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sabato 13 dicembre 2025
Dal salotto al Palazzo. Storia del potere televisivo in Italia 1974-1994 di Mirco Dondi ( Laterza)
Mirco Dondi, sulla base di una documentazione inedita e di interviste ai protagonisti di questa rivoluzione, con un racconto originale e nuovo, getta finalmente luce sulla storia italiana più recente.
venerdì 12 dicembre 2025
Il Grande Freddo dei Conti Correnti: Se Mosca presenta il conto (salato) all'Europa - ecco cosa ne penso
C’era una volta l’inviolabilità della proprietà privata, quel pilastro sacro su cui l’Occidente ha costruito cattedrali finanziarie e imperi bancari. C’era, appunto. Perché a leggere le ultime dispacci da Mosca, sembra che quel pilastro sia stato definitivamente abbattuto a colpi di realpolitik e disperazione contabile.
Capitan Marvel icona femminile del fumetto contemporaneo
Capitan Marvel è uno dei nomi più “mobili” e simbolici della storia Marvel: un titolo che attraversa decenni, identità diverse e persino battaglie legali con la concorrenza, fino a incarnarsi oggi soprattutto in Carol Danvers, volto cosmico dell’Universo Marvel e icona femminile del fumetto contemporaneo. Dietro quel nome, però, c’è un’intera genealogia di guerrieri, alieni, umani potenziati e rivoluzionari che racconta, meglio di tanti saggi, l’evoluzione del supereroe moderno.
Le tante identità di Capitan Marvel - Il primo Capitan
Marvel marveliano è Mar‑Vell, un ufficiale dell’impero Kree creato da Stan Lee e Gene Colan alla fine degli
anni Sessanta e mandato sulla Terra come spia, sotto l’identità del dottor Walter Lawson. Nato come classico eroe “alieno che si innamora dell’umanità”, Mar‑Vell viene poi reinterpretato da
Jim Starlin come campione cosmico, “Protettore
dell’Universo”,
in prima linea contro minacce come Thanos e armato di una consapevolezza
cosmica che lo rende quasi mistico. Con il
passare degli anni, il mantello di Capitan Marvel passa di mano più volte: dopo
Mar‑Vell
arrivano il figlio Genis‑Vell, la figlia Phyla‑Vell,
l’eroe Kree Noh‑Varr e altri
ancora, ognuno espressione di una fase diversa della Marvel, dal cosmico
psichedelico degli anni Settanta fino alle saghe più
recenti legate ai Guardiani della Galassia. Questa fluidità del titolo trasforma “Capitan
Marvel” in un vero e proprio ruolo narrativo, più che in un singolo personaggio fisso.
Carol Danvers: da spalla a protagonista - Carol Danvers
debutta alla fine degli anni Sessanta come ufficiale dell’aviazione
statunitense e responsabile della sicurezza in una base militare dove opera
Walter Lawson/Mar‑Vell. Un incidente con tecnologia Kree, che la investe
mentre Capitan Marvel tenta di salvarla, fonde il suo DNA umano con quello
alieno, rendendola ibrida e aprendo la strada alla sua trasformazione
supereroistica. Per anni Carol agisce con altre
identità, in particolare come Ms. Marvel, ma resta spesso relegata al ruolo di
comprimaria o membro di squadra, nonostante un potenziale enorme e una fanbase
crescente. È solo nel XXI secolo che Marvel decide di compiere la mossa
simbolica: Carol eredita ufficialmente il titolo di Captain Marvel e diventa la
portabandiera dell’eroismo cosmico moderno, al centro di serie regolari e
grandi crossover.
Poteri e ruolo nell’universo Marvel - Le capacità di Carol
Danvers, nella sua incarnazione più recente, la pongono nella fascia alta della
scala di potenza Marvel: forza e resistenza superumane, volo, percezione
potenziata e, soprattutto, la possibilità di assorbire energia e convertirla in
devastanti attacchi fotonici. In alcune versioni raggiunge stati ulteriormente
evoluti, in cui la connessione con l’energia cosmica la rende quasi
inarrestabile in ambiente spaziale. Ma il vero peso di Capitan Marvel non è
solo numerico: il personaggio è un nodo strategico nel versante spaziale
dell’universo Marvel, spesso ponte tra la Terra e imperi alieni come i Kree, e
figura chiave nelle grandi guerre cosmiche, dalle battaglie contro Thanos alle
crisi che coinvolgono razze intere. Questo la colloca idealmente come
“equivalente cosmico” di figure terrestri come Capitan America: un simbolo,
oltre che una combattente.
Eredità, cinema e impatto culturale - La storia di Capitan
Marvel ha anche un risvolto metanarrativo: il nome nasce originariamente in
casa Fawcett/DC, per poi diventare marchio Marvel dopo complesse vicende
editoriali, costringendo DC a riposizionare il suo eroe come “Shazam”. È una
delle dimostrazioni più evidenti di quanto il fumetto supereroistico sia anche
terreno di scontro identitario tra editori, con un singolo nome capace di
spostare equilibri di mercato. Con l’esplosione mediatica del personaggio di
Carol Danvers grazie al film del 2019 e al suo ruolo centrale nel Marvel
Cinematic Universe, Capitan Marvel diventa infine un’icona globale, associata a
temi come emancipazione femminile, rappresentazione e potere individuale in
contesti militari e politici. Nei fumetti, questa risonanza si traduce in
storie che parlano di trauma, leadership, responsabilità e appartenenza,
rendendo il titolo “Captain Marvel” uno dei più carichi di significato nella
mitologia Marvel contemporanea
"Yeshua. La Nascita": arriva il terzo capitolo della quadrilogia di Stefano Rigamonti sulla vita di Gesù
Arriva online il terzo volume
della serie Yeshua di Stefano Rigamonti, La Nascita, edito
da Scripsi. Il libro esplora un momento cruciale della storia: la
nascita di Gesù. Attraverso la storia di Yosef e Miriam, Rigamonti racconta il
loro percorso, dalle difficoltà del fidanzamento alle sfide che affrontano con
coraggio e fede, approfondendo temi universali come la speranza, l'amore e la
lotta interiore.
" Ho iniziato a scrivere
Yeshua perché non trovavo romanzi storici che trattassero di Gesù con il
realismo e la coerenza storica che cercavo. Per me è stato come tornare
indietro nel tempo, sedersi con Gesù come se fossi uno dei suoi amici. E ogni
volta che scrivo, mi pongo questo obiettivo: riscoprire la figura umana oltre
che quella divina di colui che ha cambiato la storia. Voglio che i lettori non
solo leggano, ma vivano con lui, con le sue debolezze e la sua forza, le sue
lotte e la sua speranza", dichiara Stefano Rigamonti.
Un romanzo umano e
terreno
Nel terzo volume, Rigamonti
esplora uno dei momenti più significativi della storia: la nascita di Gesù,
partendo dal fidanzamento di Yosef e Miriam fino alla fuga in Egitto. Gesù
(Yeshua), sebbene presente come un'ombra, è il catalizzatore di tutto, ma il
focus rimane sull'umano: l'amore, la paura, la rabbia e il sacrificio che
segnano i protagonisti. Il romanzo è caratterizzato da un forte realismo,
arricchito da visioni e sogni che aggiungono una dimensione soprannaturale alla
vicenda. La lotta interiore di Yosef e Miriam, e la figura di Erode come
antagonista, rendono la narrazione un viaggio attraverso le difficoltà umane,
senza mai dimenticare la speranza che emerge nei momenti più oscuri.
I primi due volumi
della quadrilogia
La serie finora ha saputo
conquistare non solo i lettori cristiani, ma anche chi cerca storie forti,
ricche di tensioni psicologiche e morali, capace di coinvolgere chiunque si
interroghi sul senso della vita e della fede. Nel primo volume, Yeshua. Il
regno, vengono esplorati i rapporti personali, le sfide e la crescita
interiore del nazareno, mentre nel secondo volume, Yeshua. La fuga, la
narrazione si concentra sulle difficoltà, i conflitti e l’avvicinarsi della
croce.
Stefano Rigamonti:
un autore multidimensionale
Stefano Rigamonti è un
compositore, autore e produttore musicale che, dopo aver ottenuto
riconoscimenti internazionali con oltre 50 milioni di visualizzazioni
dei suoi brani, ha esordito con successo nella letteratura con Yeshua,
una quadrilogia che affronta temi di spiritualità, ma anche di lotta interiore,
speranza e redenzione. Con la sua esperienza musicale, Rigamonti porta
un’energia e una freschezza narrativa che risuonano anche al di fuori dei
confini della letteratura religiosa. Un autore che sa cogliere l’essenza dei
momenti di transizione e di crescita in ogni essere umano, indipendentemente
dalla fede o dalla visione del mondo.
"Yeshua. La
Nascita della Speranza" – Il musical
giovedì 11 dicembre 2025
Stella 111 di Lutz Seiler (Utopia Editore)
All'indomani della caduta del Muro di Berlino, il giovane Carl, studente e lavoratore fuori sede, viene richiamato nel suo paese natale dai genitori, che stanno per lasciare la Germania Est. Anche per il ragazzo, che dovrebbe sorvegliare la casa e la memoria di famiglia, mentre la madre e il padre fuggono lontano, è però faticoso rimanere in uno stato che non c’è più. E così, muratore di formazione ma all’inseguimento di un’esistenza poetica, Carl arriva a Berlino, un autentico avamposto, dove viene accolto da un branco di giovani anarchici e, per sopravvivere, svolge lavori spesso ai limiti della legalità, fino a quando non riesce a pubblicare le sue prime poesie. Un po’ alla volta Berlino ritrova la normalità e Carl, diviso tra il prima e il dopo, tra la quotidianità e l’ambizione letteraria, mentre i genitori inseguono tra l'Europa e l'America i sogni di una giovinezza rubata, si consegna a una malinconica maturità, lontana dalle memorie della Germania Est, una su tutte la Stern 111, la radio di famiglia, una stella che coi suoi numeri ha illuminato le ombre di un’intera infanzia
Il "Grande Bastone" è tornato: Trump, il Venezuela e il monito globale di Washington - ecco cosa ne penso
Non è solo una petroliera. Quello che è accaduto ieri nelle acque internazionali, con il sequestro da parte delle forze statunitensi di una nave carica di greggio venezuelano, è la firma in calce al secondo mandato di Donald Trump. È il ritorno della gunboat diplomacy, la diplomazia delle cannoniere, aggiornata al 2025. Se qualcuno a Caracas, o peggio a Teheran e Pechino, pensava che la Casa Bianca avrebbe mantenuto un approccio di contenimento passivo, ora ha la risposta: l'America ha ricominciato a mostrare i muscoli, e non ha paura di usarli.
Moon Knight uno dei personaggi Marvel più disturbanti
Moon Knight è uno dei personaggi Marvel più affascinanti e disturbanti: un vigilante notturno in bianco candido, diviso tra identità multiple, misticismo egizio e pulsioni da giustiziere urbano, che negli ultimi anni è passato da cult icon a protagonista mainstream grazie alla serie Disney+. È l’eroe che Marvel usa quando vuole parlare di trauma, fede e follia, senza perdere il gusto per la rissa brutale sul tetto di una città illuminata dalla luna.
Origini tra horror e pulp
Moon Knight nasce nel 1975 sulle pagine di “Werewolf by Night” n. 32, come antagonista mercenario assoldato per catturare un licantropo, non come grande eroe destinato a durare decenni. Creato dallo sceneggiatore Doug Moench e dal disegnatore Don Perlin, è un character figlio dell’epoca in cui Marvel mischiava horror, pulp e supereroi, testando personaggi borderline dentro collane sperimentali.
Il suo vero nome è Marc Spector, ex pugile, ex soldato, poi mercenario: un uomo che ha visto troppa violenza e che fa soldi con la guerra prima di toccare il fondo in una missione in Egitto, tradito e lasciato morire nel deserto. È qui che entra in gioco Khonshu, dio egizio della Luna e della vendetta: Spector viene “resuscitato” ai piedi della sua statua, trasformato nel suo avatar terreno, un cavaliere lunare che deve punire i colpevoli.
L’uomo dalle molte maschere
Una delle chiavi che rende Moon Knight perfetto per un articolo virale è la sua psiche frammentata: non è solo Marc Spector, ma anche il milionario Steven Grant, il tassista Jake Lockley e, in alcune versioni, persino una sorta di “personalità supereroistica” autonoma. Nel tempo gli autori hanno interpretato queste identità come strumenti investigativi, ma anche come manifestazioni di un disturbo dissociativo vero e proprio, con un protagonista che non è mai completamente sicuro di sé o della sua sanità mentale.
Questa molteplicità lo rende un personaggio perfetto per l’era dei social: meme, thread e video-analisi adorano smontare e rimontare le sue identità, paragonandolo a un incrocio tra Batman e “Fight Club”, ma con l’estetica rituale di un culto lunare. La serie Disney+ ha estremizzato questo elemento mettendo al centro il conflitto tra Marc e Steven, trasformando la sua mente in un vero campo di battaglia
Poteri, simbologia e violenza
A differenza di molti supereroi, Moon Knight non è definito da raggi energetici o armature hi-tech, ma da un mix di addestramento militare, gadget estremamente fisici (truncheon, dardi lunari, mantello a mezzaluna) e, in alcune versioni, potenziamenti mistici legati alle fasi lunari. In determinate epoche editoriali, le sue capacità fisiche aumentano di notte e si amplificano con la luna piena, compreso un fattore rigenerante che gli permette di sopravvivere a ferite gravissime.
La scelta del costume bianco, spesso paragonato a quello di un “Batman all’inverso”, è programmatica: Marc Spector non vuole mimetizzarsi nell’ombra, vuole che i criminali lo vedano arrivare e ne abbiano paura. I suoi fumetti sono spesso più brutali della media Marvel: Moon Knight rompe ossa, sporca le mani, e non è raro vederlo spingersi sul confine di ciò che un “eroe” dovrebbe fare, alimentando discussioni infinite tra i fan.
Dalle strade di New York allo schermo
Nel corso dei decenni, Moon Knight ha oscillato tra serie regolari, miniserie e apparizioni come membro degli Avengers, senza mai diventare un “volto da copertina” stabile come Spider-Man o Iron Man, ma costruendo una fanbase fidelizzata. Proprio questa aura da “cult hero” ha reso la sua scelta per l’MCU particolarmente interessante: un banco di prova per raccontare qualcosa di più oscuro dentro il mondo Marvel.
La miniserie “Moon Knight” su Disney+ ha debuttato nel 2022, sei episodi che mescolano thriller psicologico, mitologia egizia e action supereroistico, con Oscar Isaac nel doppio (o triplo) ruolo e un’estetica più vicina al cinema d’autore che al classico blockbuster. Pur divisiva per alcuni fan, la serie ha portato il personaggio al grande pubblico, generando ondate di video esplicativi, analisi sulla salute mentale e un rinnovato interesse per le sue run più celebri in fumetteria.
Perché Moon Knight parla al presente
Moon Knight è il supereroe perfetto per un’epoca in cui non ci si fida delle identità monolitiche: è un protagonista rotto, che convive con il trauma e con una divinità ambigua che potrebbe essere salvezza o allucinazione. Le sue storie ribaltano la fantasia di potere tipica dei comics: qui il “potere” è spesso una maledizione che ti isola, che ti divora, che ti costringe a guardare negli occhi la parte peggiore di te stesso.
Per i lettori stanchi di eroi perfetti, Moon Knight è un invito a scendere nel lato oscuro dei supereroi, dove non ci sono slogan motivazionali, ma notti insonni, colpe da espiare e una luna che veglia su chi ha scelto di combattere comunque. Ed è proprio lì, tra il bianco accecante del suo mantello e il nero delle sue ossessioni, che continua a guadagnare fan, pagina dopo pagina
- https://it.wikipedia.org/wiki/Moon_Knight
- https://martinasfumetti.it/blog/tutto-su-moon-night-della-marvel-dai-comics-alla-serie-tv
- https://www.meganerd.it/chi-e-moon-knight-tutto-sulleroe-marvel-piu-complesso/
- https://en.wikipedia.org/wiki/Moon_Knight_(miniseries)
- https://www.fantasyroad.co.uk/posts/werewolf-by-night-32-review-the-first-appearance-of-moon-knight
- https://en.wikipedia.org/wiki/Moon_Knight
- https://www.tellyst.com/moon-knight-serie-tv-marvel-spiegazione/
- https://comicvine.gamespot.com/moon-knight/4005-1493/
- https://www.amazon.it/gp/bestsellers/appliances/18017872031/ref=zg_bs_nav_appliances_1
- https://www.reddit.com/r/Marvel/comments/st0wvp/can_someone_please_explain_moon_knight_to_me_the/
- https://www.youtube.com/watch?v=pXYTpFRGt4g
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