni: 392.5235606




Una storia d'amore e di sangue Giacomo Balzano

 Gigi Russi e Liliana Sassi sono due adolescenti della Piana di Gioia Tauro, dove la ‘ndrangheta permea ogni gesto e destino. Si incontrano alla fine degli anni Sessanta: lei è già sposata con Ciccio Lagagna, l’unico erede del boss a cui è stata promessa sin da bambina; lui è il figlio del carvunaru, l’uomo del fuoco che vende carbone alle famiglie dell’Aspromonte. La loro passione esplode in un giorno di primavera, mentre Gigi consegna alcuni sacchi di carbone a casa Lagagna. Da quel momento il ragazzo non riesce più a staccarsi da Liliana, e pur di starle accanto decide di affiliarsi all’onorata società.Inizia così il suo viaggio dentro l’ascesa feroce della ‘ndrangheta, tra riti, codici spietati e un dominio che soffoca il territorio. Il romanzo segue i loro tentativi disperati di proteggere un amore proibito in un mondo dove tutto è controllo, violenza e destino già scritto. Fino a immaginare la fuga in America, un progetto che solo in parte riusciranno a realizzare ... 




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I romanzi come mappe per attraversare le città: il nuovo format “Linea Verde Racconti” fa tappa a Napoli

 Napoli, 29 luglio 2026 – Seguire le tracce lasciate dai romanzi per scoprire le città in cui sono ambientati, trasformando i libri in mappe e le librerie in porte d’accesso alle bellezze dei territori. È da questa idea che nasce “Linea Verde Racconti”, la nuova trasmissione prodotta da Casta Diva Entertainment e ideata da StoryStation in collaborazione con Feltrinelli Librerie, il cui appuntamento nel capoluogo campano andrà in onda sabato 1° agosto alle ore 11.30 su Rai 1.

Il viaggio nella città del Vesuvio parte dalla libreria Feltrinelli di Piazza dei Martiri e segue le pagine di Magari domani resto dell’autore napoletano Lorenzo Marone, edito da Feltrinelli. Scelto dalle libraie e dai librai come chiave di accesso alla città, il romanzo accompagna il pubblico alla scoperta di Napoli, delle sue contraddizioni e delle trasformazioni che ne attraversano il tessuto sociale e culturale.

Al centro del racconto c’è una domanda antica, ma ancora oggi capace di interrogare molte persone, soprattutto le nuove generazioni che crescono nel Mezzogiorno: partire alla ricerca di opportunità altrove oppure restare e contribuire alla costruzione del futuro della propria terra? Un interrogativo che le pagine di Marone affrontano mettendo in relazione aspirazioni individuali, senso di appartenenza e legame con le proprie origini.

La puntata restituisce il calore della città raccontata attraverso i quartieri, le relazioni e le storie della vita quotidiana. Nelle pagine di Marone le radici non sono un richiamo all’immobilismo né un’eredità dalla quale è impossibile emanciparsi, ma una risorsa capace di generare nuove possibilità: dalle tradizioni all’artigianato, fino alle eccellenze culturali e produttive che mantengono viva l’identità della città e del suo territorio.

Per Marone, a definire il rapporto di Napoli con i suoi figli e le sue figlie contribuisce anche la forza del paesaggio. Il golfo, il Vesuvio e le colline contribuiscono a plasmare un racconto nel quale la bellezza alimenta il senso di appartenenza e il desiderio di restare.

Il dualismo tra il desiderio di partire e la scelta di restare, tra la forza delle radici e la spinta verso il futuro, guiderà anche i percorsi di Federico Quaranta e Daria Luppino. Quaranta attraverserà i luoghi nei quali il patrimonio storico, artistico e culturale di Napoli dialoga con antichi mestieri e saperi capaci di rinnovarsi senza perdere la propria identità. Luppino ne esplorerà invece la dimensione più contemporanea, incontrando le persone e le comunità che ogni giorno ne alimentano le relazioni e le nuove energie. Due prospettive complementari che, seguendo le tracce del romanzo, intrecciano letteratura, memoria, paesaggio e trasformazioni sociali.

Con “Linea Verde Racconti”, StoryStation, Casta Diva Entertainment e Feltrinelli Librerie propongono un modo inedito di esplorare il patrimonio culturale italiano: cinque città raccontate attraverso altrettanti libri, per mostrare come ogni territorio possa essere letto e compreso anche attraverso le pagine che gli scrittori gli hanno dedicato.

L’appuntamento napoletano sarà seguito da altre tre puntate, che condurranno il pubblico a Taranto, Roma e Milano attraverso le pagine dei romanzi scelti dai librai e dalle libraie delle librerie Feltrinelli locali. 





Bruce Springsteen and Howard Stern: The Soul Mines of Magic #BruceSpringsteen, #EStreetBand

 

The War of the Worlds by H.G. Wells #WarOfTheWorlds, #HGWells, #SciFi, #ScienceFiction,

 

Sentieri Selvaggi - una rivista di cinema nata nel 1988 #rivista #cinema #movies #review

 

Il principe vampiro. Fuoco nero di Christine Feehan (Newton Compton Editori)





























Quando Darius vede per la prima volta la bellissima Tempest Trine, il nuovo meccanico che deve riparare la roulotte della sua band di musicisti carpaziani, è stupito di notare il rosso acceso dei suoi capelli. Perché da secoli Darius, pericolosamente vicino alla trasformazione in vampiro, non vedeva più a colori né percepiva emozioni. Anche Tempest si rende subito conto che quello non sarà un lavoro come un altro: qualcosa in quell'uomo così misterioso e imponente la attrae e la spaventa al tempo stesso. Quando il carpaziano la lega a sé con un potente incantesimo, la ragazza capisce che lui potrebbe offrirle l'amore che ha sempre cercato. O forse la sta esponendo a un pericolo più grande di quanto lei stessa possa immaginare?

Mobile Suit Gundam RG XARX-ZERO Season 1 Teaser Announcement

 

martedì 28 luglio 2026

L’Algoritmo del Delitto: Intelligenza Artificiale e le Nuove Frontiere della Criminalità Digitalizzata di Antonio Russo e Stefano Donno

 La costante evoluzione delle tecnologie emergenti sta ridefinendo non solo le architetture produttive e comunicative della società contemporanea, ma anche la morfologia del crimine. L'Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI) e i modelli di apprendimento automatico (Machine Learning) hanno varcato la soglia di mero strumento operativo per trasformarsi in veri e propri vettori criminogeni ad alta sofisticazione.

Come ricercatori indipendenti, il nostro compito non si limita alla risposta post-delittuosa, ma risiede nella decomposizione dei processi razionali, strutturali e comportamentali che consentono al crimine di adattarsi ai nuovi ecosistemi digitali.

1. L’IA come Acceleratore del Crimine: Dalla Scalabilità all'Iper-Personalizzazione

Nel paradigma criminologico classico della Routine Activity Theory (Cohen & Felson), il reato si verifica quando tre elementi convergono nello stesso spazio e tempo: un offender motivato, un bersaglio idoneo (suitable target) e l'assenza di un guardiano capace (capable guardian). L'Intelligenza Artificiale ha abbattuto i vincoli fisici e temporali di questa equazione, democratizzando la capacità offensiva di attori malintenzionati.

Tra le fenomenologie più rilevanti e in rapida espansione rileviamo:

  • Spear-Phishing e Social Engineering di Precisione: L'impiego dei Large Language Models (LLM) permette agli aggressori di eliminare le storiche barriere linguistiche e sintattiche dei messaggi di truffa. Attraverso l'elaborazione di grandi moli di dati pubblicamente accessibili (profilazione OSINT), l'IA genera esche altamente personalizzate, riducendo drasticamente i tempi di esecuzione e aumentando in modo esponenziale i tassi di conversione della frode.

  • Furto d'Identità Sintetica e Deepfake: L'addestramento di reti generative avversarie (GAN) consente la clonazione vocale e visiva in tempo reale. Tale tecnologia viene impiegata per eludere i sistemi di verifica biometrica aziendali e bancari (la cosiddetta CEO Fraud o truffa del presidente) e per orchestrare estorsioni mediante la produzione di materiale multimediale compromettente del tutto sintetico.

  • Malware Autonomo e Polimorfismo: Gli script malevoli potenziati da algoritmi adattivi sono in grado di analizzare l'ambiente di rete ospitante, identificare vulnerabilità zero-day in autonomia e modificare il proprio codice sorgente durante la propagazione per eludere i software antivirus tradizionali.

2. Il Ruolo della Criminologia: Analisi, Modelli Teorici e Prevenzione

Dinanzi a minacce flessibili e sovranazionali, la criminologia accademica dev'essere in grado di superare l'approccio puramente normativo per adottare un modello predittivo e sistemico.

+-----------------------------------------------------------------------+
| SISTEMA DI CRIMINOLOGIA PREDITTIVA |
| |
| [ Analisi Comportamentale ] ---> [ Pattern Algoritmetrici ] |
| | | |
| v v |
| [ Prevenzione Vittimologica ] <-- [ Digital Forensics & AI Defensiva ]|
+-----------------------------------------------------------------------+

A. Riconfigurazione della Criminologia Situazionale

La prevenzione situazionale del reato (Cornish & Clarke) deve evolvere. Non è più sufficiente "aumentare lo sforzo" o "aumentare i rischi" nel mondo fisico; occorre progettare architetture digitali secondo il principio della Security by Design e AI Ethics by Design. Le piattaforme di Intelligenza Artificiale devono integrare barriere algoritmiche (guardrails) in grado di rilevare tentativi di jailbreaking e usi devianti prima che la minaccia si concretizzi.

B. Vittimologia Digitale e Riduzione della Vulnerabilità

Le vittime di reati informatici commessi tramite IA presentano caratteristiche peculiari. La percezione dell'interazione con un'entità umana fidata (un familiare, un superiore gerarchico, un'istituzione) riduce le difese cognitive della vittima. La criminologia applicata deve intervenire sulla formazione comportamentale e sulla profilazione delle vulnerabilità psicologiche ed socio-tecniche delle organizzazioni.

C. Digital Forensics Integrata

L'indagine criminologica odierna necessita di strumenti analitici capaci di distinguere contenuti autentici da sintesi artificiali. La tracciabilità delle impronte digitali sintetiche (watermarking) e la ricostruzione della catena causale nei reati commessi con l'ausilio di agenti autonomi rappresentano il nuovo terreno di confronto per la giurisprudenza e la tecnica peritale.


L'Intelligenza Artificiale non crea solo nuove tipologie di reato, ma amplifica la portata e la frequenza di quelle tradizionali. La sfida della criminologia moderna consiste nel mantenere la centralità dell'analisi umana e teorica, coniugandola con le più avanzate tecnologie di difesa. Solo una sinergia interdisciplinare tra giuristi, criminologi, data scientist e forze dell'ordine permetterà di anticipare la traiettoria evolutiva del crimine informatico e di tutelare l'integrità del nostro tessuto sociale



SM Studio | Merano WineFestival si prepara alla 35ª edizione (6-10 novembre 2026) all’insegna dell’eleganza.

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Fieracavalli - 128° edizione

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Musica sulle Bocche 2026: sabato 1° agosto l'anticipazione del festival a Monte Gonare con Favata-Tozzi e i Nuoro Swing Pioneers - Terza Pagina Magazine

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SM Studio | In Valle Aurina, uno studio pubblicato su Scientific Reports accende i riflettori sulla speleoterapia.

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SM Studio | L’estate del Relais Almaranto tra piscina, cucina outdoor e il primo Asado all’aperto del Piemonte.

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Crash And Burn - The Kristen Stewart Story

 

Ambrogio Beccaria, Luca Carboni e Francesca Lollobrigida nel numero estivo della rivista “Lega Navale”

 Roma, 27 luglio 2026 – È disponibile online e in distribuzione agli abbonati il numero 3/2026 di “Lega Navale”, la rivista di mare della Lega Navale Italiana. L’edizione estiva propone storie e approfondimenti dedicati alla vela, alla cultura marittima, alla sicurezza della navigazione, agli equilibri geopolitici e alla tutela dell'ecosistema marino.


La copertina è dedicata ad Ambrogio Beccaria, primo velista italiano a vincere la Vendée Arctique. In un’ampia intervista realizzata durante una navigazione al largo della Bretagna, Beccaria ripercorre il cammino che lo ha portato dai Mini 6.50 alla classe Imoca, racconta la rimonta con cui si è imposto nella competizione e presenta il progetto che lo condurrà verso la Vendée Globe 2028. Il navigatore milanese affronta anche il rapporto tra innovazione e vela oceanica, le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale nell’analisi dei dati e l’esperienza maturata a bordo della nave di ricerca e soccorso “Life Support” di Emergency.


Il filo conduttore del nuovo numero è la sicurezza, declinata nelle sue dimensioni nautica, geopolitica, sanitaria e ambientale. Al centro della rivista l’inserto speciale dedicato a “Eliche responsabili”, la campagna nazionale promossa dalla Lega Navale Italiana in collaborazione con la Marina Militare, il Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e la FIPSAS. L’iniziativa punta a prevenire gli incidenti che coinvolgono bagnanti e subacquei e a richiamare diportisti e cittadini al rispetto delle distanze, dei limiti di velocità e delle principali norme di navigazione.


Sul fronte internazionale, Alessio Patalano, professore di Guerra e Strategia in Asia Orientale e co-direttore del Centre for Grand Strategy del King’s College di Londra, analizza il ritorno del potere marittimo nella geopolitica contemporanea. Il contributo mette in relazione la diffusione di droni, missili di precisione e mezzi autonomi con la crescente dipendenza delle economie dalle rotte commerciali e dalle infrastrutture digitali posate sui fondali. Ne emerge una riflessione sulle nuove vulnerabilità degli spazi marittimi e sulle scelte che attendono le Marine, compresa quella italiana, tra grandi piattaforme navali, unità modulari e sistemi senza equipaggio.


Alla protezione delle rotte è dedicato anche l’approfondimento del contrammiraglio in riserva Giovanni Battista Piegaja, esperto di operazioni di sminamento. L’articolo ricostruisce il peso strategico assunto dalle mine navali nei conflitti e i loro effetti sul commercio e sulla libertà di navigazione. Piegaja illustra inoltre il funzionamento dei moderni cacciamine, che impiegano sonar ad alta frequenza, veicoli subacquei filoguidati e sistemi autonomi per individuare, identificare e neutralizzare gli ordigni, soffermandosi sulle competenze sviluppate dalla Marina Militare e sulle unità della classe Gaeta.


Il numero dedica spazio anche alle storie di Francesca Lollobrigida e Giacomo Perini. La pattinatrice di velocità su ghiaccio, due volte campionessa olimpica ai Giochi invernali di Milano Cortina 2026, firma la rubrica “Il mio mare”, un racconto personale sul legame con il litorale laziale, luogo degli affetti familiari e parte integrante della sua preparazione atletica. In un’intervista di Lorenzo D’Ilario, il canottiere paralimpico Giacomo Perini ripercorre invece il lungo percorso che gli ha consentito di riottenere la medaglia di bronzo conquistata nel singolo PR1 ai Giochi di Parigi 2024, inizialmente revocata e poi restituita dopo l’accoglimento del ricorso da parte del Tribunale arbitrale dello sport di Losanna.


Nella sezione dedicata alla cultura trova spazio un ritratto di Luca Carboni, firmato da Patrizio Ruviglioni, che ripercorre il rapporto personale e artistico del cantautore con il mare. Marco Trecalli racconta attraverso il fumetto la figura di Enzo Maiorca, socio della Lega Navale, campione dell’apnea e promotore della tutela degli ambienti marini, mentre Corrado Ricci ricorda Agostino Straulino, protagonista della vela italiana del Novecento.


Sul versante ambientale, “Lega Navale” celebra i quarant’anni delle Aree Marine Protette italiane, a partire dalle esperienze di Ustica e Miramare, con un approfondimento sulla conservazione della biodiversità, sulla ricerca scientifica e sull’educazione ambientale. Il numero presenta inoltre “Le parole del mare”, la video-serie realizzata dall’Accademia della Crusca e dalla Lega Navale Italiana, e ripercorre i primi dieci anni del “Cantiere della Memoria” delle Grazie di Portovenere.


Completano il numero articoli sullo Stand Up Paddle, sull’impiego dell’intelligenza artificiale nella formazione velica, sulla prevenzione dermatologica durante la navigazione e sulle procedure per un ancoraggio sicuro in rada. Spazio anche al consueto notiziario nautico curato da “Bolina” e al “Diario di bordo della LNI”, con una selezione delle principali notizie dal mondo del mare e dell’associazione.


Il numero 3/2026 di “Lega Navale” è disponibile qui 






Il McDonald’s Job Tour fa tappa a Surano - Si sono svolti la scorsa settimana i colloqui per i 40 posti di lavoro da inserire nel ristorante di prossima apertura a Surano

 Surano, 27 luglio 2026 La scorsa settimana si è svolto il McDonald’s Job Tour di Surano, l’evento itinerante di selezione del personale organizzato per le nuove aperture e assunzioni McDonald’s in tutta Italia. Presso la struttura Re dei Re, Strada Statale 275 hanno preso il via i primi colloqui individuali per coloro che vogliono lavorare nel nuovo ristorante della città.

 

McDonald’s è alla ricerca di 40 persone che abbiano voglia di mettersi in gioco, di lavorare in squadra e a contatto con i clienti, da inserire nel team del nuovo ristorante. Le persone selezionate verranno inserite in un percorso di formazione propedeutico alle mansioni che svolgeranno; saranno inquadrate con contratti part-time o full-time, in base alle esigenze del ristorante, secondo il contratto nazionale del turismo. La retribuzione è quella prevista dallo stesso contratto, chiaramente parametrata al numero di ore lavorative settimanali.

McDonald’s Job Tour a Surano

La tappa del Job Tour ha dato il via al percorso di ricerca e selezione del personale per entrare a far parte del team del ristorante McDonald’s di prossima apertura a Surano, che si aggiungerà agli altri 4 ristoranti già presenti in provincia di Lecce. Durante la giornata, i primi oltre 70 candidati hanno avuto la possibilità di sostenere un colloquio individuale e di incontrare e confrontarsi con i dipendenti di altri ristoranti.

Lavorare in McDonald’s

Queste nuove posizioni rientrano nel piano di crescita nazionale, che anche quest’anno prevede l’assunzione di 5.000 nuove persone in tutta Italia. McDonald’s conta ad oggi oltre 800 ristoranti in tutta la Penisola, dove lavorano 40.000 dipendenti, che ogni giorno servono più di un milione di persone.

 

Un ambiente inclusivo che garantisce a tutti le medesime opportunità di crescita: il 60% dei dipendenti è rappresentato da donne che sono il 50% degli store manager, mentre il 60% dei dipendenti ha meno di 30 anni e il 32% è studente. Un’opportunità di lavoro stabile e concreta, dove il 95% delle persone è assunto con contratto stabile.

 

Grazie ad un programma di formazione da due milioni di ore all’anno, McDonald’s garantisce a tutte le sue persone un percorso strutturato, volto a valorizzare i propri talenti e a fornire tutti gli strumenti necessari per permettere a ciascuno di crescere in azienda.

 




Fino al 7 settembre | LECCE | The Future Image – Scavi sull’Oriente di Heba Y. Amin con Vincenzo Valente a cura di Brizia Minerva tra Museo Castromediano e San Francesco della Scarpa

 Fino a lunedì 7 settembre, tra la Pinacoteca del Museo Castromediano e l’ex Chiesa di San Francesco della Scarpa a Lecce, prosegue “The Future Image. Scavi sull’Oriente di Heba Y. Amin con Vincenzo Valente”, a cura di Brizia Minerva, tra i progetti vincitori del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. La mostra è la prima personale in Italia dell’artista egiziana e presenta un corpus di opere realizzato appositamente al termine di un lungo percorso di ricerca, studio, viaggi e relazioni.


Nata al Cairo nel 1980, Heba Y. Amin affronta temi politici attraverso storie emerse dagli archivi, utilizzando film, fotografia, performance, installazione e altri linguaggi multimediali. Con un approccio speculativo e spesso satirico, mette in discussione le narrazioni della conquista, del controllo e della costruzione del potere attraverso le immagini, rileggendo in chiave critica e non eurocentrica l’eredità dell’Orientalismo. Il lavoro ha preso forma attraverso diverse fasi di residenza e approfondimento tra Lecce e Il Cairo. Nel Salento, grazie anche alla disponibilità degli eredi, Amin ha potuto accedere alle opere e all’archivio di Vincenzo Valente (Specchia, 1845 – Napoli, 1889); in Egitto ha elaborato il quadro teorico e formale dell’esposizione. Formatosi presso il Real Istituto di Belle Arti di Napoli, Valente si trasferì in Egitto tra il 1873 e il 1874. Al Cairo aprì uno studio, insegnò alla Scuola di Arti e Mestieri, lavorò nei palazzi e frequentò la comunità italiana della città. Accanto alla pittura sviluppò un’intensa attività di caricaturista, ritraendo cantanti dell’Opera Khediviale, musicisti e protagonisti della vita culturale cairota. Il confronto tra la sua esperienza e lo sguardo contemporaneo di Amin costituisce il nucleo centrale del percorso espositivo.


Il percorso si articola in due sedi. La Pinacoteca del Museo Castromediano, aperta dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 20:00 con ingresso libero, accoglie una selezione di lavori di Valente, in gran parte provenienti dagli eredi e restaurati appositamente per l’occasione, affiancati da alcune nuove produzioni di Amin. L’allestimento, ospitato al terzo piano, è suddiviso nelle sezioni La formazione, Il Cairo, Tracce, documenti, fotografie e lettere e Le caricature del Cairo. Nell’ex Chiesa di San Francesco della Scarpa, aperta dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 20:00, chiusa la domenica e nei giorni festivi con ingresso libero, sono invece esposti un video-saggio inedito, una grande scultura in cartapesta, ceramiche, serie fotografiche e altri interventi realizzati dall’artista per il progetto, insieme a un’opera di Vincenzo Valente.


Inaugurata mercoledì 22 luglio con una grande partecipazione di pubblico, l’esposizione ha offerto un primo momento di confronto sui temi storici, culturali e politici che attraversano la ricerca. Insieme a Heba Y. Amin sono intervenuti Wael Farouq, docente di Lingua e letteratura araba all’Università Cattolica di Milano, che ha approfondito le questioni legate all’Orientalismo; i familiari di Vincenzo Valente; Silvia Miglietta, assessora regionale alla Cultura e alla Conoscenza; Loredana Capone, consigliera regionale; Francesco Somaini, prorettore alle Politiche culturali dell’Università del Salento; Luigi De Luca, direttore del Museo Castromediano; e Paolo Mele per Kora – Centro del Contemporaneo.


La serata inaugurale è stata l’occasione per ricordare Brizia Minerva, che ha ideato e curato la mostra, lavorandovi fino agli ultimi giorni della sua vita. A lei si deve la volontà di riportare l’attenzione sulla figura di Vincenzo Valente e di riunire nella Pinacoteca del Museo Castromediano un importante nucleo di opere custodite nelle case degli eredi. Minerva ne aveva esplorato e documentato l’archivio, maturando la consapevolezza del valore di un artista capace di osservare e rappresentare l’Oriente attraverso un’esperienza diretta, lontana dalla semplice riproduzione di uno stereotipo esotico.


La ricerca parte dal presupposto che l’Orientalismo non sia stato semplicemente un regime di rappresentazione, ma un progetto di civiltà capace di imporsi: l’Oriente immaginato dall’Europa è diventato materialmente reale attraverso la ripetizione, l’estrazione, l’architettura, la museologia, il cinema, il militarismo, il turismo e la riproduzione tecnologica. «Quello che per me era iniziato come uno studio sulla produzione di immagini coloniali si è evoluto in qualcosa di molto più strano: la scoperta di un meccanismo attraverso il quale l’Europa riscopre ripetutamente le proprie proiezioni», ha sottolineato l’artista.


La mostra è realizzata nell’ambito del progetto The Future Image, sostenuto dal PAC 2025 - Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, in collaborazione con Regione Puglia, Provincia di Lecce, Polo Biblio-Museale di Lecce, Puglia Culture, Comune di Castrignano de’ Greci e Kora – Centro del Contemporaneo.


Il progetto si inserisce profondamente nella storia e nella vocazione del Museo Castromediano, luogo che per identità culturale e collocazione geopolitica guarda al Mediterraneo come spazio di attraversamento, conflitto, relazione e conoscenza. La mostra utilizza l’arte come occasione di prossimità e interrogazione, trasformando lo sguardo sul passato in uno strumento per leggere il presente e immaginare un futuro nel quale la relazione con l’altro non sia fondata sulla distanza, sulla proiezione o sullo stereotipo.


Apertura Mostra | Sino al 7 settembre

Museo Castromediano | Dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 20:00 - ingresso libero

Ex Chiesa San Francesco della Scarpa | Dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 21:00 | 

Chiuso domenica e festivi

Ingresso libero

Info e contatti 0832373572







Trump, la NATO e l'Italia ovvero Trump preferisce la guerra?

 

#transexualrights Carlotta la dea trans

 

15 Miliardi per le Armi, Spiccioli per la Sanità: Il Paradosso del Fondo "Safe" e l'Ipoteca sul Nostro Futuro - Intervento di Stefano Donno

Abbiamo trovato 15 miliardi di euro. Una notizia fantastica, direte voi. Forse finalmente assumeremo quei medici e infermieri che mancano nei nostri pronto soccorso? Forse taglieremo le tasse sul lavoro per dare ossigeno alla classe media? O magari metteremo in sicurezza i nostri territori che si sgretolano a ogni pioggia autunnale?

Niente di tutto questo. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che l'Italia ha "prenotato" 14,9 miliardi di euro dal fondo europeo "Safe". L'obiettivo? Acquistare armi e rafforzare l'industria bellica. Una decisione definitiva arriverà a fine anno, ma la rotta è tracciata.

Come analista finanziario e politico, devo dirvi la verità: ci stiamo infilando in un vicolo cieco.

Il problema non è la difesa, è il metodo

Nessuno con un minimo di buonsenso nega che l'Europa e l'Italia debbano potenziarsi militarmente. Il mondo è cambiato. Ma dal punto di vista economico, pompare quasi 15 miliardi di euro nell'acquisto di armamenti senza un piano di ritorno strutturale è un suicidio finanziario. La spesa militare, se non gestita con estrema furbizia, ha un "moltiplicatore economico" bassissimo. Un missile comprato e stoccato in un magazzino non genera ricchezza, non crea indotto a lungo termine, non migliora la produttività del Paese. È pura spesa a fondo perduto.

Nel frattempo, stiamo drenando risorse preziose – che siano fondi europei o debito pubblico, sempre soldi dei contribuenti sono – che avrebbero potuto generare una crescita reale se investite in innovazione civile, istruzione e sanità. Ci stiamo armando per difendere un Paese che, socialmente ed economicamente, rischia di svuotarsi dall'interno.

Come uscirne: Tre soluzioni pragmatiche

Non possiamo semplicemente dire "no" e voltare la testa dall'altra parte. Se dobbiamo spendere per la difesa, dobbiamo farlo in modo intelligente. Ecco cosa dovrebbe fare il Governo italiano da qui a fine anno:

  1. Vero Esercito Europeo, non spesa nazionale frammentata: Basta con l'Italia che compra i suoi carri armati, la Francia i suoi e la Germania i suoi. L'UE spende in difesa quasi quanto gli Stati Uniti, ma con un'efficienza ridicola a causa delle duplicazioni. I 14,9 miliardi non devono andare ad arricchire singole lobby nazionali della difesa, ma devono essere vincolati alla creazione di veri e propri hub di difesa integrata europea. Meno armi, ma condivise e più efficienti.

  2. La clausola del "Dual-Use" (Uso civile e militare): Ogni euro speso in ricerca e sviluppo militare tramite il fondo Safe deve avere una ricaduta civile obbligatoria. Finanzi i droni? La tecnologia deve servire anche per la protezione civile o l'agricoltura di precisione. Finanzi la cybersicurezza? Deve proteggere anche gli ospedali e i database pubblici. Dobbiamo trasformare la spesa militare in un volano per l'innovazione tecnologica civile.

  3. Trasparenza assoluta e vincolo di spesa sociale: Serve un "Patto di Bilanciamento". Per ogni miliardo attinto per l'industria bellica, l'Unione Europea deve svincolare dal Patto di Stabilità un miliardo da investire in spesa sociale. I cittadini accetteranno di finanziare la sicurezza esterna solo se sentiranno che la loro sicurezza interna (salute, lavoro, istruzione) non viene sacrificata sull'altare dei bilanci.

Se Tajani e il Governo vogliono davvero usare questi 14,9 miliardi, hanno tempo fino a fine anno per dimostrare che non si tratta di una cambiale in bianco all'industria delle armi, ma di un piano strategico. Altrimenti, avremo arsenali pieni, ma un Paese sempre più povero e arrabbiato





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