In the dim-lit alley of a New York memory,
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mercoledì 28 gennaio 2026
Shadows in the Frame: For Robert De Niro by Stefano Donno
Ottantacinque anni dalla battaglia di Cheren: un libro ne ricostruisce l’epopea
In occasione dell’85° anniversario della battaglia di Cheren,
il volume La battaglia di Cheren. L’agonia dell’Africa Orientale Italiana. 2
febbraio – 27 marzo 1941, pubblicato dall’editore toscano TRALERIGHE,
ne ripercorre le vicende e ne analizza le cause, i presupposti e le ragioni
storiche e militari.
Il libro, scritto da Ferdinando Emilio Abbate,
avvocato e storico, ricostruisce uno degli scontri più duri e sanguinosi della
Seconda guerra mondiale, conclusosi con un tragico bilancio complessivo di
quasi 50.000 perdite tra morti, feriti e dispersi delle due parti.
Già vincitore del Premio letterario TRALERIGHE STORIA 2023,
il volume ripercorre le operazioni belliche in Africa Orientale, dall’entrata
in guerra dell’Italia nel giugno 1940 – con l’invasione e la conquista della
Somalia britannica – all’offensiva inglese del gennaio 1941, che portò alle
battaglie interlocutorie di Agordat e Barentù e alla successiva ritirata
italiana su Cheren.
Intorno alla cittadina eritrea si sviluppò una feroce e
cruenta battaglia, destinata a segnare le sorti della guerra in Africa
Orientale. Granatieri, bersaglieri, alpini, artiglieri, camicie nere e ascari
dei reparti indigeni, “costretti dagli eventi tra le balze aride, brulle e
sassose delle montagne che difendevano Cheren, vi mantennero tenacemente le
posizioni per circa due mesi, dal 1° febbraio al 27 marzo 1941, reggendo l’urto
possente di un nemico immensamente superiore per numeri, mezzi, mobilità e risorse”.
Destinato non solo a storici militari e studenti, ma anche a
studiosi e appassionati di storia contemporanea, il libro offre un resoconto
dettagliato, documentato e avvincente degli eventi che portarono allo scontro e
del suo svolgimento, ricostruito giorno per giorno e su tutti i fronti di
difesa e di attacco.
L’autore, Ferdinando Emilio Abbate, è nato a Terranova
di Pollino (PZ) nel 1961. Avvocato, iscritto all’Ordine professionale di
Viterbo e con studio legale a Roma, è autore di saggi giuridici e storici che
hanno ottenuto numerosi riconoscimenti in ambito letterario.
Nella collana Historica dell’editore Jouvence – curata
da un comitato scientifico composto da storici di rilievo internazionale, tra
cui Franco Cardini e Gábor Klaniczay – ha pubblicato nel 2024 Friedland. La
battaglia che segnò l’apogeo dell’impero, opera premiata come miglior
saggio storico-strategico-militare nella XVII edizione del Premio Letterario
Internazionale Cosenza – Città Federiciana e insignita della Menzione d’Onore
nella sez. Saggistica dell’XI edizione del Premio Internazionale Casinò di Sanremo
– A. Semeria, oltre ad aver ottenuto il quarto premio nella Sezione
Saggistica della XXIX edizione del Premio Letterario Mondiale
Tulliola–Filippelli.
Per la stessa collana è in corso di pubblicazione Da
Nerone a Vespasiano. 69 d.C.: la prima grande crisi dell’impero.
La battaglia di Cheren. L’agonia dell’Africa Orientale
Italiana. 2 febbraio – 27 marzo 1941 è disponibile nelle librerie e nei principali punti
vendita online.
CLANDESTINI: CLANDESTINOS di Donato Di Poce con la traduzione di Hiram Barrios (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
CLANDESTINI: CLANDESTINOS – 65 Poeti Rivendicano le Voci Sommerse del Mondo
Un'antologia poetica che dà voce ai clandestini per necessità storica, violenza culturale e politica. Scopri storie di migranti cosmici, sans papiers e desideri incompiuti.
Esplora un Mondo di Voci Sommerse
L’antologia "Clandestini / Clandestinos" presenta una selezione accurata di poesie da 65 autori, tra cui Antonella Anedda, Maurizio Cucchi, Alda Merini e molti altri. Curata da Donato Di Poce con traduzione di Hiram Barrios, indaga la clandestinità da diverse angolazioni, assumendo il rischio di affrontare temi delicati come pregiudizi e discriminazioni.
I poeti riuniti qui mostrano che la rivendicazione con la parola inizia dalla poesia, dando ascolto a emarginati, minoranze etniche, culturali e religiose.
Connettiti con l'Anima del Mondo
Questa opera provoca empatia profonda, aiutandoti a sopravvivere tra i fili della memoria. Attraverso versi potenti, rivivi le mattanze silenziose dei media e la spettacolarizzazione fugace, trovando rivendicazione contro il silenzio complice.
Ideale per chi cerca poesia che parli di sopravvivenza, identità e desideri incompiuti – un tesoro per lettori appassionati di diritti umani e letteratura impegnata.
Scopri di più e acquista su Amazon per immergerti in questa antologia unica.
La "Piccola De-escalation" di Trump in Minnesota: Un Gesto Tardivo o una Manovra Politica? - ecco cosa ne penso
In un'America sempre più polarizzata, dove le politiche anti-immigrazione si trasformano in tragedie umane, Donald Trump ha annunciato una "piccola de-escalation" in Minnesota. Un'espressione che suona quasi ironica, come se ridurre la tensione in uno stato sull'orlo del caos fosse un favore concesso con parsimonia. Ma andiamo con ordine: dietro questo annuncio del 27 gennaio 2026 si cela un contesto di violenze, abusi e reazioni politiche che mettono a nudo le falle di un'amministrazione che ha fatto della repressione il suo cavallo di battaglia.
martedì 27 gennaio 2026
Eresia per un giorno perso - Valeriu Stancu | Poesia Ribelle dall'Est Europa
Eresia per un giorno perso
Valeriu Stancu
Poesia ribelle dall'Est Europa: sfida il pensiero dominante e invita a vedere davvero.
Una voce unica nella poesia contemporanea
Valeriu Stancu, poeta e editore rumeno di Iași, ci regala un'opera potente che unisce la tradizione est-europea alle influenze simboliste francesi di Rimbaud e Baudelaire. Pubblicato da iQdB casa editrice (I Quaderni del Bardo), Eresia per un giorno perso è tradotto in italiano e introdotto da Andrea Tavernati.
Temi centrali che colpiscono
- Eresia: ribellione al pensiero unico, difesa di un credo personale contro l'uniformità.
- Cecità: non poter vedere (oggettiva) o non voler vedere (soggettiva), metafora della disattenzione e della distanza dall'altro nell'uomo contemporaneo.
Il formato ampio, simile a un catalogo fotografico, lascia respirare le liriche e stimola riflessione profonda su società, relazioni e percezione. Un'opera lucente, con lessico reiterato che guida il lettore in un percorso illuminante.
“Due condizioni particolarissime che coinvolgono l’umana specie: l’eretico è colui che non si uniforma, si ribella, ha un suo credo da difendere che non si allinea al pensiero dominante.” — Lorenzo Spurio
Perfetta per chi ama la poesia che non si limita a descrivere, ma sfida e trasforma lo sguardo sul mondo.
Pronto a scoprire questa eresia poetica?
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Il trionfo dei numeri (e della narrazione pro‑export) - ecco cosa ne penso
Seconda e quarta economia del pianeta si stringono la mano e la Commissione europea esulta: 180 miliardi di scambi l’anno, dazi azzerati o ridotti sul 96,6% delle esportazioni europee, 4 miliardi di euro l’anno di risparmi per le imprese, prospettiva di raddoppiare le vendite di beni Ue in India entro il 2032.
Sul palcoscenico di Nuova Delhi, Ursula von der Leyen presenta l’intesa come risposta “cooperativa” al protezionismo trumpiano, segnalando che l’Europa non vuole ripiegarsi su sé stessa.
Il messaggio politico è chiaro: l’Ue vuole dimostrare di saper giocare la partita della potenza commerciale in Asia, non solo subire l’asse Washington‑Pechino. Ma dietro le cifre scintillanti resta la domanda: questo accordo è costruito anche a misura di cittadini e lavoratori europei o soprattutto per i grandi esportatori?
Agroalimentare: chi brinda e chi resta alla finestra
Il cuore dell’intesa è agroalimentare. Lì l’Europa ottiene ciò che chiede da anni: abbattere una muraglia di dazi indiani con punte fino al 150%.
Vini: da 150% a 75% subito, poi giù fino al 20%.
Olio d’oliva: dal 45% allo 0% in cinque anni.
Prodotti trasformati come pane, biscotti, dolciumi: via dazi fino al 50%.
Quote, salvaguardie e la retorica del “tutto sotto controllo”
Per altri prodotti – carne ovina e caprina, mais dolce, uva, cetrioli, cipolle essiccate, rum, amidi – arrivano contingenti tariffari con volumi limitati e dazi ridotti, più un meccanismo di salvaguardia che promette di intervenire in caso di “perturbazioni del mercato” causate dall’accordo.
È la grammatica classica del libero scambio controllato: apriamo le porte, ma con la mano sempre vicino alla maniglia, pronti a richiuderla. Il problema è che la storia degli accordi commerciali Ue dimostra quanto spesso queste clausole arrivino tardi, quando i danni per interi comparti sono già concreti e difficili da invertire.
Strategia globale: tra difesa, tecnologia e ombre democratiche
L’accordo commerciale non è un’isola: al vertice si è lanciato anche un partenariato UE‑India per sicurezza e difesa, con cooperazione su sicurezza marittima, cyber, antiterrorismo e spazio, oltre a negoziati su sicurezza delle informazioni e tecnologie critiche, con l’accordo scientifico prorogato fino al 2030.
L’Europa prova così a legare la dimensione economica a quella strategica, in un mondo in cui la neutralità non è più un’opzione. Ma mentre si firma con Nuova Delhi, pesa ancora il deficit di dibattito pubblico su cosa significhi, per i cittadini europei, intrecciare così strettamente commercio, difesa e tecnologie sensibili con un partner che non è certo immune da criticità in termini di diritti civili e libertà di stampa.
Il passaggio al vaglio del Consiglio, del Parlamento europeo e della ratifica indiana sarà il banco di prova: vera discussione politica o semplice ratifica di un percorso già scritto?
Una domanda finale: chi è seduto al tavolo?
Se 4 miliardi di dazi in meno per le aziende europee diventeranno più diritti, salari migliori, servizi pubblici più forti – o solo dividendi più alti – dipenderà da ciò che accadrà dopo le firme, non nelle foto di rito a Nuova Delhi. (Stefano Donno)
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