Donate
venerdì 28 novembre 2025
giovedì 27 novembre 2025
Washington brucia, Trump incassa: il sangue sulla Guardia Nazionale è lo spot perfetto per il Presidente - ecco cosa ne penso
Mentre l'America si prepara al tacchino del Ringraziamento, a Washington si serve piombo. Due soldati feriti, un "alleato" afghano col grilletto facile e un Donald Trump che non aspettava altro per dire: "Ve l'avevo detto". La tragedia nella capitale non è solo cronaca nera, è l'atto finale del fallimento di due presidenze.
Non c'è immagine più americana, in questo autunno di tensione e paranoia, del sangue che macchia l'asfalto di Washington D.C. proprio alla vigilia del Thanksgiving. Mentre le famiglie imbandiscono le tavole per ringraziare il Signore, a pochi passi dalla Casa Bianca si spara. E non è il "solito" pazzo solitario a cui la lobby delle armi ha venduto un fucile d'assalto al supermercato. No, questa volta il copione è così perfetto che sembra scritto dallo staff elettorale di Donald Trump.
Due membri della Guardia Nazionale sono a terra, in condizioni critiche. A premere il grilletto è stato Rahmanullah Lakanwal, 29 anni, rifugiato afghano. Uno di quelli che Joe Biden ha fatto salire sugli aerei della speranza nel 2021, mentre Kabul cadeva e l'Occidente si voltava dall'altra parte.
Il regalo di Natale anticipato per The Donald
Siamo onesti: per Donald Trump, questa tragedia è benzina purissima. Da mesi il Presidente (o Presidente-eletto, a seconda di quale battaglia legale stiate seguendo) ha militarizzato la capitale, schierando migliaia di soldati in una "occupazione" che un giudice federale ha persino definito illegale. I democratici gridavano al colpo di stato, i residenti parlavano di stato di polizia. Ma ora? Ora Trump può salire sul pulpito, puntare il dito insanguinato verso i suoi detrattori e urlare il suo "I told you so".
La sua reazione non si è fatta attendere ed è stata, come prevedibile, un misto di furia biblica e calcolo politico. "Un atto di terrore", ha tuonato. E subito dopo, la mannaia: stop immediato a tutte le pratiche di immigrazione per i cittadini afghani. Tutti. Non importa se hai aiutato i Marines a non saltare sulle mine per vent'anni; se vieni da Kabul, per l'America di oggi sei un potenziale terrorista.
L'eredità avvelenata di Biden
Ma se Trump è lo sciacallo che sfrutta la carogna, Biden è colui che ha apparecchiato la tavola. L'attentatore è arrivato con l'operazione Allies Welcome. Il nome, oggi, suona come una beffa atroce. La disastrosa ritirata dall'Afghanistan continua a presentare il conto agli Stati Uniti, non più nelle valli dell'Helmand, ma all'incrocio tra la 17esima e la I Street. L'incapacità dell'amministrazione democratica di gestire i controlli di sicurezza ("vetting", come lo chiamano loro) ha fornito a Trump l'arma perfetta per smantellare quel poco che restava del sistema di accoglienza.
La spirale della paura
Il risultato? Altri 500 soldati inviati a Washington. Una città che dovrebbe essere il simbolo della democrazia è ormai un fortino assediato dai suoi stessi difensori. La narrazione è semplice e terrificante: il nemico è in casa, è stato invitato dai "buonisti" e ora vi vuole uccidere. In questo clima da Far West istituzionalizzato, la verità è la prima vittima. Non importa capire il movente reale di Lakanwal (disperazione? radicalizzazione? follia?); ciò che conta è che lui è il volto del "male" che giustifica il pugno di ferro.
L'America del 2025 non è un Paese per vecchi, e nemmeno per giovani sognatori. È un Paese dove la politica si fa con i blindati in strada e dove ogni tragedia è solo un altro sondaggio elettorale mascherato da lutto nazionale.
Buon Ringraziamento, America. Se riesci a trovare qualcosa per cui ringraziare.
Ecco un video che documenta la controversa militarizzazione di Washington voluta da Trump, contesto fondamentale per comprendere perché quei soldati fossero lì a fare da bersaglio:
Il video è rilevante perché mostra le tensioni legali e sociali preesistenti alla sparatoria, spiegando la massiccia e contestata presenza militare nella capitale che ha fatto da sfondo all'attacco. (Stefano Donno)
Sentry: Il Dio Spezzato della Marvel e l'Oscura Verità Dietro il "Superman" Dorato
Dimenticate l’eroismo immacolato di Clark Kent o la nobiltà di Thor. Sentry non è un salvatore; è un avvertimento. Ecco la storia vera del personaggio più potente (e instabile) mai creato dalla Casa delle Idee.
Immaginate di avere il potere di un milione di soli che esplodono. Immaginate di poter piegare l'acciaio, volare più veloce della luce e persino resuscitare i morti. Ora, immaginate che l'unica cosa che vi impedisce di usare quel potere per salvare il mondo sia la vostra mente.
Benvenuti nella tragica, terrificante e affascinante esistenza di Sentry.
Per anni, Robert Reynolds è stato una nota a margine, un "meme" sulla potenza eccessiva, o semplicemente "quello che ha strappato in due Ares". Ma con i rumors sempre più insistenti sul suo debutto nel Marvel Cinematic Universe (si parla del film Thunderbolts*), è tempo di capire perché questo personaggio è molto più di un semplice mantello giallo.
1. La Più Grande Bugia della Storia del Fumetto
Per capire Sentry, bisogna capire come è nato. E la sua nascita è forse la più grande truffa di marketing (geniale) del fumetto moderno.
Nel 2000, la Marvel annunciò di aver ritrovato gli schizzi perduti di un eroe creato da Stan Lee negli anni '60, prima dei Fantastici Quattro. Dissero che questo eroe, Sentry, era il "padre" di tutti i supereroi Marvel, ma che era stato dimenticato per qualche motivo misterioso.
Spoiler: Era tutto falso.
Sentry era una creazione originale di Paul Jenkins e Jae Lee. L'idea meta-narrativa era brillante: Sentry era stato retconnato (inserito retroattivamente) nella storia. Era il migliore amico di Reed Richards, aveva calmato Hulk, aveva aiutato Spider-Man. Ma nessuno si ricordava di lui. Perché? Perché Robert Reynolds aveva dovuto cancellare la memoria del mondo intero (inclusa la sua) per salvarlo.
2. Il Paradosso di Robert Reynolds: Luce e Oscurità
Sentry non è solo un "Superman della Marvel". È una decostruzione psicologica dell'archetipo del supereroe. Robert Reynolds è un uomo di mezza età, sovrappeso, agorafobico, ex tossicodipendente, che si sveglia un giorno ricordando di essere un dio.
Ma c'è un prezzo.
Per ogni azione uguale e contraria, c'è una reazione. La psiche fratturata di Robert ha creato una nemesi che è parte di lui stesso: The Void (Il Vuoto).
Sentry è l'angelo dorato, il Guardiano del Bene.
The Void è un'ombra lovecraftiana con occhi infiniti e tentacoli neri.
La regola è crudele e matematica: Per ogni vita che Sentry salva, il Void ne ucciderà una. Se Sentry salva uno scuolabus che sta cadendo da un ponte, il Void farà deragliare un treno dall'altra parte del mondo. Più Robert usa il suo potere, più il Void diventa forte. È l'eroe che non può fare l'eroe senza condannare il mondo.
3. Livelli di Potenza: Oltre l'Assurdo
Se amate i dibattiti su "chi vincerebbe in uno scontro", Sentry è il game breaker. Il suo potere non è fisico, è molecolare. Può manipolare la realtà.
Ecco alcuni dei suoi momenti più virali (e violenti) che hanno scioccato i lettori:
World War Hulk: Quando Hulk è tornato dallo spazio per spaccare tutto, solo Sentry è riuscito a fermarlo in uno scontro titanico che ha raso al suolo mezza Manhattan, finendo in un pareggio dove entrambi sono tornati in forma umana.
L'Esecuzione di Ares: Durante l'evento Siege (L'Assedio), Sentry (sotto il controllo di Norman Osborn) ha afferrato Ares, il Dio della Guerra, e lo ha letteralmente strappato a metà in diretta TV. Un'immagine splatter che ha cambiato per sempre la percezione dei fumetti Marvel.
La Morte nel Sole: Ha chiesto a Thor di ucciderlo e di gettare i suoi resti nel sole per evitare che il Void distruggesse la Terra. E sapete cosa? È tornato. Non può morire.
4. Perché Sentry è Perfetto per Oggi
Viviamo nell'era di The Boys e Invincible, dove il pubblico ama vedere i supereroi "decostruiti", imperfetti e spaventosi. Sentry è l'apice di questo concetto.
Non è un cattivo, ma è una bomba a orologeria. Rappresenta la lotta contro la malattia mentale (schizofrenia, ansia, dipendenza) su scala cosmica. La sua storia non riguarda il battere il cattivo di turno; riguarda il tentativo disperato di Robert Reynolds di non perdere il controllo e diventare il mostro.
In un potenziale film MCU, Sentry non sarebbe l'eroe che arriva a salvare la situazione all'ultimo minuto. Sarebbe l'arma nucleare che i governi (come Valentina Allegra de Fontaine nei Thunderbolts) cercano di controllare, senza capire che stanno giocando con una forza che potrebbe inghiottire l'universo.
Sentry è un personaggio tragico, complesso e visivamente sbalorditivo. È il promemoria che il potere assoluto non corrompe soltanto: il potere assoluto terrorizza.
Se lo vedrete presto sul grande schermo, preparatevi. Non sarà il solito film di supereroi. Sarà un horror psicologico travestito da cinecomic.
La questione di Osimo. Storia di un trattato 1945-1975 di Giuseppina Mellace (LEG Edizioni)
La genesi del Trattato di Osimo risale agli anni precedenti la Seconda guerra mondiale, quando l’Italia fascista si era legata al Reich, e alla Pace di Parigi, che nel 1947 portò il paese sul banco degli imputati da punire duramente. Il confine orientale ne pagò le spese con profonde mutilazioni territoriali e lo svolgersi del drammatico esodo giuliano-dalmata, mentre il mondo si risollevava dalle macerie della guerra. Nella Venezia Giulia si continuò a combattere una battaglia sottaciuta, nell’assordante silenzio imposto dalla cultura ufficiale del tempo. Con il Memorandum di Londra (1954) e il fallimento degli incontri fra Italia e Jugoslavia, si giunse nel 1975 al Trattato di Osimo, che cristallizzò in confine definitivo la vecchia linea di demarcazione segnata provvisoriamente. Con una ricca analisi suffragata da ricerca archivistica, l’Autrice si sofferma sui retroscena dei vari documenti ufficiali e sulla preparazione del Trattato, nonché sulle conseguenze per Trieste, la Venezia Giulia, e il più ampio Confine orientale
mercoledì 26 novembre 2025
Quando la Diplomazia Diventa un Affare Immobiliare - ecco cosa ne penso
WASHINGTON – C'è una scena nel "Padrino" in cui si decide il destino delle famiglie non a tavola, ma in una stanza chiusa, tra sussurri e accordi che non vedranno mai la luce del sole. Se la trascrizione della telefonata tra Steve Witkoff e Yuri Ushakov rivelata da Bloomberg è accurata, la politica estera americana è appena entrata in quella stanza. E ha chiuso la porta a chiave, lasciando l'Europa e l'Ucraina fuori nel corridoio.
Non siamo più nel campo della diplomazia tradizionale. Dimenticate i comunicati congiunti e i vertici G7. Quello che emerge dal colloquio del 14 ottobre scorso tra l'inviato speciale di Trump, Steve Witkoff – un magnate del real estate prestato alla geopolitica – e il consigliere di Putin, Ushakov, è il trionfo del "metodo aziendale" applicato alla guerra più sanguinosa d'Europa dal 1945.
Il "Coaching" del Cremlino
Il dettaglio più agghiacciante non è tanto la volontà di trattare, quanto il come. Witkoff non si è limitato a trasmettere un messaggio; ha fatto da coach al Cremlino. "Ditegli che è un uomo di pace", "Fategli i complimenti per l'accordo su Gaza", "Usate quello come punto d'ingresso". In pratica, un inviato americano ha spiegato a un funzionario russo quali tasti psicologici premere per manipolare il Presidente degli Stati Uniti. È la diplomazia ridotta a psicoanalisi transazionale: lusinga l'ego del capo e otterrai il via libera.
Donetsk in Cambio di una Stretta di Mano?
E cosa c'è sul piatto? Secondo i leak, Witkoff avrebbe servito a Mosca la regione di Donetsk su un vassoio d'argento, parlando apertamente di scambi territoriali come se stessimo parlando di air rights su un grattacielo di Manhattan. "So cosa serve per chiudere l'accordo", avrebbe detto. Una frase che fa tremare i polsi a Kyiv. Perché implica che la sovranità ucraina sia diventata una commodity, un asset tossico da liquidare per chiudere il bilancio in attivo e passare al prossimo progetto.
La Solitudine dell'Europa
Mentre Trump liquida tutto come "procedura standard di negoziazione" – la classica mossa del dealmaker che deve vendere il prodotto a entrambe le parti – il silenzio assordante è quello dell'Europa. Se le sorti del Donbass e la sicurezza della NATO vengono decise in una telefonata di cinque minuti tra un costruttore americano e un ex KGB, Bruxelles è non pervenuta. Non è Realpolitik. La Realpolitik, per quanto cinica, ha una visione strategica. Questo sembra piuttosto un "flip" immobiliare: comprare a poco (la pace immediata), ristrutturare la facciata (congratulazioni reciproche) e vendere subito, ignorando che le fondamenta della casa (il diritto internazionale) stanno crollando.
Se Witkoff andrà a Mosca la prossima settimana come previsto, non porterà con sé solo un piano di pace. Porterà la conferma che nel nuovo ordine mondiale, tutto è negoziabile. Anche la libertà di un popolo. E il prezzo, a quanto pare, è molto più basso di quanto pensassimo.
#Witkoff, #Ushakov, #Trump, #Putin, #Ucraina, #Bloomberg, #Geopolitica, #DiplomaziaSegreta
Per comprendere meglio il contesto di queste proposte e la visione strategica (o la sua assenza) dietro i piani dell'amministrazione Trump per l'Ucraina, questo video offre un'analisi essenziale:
Il video è particolarmente rilevante perché disseziona i punti chiave della strategia di Trump e le implicazioni di un accordo che potrebbe congelare il conflitto alle condizioni del Cremlino, fornendo il background necessario per capire la logica dietro la telefonata Witkoff-Ushakov. (Stefano Donno)
Il Diavolo Custode di Hell's Kitchen: Perché Daredevil è molto più di un "Batman Rosso"
Se pensate che la cecità sia un handicap, non avete mai incontrato Matt Murdock.
Nel vasto pantheon della Marvel, tra dei del tuono e supersoldati a stelle e strisce, Daredevil occupa un posto speciale, oscuro e dannatamente affascinante. Non è solo un avvocato di giorno e un vigilante di notte; è l'incarnazione vivente della contraddizione. È un uomo di legge che la infrange ogni notte, un cattolico devoto che si veste da Diavolo.
Mettetevi comodi, perché oggi scendiamo nei vicoli di New York per scoprire i segreti dell'Uomo Senza Paura.
Dalle acrobazie al Noir: L'evoluzione di un'icona
Molti fan moderni, abituati alle tinte dark della serie Netflix o alle recenti run a fumetti di Chip Zdarsky, rimarrebbero scioccati nel vedere il debutto di Daredevil nel 1964.
Dimenticate il rosso sangue. Il costume originale era giallo e nero, simile alla tuta di un acrobata circense (un omaggio al padre, il pugile "Battling Jack" Murdock). All'inizio, le storie di Stan Lee e Bill Everett erano avventurose, quasi scanzonate.
Il punto di svolta: Tutto cambia quando arriva un giovane disegnatore e scrittore di nome Frank Miller alla fine degli anni '70. Miller prende un personaggio di serie B e lo trasforma in un dramma hard-boiled. Introduce Elektra, reinventa Kingpin (rubandolo a Spider-Man) e trasforma Daredevil in una tragedia greca moderna. Senza Miller, il Daredevil che amiamo oggi semplicemente non esisterebbe.
3 Curiosità che (forse) non sapevi su Daredevil
Come esperto, adoro scavare nel "dietro le quinte". Ecco tre chicche che vi faranno brillare nelle discussioni in fumetteria:
1. Il "Cugino" segreto delle Tartarughe Ninja
Questa è la mia preferita. Sapete che Daredevil e le Tartarughe Ninja condividono (ufficiosamente) la stessa origine? Kevin Eastman e Peter Laird, creatori delle TMNT, erano grandi fan di Frank Miller. Nel primo numero delle Tartarughe, il contenitore di melma radioattiva che colpisce i quattro rettili è lo stesso che, rimbalzando, colpisce un ragazzino sugli occhi, accecandolo. Quel ragazzino è Matt Murdock. Non solo:
Il maestro di Daredevil si chiama Stick (Bastone). Il maestro delle Tartarughe? Splinter (Scheggia).
I nemici di Daredevil sono la setta ninja della Mano (The Hand). I nemici delle Tartarughe? Il Piede (The Foot).
2. Mike Murdock: Il gemello immaginario
Nell'era della Silver Age, per proteggere la sua identità segreta, Matt Murdock si inventò una scusa assurda: disse a Karen Page e Foggy Nelson che Daredevil non era lui, ma il suo scapestrato fratello gemello, Mike Murdock. La cosa divertente? Matt iniziò a interpretare Mike, indossando abiti sgargianti e comportandosi in modo opposto al suo solito. Per anni, Matt ha dovuto gestire tre vite: l'avvocato, il vigilante e il fratello immaginario!
3. I "Sensi Radar" non sono un sonar
C'è un equivoco comune. Il potere di Matt non funziona esattamente come il sonar di un pipistrello o di un sottomarino. È molto più complesso. La mutazione ha elevato i suoi sensi rimanenti (tatto, olfatto, udito, gusto) a livelli sovrumani, ma il suo "Senso Radar" è una sorta di percezione a 360 gradi che non richiede suono. È in grado di sentire le variazioni di temperatura dell'aria quando un pugno sta arrivando, o di leggere un giornale semplicemente toccando l'inchiostro in rilievo sulla pagina (sì, non legge solo il Braille!).
Perché lo amiamo: Il Superpotere del "Senso di Colpa"
Ciò che rende Daredevil unico non è il bastone estensibile o le arti marziali. È la sua umanità. A differenza di Superman o Thor, Matt Murdock prende un sacco di botte. Finisce le sue notti sanguinante in un cassonetto, con le costole rotte e il cuore a pezzi.
È l'eroe più resiliente della Marvel. La sua vita è un ciclo continuo di distruzione e rinascita (non a caso una delle sue storie più famose si chiama Born Again). La sua fede cattolica gioca un ruolo cruciale: Matt è spinto da un senso di colpa cronico che lo obbliga a sacrificarsi per gli altri, cercando una redenzione che crede di non meritare mai.
In un mondo di eroi che volano, Daredevil è quello che cade, si rialza, sputa sangue e dice: "Non finisce qui."
È un personaggio denso, stratificato, perfetto per chi cerca storie che mescolano azione, procedura legale e profonda introspezione psicologica. Se non avete mai letto nulla di suo, fidatevi del vostro "amichevole esperto di quartiere": state perdendo una delle migliori narrazioni che il fumetto americano abbia mai offerto.
martedì 25 novembre 2025
La Strategia di una guerra usurante - ecco cosa ne penso
Il fragore degli attacchi notturni su Kiev – con i missili e i droni che lacerano il cielo e poi la quotidianità civile – non è solo un fatto di cronaca; è il segnale chiaro di una strategia deliberata che mira a sfiancare non l'esercito ucraino, ma la volontà di resistenza della popolazione. Le fiamme e il buio, i quartieri senza acqua né elettricità, sono l'espressione di una tattica brutale: l'asservimento attraverso la distruzione delle infrastrutture vitali.
Loki: L'Eterno Enigma Marvel. Non È Più Solo il "Cattivo" di Thor, ma il Custode del Multiverso!
Dimenticate il fratellastro astuto e geloso che abbiamo conosciuto nel primo Thor. Il personaggio di Loki Laufeyson è esploso oltre il ruolo di antagonista, diventando il cuore pulsante e inaspettato di alcune delle storie più complesse e affascinanti del Marvel Cinematic Universe (MCU) e dei fumetti.
Astuto, imprevedibile e dotato di un carisma quasi fastidioso, Loki è la prova che un "villain" può rubare la scena, conquistare il pubblico e, alla fine, riscrivere la propria storia. Ma quali sono i segreti e le curiosità dietro questa figura ondivaga? Preparatevi, perché il Dio delle Malefatte ha più strati di un'intera linea temporale.
🤯 5 Curiosità che Rendono Loki un Personaggio Unico
1. Il Vero Creatore degli Avengers è... Loki! (Involontariamente)
Molti sanno che la prima, storica, apparizione di Loki nei fumetti è avvenuta nel 1962 su Journey into Mystery #85 (creato da Stan Lee, Larry Lieber e Jack Kirby). Ma la curiosità clamorosa riguarda la fondazione degli Eroi Più Potenti della Terra! Nei fumetti, Loki orchestra una trama per far combattere Thor contro Hulk. È a causa del suo inganno che un gruppo eterogeneo di eroi – tra cui Thor, Hulk, Iron Man, Ant-Man e Wasp – si unisce per la prima volta per sconfiggerlo. Senza Loki, non ci sarebbero gli Avengers! Un merito che il Dio dell'Inganno probabilmente accetta con un sorriso sardonico.
2. Lady Loki, Kid Loki e Alligator Loki: Un Dio Fluido
Prima che la serie TV Disney+ rendesse il concetto di "Varianti" famoso, i fumetti Marvel avevano già esplorato le molteplici forme di Loki. Il Dio dell'Inganno è, per sua natura, un Mutaforma.
Una delle sue incarnazioni più celebri è Lady Loki, quando si impossessa magicamente del corpo dell'asgardiana Sif.
Esiste anche Kid Loki, una reincarnazione che vive una fase di eroismo, e il grottesco ma amatissimo Alligator Loki (il quale, tra l'altro, ha mangiato la mano destra del Loki Presidente in una storia a fumetti!).
💡 Il "God of Stories": Dopo la morte (ennesima!) e resurrezione, nei fumetti Loki ha abbracciato una nuova identità: il Dio delle Storie (God of Stories). Una metafora perfetta per un personaggio che riscrive continuamente la propria narrativa.
3. La Genitorialità Mitologica... Estremamente Complicata
Nelle schede della TVA (Time Variance Authority) della serie TV, Loki è etichettato come "Genere Fluido". Questo non è un elemento moderno: affonda le radici nella mitologia norrena! Nei miti originali, Loki si è trasformato in una puledra (sì, una femmina di cavallo) e ha partorito Sleipnir, il cavallo a otto zampe di Odino. Inoltre, nei fumetti Marvel, Loki è il padre del gigantesco lupo cosmico Fenris e della Dea dei Morti Hela (che nell'MCU è sua sorella). La sua famiglia è, a dir poco, inusuale.
4. Il Segreto Imbarazzante di Loki: Non Sa Nuotare
Questa è una chicca da vecchi lettori Marvel! Nelle sue prime apparizioni negli anni '60, si scoprì che nonostante i suoi poteri magici quasi illimitati (telecinesi, manipolazione di energia, viaggi dimensionali e immortalità condizionale), Loki non sapeva nuotare. Non è chiaro se questo "difetto" sia stato mantenuto, ma lanciare il Dio dell'Inganno in acqua era un modo infallibile per metterlo fuori combattimento!
5. Jim Carrey Poteva Interpretare Loki nel MCU!
Per un periodo, l'attore Jim Carrey era stato considerato per il ruolo di Loki, prima che l'iconica performance andasse a Tom Hiddleston. Ironia della sorte: la maschera mistica che dona i poteri al personaggio di Carrey nel film The Mask è, nei fumetti, un artefatto creato proprio da... Loki! Un'eco divertente che lega l'attore al personaggio in modi inaspettati.
Loki è il perfetto esempio di antieroe moderno. Nato come un semplice "villain" assetato di trono, il suo percorso è stato una montagna russa di tradimenti, alleanze forzate e sacrifici.
Dopo la sua morte drammatica per mano di Thanos in Infinity War, la sua Variante prelevata dal 2012 ha intrapreso un viaggio di auto-scoperta, spogliandosi degli inganni per affrontare la verità della sua "gloriosa causa" con la Time Variance Authority (TVA). Il suo destino finale, seduto sul trono alla fine dei tempi per custodire e tenere unite le migliaia di linee temporali del Multiverso, lo ha trasformato in una figura tragica, un guardiano solitario la cui astuzia è finalmente usata per uno scopo non egoistico.
Loki non è più solo il Dio dell'Inganno; è il Dio della Redenzione e, in un senso più ampio, il Dio del Destino stesso. La sua storia ci insegna che, non importa quanto sia stata distorta la nostra "Sacra Linea Temporale", c'è sempre spazio per riscrivere un finale migliore
Quattro profeti del disincanto. Un saggio necessario per decifrare l'Italia
In Evidenza
"Quattro profeti del disincanto. Un saggio necessario per decifrare l'Italia."
Acquista il VolumeScopri "Erotismo e Peccato" di Elisa Longo. Un viaggio poetico tra anima e corpo
Pelle accesa - Burning Skin di Maria Caspani (iQdB)
-
Milano, 20 aprile 1814: la notizia dell’abdicazione di Napoleone re d’Italia porta una folla inferocita a invadere il Palazzo del Senato p...
-
IQDB Casa Editrice presenta "Ho sbagliato tutt...
-
Stefano De Martino, sui social il video intimo con la fidanzata Caroline Tronelli: gli hacker violano le webcam di casa | Corriere.it




