Dopo aver posto fine a una relazione durata sei anni, Annie Ernaux apprende che l’uomo che ha lasciato andrà a vivere con un’altra. La notizia insedia al centro della sua esistenza una donna di cui ignora tutto e alla quale tutto riconduce. Senza volto né nome, la rivale acquista la forza di una presenza reale: ogni sconosciuta può incarnarla, ogni parola dell’uomo può diventare un indizio. Il mondo si ricompone secondo la logica esclusiva della gelosia. Tempo, pensieri e gesti obbediscono a un’immaginazione che colma il vuoto con scene e ipotesi, fino a rendere accettabili comportamenti prima condannati o derisi. Ernaux ricostruisce questa occupazione interiore senza attenuanti né giudizi, seguendo la continua oscillazione fra lucidità e malafede, tra sofferenza e desiderio di sapere

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