Una storia che intreccia morte e incanto, disperazione e desiderio.
«Con Il peggio arriva dopo [...], la scrittrice argentina Mariana Enriquez mette già in scena molte delle ossessioni che diventeranno il cuore della sua narrativa: il desiderio, il perturbante, la difficoltà di distinguere ciò che è reale da ciò che nasce dalla paura, la notte e una realtà urbana sempre sul punto di trasformarsi in incubo.» - Cristina Taglietti, La Lettura
Nella Buenos Aires sordida e vibrante degli anni Novanta, tre adolescenti si incontrano: Facundo, un giovane bellissimo che è diventato ricco prostituendosi e vive con un gatto nero di nome Lord Byron; Narval, un ragazzo perseguitato da esseri oscuri e allucinazioni macabre; Carolina, una ragazza instabile che abita un quotidiano fatto di droga e autodistruzione. Scritto da Mariana Enriquez quando aveva diciannove anni, Il peggio arriva dopo è diventato un libro di culto. Leggerlo oggi significa non solo accedere alle origini della prosa potente e perturbante di Enriquez, ritrovando molti dei temi che daranno forma al suo universo letterario, ma anche scoprire un’opera di incredibile modernità: un romanzo di vampiri senza i vampiri, un romanzo gotico senza castelli infestati, una ballata sulfurea in cui gli echi dei poeti del male si mescolano a una colonna sonora rock. Soprattutto, una tenebrosa e affascinante storia di ragazzi ritratti come angeli caduti

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