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mercoledì 19 agosto 2026
The complete Peanuts. Vol. 20 di Charles M. Schulz (Panini Comics)
Nel biennio di strisce coperto da The Complete Peanuts: 1989-1990 succede una cosa incredibile: Charlie Brown conquista una ragazza! Inoltre, Olaf, fratello di Snoopy, partecipa a un concorso di bruttezza canina, Piperita Patty finisce alla scuola estiva, Pig-Pen si candida a capoclasse e Marcie ha un piccolo esaurimento nervoso! Con un’introduzione di Lemony Snicket
L'ultimo bacio prima della quiete di Giovanni Albano (Kimerik)
Luca ha in apparenza una vita perfetta: è un giovane medico, impegnato all'ospedale di Norcia, vive in una bella casa e ha una moglie e una figlia. Tuttavia, dopo una festa in maschera e l'incontro a sorpresa con una conoscenza di vecchia data, la cantante Elisa, Luca scopre di essere cambiato. Una passione viva e bruciante, mai sperimentata prima di quel momento, lo divora ed Elisa diventa per lui una vera e propria ossessione. A poco a poco, egli inizia a spogliarsi di ogni menzogna borghese, di dogmi e doveri sociali, che lo portano a compiere scelte che mai avrebbe pensato di prendere anche solo in considerazione nel corso della propria esistenza. Ma Elisa è croce e delizia, una presenza incostante e capricciosa, che in più di un'occasione non manca di deludere Luca, che si scopre infine ad accettare le attenzioni di Anna, la caposala della struttura ospedaliera in cui lavora. La sua quotidianità subisce così un'ulteriore svolta; tuttavia, al contempo, l'incubo della morte continua a perseguitarlo. Inoltre, nonostante la presenza di Anna, Elisa continua ad ammaliare Luca, che si ritroverà a imboccare una strada senza apparente via di ritorno. Con una prosa elegante e poetica, Giovanni Albano evidenzia luci e ombre della società moderna e della più intima natura umana, attraverso intense analogie e metafore e attraverso le emozioni e le sensazioni delle iconiche figure che popolano il suo romanzo, ambientato in un'Umbria che rispecchia appieno i mutamenti e i tormenti interiori del protagonista e che l'autore descrive in maniera precisa e impeccabile, dopo aver studiato con passione ed estrema cura il territorio della regione
martedì 18 agosto 2026
Pasolini, l’ossimoro che ancora ci brucia. Perché dobbiamo (ri)leggerlo subito
ai content - Smettiamola di imbalsamare Pasolini. Smettiamola di ridurlo a icona pop o a santino laico da citare per darsi un tono di "corsari" da salotto. A cinquant'anni dalla sua scomparsa, Pier Paolo Pasolini non è ancora stato compreso davvero. Lo abbiamo fatto a pezzi – il suo corpo fisico, quello mentale, quello poetico – e abbiamo scambiato la sua straordinaria complessità per doppiezza.
Ma c’è un libro che finalmente rimette ordine in questo caos, ed è un'opera che scuote le fondamenta della nostra pigrizia intellettuale: “P.P. Pasolini: l’ossimoro vivente” di Donato Di Poce (edito da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno).
Di Poce non scrive una biografia, non scrive un saggio accademico polveroso. Scrive una tesi militante.
In questo saggio, Di Poce ci costringe a guardare nell'abisso di quella che lui chiama "la galassia di CreAttività" pasoliniana. Dalle borgate di Ragazzi di vita all'opera-testamento Petrolio – il "Poema delle stragi" – l'autore smonta l'errore di chi ha visto in PPP una maschera. No, Pasolini era l'incendio che bruciava la menzogna della modernità usando proprio le armi della modernità.
Perché leggere questo libro oggi? Perché, come scrive Donato Di Poce nell’introduzione: “Non abbiamo ancora fatto i conti con P.P. Pasolini”.
Se volete capire perché Pasolini ci dà ancora così fastidio – e perché questo è l'unico motivo per cui dovremmo leggerlo – iniziate da qui.
Un jolly totale per la scossa: perché l’arrivo di Moreira è la mossa che nessuno si aspettava (ma che serviva)
ai content - Se c’è una cosa che il mercato del Milan ci sta insegnando quest’anno, è che la programmazione non segue più le vecchie logiche dei colpi a effetto, ma va dritta alla ricerca di profili funzionali, dinamici e, soprattutto, imprevedibili. L’ultimo nome caldo di queste ore di fine agosto, legato a doppio filo all'arrivo di Rúben Amorim sulla panchina rossonera, è quello di Moreira: un vero e proprio jolly tattico capace di cambiare volto a un’intera squadra.
Leggendo le ultime notizie, l’idea di Amorim è chiara: non il classico esterno di fascia bloccato o il trequartista statico, ma un giocatore totale, fluido, capace di coprire entrambe le corsie o di agire con grande efficacia alle spalle della prima punta. È quel tipo di pedina che fa impazzire gli avversari in preparazione e costringe i tecnici rivali a stracciare la lavagna tattica un’ora prima del fischio d’inizio.
Perché questo colpo può diventare virale?
La polivalenza assoluta: Nel calcio moderno, i ruoli fissi sono una gabbia. Avere un giocatore che sa spingere a destra, accentrarsi a sinistra o inventare la giocata centrale significa poter cambiare modulo tre volte nella stessa partita senza fare un singolo cambio.
Il tocco di Amorim: L'impatto del tecnico portoghese si vede già nella ricerca di profili che abbiano intensità, intelligenza tattica e una fame smisurata. Moreira incarna esattamente questo spirito camaleontico.
L’effetto sorpresa per i tifosi: Quando arriva un elemento che non fa solo "il suo compitino", ma accende la fantasia e offre mille opzioni diverse, l'entusiasmo della piazza sale alle stelle. È il classico colpo da copertina che fa discutere i social, divide i puristi e accende il dibattito nei bar sportivi di tutta Italia.
Vederlo in campo sarà un test intrigante: riuscirà a prendersi subito una maglia da titolare o sarà l'arma segreta da mandare nella mischia per spaccare le partite bloccate? Una cosa è certa: la Serie A è avvisata, il Milan si è assicurato un vero jolly
Initial D. Vol. 22 di Shuichi Shigeno (Edizioni BD)
Ha inizio la sfida finale nell'area di Kanagawa: Project D contro Sidewinder! Una grandiosa festa resa possibile dalla marcia inarrestabile del Project D. Il momento della gara decisiva per eleggere i piloti da strada più veloci di tutto il Kanto si avvicina. La giostra Jorganizzata da Ryosuke Takahashi giunge finalmente al capitolo conclusivo! È ora di salire sul palcoscenico più prestigioso di tutti!
Punto zero di Slavoj Zizek ( Il Saggiatore)
Per Slavoj Zizek ci troviamo al «punto zero». Nel 2024 la rielezione di Trump ha fatto crollare un'altra volta le fragili impalcature delle sinistra mondiale, incapace di immaginare un'alternativa - e porre un argine - a un capitalismo guerrafondaio che sta aprendo nuovi fronti bellici, rinormalizzando la violenza e portando al collasso sociale e ambientale. Ma punto zero è anche uno spazio carico di possibilità, il campo base da cui ricalcare le proprie strategie per costruire nuove forme di critica e di lotta. Dalla violenza genocidaria di Israele a Gaza alle battaglie commerciali di dazi, dalla polveriera del Medio Oriente alla guerra civile in Sudan, dall'emergere dei nuovi «signori feudali» del digitale che tessono le trame dell'economia mondiale fino al crollo dei principi su cui si è fondato l'immaginario dell'Occidente, Zizek prende in esame i grandi nodi del mondo di oggi e avvia una riflessione attorno a quale sia il «momento di parlare». Le critiche rivolte a Israele e il tentativo di contestualizzare la violenza di Hamas - pur senza mai giustificarla - gli sono costati accuse e tentativi di censura. Questo libro invece ribadisce con forza che proprio nei momenti in cui le parole possono incidere davvero, quando ci si trova al punto zero, diventa necessario non restare in silenzio. Con l'ironia, la brillantezza e l'arguzia che da sempre caratterizzano il suo pensiero, Slavoj Zizek fornisce da un lato una mappa dei tempi inspiegabili in cui viviamo - dalla gabbia di sopraffazione in cui siamo tutti coinvolti, chi come vittima, chi come spettatore spaesato e scioccati. Dall'altro ci offre un seme di speranza, una potenziale via d'uscita dal punto zero per ricominciare la scalata che potrà condurci a una vera rivoluzione
lunedì 17 agosto 2026
Il battito della storia sotto la maschera: il ritorno di Joseph Fasano ne "Le Rondini di Lunetto" edito da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno
Qui non troverai solo la mia opinione su [Le rondini di Lunetto), ma il processo completo: cosa ho chiesto all’AI, cosa ha risposto e come l’ho corretta
C’è un silenzio, nelle pagine de Le Rondini di Lunetto, che ha il peso della pietra e il respiro del mare. Joseph Fasano, con questa opera pubblicata da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno , ci consegna non solo un romanzo, ma un’epopea dei vinti e dei sopravvissuti, un affresco vivido e lacerante di un’Italia che, all’indomani del secondo conflitto mondiale, tentava disperatamente di ricucire le proprie ferite senza avere ancora il coraggio di guardarle in volto
Il cuore pulsante del libro è il ritorno di Leonardo Gemetti, che riappare nel borgo calabrese di Lunetto sotto le spoglie di "Andreas Vinetti", un uomo avvolto in una maschera di seta nera che gli cela il volto e, in parte, l’identità
A fargli da contrappunto è Alessandra, figura femminile di rara forza e magnetismo. Lavoratrice nei cantieri navali, artista che ritrae il mare come un’entità infinita e incontenibile, Alessandra rappresenta la volontà di chi non si lascia annichilire dalla storia
La scrittura di Fasano è sapientemente calibrata, ricca di una sensorialità che profuma di gelsi, cipressi e iodio
Le Rondini di Lunetto è un romanzo necessario perché ci costringe a chiederci quanto siamo disposti a guardare negli occhi i nostri "fantasmi". Fasano ci ricorda che, anche tra le macerie materiali e morali di un paese spaccato, esiste una possibilità di redenzione: non attraverso l'oblio, ma attraverso l'accettazione della propria vulnerabilità
Un libro che si legge come un soffio di vento salmastro e che lascia, proprio come il mare della Calabria, detriti e tesori depositati nella memoria del lettore. Un'opera che conferma la maturità di Fasano nel maneggiare la complessità dell'animo umano, dove la salvezza non è una destinazione, ma una sfida che si rinnova ogni mattina, nel silenzio di una cattedrale o tra le onde di un cantiere navale
Regina d'Europa a casa di mamma: il capolavoro di Larissa Iapichino a Birmingham
Qui non troverai solo la mia opinione su [Larissa Lpaichino], ma il processo completo: cosa ho chiesto all’AI, cosa ha risposto e come l’ho corretta
Certe storie sembrano scritte da uno sceneggiatore di Hollywood in cerca di facili brividi, eppure la realtà riesce sempre a superare l'immaginazione. Domenica 16 agosto 2026, all'Alexander Stadium di Birmingham, Larissa Iapichino ha dipinto il capolavoro della sua giovane e già straordinaria carriera. Un volo di esattamente 7 metri: la misura d'oro, la medaglia più preziosa, il tetto d'Europa conquistato con il brivido e con la classe dei predestinati.
Ma per capire davvero cosa significhi questo trionfo, bisogna fare un passo indietro e guardare negli occhi l'emozione pura di un'atleta che, in terra britannica, giocava letteralmente in casa.
Un trionfo dal sapore di famiglia (e un centimetro che scotta)
La finale del salto in lungo degli Europei è stata una di quelle gare capaci di mozzare il fiato fino all'ultimo secondo. Una battaglia a nervi tesi, sferzata dal vento, in cui le grandi rivali – dalla tedesca Malaika Mihambo alla padrona di casa Jazmin Sawyers, fino alla francese Hilary Kpatcha – hanno dato vita a una sfida spaziale.
Ma Larissa ha chiuso i conti subito, piazzando il suo 7 metri tondo tondo già al primo tentativo.
E a fine gara, ai microfoni della Rai, è scattata la magia: "È fantastico vincere nella terra di mia mamma, davanti a una parte della mia famiglia. Il mio cuore appartiene all'Italia, ma c'è una parte che è un po' inglese".
Perché questa vittoria fa il giro del mondo (e dei social)
Nel mondo dello sport, i record e le medaglie sono fatti di numeri, ma le icone sono fatte di narrazione. E Larissa Iapichino ha tutto per diventare l'icona definitiva dell'atletica leggera moderna:
La dinastia che si rinnova: Dopo aver riscritto le pagine della storia battendo lo storico record italiano della madre, ora arriva la consacrazione internazionale all'aperto con un titolo europeo che la madre Fiona, incredibilmente, non aveva mai vinto in questa rassegna.
Il brivido dei centimetri:
Vincere per un soffio, soffrire, lottare contro la pressione e uscirne vincitrici. È il dramma agonistico che cattura l'attenzione di chiunque, anche di chi non segue l'atletica tutti i giorni. Charme, stile ed empatia: La freschezza di una ragazza che a 24 anni sa dominare la pedana con la ferocia della leonessa e sorridere ai microfoni con la semplicità e la consapevolezza di chi sa che questo è solo l'inizio.
Birmingham ci restituisce un'Italia dell'atletica sempre più padrona del palcoscenico continentale. Ma soprattutto ci consegna una campionessa immensa, capace di volare a sette metri dal suolo e di atterrare direttamente nella storia.
INCERTEZZA di YULEISY CRUZ LEZCANO
POESIA PER IL WEEKEND 1017
INCERTEZZA
Il giorno è una tana
di rugiada trasparente,
il fragile e incerto presente
solo l’immaginazione risana.
Ed è giorno creduto cielo
l’ora che noi definiamo sole,
la bevuta luce del girasole,
la treccia verde creduta pelo.
Nel credere il passero di sabbia,
cade, piuma a piuma, nella gabbia
come se bevesse buio dalle illusioni,
come se credesse fatto le intenzioni.
Intenzioni di parole senza fatti,
eroine di fuochi fatui,
vuoti senza corpo, non per delitto,
ma per il falso sogno d’infinito.
Quando la fine è un ventaglio
aperto a mille aurore,
il volo è un pesante bagaglio
di erbacce e spine senza fiore.
Se soffrire è cercare l’amore
per l’azzurro passero che porta stelle,
sulle scie delle aurore più belle,
cerchiamo fra le spine il fiore.
YULEISY CRUZ LEZCANO - brillante poetessa cubana emigrata alla soglia dei vent'anni e laureata in medicina a Bologna
Berserk collection. Vol. 43 di Kentaro Miura (Panini Comics)
Grazie alla premurosa supervisione del Sensei Kouji Mori e alla dedizione dei membri dello studio Gaga, torna il capolavoro del compianto Kentaro Miura!
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