“Queste di Geraldine Meyer sono storie estreme che ci imbarazzano. La sua scrittura scortica, scava sotto il velo delle nostre apparenze, delle nostre ipocrisie”. dalla prefazione di Nicola Vacca
Il male, quello di tutti i giorni, è cosa che riguarda tutti. Nessuno può dirsene esente. Ma nessuno pensa di compiere il male che, spesso, viene percepito come istinto di sopravvivenza. Il compito della letteratura però non è quello di giudicarlo ma, semmai, quello di raccontarlo. È quello che provano a fare questi racconti in cui ciò che resta è una domanda: se nessuno è innocente, allora nessuno è colpevole
Geraldine Meyer è nata a Milano cinquantatré anni fa. Ora vive nella splendida Tuscia viterbese. È stata per ventisei anni libraia e ha collaborato con alcune case editrici come Giunti e Astoria. Per alcuni anni ha svolto collaborazioni nel mondo del web scrivendo contenti per siti internet e curando blog di carattere economico. Ora coordina la rivista letteraria on line Lottavo.it
Martino Ciano dixit su Gli Amanti dei Libri : " La crudeltà non è sempre qualcosa che si manifesta con chiarezza, anzi, molte volte è subdola e si camuffa dietro i sentimenti genuini, i buoni propositi e un dover fare o un dover essere moraleggiante. I racconti di Geraldine Meyer affrontano proprio questi lati oscuri dell’umanità e delineano individui spinti dall’istinto di base, ossia, dalla necessità di sopravvivere. I personaggi di questi racconti non sono assassini, ladri, malfattori o psicopatici, ma persone comuni mosse solo dal dovere o attanagliate dal senso di colpa innescato dall’incapacità di conformarsi alle regole.
Dopotutto, il male è banale; se ci pensiamo bene, non è nulla di eccezionale. Spesso, la malvagità gratuita nasce in chi guarda in maniera incantata il mondo, in chi crede in un domani migliore, in chi non ha mai perso la speranza. Il male non è frutto di una predisposizione dello spirito o, peggio ancora, un fattore genetico, ma è una amnesia della Coscienza che sfocia in una naturale difesa della propria vita. In poche parole, il male è in tutti."
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