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Il GP d’Olanda si trasforma in un thriller da brividi. Lando pigliatutto, Kimi Antonelli fenomeno vero resiste all'urto dei grandi, mentre a Maranello resta solo il rimpianto di un podio svanito sul più bello.
Dicono che Zandvoort sia una pista d'altri tempi, stretta, spietata, un toboga di sabbia e vento dove basta un millisecondo di distrazione per finire dritto nelle barriere. Ma quello che abbiamo visto in questo Gran Premio d'Olanda va ben oltre la semplice gara di Formula 1: è stato un vero e proprio romanzo pulp a 300 all’ora.
A prendersi la copertina, e a urlare al mondo intero che la sua McLaren fa sul serio, è Lando Norris.
Ma l'Italia dei motori, e chi ha il cuore che batte per il tricolore, non può che avere gli occhi lucidi per Kimi Antonelli. Il nostro Golden Boy della Mercedes si è preso un sontuoso secondo posto che profuma già di consacrazione definitiva.
E la Ferrari? Ah, la Ferrari… Il grande romanzo del "vorrei ma non posso". Le Rosse ci hanno provato, eccome se ci hanno provato. Lewis Hamilton ha lottato come una furia arrivando negli scarichi della Mercedes di Russell, e Charles Leclerc ha cercato di inventarsi il jolly strategico.
Menzione d'onore per il caos iniziale e il ko immediato del padrone di casa Max Verstappen, che ha ammutolito la marea arancione al primo giro.
Ora la carovana si sposta in Italia, nel tempio di Monza. La pressione sale alle stelle. Antonelli difende la vetta, Norris è in agguato e la Ferrari ha un solo obbligo: risorgere davanti al proprio pubblico. Sarà un settembre di fuoco

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